Tsitsipas e Shapovalov, due talenti diversi (di Marco Mazzoni)

5 giorni ago Redazione Commenti disabilitati su Tsitsipas e Shapovalov, due talenti diversi (di Marco Mazzoni)

Difficile scegliere un solo tema da analizzare dopo aver vissuto una giornata così intensa come quella di ieri al Foro Italico. Berrettini ha chiuso il programma maschile sul centrale, perdendo dal campione in carica Zverev ma non sfigurando affatto nel primo set, soprattutto grazie ad un servizio che può diventare devastante quando prende ritmo. E’ piaciuto l’atteggiamento, il modo positivo con cui ha approcciato il Centrale e la sfida “impossibile”. Considerando i tanti settori in cui ha enormi margini di crescita (tecnica e fisica) dobbiamo solo credere in lui e lasciargli il tempo per lavorare. Un applauso anche a Vincenzo Santopadre, continuate così. E un applauso enorme se lo merita Fabio Fognini. Che dire dopo un’impresa del genere…Thiem non ha giocato al suo meglio, vittima di questi up and down improvvisi (e discretamente inspiegabili…), ma la scena se l’è presa tutta il nostro n.1. Ha tenuto in mano il gioco per quasi tutto il match, gestendo i ritmi di gioco. Col dritto ha spesso spaccato lo scambio, ed alcuni strappi di rovescio hanno esaltato il pubblico del Centrale. E’ una delle sue vittorie più belle a Roma, torneo in cui non sempre ha brillato. Oggi ha un match ampiamente alla sua portata. Sognare non costa nulla, e farlo a Roma è ancor più intrigante…

Tra i tanti match di giornata, due erano segnati in rosso nel mio programma: Del Potro vs. Tsitsipas e Shapovalov vs. Haase. Il primo sul Pietrangeli, campo maledettamente bello, dove si respira un fascino unico al mondo (e non è retorica, lo dicono anche i giocatori…). Infatti il buon Nole, autore di una buona prestazione vs. Basilashvili, all’uscita dal campo si è lasciato andare ad un piccolo show personale col pubblico, con tanto di affannosa ricerca di un microfono per ringraziare la gente, molto vicina in questo momento tutt’altro che brillante della sua carriera. Effettivamente a vederlo dal vivo ad un metro di distanza, la sua palla corre davvero poco se paragonata a quella del georgiano (buon hard hitter ma non trascendentale…) e del suo passato. Stupisce anche la sua magrezza, è palese che abbia perso massa muscolare. Almeno ieri è perso vivace Djokovic, ha lanciato qualche occhiataccia delle sue in partita, segno che forse si sta “risvegliando”… Tornando a DelPo ed al giovane greco, è stata una discreta partita. JM è partito letargico, poi si è messo in moto, ha lasciato mulinare dritto e servizio e l’ha portata a casa. Niente di strano. Stefanos mi è piaciuto, visto da bordo campo il suo tennis è di una eleganza superiore. Tuttavia mi ha lasciato perplesso per un paio di aspetti importanti, che dovrà assolutamente migliorare per salire verso le vette del tennis mondiale. Lo definirei “più bello che efficace”.Il suo gesto così ampio, elegante, armonioso, ti rapisce… e si finisce per perdere di vista la efficacia dei suoi colpi.La palla non è così “cattiva”, anche quando accelera. Tende a scambiare fin troppo, e lo fa generando spesso qualche colpo interlocutorio, troppo centrale, troppo corto, troppo pulito. Palle che al salire del livello diventano facilissima preda del rivale(DelPo infatti, nemmeno in una giornata eccellente sul piano della mobilità, ha avuto gioco facile nello spostarsi sul dritto e sbracciare a tutta, castigandolo). Tsitsipas fa tutto molto bene, ma non carica abbastanza. Deve crescere fisicamente, nella intensità dello scambio. Deve sfruttare la sua enorme completezza tecnica per dare una direzione più precisa al suo gioco, oggi un po’ troppo attendista. In molte fasi del match, anche quando era sopra, dava l’impressione di scambiare e vedere cosa fare… ad altissimo livello non te lo puoi permettere, devi aver molto chiaro cosa fare e quando farlo. Si gioca sulla velocità, sulla capacità di imporre il proprio tennis, ancor più per un ragazzo che è più forte in costruzione e manovra che in difesa. E’ molto giovane, potrà crescere assolutamente e diventare non solo una delizia per gli occhi ma anche un tennista forte, molto forte.

Ben diverse le sensazioni che ha suscitato Denis Shapovalov, un talento altrettanto cristallino ma assai più “tosto”, sportivamente “cattivo”.Nel freddo umido della Next Gen Arena, ha disputato una partita tutt’altro che perfetta contro il buon Haase, ma ha mostrato delle qualità assolute. Superiori. In tante giocate e passaggi, ha suscitato dei brividi particolari, quelli che ti suscitano quei giocatori che passano una volta ogni tanto nel nostro piccolo mondo…Da bordo campo era curioso vedere la faccia di Robin dopo aver subito una bordata improvvisa di Denis. Allibito. E’ la miglior fotografia di come Shapovalov possa stupirti, farti il punto da ogni posizione e con ogni tipo di soluzione. Il giovanissimo canadese ha un’esperienza terribilmente limitata sul rosso, ma nonostante tutto ha imparato davvero in fretta piccoli segreti, scivolamenti, tagli e come aggredire la palla. Roba tosta, roba da giocatore vero, quello che sente il campo, la palla, la situazione.Uno a cui non sfugge nulla, che sportivamente “gode” nell’impattare la palla e sorprendersi per cosa è riuscito a fare. Quello che mi ha incantato del suo tennis– tornerò volentieri per un’analisi più precisa – è la bravura e naturalezza con cui passa dalla palla lavorata di scambio, anche con discreta rotazione, all’improvvisa accelerazione piatta, velocissima, a chiudere. Questa qualità fa differenza, sempre. E’ segno evidente di capacità tecnica, di capacità di lettura della situazione, della velocità pensiero e della voglia di provarci. Non ha mai tenuto nel match (anche complicato per come si è svolto) un vero piano tattico. Analizzava la situazione del momento e provava la giocata variando continuamente. Impressionante come accarezza la palla col rovescio per trovare lunghezza ed al colpo seguente scatena tutta la velocità del braccio entrando a tutta, a trovare un’accelerazione fulminante. Ha ancora molti difetti, segno di un potenziale sterminato. Per esempio, il dritto cross lo lavora benino ma non sempre resta lungo, e per un mancino è ancor più importante perché può essere aggredito nel cambio di diagonale; col servizio non ricava ancora molto, e quando avanza a prendersi il punto dopo un’accelerazione, o chiude con una frustata oppure fa una discreta confusione se deve toccare secco a chiudere. Tante piccole cose da sistemare, ma vedendo la velocità con cui apprende (e con cui si sta prendendo il palcoscenico!) ci arriverà ben presto. E con quella grinta e voglia di arrivare, preparatevi perché potrebbe succedere qualcosa di molto grosso. Shapovalov è un tennista potenzialmente dominante. Oggi avrà una sfida impossibile vs. Rafa, a “casa sua”, e sono sicuro che si vorrà vendicare della sconfitta patita lo scorso anno in Canada. Attendiamoci un Nadal sportivamente spietato…ma Denis è uno che non ha paura di niente, speriamo ci faccia comunque divertire. Di sicuro questi Internazionali ci stanno regalando moltissimo. E siamo appena a metà torneo. Buon tennis a tutti

dal Foro Italico,

Marco Mazzoni

@marcomazz