Porsche Taycan, muletti promossi da Rohrl

A spasso – si fa per dire – con Walter Rohrl, a bordo di Porsche Taycan. La leggenda del rally e la prima elettrica della casa di Stoccarda, fuori dalla sede di Zuffenhausen, la seconda sottoposta al giudizio del primo.

L’occasione vale alcuni particolari in più della sportiva a batterie da oltre 600 cavalli che verrà presentata nel corso del 2019. Alle indiscrezioni, emerse lo scorso dicembre, che il top di gamma sarà destinato a chiamarsi Taycan Turbo, idea di prestazioni e potenza sintetizzata da una parola tanto legata al passato che l’elettrico vuole superare, si confermano, ancora, sui muletti i finti terminali di scarico, differenziati da un’altra variante di Taycan, a proporli singoli anziché gemellati. E’ un retaggio del motore termico destinato a restare sul modello di serie?

Taycan è stata ispirazione per la nuova 911 nel disegno dei gruppi ottici posteriori, un’unica fascia luminosa, da parte a parte, meglio messa in mostra dal prototipo testato da Rohrl, dettaglio al quale abbinare uno sguardo agli interni. L’impostazione interamente digitale riprende ancora 911, con i quadranti circolari replicati sullo schermo dietro il volante e un sistema PCM al centro della plancia posto poco più in basso.

Il volante GT conferma il selettore sulla razza destra, dal quale impostare le diverse modalità di guida, sterzo che, nei commenti di Rohrl, vale il sigillo su Taycan di vera Porsche. “Sono sorpreso, perché puoi a malapena notare il peso. Gli ingegneri hanno fatto un gran lavoro sulle regolazioni e sfruttato in modo eccezionale il centro di gravità basso. Il volante e anche i freni rispondono in modo superbo”. Masse posizionate molto in basso, la principale tra tutte è il pacco batterie ad alto voltaggio (800 volt) ospitato sotto il pavimento, sul pianale J1.

“Se l’avessi guidata bendato – prosegue Rohrl –, avrei riconosciuto immediatamente di essere su una Porsche. Il peso e le sensazioni ricevute dal volante, sono praticamente perfetti, e anche i freni, che sono molto più difficili da mettere a punto per la combinazione tra recupero energetico e freni convenzionali”.


Fonte: http://www.tuttosport.com/

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