Toyota Mobility Foundation: sfida per aiutare le persone con paralisi ad arti inferiori

E’ una grandissima sfida, dai risvolti umani profondi e socialmente più che utili. Coinvolge cuore e tecnologia, alla ricerca di soluzioni per una mobilità rivolta a chi ne ha maggiormente bisogno. Allo stesso tempo dispone finanziamenti importanti dopo una selezione altrettanto severa e attenta. Anche perché il tema proposto da Toyota Mobility Foundation ha dei valori umani oltreché tecnologici fondamentali: 4 milioni di dollari per sviluppare progetti destinati a migliorare la vita di milioni di persone colpite da paralisi degli arti inferiori. E in occasione del CES 2019 di Las Vegas, la Toyota Mobility Foundation ha svelato i nomi dei 5 progetti che si giocheranno l’opportunità di fornire un servizio di altissimo valore sociale: a ognuno di loro viene assegnato un contributo di 500 mila dollari per sviluppare ulteriormente il proprio progetto e puntare alla vittoria finale del valore di 1 milione di dollari, da assegnare nel 2020 a Tokyo. 

«La sfida ha invitato ingegneri, innovatori e designer di tutto il mondo a presentare progetti per tecnologie rivoluzionarie, incorporando sistemi intelligenti, per migliorare la mobilità e l’indipendenza delle persone con paralisi degli arti inferiori. Al centro della sfida è l’importanza della collaborazione con gli utenti finali per sviluppare dispositivi che si integreranno perfettamente nelle vite e negli ambienti degli utenti, al tempo stesso confortevoli e facili da usare, consentendo una maggiore indipendenza e una migliore partecipazione alla vita quotidiana» spiega Toyota Mobility Foundation. Ecco i cinque finalisti e i rispettivi progetti.

EVOWALK: Evolution Devices (Stati Uniti) – L’Evowalk è una custodia non intrusiva che gira intorno alla gamba dell’utente e dispone di sensori che tracciano il movimento di camminata dell’utente e stimoleranno i muscoli giusti al momento giusto per migliorare la mobilità. Una stimolazione muscolare personalizzata anche nella tempistica che ha funzionamento immediato per il movimento ma anche come riabilitazione muscolare nel tempo.

Moby: Italdesign (Italia) – Moby è il primo servizio di mobilità creato per gli utenti di sedie a rotelle basato su uno schema di condivisione. Costituito da una serie di dispositivi elettrici su ruote, situati in centri urbani, rende gli spostamenti in città molto più semplici e facili per le persone con sedie a rotelle manuali leggere. Collegato tramite un’app, consente agli utenti di interagire con il dispositivo, con gli altri utenti su sedia a rotelle e con altri mezzi di trasporto.

Sedia a rotelle Phoenix Ai Ultralight: Phoenix Instinct (Regno Unito) – La sedia a rotelle AI Phoenix è una sedia a rotelle manuale ultraleggera in fibra di carbonio che usa sensori intelligenti per configurarsi automaticamente in base a ciò che l’utente sta facendo. I sensori rilevano se l’utente è inclinato in avanti o indietro e gli algoritmi calcolano la risposta della sedia a rotelle. Il Phoenix Ai regola il suo centro di gravità per eliminare la resistenza negli spostamenti, la vibrazione e il rischio di caduta all’indietro. Il servosterzo addolcisce le salite e la frenata automatica evita di afferrare le ruote per rallentare.

Qolo (Quality of Life with Locomotion): Team Qolo, Università di Tsukuba (Giappone) – Il Qolo è costituito da un esoscheletro mobile leggero su ruote che utilizza attuatori passivi per consentire agli utenti di sedersi o alzarsi. La mobilità è controllata usando la parte superiore del corpo, consentendo il funzionamento a mani libere. Gli utenti possono spostarsi in posizione eretta, modificando gli aspetti fisiologici e sociali della vita quotidiana.

Quix: IHMC e MYOLYN (Stati Uniti) – Un esoscheletro robotizzato alimentato con motori a fianchi, ginocchia e caviglie, nonché attuatori aggiuntivi per offrire mobilità verticale  rapida, stabile e agile a chi ha una paralisi degli arti inferiori. Utilizzando l’attuazione modulare, la tecnologia di percezione dai veicoli autonomi e gli algoritmi di controllo per bilanciare robot umanoidi autonomi, questo dispositivo fornirà la mobilità, la sicurezza e l’indipendenza superiore a quella degli attuali esoscheletri, migliorando l’accessibilità a casa e al lavoro.


Fonte: http://www.tuttosport.com/

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