“Mai negato: qui per vincere Pozzovivo il più pericoloso”

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“Io non mi sono mai nascosto dall’inizio, ho sempre detto di essere venuto qui per questo, e tutti i giorni sto sempre meglio”. Non è la fiducia il problema di Simon Yates, 25 anni, maglia rosa del Giro 101, conquistata giovedì pomeriggio sull’Etna. E col simbolo del primato indosso ha vinto una delle tappe più difficili di questo inizio, quella del Gran Sasso, dopo aver lasciato la precedente (l’Etna), al compagno Chaves. D’altra parte l’aveva detto che avrebbe attaccato: “Sono davvero felice. Non sembra ma solo molto stanco, l’Astana ha fatto corsa dura negli ultimi 30 km, ma alla fine ho trovato le energie per sprintare”.

Che inizio — Al di là della prestazione di giornata, è evidente che meglio di così non poteva fare Yates finora: “È stato un grande inizio di Giro – ha detto al Processo alla Tappa -, ma c’è ancora tanta strada da fare. Comunque se all’inizio del Giro mi avessero detto che oggi sarei stato a questo punto, ne sarei stato molto felice”. Si nasconde un po’ quando si parla di rivali: “È stata una giornata molto difficile, soprattutto nel finale: Pinot e Pozzovivo li ho visti molto bene. Ma ci aspettano ancora altre giornate toste”. Si scopre di più quando deve fare un nome: “Sono tutti ottimi corridori: se dovessi indicare il rivale più importante oggi direi Pozzovivo, l’ho visto in forma, come già sull’Etna”. Ha rispetto quando è giustamente incalzato sul flop di Froome e Aru: “Hanno vissuto una tappa difficile, le giornate brutte capitano ma non conoscendone le ragioni può essere stato tutto. Ci aspettano ancora altre giornate difficili”.

Parla Aru — Proprio Fabio Aru ha parlato ai microfoni Rai a Campo Imperatore: “ È stata una giornata negativa per me, mi sentivo senza forze, non riuscivo a tenere il ritmo degli altri sulla salita, per questo mi sono staccato. È una giornata assolutamente negativa. Negli ultimi chilometri non stavo benissimo, niente di che, ma è una giornata-no che in una corsa di 21 giorni ci può stare. Domani si riposa e poi ci saranno ancora due settimane di gara: nel ciclismo bisogna affrontare giornate come queste, sono umano, quindi che dire? Non sono assolutamente contento, ma penso alle prossime tappe”.

 Gasport 

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