Tour de France, Gaviria fa il bis allo sprint. van Avermaet resta in giallo

Un colombiano re dello sprint fa un po’ sorridere, se non altro ripensando a quando i sudamericani, il primo di spessore fu il Jardinerito Lucho Herrera, si esaltavano in salita, si incartavano in discesa e non prendevano in considerazione le volate. I tempi però cambiano ed il ciclismo anche: Fernando Gaviria piazza la sua seconda perla al suo esordio al Tour: vince la quarta tappa, 195 km da Baule a Sarzeau. Aveva vinto la prima, avrebbe forse vinto anche la seconda se non lo avesse fregato uno scivolone collettivo in prossimità del traguardo. Una volata che rasenta la perfezione: Richeze è l’ultimo vagone del treno della Quick Step, poi esce Gaviria. Il colombiano passa accanto a Kittel, che non riesce – questione di gambe – a cogliere l’attimo. L’attimo lo coglie Sagan, che però è costretto a guardare il dorsale del vincitore. Terzo incomodo, Andre Greipel. Era tempo che il Gorilla non si faceva vivo nelle volate. Forse non voleva farlo neanche stavolta, tanto da organizzare grandi manovre con la squadra. Poi evidentemente torna a respirare antichi profumi da volata, compie un recupero prodigioso.Sembra potercela fare, ma lo sforzo lo tradisce: il terzo posto comunque è una iniezione importante per il morale.

“La mia squadra ha fatto un grande lavoro per controllare la fuga. Siamo molto felici per il fatto di riuscire a fare queste gare. Grazie ai miei compagni per avermi aiutato a centrare questa vittoria”, è il commento a caldo di Gaviria. “Siamo venuti preparati a questo Tour senza lasciare nulla al caso. Sagan secondo? E’ il più grande corridore del gruppo, mi piace moltissimo battermi con lui”. Già, la fuga, stavolta il copione degli attaccanti senza speranza è quasi ribaltato. Al pronti via due belgi e due francesi, una sorta di semifinale mondiale giocata su strada: Dimitri Claeys, Anthony Perez, Cousin e Van Keirsbulck. Collaborano, amministrano il margine, tanto che a 25 km dal traguardo la Quick Step Floors di Gaviria inizia ad andare fortissimo per evitare la beffa. Scelta saggia se è vero che quello più tosto, Van Keirsbulck, viene ripreso a 1000 metri dall’epilogo.

La fuga dei quattro toglie abbuoni intermedi e tranquillizza van Avermaet. Il belga avrebbe potuto perdere la maglia gialla sommando abbuoni sul percorso ed al traguardo. Una volta il giochetto riuscì all’australiano O’Grady, in giallo dopo una tappa vinta da Blijlevens su Minali e Svorada. Il giorno dopo però ne parlarono in pochi: era il 1998, l’anno del trionfo di Pantani, ma al traguardo i gendarmi diedero il via allo scandalo doping che travolse la Festina ed in generale, per parecchi anni, il mondo del ciclismo. Tra le innumerevoli informazioni che la ultra secolare storia del Tour riversa quotidianamente, curiosa quella sulla quarta tappa che non ha quasi mai dato la svolta. L’unica eccezione nel 1911, dopo 344 km da Belfort a Chamonix: vittoria di Charles Crupelandt, conquista che poi si rivelerà definitiva della maglia gialla da parte di Gustave Garrigou. L’unica nota per la vetta è la ‘solita’ caduta. Restano dietro Rigoberto Uran e Ilnur Zakarin: la squadra del primo (la EF) è prontissima nel sostenere il rientro del capitano, la Katusha no e il russo perde quasi un minuto. Mercoledì quinta tappa: visto il percoso l’hanno definita una piccola Liegi, finale adatto ad un bis di Sagan. Chissà se Gavoria sarà d’accordo.

ORDINE D’ARRIVO
1. Fernando Gaviria          (Esp, Quick Step)   in  4h25’01”
2. Peter Sagan               (Svk, Bora)              s.t.
3. Andrè Greipel             (Ger, Lotto)             s.t.
4. Dylan Groenewegen         (Ned)                    s.t.
5. Marcel Kittel             (Ger)                    s.t.
6. Andrea Pasqualon          (Ita)                    s.t.
7. Alexander Kristoff        (Nor)                    s.t.
8. John Degenkolb            (Ger)                    s.t.
9. Dion Smith                (Aus)                    s.t.
10. Timothy Dupont            (Bel)                    s.t.
16. Greg Van Avermaet         (Bel)                    s.t.
27. Vincenzo Nibali           (Ita)                    s.t.
41. Chris Froome              (Gbr)                    s.t.
42. Nairo Quintana            (Col)                    s.t.
45. Richie Porte              (Aus)                    s.t.
121.Ilnur Zakarin             (Rus)                    a   59″
CLASSIFICA GENERALE
1. Greg Van Avermaet         (Bel, Bmc)        in 13h33’56”
2. Tejay Van Garderen        (Usa, Bmc)             s.t.
3. Geraint Thomas            (Gbr)                 a     3″
4. Philippe Gilbert          (Bel)                 a     5″
5. Julian Alaphilippe        (Fra)                 a     7″
6. Bob Jungels               (Ned)                   s.t.
7. Tom Dumoulin              (Ned)                 a    11″
8. Soren Kragh Andersen      (Den)                   s.t.
9. Michael Matthews          (Aus)                   s.t.
10. Rigoberto Uran            (Col)                 a    35″
14. Richie Porte             (Aus)                    s.t.
17. Chris Froome             (Gbr)                  a    55″
18. Adam Yates               (Gbr)                  a  1’00”
19. Vincenzo Nibali          (Ita)                  a  1’06”
20. Romain Bardet            (Fra)                  a  1’15”
42. Ilnur Zakarin            (Rus)                  a  1’51”
48. Nairo Quintana           (Col)                  a  2’08”


Fonte: http://www.repubblica.it/sport

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