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    Prisma Taranto-Hidros, conferma di un binomio vincente

    Qualche mese ancora, o forse più, nessuno sa con certezza quando arriverà la tanto attesa ripartenza da questa lunga pandemia.  L’unica cosa certa è che non possiamo attenderla passivamente: lo sanno bene gli sportivi che si allenano costantemente cosi come lo sanno bene le aziende che si preparano investendo energie e risorse.
    Lo conferma anche la Prisma Taranto Volley, che sta affrontando i play off per accedere alla serie A1 preparandosi in ogni caso alla prossima stagione sportiva, cosi come la Hidros Srl azienda con trentennale esperienza nel settore che si impone, oggi sul mercato, con una proposta di prodotti e offerte innovative.
    Hidros, facente parte del Gruppo Hidem, è oggi leader nella produzione di deumidificatori e pompe di calore per applicazioni residenziali, civili e industriali, Hidros ci tiene a portare il suo contributo tecnologico e sociale, in perfetta sintonia con quelli che sono gli obiettivi che l’azienda si propone da anni: qualità, competitività, innovazione e rispetto ambientale.
    Per questa ragione abbiamo intervistato due elementi di spicco della organizzazione commerciale dell’azienda, ovvero la direzione vendite, Patrick Minotti e Roberto Marconi.
    Sig. Minotti, di che cosa si occupa prevalentemente l’azienda?
    Hidros realizza una vasta gamma di prodotti innovativi per il riscaldamento, raffrescamento, la produzione di acqua sanitaria e deumidificazione degli ambienti. Inoltre, grazie alla sua moderna struttura, offre una grande flessibilità per creare soluzioni custom adatte alle necessità dei clienti.
    Ci muoviamo in un mercato fortemente orientato al futuro dove la flessibilità, la velocità e l’inventiva unita alla qualità rappresentano leve importanti per essere una azienda vincente.
    L’azienda ha un occhio di riguardo nei confronti dello sport e dei giovani?
    Lo spirito Hidros è permeato dai valori rappresentativi della gioventù e dello sport, fatti di impegno, inventiva, continuità e serietà.
    Inoltre Hidros, con la sua proposta prodotti, è molto presente in ambito sportivo con tecnologia dedicata alle piscine, palestre, centri benessere e SPA.
    In questo periodo di pandemia ci sentiamo particolarmente vicini a tutti quei giovani che non possono frequentare scuole, palestre, parchi o semplicemente i propri compagni ed amici.
    Ci piace pensare che la nostra tecnologia possa in futuro aiutare questi giovani a migliorare la loro qualità di vita e a poter usufruire in modo salutare del tempo libero.
    Dov’è la sede e su quale territorio operate?
    Il gruppo Hidem, di cui Hidros fa parte attiva, ha tre sedi produttive in Italia, quella principale per Hidros è in provincia di Padova. Operiamo a livello mondiale con un’ampia rete di vendita in Italia, sei filiali nel mondo, siamo un player internazionale attivo in tutti e cinque i continenti.
    Qualche breve cenno storico?
    Il gruppo nasceva più di 30 anni fa principalmente per produrre deumidificatori, gruppi frigoriferi e condizionatori per conto proprio e per conto terzi. Nel corso degli anni la società è stata rinnovata grazie all’ingresso di nuovi capitali apportanti una significativa ventata innovativa e la costante crescita l’ha portata ad ampliare le sue potenzialità specializzandosi in vari ambiti del condizionamento. Oggi siamo fra i leader e gli specialisti riconosciuti nella produzione di deumidificatori per ambienti residenziali, commerciali ed industriali, deumidificatori per ambienti piscina, pompe di calore per alta ed altissima temperatura
    Ing. Marconi, La Prisma Taranto Volley è stata la prima società sportiva con la quale collaborate?
    No, abbiamo avuto in passato esperienze simili, ma senz’altro questa con la Prisma Taranto Volley rappresenta la più prestigiosa.
    Come ha avuto inizio la collaborazione con Prisma?
    Come la maggior parte delle cose interessanti nasce per caso. Frequentemente con i collaboratori commerciali ci intratteniamo, espletati gli impegni lavorativi, a parlare di sport, argomento sempre piacevole e per me particolarmente amato grazie ai miei trascorsi sportivi a livello nazionale. In una di queste occasioni mi trovavo a Taranto ed ho avuto il piacere di fare la conoscenza del patron della Prisma Taranto Volley, il presidente Avv. Bongiovanni e la vicepresidente dott.ssa Zelatore, con i quali è nata immediatamente una forte empatia rafforzata dalla serietà loro dimostrata e dalle ambizioni sportive esposte.
    Abbiamo così deciso in Hidros di puntare su questa società e per questo devo rivolgere un sentito ringraziamento alla mia proprietà che ha permesso di attivare questa opportunità ed il patron di Prisma Taranto Volley, Avv.to Bongiovanni, per aver accettato la nostra disponibilità.
    I fatti confermano la bontà della decisione e le impressioni iniziali, oggi la compagine Jonica, in una sola stagione si è piazzata al secondo posto e lotta per aggiudicarsi la promozione in serie A1.
    C’è un rapporto/interesse particolare che lega l’azienda con questo mondo?
    La pallavolo è uno sport affascinante, amato e seguito dai giovani, un gioco di strategia e di squadra fatto di velocità, inventiva e concentrazione; immagine molto simile a quella della Hidros e del nostro mercato di riferimento fortemente orientato alla innovazione.
    La Prisma è seguita da tantissimi tifosi e simpatizzanti e rappresenta un territorio per noi molto importante, nel quale stiamo e vogliamo investire per migliorare la visibilità e la penetrazione del nostro marchio nel mercato.
    Perché Taranto e la Puglia sono importanti per l’azienda?
    Dal punto di vista commerciale la Puglia è una delle regioni più dinamiche ed importanti del Sud Italia, con trascorsi economici ed industriali di ottimo livello. D’altra parte Taranto è una città molto bella, con una storia, magari poco conosciuta, che viene da molto lontano da quando la città era una colonia di Sparta. Ci piacerebbe vederla rifiorire e siamo convinti che lo farà a brevissimo. Non dimentichiamoci che per noi sono importantissime le opportunità di business che in questa area sono molteplici e geocentriche per la penetrazione del marchio Hidros in tutta l’area pugliese ed il sud Italia.
    Secondo Voi quali dovrebbero essere le strategie per il rilancio economico?
    E’ il momento di guardare decisamente al futuro tenendo però sempre ben presente la storia del proprio territorio, in Hidros lo facciamo quotidianamente; puntare sui giovani, sulla sostenibilità e su elevati standard qualitativi, questo insieme forma un motore potentissimo grazie al quale il rilancio ed il successo verrà quasi naturalmente. LEGGI TUTTO

