Mohoric: “Mi sentivo bene Così sono partito di nuovo”

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Matej Mohoric, 23, a braccia levate a Gualdo Tadino. Bettini

Matej Mohoric, 23, a braccia levate a Gualdo Tadino. Bettini

Ancor più del successo a Cuenca, nella Vuelta 2017, la vittoria di Gualdo Tadino è la più importante nella giovane carriera di Matej Mohoric, 23enne sloveno della Bahrain-Merida: “Ho vinto due mondiali nelle categorie giovanili, ma questo è un altro mondo: un passo alla volta cresco e credo che il meglio debba ancora arrivare – ha detto al Processo alla Tappa il giovane della Bahrain-Merida -. Per noi questa vittoria di tappa è importante, era uno degli obiettivi del Giro insieme a provare a lottare per la classifica con Pozzovivo, che è messo molto bene: nei prossimi giorni mi concentrerò su dargli una mano”.

dOPPIA fUGA — Mohoric racconta così la tappa: “Oggi è veramente una giornata speciale, mi ero già segnato questa tappa quando ho visto il percorso del Giro: ho provato ad andare in fuga perché pensavo che oggi era molto probabile che arrivasse all’arrivo. Purtroppo quando dietro si è staccato Chaves il gruppo, che è andato forte tutto il giorno, è venuto a prenderci. Ma mi sentivo bene, così quando sull’ultima salita è partito Villella ho chiesto ai ragazzi se potevo andare, ho avuto il via libera e sono stato contento di sfruttare la situazione” . Poi il lieto fine: “Avevo qualche dubbio per la volata finale, non sono riuscito a staccare Denz, ma anche se lo attaccavo collaborava. Così ho deciso di rischiare e arrivare insieme all’arrivo e poi ho dato tutto nella volata finale”.

 gasport 

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