Dal Foro Italico: I problemi di Fabio Fognini e la gioia di Marco Cecchinato “Una delle ragioni principali di questa crescita è la condizione atletica: ho fatto la miglior preparazione invernale della mia carriera”

2 settimane ago Redazione Commenti disabilitati su Dal Foro Italico: I problemi di Fabio Fognini e la gioia di Marco Cecchinato “Una delle ragioni principali di questa crescita è la condizione atletica: ho fatto la miglior preparazione invernale della mia carriera”

Marco Cecchinato classe 1992

Fabio Fognini ITA: “In questo momento basta vincere, io sto giocando male, sono sincero. Non sono al 100%, mi danno fastidio la caviglia e il tendine d’achille.
Thiem E’ uno dei pochi che può battere Rafa… cosa che riuscivo a fare anche io (sorriso).
Sulla terra penso sia un Top 3, io proverò semplicemente a giocare al meglio, al rimanere lì per tutta la partita. Ma in questo preciso momento, a suo avviso conta più come si sente lui stesso di qualsiasi avversario: Ma in vista di Parigi devo fare uno sforzo, non solo di fisico ma di capoccia.
Sono lontano dal miglior Fognini, devo prima di tutto ritrovare me stesso, il mio gioco”.



Marco Cecchinato ITA : “E’ stato un match dal notevole impatto emozionale, visto che tornavo al Foro Italico dopo due anni e il Pietrangeli era pieno, con davvero tanta gente sugli spalti. Non era facile dal punto di vista psicologico come situazione, specie dopo un primo set in cui il mio avversario giocava davvero bene e io invece male. Rispetto al passato però ora lotto su ogni punto, senza mollare nulla, e sono pronto a sfruttare ogni minima chance che a questi livelli gli altri giocatori dovessero concedere. Come è accaduto nel secondo set, e poi anche nel terzo. Penso che la chiave sia stata sul 5-4, quando ho spinto io su ogni punto. Sullo 0-15 ho trovato una risposta passante e poi ho comandato anche gli scambi successivi, senza attendere in modo passivo”.

“Ho migliorato sensibilmente il servizio, grazie al quale riesco anche a togliermi d’impaccio da situazioni delicate. Ma anche con il rovescio ora mi sento più solido e non sono costretto solo sulla difensiva. Tuttavia una delle ragioni principali di questa crescita è la condizione atletica: ho fatto la miglior preparazione invernale della mia carriera e sono talmente ben allenato che ora posso giocare due, tre o quattro ore senza risentirne. E poi vincere partite è qualcosa che ti dà dentro una fiducia crescente e consapevolezza nei tuoi mezzi, e in questo periodo di partite ne sto vincendo parecchie… Sono stato criticato tanto in passato perché non vincevo a livello Atp, ora invece non credo sia un caso il risultato di Budapest, né il successo nel derby con Fognini a Monaco né ora aver battuto uno specialista del rosso come Cuevas”.

Sì, mi piace parlare in campo, da solo o con il mio team, però lo ritengo un punto di forza e non di debolezza”, sottolinea Marco, che a 25 anni non si sente assolutamente uno dei vari italiani con la racchetta che maturano tardi. “Non mi sento per nulla vecchio, penso di avere davanti una decina d’anni di carriera. Probabilmente si può parlare di maturazione che arrivando ora, di certo sono vicino in classifica ai numeri uno e due d’Italia, ma se c’è una cosa a cui non penso è proprio l’età”.

“Il belga è un ottimo giocatore, su qualsiasi superficie, in virtù dell’ottimo timing di cui dispone, quindi sarà un incontro molto difficile. Però siamo a Roma e il pubblico può darmi una mano con il suo calore, di sicuro con l’autostima che ho in questo momento vado in campo sapendo di potermela giocare anche contro Goffin”, l’auspicio di Cecchinato, che sogna di poter lanciare un altro urlo. “Cosa c’era dentro? Tantissima gioia, quasi un senso di liberazione. Del resto per la prima volta qui al Foro avevo il box pieno, con papà, mamma, fidanzata e tanti amici. Ed è qualcosa di speciale condividere con loro momenti così emozionanti”.