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F1, Verstappen batte Hamilton ed è campione del mondo: pazzo finale ad Abu Dhabi
ABU DHABI – Max Verstappen è campione del mondo per la prima volta. Un finale da pazzi ad Abu Dhabi decide il Mondiale 2021 di Formula 1 con il pilota della Red Bull che sfrutta la Safety Car a cinque giri dalla fine e nell’ultimo giro, l’unico di gara regolare dopo il rientro ai box della Safety Car, e con le gomme più fresche, supera Lewis Hamilton vincendo a Yas Marina. Epilogo leggendario in una stagione esaltante, ma non mancheranno le polemiche per la gestione della direzione di gara. La Mercedes si aggiudica invece il titolo costruttori. Soddisfazione per la Ferrari con il podio di Carlos Sainz, terzo davanti alle due AlphaTauri di Yuki Tsunoda e Pierre Gasly, quindi l’altra Mercedes di Valtteri Bottas e alle sue spalle Lando Norris, le due Alpine con Fernando Alonso ed Esteban Ocon e Charles Leclerc con l’altra Ferrari a chiudere la top-10.Guarda la galleryVerstappen è il nuovo Re della Formula 1: che festa ad Abu Dhabi
Finale per cuori forti
Sembrava ormai tutto deciso sul circuito di Yas Marina. Hamilton ha tenuto la testa della gara per l’intero Gran Premio, prima del colpo di scena che risponde al nome di Nicholas Latifi. Il pilota della Williams si è infatti andato a schiantare contro una barriera, permettendo alla Safety Car di entrare in pista. Inizialmente si pensava a un finale senza la vera ripresa della gara. Poi Michael Masi ha lasciato l’ultimo giro ai piloti e Verstappen lo ha sfruttato alla grande, superando il rivale grazie alle gomme nuove. Furiosi Toto Wolff e tutto il box Mercedes, al settimo cielo invece la Red Bull.
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Nassar (direttore esecutivo PTPA): “Sinner si trova in una situazione ingiusta, una disputa tra WADA e ITIA”
Ahmad Nassar, direttore esecutivo di PTPA
Ahmad Nassar, direttore esecutivo della PTPA (il nuovo sindacato dei tennisti promosso da Djokovic e altri giocatori), si schiera dalla parte di Jannik Sinner nella delicata questione del caso Clostebol e sul nuovo giudizio al TAS di Losanna previsto per il prossimo aprile, affermando che la posizione in cui si trova il n.1 del mondo è ingiusta, nel bel mezzo di una disputa tra WADA e ITIA, mentre lo scopo dell’attività antidoping deve essere solo quello di trovare chi bara per alterare le proprie prestazioni. Un sistema che definisce “terribile” per gli atleti, con Jannik bloccato da mesi e mesi in una posizione incerta.
Nassar si è espresso su X attraverso un lungo e dettagliato post in risposta ad appassionati che chiedevano lumi sulla posizione della PTPA dopo varie dichiarazioni del recente passato, alcune non chiarissime.
“Il post con cui ero d’accordo il 28 settembre 2024 affermava specificamente ‘non è colpa di Jannik’. Non ho idea di come ciò possa essere interpretato come ‘concordo con la WADA’. È falso. Ho ripetutamente affermato nelle interviste che l’intero sistema è ingiusto per TUTTI i giocatori. E ho ripetutamente incluso Jannik, per nome, in quella valutazione” afferma Nassar, che poi entra maggiormente nel dettaglio col lungo post che riportiamo.So, when I say the entire anti-doping system is unfair, here’s what I mean. Warning – this is a long list 🙂
1. The anti-doping system should be concerned with catching dopers. Dopers are those who are trying to improve their performance via illegal substances.
2. Players care…
— Ahmad Nassar (@ahmad4athletes) February 11, 2025“Quando dico che l’intero sistema antidoping è ingiusto, ecco cosa intendo. Attenzione: questi punti formano una lista bella lunga 🙂
1. Il sistema antidoping dovrebbe preoccuparsi di trovare i dopati. I dopati sono coloro che cercano di migliorare le proprie prestazioni tramite sostanze non consentite.
