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Silverstone, Verstappen: “Fiducioso per la gara”
SILVERSTONE – “Sono felice di non essere troppo distante dalla pole position su un tracciato così veloce. E per la gara sono fiducioso“. Queste le parole di Max Verstappen dopo la del Gran Premio di Gran Bretagna. Il pilota olandese ha piazzato la sua Red Bull sulla quarta casella della griglia di partenza con una manciata […] LEGGI TUTTO

Tsvetan Sokolov dice addio alla nazionale bulgara dopo 17 anni
Tsvetan Sokolov è pronto a lasciare la sua Bulgaria. Per l’opposto 34enne di Dupnica la VNL sarà l’ultimo torneo con la maglia della Nazionale bulgara.
A confermarlo lui stesso ai media bulgari: “Sì, quello è stato il mio ultimo torneo con la nazionale. Questo è molto emozionante per me. È stato un onore e un piacere indossare i colori bulgari e la bandiera bulgara. Sono estremamente grato per tutte le emozioni che la Nazionale mi ha regalato. Ma penso di dover mettere fine a questo percorso perché ci sono altri ragazzi che hanno bisogno di iniziare il loro. Penso che 17 anni in Nazionale mi bastino”.
Foto CEV
Sokolov ha esordito con la Nazionale maggiore del suo paese nel 2006 quando aveva solo 16 anni e negli anni ha portato la Bulgaria a vincere il bronzo al Campionato Europeo CEV nel 2009 e, tre anni più tardi, un quarto posto alle Olimpiadi di Londra, ultima apparizione bulgara ai Giochi Olimpici.
“È stato abbastanza difficile prendere quella decisione – ha continuato Sokolov -. Ci avevo pensato nelle ultime due stagioni. Voglio sempre dare il 100% quando gioco per la squadra, ma il mio corpo non riesce più a sopportare il carico. Abbiamo provato tutti a qualificarci per le Olimpiadi. Sfortunatamente, ci siamo fermati poco prima di raggiungere questo obiettivo. Tutti vogliono andare ai Giochi Olimpici e quel sogno è l’ultima sogno a spegnersi”.
Foto Volleyball World
“È un privilegio giocare per la nazionale e rappresentare il proprio Paese. Ci sono alcuni ragazzi di grande talento che hanno bisogno di avere la possibilità di affrontare il loro difficile viaggio attraverso la squadra nazionale, di soffrire e imparare dai momenti difficili, dagli errori e dai problemi che dovranno affrontare. Con duro lavoro e sacrificio penso che la squadra possa essere ancora una volta tra le prime 10 al mondo” ha concluso l’opposto.
(fonte: Volleyball World) LEGGI TUTTO

Russia F.: Minsk-Sparta 3-2 nel posticipo
RUSSIA – Nel posticipo della 3° giornata il Minsk ottiene la prima vittoria in campionato, ma solo al tie-break sprecando un vantaggio di 22-20 nel 4° set contro lo Sparta Nizhniy Novgorod.
Posticipo 3° giornata (17 ottobre)Minchanka Minsk – Sparta Nizhniy Novgorod 3:2 (25:19, 25:14, 16:25, 24:26, 15:12)Top Scorer: Siakretava 23, Laziuk 17, Markevich 15, Stoliar 9; Kaskova 26, Gatina 19, Velisevich 15, Zhukova 9.
