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Lega A – Memorial Brusinelli: Grissin Bon beffata sulla sirena dal Leiden
L’esordio al Memorial “Gianni Brusinelli” di Trento per la Grissin Bon è sfortunato. I biancorossi vengono sconfitti sulla sirena da un beffardo canestro di Darius Thompson dello ZZ Leiden che fissa il punteggio sul 76-78 per gli olandesi. Top scorer della serata per Reggio Ricky Ledo con 27 punti. La Grissin Bon ritrova a disposizione […] LEGGI TUTTO

L’Avimecc Modica mostra i “muscoli”, Napoli lotta, ma cede in 4 set
Avimecc Modica 3
Gaia Energy Napoli 1
Parziali: 25/23, 16/25, 29/27, 25/19
Avimecc Modica: Barretta 11, Raso 1, Capelli 28, Putini 4, Chillemi 2, Buzzi 8, Matani 4, Padura Diaz 20, Nastasi (L1), n.e: Pappalardo (L2), Cipolloni Save, Tomasi, Italia, Bartoli. All. Enzo Distefano; Ass: Manuel Benassi
Gaia Energy Napoli: Darmois 21, Starace 12, Leone, Lugli 13, Giannotti, Lanciani 8, Martino 8, Ardito (L1), n.e: Saccone, Sportelli, Mongillo, Matano, Dotti, Volpe (L2). All. Rosario Angeloni; Ass: Ulderico Di Francesco
Arbitri: Giorgia Spinnicchia e Dalila Viterbo
Modica – Grinta, volontà e determinazione hanno permesso all’Avimecc Modica di battere in quattro set la Gaia Energy Napoli, arrivata al “PalaRizza” per vendere cara la pelle nella gara valida per la terza giornata di ritorno del campionato di serie A3.
I “Galletti” di Enzo Distefano hanno impiegato 2h 14′ per piegare la resistenza del sestetto partenopeo che non è riuscito a tenere il passo di Capelli e compagni nelle fasi cruciali del match.
Quella vista al “PalaRizza” è stata una partita a tratti molto bella e combattuta fatta eccezione per il secondo set dove i biancoazzurri di casa hanno un po’ abbassato la guardia permettendo ai ragazzi di Angeloni di rientrare in partita.
Modica entra in campo un po’ contratta e Napoli ne approfitta per allungare subito a +4 (4/8), Modica prova a restare in scia ma a metà frazione deve ancora recuperare 3 punti (13/16), ma un parziale di 8 – 4 per la formazione di casa permette ai biancoazzurri di mettere il muso avanti nel punteggio e di giocarsi con un punto di vantaggio (21/20) le fasi finale del set d’apertura chiuso da un muro vincente di Riccardo Capelli che griffa il 25/23 che porta avanti Modica nel computo dei set dopo 29′ di gioco.
Al cambio di campo arriva puntuale la reazione partenopea che alza i ritmi e si porta subito avanti (4/8) e approfittando delle difficoltà dei modicani allunga a +6 a metà frazione (10/16). Modica non riesce a riorganizzarsi e Napoli prende definitivamente il largo andando a vincere il secondo parziale con un facile 16/25 in 26′ che rimette il risultato in equilibrio.
Al cambio campo coach Distefano “catechizza” la squadra che torna sul taraflex con le giuste motivazioni. L’inizio del terzo set è di marca modicana (8/3), ma Napoli non demorde, si riorganizza e prima ricuce lo strappo e a metà parziale è avanti di 1 (15/16). La sfida si gioca sul filo del rasoio e punto a punto (20/21) e alla fine si decide ai vantaggi che dopo 43′ di lotta serrata premiano i padroni di casa che piazzano con un ace in battuta il 29/27 che vale la conquista del primo dei tre punti in palio.