2. I giocatori sono interessati più di chiunque altro nel trovare i dopati. I giocatori vogliono e hanno bisogno di uno sport pulito e devono essere sicuri che i loro avversari stiano giocando secondo le stesse regole.
3. Le sostanze illegali e le soglie de test per chi risulta positiv0 dovrebbero essere progettate tenendo presente il punto 1.
4. Il punto 3 è quello che non accade. È come un doppio fallo (scusatemi per il gioco di parole). Quantità irrisorie, cose che in realtà non migliorano le prestazioni, ecc. Questo è l’inizio dell’ingiustizia per tutti.
5. A complicare le cose, il processo dei test antidoping è poco pratico e oneroso per gli atleti che viaggiano per il mondo. È irrazionalmente gravoso e, ancora una volta, apparentemente più preoccupato per gli atleti che commettono “falli di piede” che per catturare che effettivamente si dopa. Questo è ingiusto e lo è per tutti.
6. Poi entriamo nel dettaglio di cosa succede se qualcuno risulta positivo al test. Il sistema di appello deve funzionare per tutti ed essere coerente e fornire a tutti gli atleti il giusto processo e la possibilità di difendersi. NON si tratta di favorire i dopati, si tratta di un sistema che funzioni correttamente e sia legale.
7. Per quanto riguarda il punto 6, dobbiamo notare che @ptpaplayers lavora per tutti i giocatori. Il nostro lavoro NON è esprimere opinioni sulla colpevolezza o innocenza di un caso o di un atleta specifico. Il nostro compito è assicurarci che il sistema sia equo e funzioni per tutti. Un sistema rigoroso con un processo regolare e risorse per la difesa accessibili rende il punto 1 più realizzabile. Evita anche situazioni più sfortunate in cui la reputazione e la carriera dei giocatori vengono rovinate (troppi esempi da citare).
7. L’accesso alle risorse per organizzare una difesa adeguata è un problema da sempre. Parte di ciò è naturale e rispecchia i problemi della società (ad esempio, le persone più ricche possono permettersi gli avvocati). Ma questo è anche ingiusto per tutti i giocatori: coloro che non possono permetterselo perdono l’opportunità di organizzare una difesa adeguata, mentre coloro che possono permetterselo devono spendere i propri soldi per farlo.
8. I sistemi di appello ITIA e WADA sono costruiti su queste (e altre) premesse imperfette. Ogni giocatore coinvolto nel loro sistema, anche quelli con risorse, è colpito da questa ingiustizia. Soprattutto considerando i mesi/anni che spesso ci vogliono per risolvere questi casi.
9. Nel caso specifico di Jannik, è stato messo in una situazione ingiusta. L’ITIA sostiene di aver seguito il suo processo e le sue regole. La WADA non è d’accordo e sente la necessità di respingere l’ITIA. Sfortunatamente, questo non è stato un risultato sorprendente per persone come@TaraMoore92 e me. Ciò non significa che siamo d’accordo con la sostanza dell’appello della WADA o con la decisione originale dell’ITIA (vedi il punto n. 7 sopra). Né l’ITIA né la WADA stanno realmente contestando i fatti sottostanti nel caso di Jannik. Ciò è importante, ma anche ingiusto. Lui è, di fatto, coinvolto in una disputa politica/legale tra l’ITIA e la WADA. E sta ancora aspettando quasi un anno dopo che il suo caso venga completamente risolto. Di nuovo, ciò è ingiusto.
10. Come spero sia chiaro ora, questo intero sistema è terribile per gli atleti (come gruppo e come individui), per i tifosi e lo sport in generale. Deve cambiare”.Una spiegazione dettagliata che entra nel merito della questione. L’attività antidoping deve essere quella del punto 1, con l’importantissima specifica del punto 3. Se come scrive Nassar di PTPA (riporto nuovamente): “Né l’ITIA né la WADA stanno realmente contestando i fatti sottostanti nel caso di Jannik”, ossia sono concordi che non ci sia stata attività e intenzione di agire per alterare le prestazioni, allora… di cosa stiamo parlando? Questa è LA domanda, e questa la ingiustizia che sta subendo Jannik Sinner da mesi.
