Nibali, 650 watt per 15″ Ma a Sanremo bruciò meno

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“Sono stanco”. Vincenzo Nibali è stravaccato sul divano in coda al bus della sua Bahrain-Merida. La prima tappa dell’Itzulia-Basque Country (ex Giro dei Paesi Baschi) s’è conclusa da pochi minuti. Le occhiaie evidenziano che le sue non sono solo parole. Dopo la fatica bestiale di domenica al Giro delle Fiandre, lo Squalo è salito su un volo di linea Bruxelles-Bilbao ed è arrivato nell’albergo della squadra quando la mezzanotte era già abbondantemente passata. Così, mentre i suoi sei compagni di squadra risalgono in bici per tornare in hotel, lui resta lì sul bus. “Ho provato a tenere duro sull’ultima salita, ma ho pagato la fatica del Fiandre – spiega il dominatore della Sanremo -. Avevo la sensazione che mi mancasse la forza, la brillantezza, così ho cercato di andare più regolare possibile. Credo di avere pagato la penultima salita fatta a un ritmo assurdo. La testa è quella, vorrei essere lì davanti, ma devo stare attento a gestirmi”.
Ragioni — Lo Squalo è qui nei Paesi Baschi, ma la sua testa è rimasta nelle Fiandre. E così spiega le sensazioni vissute nel dettaglio: “La percezione forse è diversa rispetto a una gara normale, sembra che lo sforzo sia leggermente maggiore. Però al Fiandre il wattaggio medio e il consumo energetico sono quelli di una tappa dolomitica dura. Ma dura, però. Non fai un grande dislivello, ma sei sempre a tutto gas. E ti servono mille occhi, devi avere sempre una lucidità impressionante. Ma quelle corse vanno bene così, la loro bellezza è proprio quella”.

ALLENATORE — L’analisi dello Squalo è lucidissima e colpisce nel segno. “Quando Vincenzo è scattato – spiega Paolo Slongo, il suo allenatore – ha tenuto 650 watt medi per 15 secondi, poi s’è seduto. Il Fiandre del resto è una gara a esaurimento”. I dati in questo caso aiutano a capire. “Nelle 6 ore e 21 minuti in bici, la potenza media di Nibali è stata di 250 watt, il consumo calorico reale, cioè solo riferito alla gara, di 5.860 Kcal. Un’enormità”. Tanto per fare un confronto, nella trionfale Milano-Sanremo il wattaggio medio su 7 ore e 15′ di gara è stato di 5.150 Kcal con un wattaggio medio di 187. Su valori leggermente superiori rispetto a domenica lo scatto sul Poggio, stimato attorno ai 700 watt medi. Differenze che si spiegano con il fatto che la Sanremo è molto più lineare come corsa, mentre il Fiandre è un susseguirsi continuo di scatti e controscatti. Nibali svela anche un dettaglio chiave per l’analisi: “Al Fiandre fai quasi più fatica a prendere la posizione prima di un Muro, che nella salita stessa. Se non conosci la corsa alla perfezione, tra curve a destra e curve a sinistra, pavé e mille trabocchetti, continui a perdere posizioni che poi sei costretto a riconquistare”.
Metabolismo — Proprio su questo aspetto, Slongo pone l’accento. “Al Fiandre, il fattore chiave è spendere il meno possibile. Anche un risparmio che pare minimo, ininfluente, alla fine fa la differenza. Soprattutto bisogna risparmiare il consumo di carboidrati, cosa possibile evitando al massimo scatti e accelerazioni, ritmi in soglia e fuorisoglia. L’ideale è privilegiare il metabolismo dei grassi”. L’allenatore trova anche parole semplici, ma importanti, per chiarire il concetto: “Gli zuccheri sono benzina super per il nostro motore. Forniscono la grande energia che serve proprio per le fiammate. Però il serbatoio, a differenza di quello dei grassi che è quasi infinito, è piccolo. Abbiamo stimato che quello di Vincenzo produce circa 2.000 Kcal. Finite quelle, il motore non gira più con la stessa brillantezza”.

Dal nostro inviato Claudio Ghisalberti 

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