Chaves: “Non avevo forza Ho provato ma non andavo”

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Esteban Chaves, 28 anni, stremato all’arrivo di Gualdo. Bettini

Esteban Chaves, 28 anni, stremato all’arrivo di Gualdo. Bettini

“Che dire… Basta un attimo per cambiare tutto un Giro d’Italia”. La maglia rosa Simon Yates non ha parole per il compagno di squadra Esteban Chaves, che ha vissuto la sua peggiore giornata ed è arrivato con 25’25” di ritardo da Mohoric vincitore della decima tappa, Penne-Gualdo Tadino: “Non c’è molto che io possa dirgli. Posso solo consolarlo, sarà molto deluso. Ma ha molte tappe davanti per potersi riscattare”.

Parla Esteban — “Il Giro è così”, non perde il sorriso anche nel dolore Esteban Chaves al Processo alla Tappa. “Con l’Italia ho un rapporto molto duro. Pochi giorni fa ho vissuto uno dei miei giorni più belli, ora questo, che è durissimo per il morale. Ma è la vita. Si fa quello che si può e basta”. Ancora non riesce a spiegare il motivo del flop, ma intanto riesce a descriverlo: “Ancora dobbiamo guardare, ma principalmente il fatto è che non avevo la forza, basta: non ce l’ho fatta ad affrontare la salita col gruppo di testa, ho provato ma non andavo”. Chaves a anche la forza di parlare di come si va avanti: “Abbiamo la maglia – dice parlando della squadra, come ha sempre fatto in questi giorni -, i piani non cambiano. Abbiamo iniziato con questo obiettivo e continuiamo così”.

Dicono di lui — “Forse un problema di allergia, sicuramente non era né malato né infortunato”, ha detto a fine tappa Matthew White, direttore sportivo della Mitchelton Scott: “Ormai il distacco pregiudica ogni aspirazione per la classifica generale. E forse da questo problema può nascere un’opportunità, quella di puntare tutto su Yates, che è nella miglior forma della sua vita”. Il britannico maglia rosa a caldo esprime un parere diverso, perché non ha mai nascosto di trovarsi maggiormente a suo agio nella situazione di leadership condivisa con Chaves: “No, a questo punto dovremo pensare tattiche differenti, per la classifica sono rimasto solo”. Ed è per gli obiettivi di classifica che, per mangiare secondi, Yates si è messo a sprintare anche sui traguardi volanti: “Mi servono secondi, devo provare a prenderli: d’altra parte anche Pinot stava sprintando, l’ho fatto anche io”. Quindi con quale vantaggio su Dumoulin (oggi a 41”) vorrebbe presentarsi tra una settimana alla crono Trento-Rovereto? “Non secondi, ma minuti: facciamo due, è il minimo, ma mi sentirei più a mio agio con tre”.

 gasport 

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