Federer, Djokovic e Nadal E' caccia alle semifinali

10 luglio 2018 – LONDRA (GB)

Roger Federer. Epa

Dopo il Big Monday, Wimbledon prosegue secondo tradizione offrendo ai tifosi un mercoledì da leoni con 4 quarti di finale molto attesi. A contendersi le semifinali ci sono 4 campioni Slam (Federer, Djokovic, Nadal e Del Potro), 3 bombardieri (Anderson, Raonic e Inser), più il giapponese Kei Nishikori che si è inserito nella parte di tabellone lasciata sguarnita da Alexander Zverev e Nick Kyrgios. Servono ancora due passi in avanti per avere la finale dei sogni tra Roger Federer e Rafael Nadal. Mai in passato Wimbledon ha riproposto la stessa finale a 10 anni dall’ultima volta e a 12 anni di distanza alla prima. Sarebbe l’ulteriore ciliegina sulla torta alla più grande rivalità nella storia di questo sport. Ma c’è ancora tempo.

roger federer-kevin anderson — Roger Federer-Kevin Anderson. Per i bookmaker non ci sarà storia: lo svizzero è dato a 1,08 (si vincono 8 centesimi per ogni euro puntato), il sudafricano invece a 7,50. Federer gestisce piuttosto bene i bombardieri e con la risposta al servizio può disinnescare anche uno come Anderson: 2 metri e 5, uomo da 96 ace in 4 match e di prime a oltre 220 km/h. Precedenti a senso unico con Federer vincitore 4 volte su 4 senza mai perdere set: 6-4 6-4 a Bercy 2013, 7-5 6-1 a Indian Wells 2014, 6-3 7-5 a Roma 2015 e 6-1 6-1 a Cincinnati 2015. Lo svizzero non ha ancora perso la battuta, non ha ceduto set ed è stato in campo solo 6 ore e 8 minuti. Anderson invece ha ceduto 6 turni di battuta, un set a Seppi, uno a Monfils e ha giocato per 10 ore e 11 minuti. Per Federer è la 16esima presenza ai quarti a Wimbledon, per Anderson la prima. E, attenzione, per la prima volta in tre anni non giocherà sul Centrale. E’ una notizia: il match fra lo svizzero e il sudafricano si giocherà sul campo numero 1 , lo stesso dove Re Roger battè Gilles Simon nel 2015 ai quarti. Da allora, solo Centrale.

milos raonic-john isner — Il più equilibrato e incerto match dei quarti è quello tra gli altri due bombardieri della parte alta, tra il canadese Milos Raonic (quarta volta ai quarti a Wimbledon) e l’americano John Isner (prima volta nei “last 8”). Sarà una gara di “sparafucile” in cui gran parte dei punti si risolveranno al massimo in 3-4 scambi. Isner comanda nei precedenti per 3 a 1 grazie alle vittorie all’Open del Canada 2012 (7-6 6-4), a Cincinnati 2013 (7-6 6-4) e a Miami 2015 (6-7 7-6 7-6), Roanic invece ha vinto l’ultima sfida a Cincinnati nel 2016 (7-6 7-6). Isner è primo nel torneo per numero di ace (135), Raonic è secondo (117). Raonic ha perso 3 turni di battuta, Isner nessuno. L’americano ha lasciato due tie break a Bemelmans al secondo turno, Raonic un set a Novak e uno a McDonald. I bookmaker danno Raonic a 1,60, Isner a 2,20.

novak djokovic-kei nishikori — Altra sfida con un netto favorito, il serbo Novak Djokovic, tornato finalmente a giocare ai livelli di due anni fa (l’ultimo Djokovic accettabile è stato quello che ha raggiunto la finale all’US Open 2016): solo 46 errori gratuiti in 4 match per Nole che ha battuto Nishikori 13 volte su 15. Sarà la prima sfida sull’erba tra i due, la terza dell’anno dopo le vittorie di Nole a Madrid (7-5 6-4) e Roma (2-6 6-1 6-3). Nole ha perso un solo set (il primo contro Edmund), Nishikori invece è andato 3 volte al quarto set. Nole è superiore a Nishikori in tutti gli aspetti del gioco, soprattutto nei due fondamentali che servono per andare il più possibile avanti a Wimbledon: il servizio e la risposta. Per Nole sarà il 41esimo quarto di finale in uno Slam (secondo di sempre al pari di Jimmy Connors, Federer è primo con 53). Le quote sono 1,16 per Djokovic, 5 per Nishikori.

rafael nadal-juan martin del potro — L’ultimo quarto di finale è l’unico confronto che si ripete a un mese dal Roland Garros. A Parigi Rafa vinse nettamente battendo l’argentino in semifinale per 6-4 6-1 6-2. I precedenti sono 10 a 5 per il maiorchino che sull’erba comanda 2-0 (6-4 6-4 al Queen’s nel 2007, 7-6 3-6 7-6 6-4 negli ottavi a Wimbledon nel 2011). I punti di forza dello spagnolo sono i punti ottenuti sulla sua seconda di servizio (69%), i punti ottenuti sulla prima dell’avversario (40%) e i game alla risposta vinti (40%). Delpo, sulla carta, ha le armi quantomeno per resistere, ma dipenderà molto da chi si aggiudicherà i punti più scottanti, le palle break e chi avrà il sangue freddo durante eventuali tie break.


Fonte: http://www.gazzetta.it/

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