in

Ciclismo, Mondiale in salita: Italia con Nibali e Moscon. Alaphilippe e Valverde favoriti, incognita Sagan

Se i bookmakers, che solitamente danno poco spazio ai sentimenti e mettono il necessario distacco nel determinare le quote, danno Julian Alaphilippe e Alejandro Valverde come grandi favoriti, viene allora il dubbio che il Mondiale di Innsbruck sia più per gente da classica che per scalatori. Una sensazione che cozza contro l’altimetria del circuito, affrontato dopo una parte iniziale peraltro non semplice. Lo spauracchio è un muro di 2,8 km con una pendenza media dell’11,5% e con punte del 28, in pratica il classico punto da ribaltamento: poi una picchiata di 8 km verso il traguardo, e non può che lasciare segni sui polpacci più delicati.

Riavvolgendo il nastro, non è il mondiale più duro della storia, ma è comunque nella top ten. Tra quelli degli ultimi 40 anni, ricorda la sfida del 1980 a Sallanches, quello della salita di Domancy sulla quale Bernard Hinault sgretolò la resistenza degli avversari, il più gagliardo dei quali si rivelò il nostro GB Baronchelli. Ora come allora, è ancora la Francia, che non conquistano il Mondiale dal 1997 a San Sebastian (vinse Brochard)  una delle squadra da battere. Della punta Alaphilippe abbiamo parlato, ma anche gli stretti collaboratori di Alaf (citiamo Pinot e Bardet) possono dire la loro. Faranno squadra? Il ct Guimard è un vecchio navigatore, ma dovrà badare che soprattutto i galletti Pinot e Bardet – che non si possono vedere ed una volta al Tour si fecero guerra consegnando una tappa al marpione Cummings – remino dalla stessa parte.

Ora, ma non come allora, manca la truppa italiana tra i favoriti. Nel gioco dei se e dei ma, non ci fosse stato l’incidente al Tour e la lentissima ripresa della condizione, Vincenzo Nibali sarebbe stato l’uomo da battere. Lo Squalo comunque può dire la sua, ma il ritardo di condizione espresso alla Vuelta, dove ha finito bene, qualche dubbio lo fa sorgere. Lui e Moscon – l’ultimo sì, in sicura condizione – saranno le punte di Cassani, pedine da muovere nei momenti topici, e coadiuvate da gente tosta come Pozzovivo, De Marchi, Caruso, il vecchio Pellizotti. Il ct dovrà fare i conti con il consueto dubbio amletico: attaccare o aspettare le mosse degli altri per magari sfruttarne gli errori. Scelte che non dipenderanno solo da lui. Vedremo ad esempio come si muoverà la Spagna, che non è solo l’Embatido Valverde. Anzi, guardando la Vuelta, quello uscito più brillante è Enric Mas, l’astro nascente del ciclismo iberico. E poi non ci sono slolo spagnoli e francesi. Simon Yates ha trionfato nella Vuelta: lui è il fratello Adam potrebbero dare una ulteriore svolta al rinnovamento del ciclismo britannico dopo i forfait di Froome e Thomas. Ma sono tanti a poter dire la loro, dal polacco Kwiatkowski allo sloveno Roglic fino ad arrivare all’olandese Poels ed al belga van Avermaet (per il quale però il muro sembra veramente troppo duro). Inoltre i colombiani: Uran è più adatto al percorso, Lopez è da considerare ma Quintana chissà, in un colpo solo, potrebbe ribaltare i colori di una stagione mediocre.

Infine la vera incognita di questo mondiale, Peter Sagan. Ha vinto gli ultimi tre mondiali, inutile sottolineare che parliamo di un fuoriclasse. Se la corsa sarà dura dall’inizio le sue chance di confermarsi sono ridotte al lumicino. Se, viceversa, la gara sarà tattica e il buon Peter sarà portato in carrozza fino alll’ultimo assalto al muro, allora tutti dovranno fare i conti con lui.
 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


Tagcloud:

Challenger Monterrey: Live i risultati del primo turno di Quali. In campo Riccardo Bellotti

LIVE Polonia – Stati Uniti Mondiali Pallavolo diretta risultato tempo reale: caccia alla finale