La “Generazione di Fenomeni” dal campo alla panchina

Foto FIPAV

Di Redazione

Dal campo alla panchina. Nello sport può sembrare una cosa spiacevole ma in realtà non è così. Come riportato nell’edizione odierna del “Corriere dello Sport“, la Generazione di Fenomeni, che negli anni ’90 portò l’Italia più volte sul tetto del mondo, ora è passato dal volley giocato al volley.. “tecnico”.

Cosa fanno i dodici pallavolisti che regalarono all’Italia il primo titolo mondiale della storia nel 1990 a Rio de Janeiro? Beh, dieci su dodici sono finiti in panchina. La Generazione di Fenomeni si è trasformata in una generazione di allenatori e Julio Velasco, che di quella fantastica Nazionale era il commissario tecnico, ora è un loro collega, da tutti considerato come un autentico maestro e fonte di ispirazione nella nuova carriera intrapresa.

Se il problema che angoscia molti sportivi riguarda il dopo, cosa fare una volta conclusa la carriera agonistica, i dodici campioni iridati di Rio de Janeiro non hanno avuto difficoltà o dubbi nel mettere a frutto le esperienze di quegli indimenticabili anni, fatti di sacrifici, lavoro, sogni e speranze, ma anche di grandissimi risultati.

Stamane al Foro Italico, alla Casa delle Anni, molti degli azzurri artefici di quel Mondiale, ma anche di quello successivo vinto ad Atene nel 1994, saranno tra i protagonisti della Cerimonia dei Collari d’oro 2018, con il Premier Giuseppe Conte a premiare un folto gruppo di atleti e società sportive di varie discipline. Atleti in attività, premi alla memoria come quello a Pietro Mennea, Palme d’oro al merito tecnico che andranno tra gli altri a Rudic e Lonzi maestri nella pallanuoto, e a figure come Julio Velasco e GianPaolo Montali, oltre alla Palma alla memoria per il brasiliano che fu ct azzurro campione del mondo a Tokyo ‘98, Paulo Roberto De Freitas, Bebeto, per la pallavolo.

Ci saranno anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

Tornando al volley azzurro, ha vinto talmente tanto negli anni ’90 che alcuni azzurri campioni nel 1998 in Giappone hanno già ricevuto in passato il Collare d’oro. Ventotto anni dopo quel sorprendente oro mondiale, i pallavolisti azzurri che fecero l’impresa sono diventati una apprezzatissima scuola tecnica di volley.

In parte seduta sulle panchine della Superlega, in parte protagonista del campionato polacco, che da anni è abituato a scegliere allenatori italiani per le sue squadre di club, come peraltro ha fatto la Russia e come tante altre squadre di club e Nazionali, sia nella pallavolo maschile che in quella femminile.

L’ultimo travaso è di pochi giorni fa, con Fefè De Giorgi che ha lasciato il suo club in Polonia per rispondere alla sirena del Civitanova, la società con cui arrivò al primo scudetto (per lui e per la Lube) dopo aver avuto l’opportunità di guidare anche la nazionale polacca, in una breve e poco fortunata stagione.

A livello di carriera internazionale Andrea Anastasi è stato il campione che si è tolto il maggior numero di soddisfazioni, allenando e vincendo con la Nazionale italiana in due periodi, conquistando il titolo europeo nel 2007 con la Spagna (battendo in finale la Russia a Mosca), guidando anche la Polonia e, agli ultimi Mondiali, il Belgio.

Anche Andrea Giani, ct di Slovenia e Germania oltre che a lungo componente dello staff nazionale azzurro, ha nel palmares un significativo argento europeo con gli sloveni. Andrea Gardini dopo aver fatto esperienza accanto ad Anastasi, ha spiccato il volo in Polonia come head coach. Luca Cantagalli sta facendo il vice di Julio Velasco tornato a Modena.

Altri hanno lavorato anche nel femminile, come Paolo Tofoli (fresco di esonero a Castellana Grotte) e Marco Bracci (che è stato anche vice ct delle azzurre). C’è poi chi ha alimentato con passione il suo legame con la pallavolo, allenando a diversi livelli e magari facendo anche altro. Come Marco Martinelli tecnico del Ferrara in serie B, o Roberto Masciarelli che allena a Osimo in B ma lavora anche nella Max Control, l’azienda paterna che si occupa di controlli non distruttivi in diversi settori, e in particolar modo nel mondo della saldatura.

Ma va detto che anche gli unici due iridati che non hanno scelto la panchina, Lucchetta e Zorzi, lavorano ancora con la pallavolo. Andrea Lucchetta, dopo aver creato i suoi cartoni animati ed essere diventato a sua volta un cartoon, fa il commentatore televisivo per la Rai. E anche Andrea Zorzi, il più poliedrico e culturalmente curioso, sia in palcoscenico come attore (“La leggenda del pallavolista volante”) che nel suo ruolo di conferenziere, mostra le sue qualità fuori dagli schemi.


Fonte: http://www.volleynews.it/

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