L’equilibrio regna sovrano anche a inizio del quarto set. Modica è sotto di 1 (7/8), ma è pienamente in partita. Un parziale di 9 – 4 a metà frazione (16/12) indirizza il match dalla parte modicana. Capelli e Padura Diaz sentono l’odore del successo pieno e continuano a martellare, mentre Napoli perde lucidità e sicurezze e non riesce più a recuperare (21/17). A chiudere i conti dopo 36′ di gioco ci pensa Pedro Putini dalla battuta, che sfrutta il primo match point a disposizione e firma il 25/19 che manda in estasi il “PalaRizza” e consegna la meritata vittoria piena all’Avimecc Modica.
“E’ stata una bella vittoria contro un Napoli che sapevamo essere rinfrancato dall’arrivo del nuovo allenatore – commenta a fine match coach Enzo Distefano – e del francese Darmois. Sono venuti a Modica intenzionati a farci male e ci hanno messo in difficoltà con una fase break importante con tantissimi muri e una grande difesa che ci hanno messo in difficoltà soprattutto nel secondo set. I miei ragazzi -continua – sono stati bravi a non perdere la testa nei momenti importanti li dove era necessaria la determinazione e la tenacia tecnica perchè su tante situazioni abbiamo avuto ragione noi e credo giustamente. Ora ci godiamo questo successo, ma da domani subito testa a Ortona, trasferta insidiosissima contro la seconda della classe. Andiamo avanti così – conclude coach Distefano – perchè siamo stanchi di guardarci alle spalle e vogliamo guardare avanti”. LEGGI TUTTO
LeBron James e il patto con il tempo: perché oggi è già l’atleta del 2025
Poche ore del 2025 e abbiamo già l’atleta dell’anno. Possono risparmiarsi la fatica, tutti gli altri. Qualunque cosa s’inventino, qualsiasi record abbattano, saranno secondi. Sospendere le votazioni, preparare la cerimonia di dicembre, scrivere subito il nome sulla targa: atleta dell’anno, ma forse sarebbe il caso di passare direttamente all’atleta del secolo, è LeBron James.
Esagerazioni? Se qui aleggiano esagerazioni sono le sue. Ultimissime dal signore del basket americano: il 30 dicembre compie 40 anni, età che nello sport allunga tristi penombre di patetica malinconia sui soggetti ancora in giro per gare, ma pochi giorni dopo lui di nuovo sbanca: 38 punti (7 tiri da 3, massimo stagionale) per i suoi Lakers contro i Blazers, e con questo saccheggio va a sedersi proprio di fianco a Michael Jordan sul record dei record, 562 partite in carriera sopra i 30 punti. Tu chiamale, se vuoi, rottamazioni.
Pensi a LeBron e inesorabilmente ti tornano su come l’aglio certe immagini di certi suoi colleghi di certi popolari sport, questi giovani di sana e robusta costituzione che spiegano quanto sia dura al giorno d’oggi la vita dell’atleta professionista, puoi avere tutto il talento del mondo, ma le pressioni, santo dio le pressioni sono tremende, è facilissimo perdersi, mister società tifosi, sempre addosso, sempre a stressare, via, non è vita.
LeBron questa vita se la gratta e se la gusta allegramente da decenni, restando sempre là alle altitudini massime, volteggiando come un deltaplano attorno al canestro, sopra tutti e sopra tutto, nella forza, nella tecnica, nei punteggi, e dopo tutto anche nei complicati rapporti con il proprio se stesso. Oggi che è un raro esemplare di sempreverde, o magari una giovane vecchia quercia, sa ancora guardare avanti e magari si chiede pure cosa farà da grande. Voltandosi indietro, vede una sterminata prateria di bellezza e di luce. Sul campo ha vinto tutto (quattro titoli NBA con tre squadre diverse, tre Mvp (Miglior Giocatore) della stagione, tre ori olimpici). Strada facendo, si è tolto ogni genere di soddisfazione, eccentrica la celebrazione tra i cartoons in un film (Space Jam – New Legends), ultima addirittura quella di giocare col figlio Bronny, anche se per poche partite, prima che il ragazzo venisse dirottato nella Lega di sviluppo per farsi le ossa.
Sì, è ovviamente, inevitabilmente, doverosamente anche ricco sfondato: entrate 2025 pari a 48,73 milioni di dollari, patrimonio personale di 1,2 miliardi (conti in tasca di Forbes).
LeBron ha veramente tutto per essere sazio. Per tagliare il traguardo e salire sul podio. Oppure fare l’inventario dei ricordi, caricarli nel furgone e andare in giro a rivenderli sulle bancarelle dello star-system. Oppure ancora scrivere il libro che sbanca, spacciare opinionismo in tv, insegnare schemi alla lavagna, accettare la presidenza di qualcosa. O anche semplicemente coordinare pignoli sopralluoghi nei cantieri e rincasare prima di sera per tormentare l’amata moglie Savannah, darling questo tacchino andava stufato qualche minuto ancora.
LeBron ha cioè l’età sportiva per mettere su l’azienda della vecchia gloria e spolparsi una seconda vita di rendita. Ma tutto è relativo. L’età può essere una vantaggiosa occasione, una vecchia racchia da mettere gli incubi, oppure può essere l’età di LeBron: una rompiscatole che bussa alla porta, insistente e seccante, tu lasciala bussare, non rispondere, tanto si stanca prima lei. LEGGI TUTTO
Vespa, un'icona di stile anche nel modellino in mattoncini Lego
Sarà disponibile dal 1° marzo, ricco di dettagli raffinati, come il mazzo di fiori nel cestino sul retro, la ruota di scorta, il cofano del motore rimovibile, il manubrio con ruota sterzante e il cavalletto. E soprattutto, basato sulla Vespa originale. È il modellino in mattoncini creato da Vespa e Lego per celebrare il Made in Italy. Con un colore azzurro pastello che omaggia le tonalità anni ’60 e – prima volta nel mondo dei mattoncini – una ruota composta da due colori: nero per la gomma e bianco per la parte interna dello pneumatico.
La Vespa 125 in scala 1:1Piaggio e la celebre azienda danese si sono inoltre affidati a due icone del mondo dei motori, Guido Meda e Vera Spadini, che oggi, 24 febbraio, presso il Museo Piaggio di Pontedera, hanno presentato l’evento dello svelamento del seti. I due conduttori hanno accompagnato gli spettatori collegati alla diretta streaming in una passeggiata tra le tappe che hanno scandito la storia della Vespa e del Gruppo Lego. Un racconto culminato con la presentazione di un’edizione speciale: un modello in scala 1:1 della Vespa 125, fatto completamente in mattoncini e fedelissimo al veicolo in miniatura. Un capolavoro di ingegneria composto da 110.000 pezzi di 11 colori diversi, pesante 93,3 kg e realizzato in 320 ore di lavoro da un team di 4 esperti costruttori.
La Vespa Lego pronta a girare l’Italia
Ma la Vespa Lego compirà anche un vero e proprio tour. Un modello gemello della Vespa 125 Lego in scala 1:1, infatti, realizzato dal Lego Certified Professional Riccardo Zangelmi, arriverà sulle strade di Milano in occasione della Fashion Week. Dal 25 febbraio fino al 3 marzo, i curiosi e gli appassionati delle due ruote e del mattoncino potranno immortalarsi sulla Vespa in scala 1:1 nel POP UP in via Montenapoleone, allestito già dal 24 febbraio per trasmettere su un maxischermo la diretta dell’evento a Pontedera. Dal 4 marzo poi il modello in scala 1:1, comprensivo di casco e ruota di scorta, inizierà il suo viaggio in giro per l’Italia: prima tappa, il Lego Store di Torino, fino al prossimo 30 aprile.
Vespa annuncia una nuova collaborazione con Justin Bieber LEGGI TUTTO
A2 – Roberto Prandin firma con la Mens Sana Basket 1871
Mentalità vincente e intensità di gioco non appena il coach lo richiede. Queste le credenziali migliori nell’ampio repertorio di Roberto “Bobo” Prandin, veneziano di 188 cm per 86 kg, nato in Laguna il 9/6/1986. Con il suo arrivo con contratto (1+1) giungono a sette gli acquisti per il progetto Mens Sana fatti dal binomio Marruganti-Moretti. […] LEGGI TUTTO
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