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Da Comas ad Alonso-Leclerc: i paurosi incidenti F1 a Spa-Francorshamps


Maggior velocità = maggior pericolo.

Un’equazione semplice per il mondo del motorsport, che non può essere considerata un’opinione, così come la matematica. Un concetto che vale anche e soprattutto per Spa-Francorchamps, globalmente riconosciuta come “l’università della Formula 1”. Un tracciato caratterizzato da lunghi rettilinei e curve mozzafiato (letteralmente), dove l’elemento principale è costituito proprio dalla velocità, spesso e volentieri elevatissima.

Ma quando la lancetta dei chilometri orari scende verso destra, i piloti diventano consapevoli che il minimo errore può avere delle conseguenze sgradevoli, se non addirittura fatali.
Dagli anni ’90 a ieri, con l’ultimo e pauroso botto alla partenza tra Fernando Alonso e Charles Leclerc, Spa-Francorchamps si è confermata teatro di incidenti tanto spettacolari quanto spaventosi avvenuti durante un Gran Premio di Formula 1.

Dal pilota meno quotato fino al campione del mondo, in tanti hanno sentito un brivido correre lungo la schiena poco prima dell’impatto contro le barriere, oppure contro la monoposto di un concorrente.
La collisione avvenuta ieri alla partenza è stata l’ennesima di una lunga lista di incidenti verificatisi a Spa-Francorchamps. La memoria molti, dopo aver visto e rivisto i replay del crash, è tornata indietro al 2012, quando si verificò un altro botto in circostanze molto simili.

Ma anche in anni più lontani, ed in condizioni diverse, la paura si è spesso presentata a Spa.
Semplice paura, a volte con conseguenze fisiche più dolorose, ma mai trasformate in tragedie. Tutti i protagonisti coinvolti negli incidenti più spettacolari di Spa-Francorchamps, che ripercorriamo in questo excursus storico, oggi possono più o meno ricordare quegli attimi terrificanti, e le loro testimonianze ci dimostrano quanto sia sottile il limite che separa la velocità dal disastro, come in un’equazione matematica: maggior velocità = maggior pericolo.

1992: Erik Comas salvato da Senna


Il primo incidente serio avvenuto in Formula 1 a Spa-Francorchamps (senza contare quelli avvenuti in altre categorie, con conseguenze anche ahimè più gravi) avvenne in occasione delle prove libere del Gran Premio del Belgio 1992.
Durante la consueta sessione di venerdì, tra i piloti che tentano di migliorare il feeling con la propria vettura c’è anche il francese Erik Comas, al volante della Ligier.
Giunto a Blanchimont, Comas perde irrimediabilmente il controllo della sua vettura, andando a sbattere violentemente fuori pista. L’impatto è fortissimo, e nello schianto il francese perde addirittura i sensi. Ma c’è di più.
Con il pilota privo di coscienza, e fisicamente sballottato all’interno del suo abitacolo, il piede di Comas resta accidentalmente sul pedale dell’acceleratore, mantenendo i giri del motore al massimo.
La situazione è estremamente seria: in questa circostanza, il motore può facilmente surriscaldarsi ed esplodere, aggravando potenzialmente le condizioni di salute di Comas.
I soccorsi tardano ad arrivare, almeno fino a quando Ayrton Senna, anch’egli in pista per far segnare il suo tempo, non sopraggiunge sul luogo dell’incidente. Accortosi dell’assenza di commissari, il brasiliano accosta a bordo pista e si slaccia le cinture. Percorre qualche metro a piedi (incurante delle auto che sopraggiungevano dalla direzione opposta) e toglie il piede di Comas dell’acceleratore, evitando conseguenze ben peggiori.
Grazie all’intervento tempestivo di Senna, Comas viene trasportato in ospedale, dove riceverà le cure del caso. Il francese di riprenderà completamente, al punto da tornare in Formula 1 poco dopo. Pur non ricordando nulla dell’impatto, sarà sempre grato a quell’uomo, di nome Ayrton Senna, che di fatto gli salvò la vita.

1993: le sospensione tradiscono Zanardi

Un anno dopo il terribile schianto di Comas, la paura tornò a farsi viva a Spa-Francorchamps. A farne le spese, stavolta, un giovanissimo Alessandro Zanardi, all’epoca ancora alle prime armi in Formula 1.
Il bolognese, al volante di una Lotus ormai lontana dai fasti di un tempo, è impegnato a realizzare il suo miglior tempo durante le prove libere. In prossimità della leggendaria e pericolosissima curva del Raidillon, le sospensioni cedono improvvisamente, forse a causa della forte compressione a cui sono sottoposto le vetture nel tratto dell’Eau Rouge-Raidillon.
Con la Lotus fuori controllo, l’impatto contro le barriere è violentissimo, e per Zanardi si teme il peggio.
Estratto dall’abitacolo privo di sensi, così com’era accaduto a Comas, viene immediatamente trasportato in ospedale, dove riuscirà fortunatamente a riprendersi, facendolo anche in tempi rapidi. A seguito dell’incidente e della particolare violenza brutale dello schianto, Zanardi si risveglierà più alto di addirittura 3 centimetri. Nonostante le buone premesse per un ritorno tempestivo, la stagione 1993 del bolognese si chiude in anticipo.

