Open Court: Terra battuta 2018, quali outsider a “caccia” di Nadal? (di Marco Mazzoni)

2 settimane ago Redazione Commenti disabilitati su Open Court: Terra battuta 2018, quali outsider a “caccia” di Nadal? (di Marco Mazzoni)

Juan Martin Del Potro nella foto

La splendida Plaza de Toros de Valencia ha riportato il mondo del tennis sulla terra battuta. Che intensità, che qualità, che battaglie tra Germania e Spagna! Grande tennis e mitica Coppa Davis. Dedicato a chi sta cercando di uccidere oltre 100 anni di leggende ed emozioni. Non sono passati inosservati i messaggi al veleno pronunciati senza mezzi termini dal capitano tedesco Michael Kohlmann, da Llyeton Hewitt e da tutti coloro che amano il tennis e si stanno mobilitando per salvare un patrimonio come la Davis. Emozioni di Davis e di terra battuta, superficie meravigliosa.

Questa settimana è partita la stagione sul rosso, sette settimane (troppo poche…) di tornei prima di Roland Garros, dove tutti andranno a caccia del trono di Nadal, Imperatore del “mattone tritato”. Rafa a Valencia è piaciuto. Non al massimo, ma un esordio convincente. La scelta di saltare i tornei USA è stata eccellente, l’uomo da battere da qua in avanti resta sempre lui. In un periodo storico particolare, dove molti big sono ancora “rotti” o in condizioni incerte, e diversi giovani stanno facendo progressi concreti, quali saranno gli outsider per i grandi appuntamenti sulla terra? Lo scorso anno i migliori furono Wawrinka, Zverev, Thiem, Goffin. Lasciando perdere Stan, la cui condizione è tutta da verificare, gli altri saranno assolutamente da corsa, i rivali più pericolosi per lo spagnolo. Soprattutto Thiem, se ritroverà la massima efficienza dopo i recenti problemi, fresco e motivato. Prima di lanciare pronostici in vista di Roland Garros è meglio aspettare alcune settimane di tornei, e verificare il riscontro del campo. Ma iniziamo a vedere chi, tra gli altri, potrebbe disputare una stagione “rossa” da protagonista. E magari sorprendere.

In cima alla lista, come non inserire Del Potro. L’argentino è “tornato”. In America ha mostrato un livello di gioco eccellente, riuscendo a trovare fiducia e velocità anche dal lato sinistro, quello penalizzato dall’ultimo infortunio e che molti temevano ormai compromesso. Con Cilic si gioca attualmente il ruolo di terzo giocatore del mondo dietro ai due “immortali”, ma visto che Roger lo ritroveremo solo sui prati, allora è d’obbligo considerarlo come il vero rivale di Nadal. Ma… Che Juan Martin vedremo? Negli ultimi anni le sue prestazioni sul rosso sono state troppo frammentarie per essere giudicate, anche se ho ancora negli occhi la splendida vittoria dello scorso anno vs. Nishikori su di un Pietrangeli infuocato. Con la potenza che si ritrova e la facilità nel cambiare ritmo, DelPo può giocarsela contro tutti, e potrebbe giocarsela anche a Parigi. Sarebbe straordinaria una sfida vs. Nadal… I due non si affrontano su terra da una vita, quindi potrebbe essere un match estremamente interessante, forse anche combattuto ed incerto. Tutto sta nel vedere come l’argentino affronterà la stagione su terra: se ci punterà davvero, oppure se giocherà col freno a mano tirato in una sorta di lunga preparazione per Wimbledon, dove la velocità dei suoi colpi potrebbe far saltare il banco…

Il francese Pouille non è affatto da scartare come possibile outsider. Il suo gioco brilla maggiormente sul cemento, dove può entrare nella palla sull’anticipo, ma fisicamente è uno dei più tosti e preparati. Il suo tennis avrà poca fantasia ma è di una concretezza notevole, e chissà che non sia l’anno buono per spiccare il volo nella top10, magari grazie a risultati ottimi da qua in avanti. A Parigi è da verificare la sua tenuta alla pressione enorme che ogni anno opprime i giocatori di casa. I 35 anni dalla vittoria di Yannick Noah pesano…

