Basket, dalle tribune insulti all'arbitro 14enne: coach ritira la squadra

BRESCIA – Insulti e proteste verso all’arbitro quattordicenne dalle tribune: per Marco Giazzi, coach dell’Under13 dell’Amico Basket Carpenedolo, è troppo. L’allenatore decide di ritirare la propria squadra dalla partita, nonostante i suoi ragazzi fossero in vantaggio. “Oggi più che mai abbiamo bisogno di segnali forti nello sport giovanile“, ha scritto Marco Giazzi su Facebook.

LA VICENDA – Il giovane direttore di gara, classe 2005, è agli esordi come arbitro delle giovanili e i giocatori in campo hanno solo un anno in meno di lui. Questo non sembra interessare ai genitori assiepati sugli spalti che, da subito, iniziano a far piovere insulti e proteste. Nel terzo periodo gli insulti aumentano. Serve il timeout, ma non per dare indicazioni, bensì per chiedere ai genitori si smettere di protestare. Altri insulti, questa volta diretti all’allenatore. “Vergognati, deficiente, non devi dire a noi quello che dobbiamo fare“. Non c’è altra scelta, Marco Giazzi ritira la squadra e poi spiega ai ragazzi la scelta: “Non è colpa loro, non hanno perso in campo. Ha perso il basket, lo sport“. 

COME IGOR TROCCHIA – Quello di Marco Giazzi è un gesto simbolico, civile, esemplare. Come quello di Igor Trocchia, allenatore che nel maggio scorso aveva deciso di ritirare la propria squadra, il Pontisola, dal torneo regionale perché un giocatore avversario aveva insultato un suo allievo di colore con l’espressione “negro di m…”. Igor Trocchia è stato scelto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come uno dei 35 eroi che hanno dato un esempio civile e nei prossimi mesi riceverà l’Ordine al merito della Repubblica italiana: il riconoscimento più elevato per l’impegno sociale e civile.


Fonte: http://www.tuttosport.com/

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