Secondo trionfo di Bennett Sprint in autodromo a Imola

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Doveva essere una giornata tranquilla dopo i saliscendi dell’Appennino, invece il maltempo ha trasformato la dodicesima frazione del Giro d’Italia, da Osimo a Imola (214 km), in una tappa rocambolesca. Vince Sam Bennett, che mette a segno il secondo successo dopo lo sprint di Praia a Mare, mentre in classifica rimane tutto inalterato. Ma per l’irlandese della Bora-Hansgrohe non si è trattato stavolta di una volata lineare, quanto di una stoccata negli ultimi metri per superare e distanziare il tandem Mohoric-Betancur, che aveva attaccato in discesa dai Tre Monti.

Trattandosi di un arrivo nello storico autodromo intitolato a Enzo e Dino Ferrari, quello di Bennett è un sorpasso in piena regola, con tanto di braccia alzate sul traguardo. Alle sue spalle finiscono l’olandese Danny Van Poppel (LottoNL-Jumbo) e l’azzurro Nicolò Bonifazio (Bahrain-Merida). Ed Elia Viviani? Il campione olimpico resta imbrigliato nelle retrovie quando ai -30 km il gruppo si spezza in due tronconi, sferzato da un violento acquazzone. Da quel momento in poi, il finale è un susseguirsi di emozioni, con l’attacco di Wellens, la sortita in salita di Ulissi e Betancur, l’ennesima discesa funambolica di Mohoric. La pista che ha fatto la storia dell’automobilismo alla fine premia però il più veloce.

TUTTO COME PRIMA — Nessun cambiamento nella generale, con Simon Yates che resta al comando con 47’’ su Dumoulin, 1’04’’ su Pinot e 1’18’’ su Pozzovivo. Per il lucano della Bahrain-Merida, così come per la maglia bianca Carapaz, il finale è stato tutt’altro che tranquillo. La spaccatura nel gruppo ha sorpreso anche i due uomini di classifica, che comunque sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo.

LA GIORNATA — Si parte da Osimo, dove il giorno precedente si è celebrata la vittoria della maglia rosa Yates, per 214 km prevalentemente pianeggianti. Dopo 3 km si forma già la fuga di giornata. Protagoniste le tre Professional italiane invitate al Giro: c’è la Bardiani-Csf con Mirco Maestri e Manuel Senni, la Wilier-Selle Italia con Eugert Zhupa e Jacopo Mosca, mentre l’Androni-Sidermec è rappresentata da Marco Frapporti, che taglia per primo i traguardi volanti di Pesaro e Forlì, e abbatte il muro dei 500 km in avanscoperta in questa edizione. Il gruppo sfila lungo l’Adriatica e la via Emilia senza mai concedere troppo margine agli attaccanti. La vera insidia è data dal meteo, con un violento acquazzone che si abbatte sui corridori quando mancano oltre 30 km al traguardo.

Sotto la pioggia, mentre vengono recuperati i fuggitivi, il gruppo si spezza in due tronconi: Elia Viviani, Domenico Pozzovivo e la maglia bianca Richard Carapaz si fanno sorprendere e restano attardati. La situazione fatica a tornare nella normalità e ai -20 km attacca Tim Wellens, il vincitore della tappa di Caltagirone. Pozzovivo e Carapaz rientrano, Viviani invece al primo passaggio sotto lo striscione d’arrivo è lontano dai primi e deve dire addio allo sprint. L’azione di Wellens si spegne sulla salita dei Tre Monti, dove Rohan Dennis prova un primo attacco. Negli ultimi 1000 metri del gpm si muove Ulissi, che scollina primo con Betancur alla ruota. In discesa, Mohoric piomba sui due e prova il contrattacco: solo il colombiano lo segue. Il duo entra per primo nell’autodromo con qualche metro di vantaggio sugli inseguitori. Quando il traguardo è ormai in vista, Mohoric e Betancur si studiano, Sam Bennett calcola invece il tempo alla perfezione, scatta dal gruppo e piazza la stoccata vincente.

TREDICESIMA TAPPA — Altra giornata senza difficoltà altimetriche per il Giro: domani, venerdì 18, si corre la tredicesima tappa da Ferrara a Nervosa della Battaglia. Sono 180 km attraverso la pianura Padana e le provincie di Rovigo, Padova, Venezia e Treviso. Tutti pianeggianti se si eccettua la blanda salita del Montello (2,9 km al 3,9%) a 20 km dalla fine. Difficile che questa lieve asperità possa rovinare la festa ai velocisti, ma – come si è visto – le sorprese al Giro sono sempre dietro l’angolo.

ARRIVO — 1. Sam BENNETT (Irl – Bora-Hasgrohe) 214 km in 4h49’34’’, media 44,34 km/h; 2. Van Poppel (Ola); 3. Bonifazio; 4. Planckaert (Bel); 5. Roelandts (Bel); 6. Morkov (Dan); 7. Belletti; 8. Venturini (Fra); 9. Senechal (Fra); 10. Battaglin; 18. Pozzovivo; 20. Carapaz (Ecu); 27. Dumoulin (Ola); 28. G. Bennett (N. Zel); 32. S. Yates (Gb); 36. Lopez (Col); 37. Froome (Gb); 38. Pinot (Fra); 42. Aru.
CLASSIFICA — 1. Simon YATES (Gb – Mitchelton-Scott); 2. Dumoulin (Ola) a 47’’; 3. Pinot (Fra) a 1’04’’; 4. Pozzovivo a 1’18’’; 5. Carapaz (Ecu) a 1’56’’; 6. G. Bennett (N.Zel) a 2’09’’; 7. Dennis (Aus) a 2’36’’; 8. Bilbao (Spa) a 2’54’’; 9. Konrad (Aut) a 2’55’’; 10. Aru a 3’10’’; 11. Lopez (Col) a 3’17’’; 12. Froome (Gb) a 3’20’’.

 Mattia Bazzoni 

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