Si riparte: Yates la certezza Aru e Froome spalle al muro

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Secondo giorno di riposo al Giro d’Italia. La carovana ripartirà domani con la 10ª tappa, da Penne a Gualdo Tadino, la frazione più lunga di questa 101esima edizione con i suoi 239 chilometri. Questa mattina una delegazione del Giro si è recata a Rigopiano, nel comune di Farindola, dove il 18 gennaio 2017 una slavina travolse un hotel, causando 29 vittime. La tappa di domani passerà proprio accanto al luogo della tragedia.

certezza — Si riprenderà con una certezza: Simon Yates non è in rosa per caso e ci vorrà un campione per togliere la maglia del primato al britannico. Come ha scritto Pier Bergonzi nell’editoriale sulla Gazzetta di oggi, vincere una tappa in rosa è un evento raro ed è anche un marchio di garanzia sulla maglia di chi ci riesce. E’ successo ai grandissimi, da Coppi a Merckx, ma anche a Bugno e Pantani e lo scorso anno a Dumoulin. Quindi Simon Yates è in questo momento l’uomo forte del Giro, a pieno titolo. Un compagno di squadra del leader, Esteban Chaves, è secondo in classifica e la più credibile alternativa per il successo finale.

senza appello — Due grandi favoriti della vigilia, l’italiano Fabio Aru e il britannico Chris Froome, sono usciti con le ossa rotte dalla tappa del Gran Sasso. In questo momento, Froome sorride più di Aru (e ride di chi ha pensato che meditasse il ritiro) perché ha l’alibi delle cadute che l’hanno tormentato nella prima settimana della Corsa Rosa. Per il campione italiano la debacle a Campo Imperatore è più pesante perché la stagione di Aru era tutta puntata sul Giro.

e sabato… — Ora, prima della tappa spauracchio dello Zoncolan (sabato), con il suo terribile finale al 22%, ci sono quattro tappe, due da fughe e due prevedibili volate. Chi è in ritardo deve cercare di ritrovare brillantezza e certezze messe in dubbio da una classifica ormai preoccupante, mentre Yates e la Mitchelton avranno la responsabilità di gestire la corsa (e la maglia) e il dualismo tra i due corridori che guidano la generale. Di sicuro il Giro è tutt’altro che deciso. Ma è innegabile che Froome e Aru non possono più sbagliare.

 Gasport 

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