ClassificaLokomotiv Kaliningrad 3v-0p 9pTulitsa Tula 3v-0p 8pDinamo Krasnodar 3v-0p 8pUralochka-NTMK Ekaterinburg 2v-1p 7pDinamo Mosca 2v-1p 6pDinamo-Ak Bars Kazan 2v-1p 6pProton Saratov 2v-1p 5pLeningradka San Pietroburgo 1v-2p 4pLipetsk 1v-2p 4pMinchanka Minsk 1v-2p 3pYenisey Krasnoyarsk 1v-2p 2pSparta Nizhniy Novgorod 0v-3p 1pZarechie Odintsovo 0v-3p 0pDinamo-Metar Chelyabinsk 0v-3p 0p
FormulaLe prime 8 ai play off. Quarti e semifinali al meglio delle 3 partite, finale al meglio delle 5 partite.Sostieni Volleyball.it
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A3: Civitanova. Domani sera testa a Loreto. Coach Rosichini: “Buon materiale di partenza su cui lavorare”
Facebook Twitter WhatsApp Linkedin Email Print VK CIVITANOVA – La GoldenPlast Civitanova alza il ritmo. Reduce dal proficuo allenamento congiunto in famiglia con la Cucine Lube Civitanova, la formazione di Gianni Rosichini scende subito in campo. Domani (venerdì 27 settembre), al PalaSerenelli di Loreto, capitan Di Silvestre e compagni torneranno sotto rete in serata (inizio […] LEGGI TUTTO

Roland Garros: una finale tutta azzurra, impresa possibile?
Jannik Sinner e Lorenzo Musetti
8 giugno, domenica pomeriggio, Bois de Boulogne. Nell’aria frizzantina di una Parigi mai così bella, accarezzata dai profumi e colori di fine primavera, sventola una bandiera tricolore sul Chatrier, mai così grande, mai così splendente. Jannik Sinner e Lorenzo Musetti entrano sul campo “rosso” più nobile della disciplina e si giocano la Coppa dei Moschettieri, uno contro l’altro. Due italiani insieme in una finale Slam. Sogno o son desto? Al momento è un’ipotesi intrigante… meglio, una possibilità. Ci sono due passi enormi da compiere per trasformare quest’ardito scenario in realtà: vincere due semifinali molto complicate, Jannik contro il più vincente dell’era moderna Novak Djokovic, Lorenzo contro il campione in carica Carlos Alcaraz, talento generazionale. Sarebbe qualcosa di talmente grande da far venire i brividi. Razionalmente, i nostri campioni ce la possono fare? Sì, ovviamente è tutt’altro che impossibile visto che la semifinale se la sono guadagnata sul campo, ma se Sinner dovrà giocare una partita eccellente, da n.1, di qualità e quantità, confermando la sua superiorità sul serbo sul piano atletico e tecnico, Musetti sarà chiamato banalmente a giocare il… match migliore in carriera, altrimenti l’Alcaraz di questa primavera su terra battuta non lo batti.
I primi a scendere in campo venerdì saranno Musetti e Alcaraz, terzo lo confronto nel 2025. I primi due li vinti entrambi Carlos, nella finale di Monte Carlo e nella semifinale di Roma. Due partite molto diverse, la prima segnata da un problema fisico che ha disintegrato di colpo le possibilità del toscano, che tanto era piaciuto in un primo set giocato da campione, solido e creativo. Al Foro Italico andò in scena un match più nervoso, a strappi, condizionato da forte vento e tante incertezze, da una parte e dall’altra, con Alcaraz bravo a trovare le giocate decisive mentre Musetti si rimproverò tantissimo un’attitudine tornata negativa per il contesto che non seppe gestire. Esperienze importanti per maturare e crescere ancora, come ha dimostrato ampiamente in quest’edizione benedetta di Roland Garros dove ha giocato benissimo e meno bene, ma non ha mai perso il piglio aggressivo, la lucidità nelle scelte di gioco, la forza mentale di far passare momenti negativi e ripartire più forte di prima. Proprio la attitudine forza mentale saranno decisive per provare a sfidare Alcaraz e cercare di batterlo. A livello di gioco, di colpi, Lorenzo ha quel che serve per superare anche un buon Alcaraz. C’è riuscito nel loro primo confronto, la finale di Amburgo 2022. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti… Il murciano è diventato il n.1 più giovane di sempre, ha vinto 4 slam, lotta contro tutti i migliori e quasi sempre vince; il carrarino c’ha messo più tempo a formare testa e mentalità, migliorare i colpi – diritto e servizio su tutto – e diventare non solo un “talento” ma anche “giocatore”. Questo Musetti, così forte atleticamente, resistente alla pugna e così completo come colpi di gioco, può giocarsela assolutamente contro Alcaraz, ma per batterlo servirà un piccolo capolavoro perché dovrà essere abbastanza aggressivo da non finire sotto alle sfuriate eccezionali del rivale; dovrà essere più che consapevole che verrà messo sotto in varie fasi della partita e lì dovrà tenere, di testa e di gamba, per farsi trovare pronto appena l’altro calerà l’intensità o sbaglierà qualcosa, visto che quasi sempre accade.