1998: la storica carambola alla partenza

Il Gran Premio del Belgio 1998 verrà per sempre ricordato, oltre che per il controverso incidente tra Coulthard e Michael Schumacher, anche e soprattutto per l’incidente più clamoroso della storia della F1. Alla partenza, dopo aver superato indenni l’insidia della prima curva sotto un forte acquazzone, il gruppone si avvia compatto verso la famosa Eau-Rouge. Ma poco prima della salita, la McLaren di Coulthard perde il controllo, finendo contro le barriere. L’incidente in sé non è degno di preoccupazioni, ma la vettura dello scozzese da il via ad una clamorosa carambola. Dietro di lui di forma uno spaventoso groviglio di vetture, che una ad una finiscono contro le barriere o contro altri piloti.
Nella confusione generale, soltanto cinque monoposto non rimangono coinvolte nell’incidente, mentre tutte le altre sono costrette al ritiro.
Con la pista piena di detriti e di auto incidentate, tra lo stupore di tutti, la FIA prende l’unica decisione possibile: sospendere la gara ed avviare la procedura per una seconda partenza.
Ancora oggi, quello avvenuto a Spa nel 1998 resta la carambola più spettacolare e numerosa mai vista in una gara di Formula 1.

1999: le BAR fuori all’Eau-Rouge in qualifica

Nel 1998 Jacques Villeneuve, nonostante il titolo di campione del mondo in carica, vive una stagione tutt’altro che da protagonista. Uno dei momenti più paurosi di quel campionato per il canadese arriva in concomitanza con il Gran Premio del Belgio, dove è vittima di uno spaventoso incidente all’Eau-Rouge.
Fortunatamente per lui, l’impatto si rivela senza conseguenze. L’anno successivo, nel 1999, Villeneuve cambia team, firmando un contratto con la neonata BAR.
Dal punto di vista personale però, la storia si ripresenta puntuale in Belgio. Durante la sessione di qualifiche, Villeneuve esce nuovamente di pista, ancora una volta all’Eau-Rouge. Anche in questa circostanza, il botto è particolarmente violento, ma il campione del mondo 1997 ne esce illeso.
Come se non bastasse, dieci minuti dopo lo schianto del canadese, il secondo pilota del BAR, il brasiliano Ricardo Zonta, è vittima di un incidente molto simile, sempre nello stesso punto.
Diversamente dal compagno di squadra (finito contro la pila di pneumatici), l’impatto di Zonta risulta più spettacolare, con la monoposto del sudamericano che rimbalza pericolosamente in pista dopo l’urto con le barriere. Anche in questa circostanza, fortunatamente, Zonta torna ai box sulle sue gambe. Per la debuttante BAR, invece, si trattò di un weekend decisamente da dimenticare.

2001: l’attesa interminabile per Burti

Blanchimont torna a colpire. Dopo il bruttissimo incidente occorso a Comas nel 1992, nove anni dopo sarà il brasiliano Luciano Burti a far preoccupare il mondo delle corse. Durante il Gran Premio del Belgio 2001, a pochi giri dal termine della gara, Burti si ritrova coinvolto in duello con la Jaguar di Eddie Irvine. Il pilota della Prost, determinato a portare a compimento il sorpasso sul nordirlandese, tenta dunque la manovra sul rivale, il quale chiude lo specchio.
Le ruote della Prost finiscono sull’erba, rendendo inevitabile il contatto con Irvine. A farne le spese è proprio Burti, il quale, trovatosi improvvisamente senza l’alettano anteriore, finisce dritto contro le barriere a quasi 300 km/h. L’impatto è violentissimo, e la direzione gara decide di sospendere la corsa.
La scelta venne presa anche per consentire le difficili operazioni di soccorso al pilota brasiliano, il quale, data l’elevata velocità al momento dello schianto, finì interamente sotto le pile di pneumatici.
Dopo una lunghissima attesa, durata diversi minuti, il pilota venne finalmente estratto dall’abitacolo, riportando soltanto un trauma facciale.
Burti ne uscì dunque praticamente illeso, ma la sua permanenza in F1, già messo in discussione nelle gare precedenti, terminò definitivamente con quell’incidente pauroso.

2012 e 2016: brividi alla partenza

A seguito dei diversi incidenti occorsi negli ultimi anni, gli organizzatori decisero di apportare diverse modifiche al tracciato di Spa-Francorchamps, con l’obiettivo di renderlo più sicuro in caso di incidenti. Gli interventi, che portarono alla conformazione attuale del tracciato, si rivelarono importanti per la sicurezza, ma ciò non tolsero l’elemento costituito dalla paura.
La dimostrazione arrivò nel 2012, alla partenza del gran premio. A scaturire l’incidente fu una manovra azzardata del francese Romain Grosjean, il quale, nel tentativo di superare Hamilton, andò ad urtare quest’ultimo.
La Lotus, dopo aver strisciato contro il guardrail, rampò sulla monoposto dell’inglese, spiccando il volo e ricadendo pericolosamente su Alonso, Perez e Kobayashi, sfiorando il casco di questi ultimi.
Una collisione molto simile a quella verificatasi ieri, con Alonso questa volta a bordo di una McLaren impazzita e ricaduta sulla Sauber di Leclerc, il quale deve ringraziare l’halo per il botto pauroso.
A seguito dell’incidente del 2012, Grosjean venne squalificato dai commissari per una gara, non potendo così prendere il via al Gran Premio d’Italia di quell’anno. Partecipazione a quest’ultimo gran premio che fino ad ora, salvo clamorose decisioni, dovrebbe essere garantita per Nico Hulkenberg, che ha scaturito la carambola andata in scena ieri, l’ultimo capitolo di una serie di incidenti spettacolari avvenuti a Spa-Francorchamps.


Fonte: https://www.circusf1.com/


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