I tre schemi di Rafa Nadal in allenamento a Roma (di Marco Mazzoni)

6 giorni ago Redazione Commenti disabilitati su I tre schemi di Rafa Nadal in allenamento a Roma (di Marco Mazzoni)

Rafael Nadal classe 1986, n.1 del mondo

Scoprire il Foro Italico la mattina presto è sempre un’emozione unica. Un tiepido sole bacia la collina di Monte Mario, con una brezza gradevole che spazza via l’umidità della notte. C’è altissimo rischio di pioggia, ma per ora Giove pluvio sonnecchia, dopo aver “lavorato” tutta la notte sulla Capitale. Meglio così.

C’è operosità. Gli stand commerciali aprono, gli addetti puliscono e sistemano gli allestimenti. L’area del Foro così aperta è straordinaria. La febbre di tennis sale.

Passando accanto al Centrale si percepisce un’energia diversa. Il via vai degli addetti e dei primi appassionati ti spinge ad entrare. Nel breve passaggio sotto gli spalti verso l’arena il silenzio è rotto dal boato di una pallata fragorosa. Una palla centrata con potenza e rotazione. E’ Rafa Nadal. Il campionissimo iberico è appena entrato in campo, ma già l’intensità del palleggio è clamorosa. Scambia dal fondo con Marc Lopez, costringendolo a tempi di reazione immediati tanto vigoroso è il suo pressing. Dopo pochi minuti di riscaldamento, inizia l’allenamento “vero”. Nadal parlotta con il suo sparring e chiede alcune cose.

E’ interessante notare su cosa si concentra la sessione, perché il più grande segreto dell’iberico si chiama cultura del lavoro. Non ho mai visto in altri campioni la intensità, precisione, cura al dettaglio, dedizione e applicazione di Nadal nell’allenamento. Niente è lasciato al caso, niente è trascurato. Gli altri giocatori si prendono massimo 30 minuti per questo tipo di training il giorno del match, dei quali non più di metà ad alta intensità. Rafa colpisce ogni palla come se fosse il match point della finale di Parigi… con uno sguardo sportivamente feroce, con la voglia di provare ogni colpo, ogni situazione che gli interessa affinare o esplorare.

Stamattina tre sono stati gli schemi provati da Rafael. Era evidente una certa insoddisfazione nella costanza del dritto.Piccole smorfie dopo palle troppo corte o troppo lunghe, non quelle che desiderava. Stazionando leggermente sulla destra, ha provato con insistenza il dritto lungo linea, cercando di tenere la massima lunghezza possibile e colpendo con ben poca rotazione. Come se volesse trovare il miglior feeling nella spinta, nella chiusura del colpo. Diversi gli scappavano via, anche piuttosto lunghi, ma ha continuato a spingere e sbracciare, trovando dopo alcuni minuti un ritmo spettacolare, ed una precisione notevole. La costanza di rendimento del dritto e la lunghezza media nello scambio sono il termometro della forma di Nadal.

Il secondo schema che Rafa ha testato (alternandolo col precedente) è stato sulla diagonale di rovescio: il passaggio da un palleggio cross in sicurezza con buona rotazione ad un’improvvisa accelerazione a chiudere. Quasi sempre incrociata, insistendo sulla stessa diagonale; a ma volte anche un cambio lungo linea, alla prima palla più corta. Un passo avanti e via, una sbracciata stupenda per precisione di impatto e angolo, a grande velocità. Incredibile ricordare il “primo” Rafa e la crescita esponenziale nella efficacia del suo rovescio. Vederlo impattare sulla destra con tanta potenza e sicurezza è una meraviglia tecnica.

Il terzo schema, sul finale dell’ora di training, è stato curioso, direi quasi inusuale per i suoi “standard”. Non era la prima volta che assistivo ad un allenamento di Rafa durante un torneo, mai l’avevo visto soffermarsi su questo nello specifico. Rafa al servizio da destra: prima ad un 70% della velocità con direzione esterna; risposta in sicurezza cross dello sparring; Rafa fa un passetto laterale per spostarsi sul dritto e pallata a tutta lungo linea a chiudere. Incredibile la velocità di esecuzione, la precisione dei dritti, le righe sfiorate. Imprendibili.Uno schema super aggressivo, uno – due “mortale” per i rivali. E’ forse il segno di un Nadal che sta cercando di trovare il miglior feeling con il vincente, per sorprendere l’avversario che non si aspetta un suo tentativo di vincente già dal primo colpo dopo il servizio, ancor più sulla terra battuta.

Alle 10.30 in punto è uscito dal tunnel Dominic Thiem,con uno sparring. Corsetta verso la panchina, con in mano un paio di racchette, e lavoro sui lacci delle sue scarpe parlottando con il compagno di allenamento. Non una occhiata verso Nadal, che a sua volta lo ignora completamente. Ancora un paio di schemi sul servizio, e Rafa raccoglie l’asciugamano, le sue poche cose e si sofferma a firmare autografi ai tanti ragazzini che hanno divorato con gli occhi il suo splendido allenamento mattutino. Finalmente Thiem interrompe lo scambio, ed il team Nadal esce dal campo salutando il pubblico che applaude. Non una occhiata a Dominic. La corsa verso il titolo degli Internazionali e poi Roland Garros è già iniziata…

Dal Foro Italico,

Marco Mazzoni

@marcomazz