Carlos è fortissimo ma tende a concedere qualcosa: proprio lì c’è da entrare, con vigore ma senza esagerare, per portarsi in vantaggio – o recuperare un eventuale svantaggio – e ancor più per mettere pressione e tensione al rivale. Lorenzo dovrà essere fortissimo in difesa e contrattacco, ma non basterà. Se lasci a “Carlitos” il centro del campo, lui ti ammazza sportivamente, l’ha affermato senza mezzi termini anche Darren Cahill di recente, uno che di tennis ne capisce più di tutti. Musetti dovrà essere bravo a gestire i colpi d’inizio gioco, essere incisivo col primo diritto (o rovescio) di scambio per non permettere al rivale di colpire da fermo; dovrà brillare con quel diritto carico che allontana l’avversario dalla riga di fondo e via entrare a tutto braccio per prendersi tutto spazio. L’attendismo non dovrà mai fare capolino, e anche in risposta provarci, senza stazionare in una posizione troppo arretrata perché lasciare troppo campo a Carlos equivale a perdere. Magie di tocco sì, ma soprattutto sostanza e determinazione, far sentire ad Alcaraz una presenza e durezza totali. “Io ci sono, battimi”. Questo è l’unico piglio che potrà consentire a Lorenzo di provare a vincere. È una sfida massima, ma del resto che sei in semifinale a Roland Garros e vuoi vincere la coppa, beh, questo devi saper affrontare. Oggettivamente Alcaraz è favorito, per i precedenti, per come sembra in ottima forma, perché ha già provato queste sensazioni in questo torneo. Ma… Musetti c’è. E speriamo che lo faccia sentire anche domani.
Sinner – Djokovic… Il n.1 contro quello che al primo posto del ranking è stato più di tutti. Poco da presentare, è LA partita. Una grande rivincita della semifinale agli Australian Open 2024, quella che ha aperto a Sinner la porta del primo Slam; è anche la rivincita della finale di Shanghai 2024, dove Sinner fu un chirurgo da Nobel per come riuscì a capitalizzare ogni spazio e possibilità, andando a prendersi una vittoria ancor più netta dello score. Tutti ricordiamo la faccia di “Nole” al momento della stretta di mano, era quella di uno che… sa benissimo che non vincerà mai più. Almeno questa fu la sensazione, una superiorità fisica e tecnica piuttosto netta per l’azzurro, contro un campione immenso ma non così lontano dagli “anta”, miracoloso per come regge e lotta contro gente che quasi potrebbero essere suoi figli… Novak è diventato leggenda per la sua resistenza estrema, una voglia di vincere e rifiutare la sconfitta che lo porta a superare ostacoli insormontabili ed alzare la sua prestazione a livelli impossibili per chiunque. Quest’anno ha giocato poco e male, solo 2-3 partite davvero “top”. È arrivato sulla terra di Ginevra a mezzo servizio o ancor meno, ma… c’era uno Slam da giocare e si è ritrovato. Ha migliorato la sua forma match dopo match, e la vittoria nei quarti vs. Zverev è stata l’ennesima dimostrazione di quanta classe abbia, di come riesca a trovare in partita le chiavi per aprire ogni porta e disarmare avversari assai più giovani, freschi e potenti. Oggettivamente ieri sera Zverev ha deluso su tutta la linea. Bravissimo Novak a giocare con una tattica impareggiabile, impeccabile, ma… il tedesco ha sprecato un set di vantaggio, non è riuscito a tenere la partita sul piano fisico e della spinta, crollando all’indietro, incerto, attendista, a tratti spaesato. La testa di Djokovic ha schiantato quella di Zverev, totalmente bocciato. Non sappiamo se Sinner riuscirà a battere Djokovic, ma siamo certi che Jannik non farà gli stessi errori del tedesco, non lascerà che sia il serbo a controllare i ritmi e gli angoli, alla sua velocità di crociera e condizioni; l’azzurro sfiderà il 24 volte campione Slam con altro piglio, determinazione, velocità di gioco e di braccio, portando l’avversario fuori dalla sua palude e costringendolo giocare una partita a ritmi superiori. Dove quasi nessuno riesce a stargli dietro.