Marco Mazzoni LEGGI TUTTO
Qual. Challenger Cup Norceca: Cuba-Messico 3-0
L’AVANA – E’ iniziato il girone di qualificazione alla Challenger Cup (3-7 luglio a Lubiana) maschile della zona Norceca. Pur sbagliando troppo Cuba ha facilmente sconfitto 3-0 il Messico “B”. Risultati e programma30 maggioCuba – Messico 3-0 (25-16, 25-22, 25-21)Top Scorer: Herrera 16, Melgarejo 14, Alonso 11, Lopez 11; Ruiz De La Cruz 11, Moreno […] LEGGI TUTTO

Us Open, i risultati del doppio misto: Errani-Vavassori in semifinale, Musetti eliminato
Il torneo di doppio misto agli US Open inizia nel segno dell’Italia. Il nuovo format non coglie impreparata la coppia Sara Errani-Andrea Vavassori, duo campione in carica nel torneo. I due azzurri avevano convinto all’esordio contro le seconde teste di serie Taylor Fritz ed Elena Rybakina, battuti 4-2, 4-2. E anche ai quarti il punteggio ha premiato la coppia italiana, che ha superato 4-1, 5-4 Andrey Rublev e Karolina Muchova staccando così il pass per la semifinale.
Eliminato Musetti in coppia con McNally
Esce invece di scena Lorenzo Musetti in coppia con la padrona di casa Caty McNally, che ha preso il posto all’ultimo di Jasmine Paolini. Dopo aver vinto all’esordio 5-3, 4-2 contro Naomi Osaka e Gael Monfils, il duo italo-statunitense si arrende ai quarti 4-1, 4-2 contro Casper Ruud e Iga Swiatek. Da quest’anno il torneo di doppio misto dello Slam americano si gioca prima dell’inizio delle altre competizioni: sono stati coinvolti i migliori giocatori e le migliori giocatrici del mondo di singolare ed è stato cambiato anche il punteggio di assegnazione dei set, con l’arrivo a quota 4 game (esclusa la finale). Doveva esserci anche Jannik Sinner con Katerina Siniakova, ma il numero uno del mondo ha dovuto rinunciare dopo il ritiro dalla finale di Cincinnati per problemi di salute. LEGGI TUTTO

Catania conferma anche Manavi, l’iraniano resta in Sicilia anche per la prossima stagione
Javad Manavi indosserà i colori della Saturnia Acicastello anche per la stagione 2024/25. In casa biancoblu arriva la seconda importante conferma, dopo quella di Luka Basic, che la dice lunga sul progetto della Società che riparte, per il Campionato di Serie A2, con un reparto schiacciatori forte e competitivo.
“La stagione che abbiamo concluso non era quella che avrei voluto da giocatore. – dice Manavi, che si era infortunato al crociato del ginocchio sinistro alla seconda giornata – Con la società avevamo un obiettivo comune che non siamo riusciti a portare a casa. Adesso è giusto riprovarci insieme. So che sta nascendo una grande squadra fatta di conferme e nuovi arrivi e sono certo che faremo una grande stagione, anche grazie ad un allenatore così d’esperienza”.
Manavi, che al momento è tornato in Iran, ha ripreso quasi tutte le sue attività e sulle sue condizioni dice: “Tutti mi dicono che la volontà che ho messo in questo percorso di riabilitazione ha fatto sì che nei tre mesi passati io abbia fatto passi da gigante. Ortopedici e Fisioterapisti sono contenti del mio lavoro e lo sono anche io. Adesso darò il massimo per arrivare a Catania in forma e iniziare la stagione al massimo delle mie potenzialità”.
Una guarigione, la sua, che è stata seguita anche dai supporter biancoblu con i quali ha stretto un legame anche fuori dal campo e che ha salutato nell’ultima partita di campionato quando è tornato a Catania per sostenere i suoi compagni da bordocampo.
(Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO




