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Nazionale Femminile – 2024: sarà l'anno giusto per tornare alle Olimpiadi?

Nazionale Femminile - 2024: sarà l'anno giusto per tornare alle Olimpiadi?

In un periodo di siccità dal punto di vista del basket giocato, la maggior parte dei media ha ripercorso il passato dello sport, tra ricordi dei protagonisti ed eventi rimasti nella storia. Ma il futuro? Di cosa si può scrivere, pensando a ciò che ci attenderà in campo? Perso il treno per i Giochi di Tokyo, la nazionale femminile ha come prossimo obiettivo la qualificazione a EuroBasket 2021, torneo che offrirà l’opportunità di prendere parte alle qualificazioni per la Coppa del Mondo 2022, ma il traguardo finale di ogni quadriennio sono sempre le Olimpiadi. Attraverso un’ipotesi di roster, vediamo se i Giochi di Parigi del 2024 possono essere un obiettivo realistico, ricordando che il digiuno dura da Atlanta 1996.

Coach: Cinzia Zanotti

La lunga esperienza al Geas ha evidenziato le ottime doti della ex azzurra, certamente dal lato tecnico, ma soprattutto da quello emotivo. Guidare una Nazionale, si sa, richiede la capacità di formare un gruppo in poche settimane e di trarne il massimo in un periodo di pochi giorni, quindi l’aspetto motivazionale incide spesso più di quello tattico.

Quintetto

Costanza Verona

Proprio al Geas di Zanotti, la palermitana classe 1999 ha dimostrato di saper fare la playmaker titolare in Serie A1 sin dall’età di 19 anni, ma anche di saper produrre punti con una certa continuità. Non a caso, con i 25 realizzati si è laureata MVP della finale all’europeo under 20 del 2019. Da oggi al 2024 avrà tutto il tempo per alzare l’asticella anche dal punto di vista fisico.

Giulia Natali

A differenza di molte coetanee, la guardia ferrarese vanta una struttura fisica molto solida che le permetterà di dare garanzie in fase difensiva. Pochi dubbi anche nell’altra metà campo, dove sa essere pericolosa sia dal palleggio che sugli scarichi. La grande dedizione al lavoro, sottolineata da chi la vede allenarsi a Vigarano, toglie ogni dubbio sul fatto che la giovane classe 2002 abbia la possibilità di affermarsi, fra quattro anni, come atleta di riferimento in tutta Europa.

Cecilia Zandalasini

A oggi, non esiste motivo per pensare che non possa essere lei la più grande certezza di questa nazionale per tutto il prossimo decennio.

Sara Madera

Sul “telaio”, vale il discorso fatto per Natali, ma a poter fare la differenza saranno lo sviluppo del gioco vicino canestro, comunque tutt’ora molto buono in termini di velocità di piedi, e la costruzione di un affidabile tiro da fuori, su cui l’ultima MVP dell’europeo under 20 ha già dimostrato ottime potenzialità.

Jasmine Keys

Impiegando la vicentina da 5, il quintetto sarebbe privo di un vero centro, esattamente come il Geas versione 2019-20 che contava solo su Ercoli in uscita dalla panchina, ma vanterebbe 5 componenti su 5 con range di tiro molto ampio. Sfruttare questa caratteristica potrebbe finalmente portare il movimento a smettere di invocare disperatamente il famigerato “centrone” titolare e spostare invece l’attenzione sulle qualità che il nucleo azzurro già possiede. Dal lato individuale, il tiro piazzato e le letture difensive sono aspetti su cui, vista anche l’esperienza in EuroLega, la figlia di Randolph sta sicuramente ponendo la lente d’ingrandimento.

Panchina

Esterne: Giorgia Sottana, Francesca Dotto, Ilaria Panzera, Marzia Tagliamento

La trevigiana porterà l’esperienza, il mestiere, sempre necessari in qualsiasi gruppo squadra, mentre cambio di ritmo e contropiede saranno le due armi principali della playmaker padovana e dell’ala milanese. Quest’ultima, oggi 18enne, se soddisferà le aspettative potrà rappresentare un vero lusso per la “second unit” azzurra. Infine, la guardia pugliese, dopo un inizio di carriera a rilento anche a causa di un grave infortunio, ha le carte in regola per essere la classica tiratrice di striscia in uscita dalla panchina di buon livello anche per la nazionale.

Lunghe: Olbis Andre, Caterina Gilli, Lorela Cubaj

Un trio come questo può dare la sicurezza di poter contare su un reparto ben assortito: Andrè porta i centimetri necessari per cambiare l’assetto del quintetto, Gilli sta dimostrando delle ottime potenzialità da point forward, Cubaj sa usare la sua stazza per duellare sotto i tabelloni. E, non scontato, tutte e tre sanno andare molto bene a rimbalzo.

Il settore femminile, pur vedendo la maggior parte dei suoi migliori talenti distribuirsi tra il numero 2 e il numero 3 (non sarà facile scegliere chi lasciare a casa ai prossimi appuntamenti), non impedisce quindi di costruire una dozzina capace di mettere in luce i suoi punti di forza e, allo stesso tempo, rimediare alle sue debolezze.

Il mix tra veterane e generazione plurimedagliata in ambito giovanile, in particolare la classe 2002, combinato con una Zandalasini che allora sarà al picco della sua carriera (il cosiddetto “prime”), a mio avviso rendono Parigi 2024 un traguardo a cui ambire con serietà, trovando anche il coraggio di pretendere qualcosa in più del solito “compitino” in vista dei prossimi due campionati europei (anche se la strada per l’edizione 2021 è già in salita per colpa del KO di Cagliari dello scorso novembre…)

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