Sinner dovrà servire molto bene per anestetizzare la risposta di Djokovic, che tanto l’ha sostenuto nella vittoria su Zverev, e dovrà essere molto attento ad aprire tanto l’angolo con la seconda palla perché se porti Novak a giocare sull’angolo può diventare pericolosissimo. Sinner sia agli AO24 che a Shanghai è stato fenomenale nel portare il serbo fuori velocità andando dritto per dritto, con una serie di palle davvero potenti, pesanti, arrotate e continue che ha costretto il rivale a cercare la via d’uscita e/o la variazione ad alto rischio. Djokovic alla sua velocità ideale è ancora quasi imbattibile per tutti; lo si deve portare a ritmo e intensità ancora superiore, in modo da fargli perdere il controllo e sfiancarlo. Così Sinner l’ha battuto nelle ultime due occasioni, andando sopra al rivale. Così l’ha battuto anche in Davis a Malaga, mentre nella finale di Torino 2023 un Jannik provato dai match precedenti non riuscì a spingere abbastanza e fu negativo nei colpi d’inizio gioco, tanto che Djokovic tenne in mano il pallino degli scambi e vinse piuttosto nettamente. Da allora c’è un Sinner migliorato in tutti i colpi, in particolare al servizio e col diritto – colpo che in questo torneo sta strabiliando per rendimento – mentre Novak ha un anno e mezzo in più nei muscoli e nei tendini. Se ancora ha una testa impareggiabile e una voglia assoluta di vincere ancora uno Slam, il corpo non può essere quello dei giorni migliori e lì Jannik deve spingere, portando l’asticella della sfida ad un’altezza che i muscoli di “Nole” potranno sostenere. Poi possono entrare in gioco molte dinamiche mentali, tensione e situazioni che potrebbero stravolgere tutto. Si giocherà non prima delle 19, quasi di sera, e questo NON sarà una buona cosa per Jannik. Condizioni più rapide certamente lo favoriscono, la palla sarà più pesante e rimbalzerà di meno. In generale, vincere il primo set potrebbe essere decisivo per il serbo: qualora dovesse prendere un set contro l’azzurro, magari molto duro e intenso fisicamente, la sua solidità potrebbe incrinarsi e quelle crepe diventare voragini sotto il martellamento di Sinner. Chi vincerà? Sinner appare favorito ma non di molto, perché un “animale da competizione” come Djokovic non puoi mai darlo per battuto quando sente profumo di finale e di Slam.
Molti altri potrebbero essere i temi delle due partite. Questo un assaggio per iniziare ad entrare nel clima di due semifinali straordinarie, da vivere tutte d’un fiato. Il 6 giugno 2025, comunque vada, resterà negli annali per il tennis italiano. Se mai arrivasse una finale Sinner vs. Musetti…
Marco Mazzoni LEGGI TUTTO
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