Personalmente sono molto curioso di vedere cosa combinerà l’argentino Diego Schwartzman. Zitto zitto, sta scalando la classifica in modo convincente, piccoli grandi passi verso l’Olimpo. La sua storia è singolare: ha sofferto molto per arrivare nel tennis che conta, ma con enorme determinazione ce l’ha fatta, facendo fruttare un talento tecnico sottovalutato. Piccolo ma velocissimo, completo, mai domo e soprattutto estremamente positivo in campo, è capace di fare la cosa giusta al momento giusto. A Rio ha vinto il primo titolo stagionale (sul rosso) senza perdere un set, e pure a Melbourne sul cemento vs. Nadal non era affatto spiaciuto. Ipotizzarlo vincitore di un 1000 o addirittura a Parigi è azzardato, ma se fossi uno dei big non me lo vorrei trovare davanti a metà torneo… E’ nel momento top della carriera, sarà molto interessante verificare la sua qualità nei prossimi Masters 1000 contro i migliori. Tra i tennisti “maturi”, occhio a Verdasco, che pare aver ritrovato voglia di soffrire; e magari il nostro Fognini… Che sia la volta buona per un exploit a Parigi?

Passando alla categoria dei giovani emergenti, troviamo alcune delle storie più intriganti. Sicuramente Borna Coric è tra i tennisti più “caldi”. Ne abbiamo appena parlato e già a Monte Carlo (nei pressi della sua nuova “casa” con Piatti) sarà tra i giocatori più osservati. La chiave tecnica sarà nel suo dritto: riuscirà a tenere costanza di rendimento, potenza e controllo ammirate in America anche sulla terra? Dovrà caricarlo di più e spingerlo su palle di altezza diversa, con continui adattamenti. Non facilissimo per un movimento ancora non del tutto stabile, e tutt’altro che naturale. Grande curiosità anche per Hyeon Chung. Il coreano è in rampa di lancio. Solido, concreto, consistente, ma sul rosso i suoi colpi avranno la stessa lunghezza e precisione? Il suo vero “winner” è l’aderenza, la mobilità abbinata ad equilibrio, capacità questa fondamentale e che ha reso leggendario Nadal. Nel 2017 ha dimostrato di saperci fare anche su terra battuta, nonostante fosse davvero alle prime armi. Con un anno in più di esperienza ed una nuova consapevolezza, Hyeon è uno dei veri outsiders. Non sarei affatto stupito di vederlo avanti nei Masters 1000 e se fossi una testa di serie ambiziosa non vorrei trovarmelo di fronte negli ottavi a Roland Garros. Inserisco tra i possibili outsiders anche Kyle Edmund. Il britannico ha potenza da vendere, e con quel “drittaccio” mortale può spaccare lo scambio su terra in qualsiasi momento. Mi impressionò lo scorso anno a Monte Carlo vs. Nadal, per il modo in cui mise alle corde per un set le difese del più grande. Da allora è molto cresciuto nella intensità e nella fiducia nel suo tennis. Il punto di domanda per lui, sul rosso, è la mobilità e la capacità di difendersi sul lato sinistro. I prossimi tornei ci diranno se Kyle è da corsa, oppure no. Chi corre leggero e “furibondo” per il campo è il russo Rublev, uno tra i “bracci più veloci del West”. Il modo in cui, sul rosso, cambia ritmo facendo partire pallate imprendibili è quasi misterioso, vista la sua acerba struttura fisica. Tecnicamente ha tutto quel che serve per vincere sulla terra, ma attenzione: quanto rischio si prende Andrey per trovare il vincente? Molto… troppo. Per questo sarà interessante verificare che razza di Rublev avremo sul rosso 2018: la stessa macchina spara palle del 2017, a momenti devastante ma al limite della sbandata? O un tennista più razionale e avveduto, capace di fiutare il momento e prendersi il rischio quando serve? Qua la differenza tra il giocatore capace dell’impresa e quello capace di vincere, con continuità e dove conta.

Questa una breve panoramica su alcuni dei personaggi che potrebbero diventare protagonisti nei tornei su terra, da Monte Carlo a Parigi. Nadal resta il giocatore da battere, ovvio favorito per ogni grande appuntamento; subito dietro Thiem, Zverev e forse DelPo. La speranza è che Rafael non faccia una corsa solitaria al comando, ma che ogni grande torneo ci possa regalare belle storie e partite mozzafiato.

Marco Mazzoni

@marcomazz