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    Matheus Motzo, è tris al Pool Libertas Cantù

    477 palloni a terra in regular season (dei quali 35 ace e 30 muri), 74 punti nelle 4 partite di Play-Off giocate, terzo posto nella classifica marcatori di stagione regolare dietro a Wallyson Souza della Kemas Lamipel Santa Croce e al due volte Premio Badiali come miglior italiano Under 23 Yuri Romanò della Emma Villas Aubay Siena, e davanti a “mostri sacri” della categoria come Williams Padura Diaz, Fabio Bisi, Matteo Paoletti e Roberto Cazzaniga. Questo è il ruolino di marcia dell’opposto sardo Matheus Motzo nel campionato appena concluso, e che ha convinto il Presidente Ambrogio Molteni e Coach Matteo Battocchio a rinnovare il contratto dell’atleta anche per la stagione 2021-22.
    “Sono molto felice – dice il Presidente Ambrogio Molteni – che Matheus abbia accettato di continuare la sua permanenza a Cantù, e dopo la straordinaria annata appena conclusa penso abbia tutte le premesse per migliorare ancora nella prossima. Con Matteo (Coach Battocchio, ndr) stiamo delineando una squadra competitiva che ci possa permettere di affrontare al meglio una stagione molto difficile come la prossima. Spero sempre che il mio appello a trovare sponsor locali che ci aiutino non cada nel vuoto”.
    “Sono molto contento – dice Coach Matteo Battocchio – della decisione di Matheus. Sapevo che aveva altre offerte ancora prima che finisse la stagione, ma è una cosa normale considerando il campionato che ha fatto, e mi fa molto piacere che lui abbia deciso di fermarsi una volta saputo della mia conferma. Credo che sia cresciuto tanto, ma che abbia la possibilità di crescere ancora per completare il suo percorso. L’anno prossimo da questo punto di vista sarà idoneo al proseguimento della sua strada. Sarà però un po’ più difficile perché lo aspettano tutti, e il mantenersi ad alti livelli è più difficoltoso rispetto all’arrivarci. Ma lui ha tutte le carte in regola per farlo, inoltre è molto affamato e determinato a perseguire questo obiettivo”.
    “Un altro anno a Cantù! – dice l’opposto sardo – Nonostante mi siano arrivate altre proposte, anche da top club di Serie A2, qui mi sono trovato bene fin da subito con tutti, società, staff, e compagni, e anche questo nella mia scelta ha pesato. Essere in un posto che conosco per un anno che sarà quello della mia conferma ad alti livelli mi aiuterà. Ho preferito continuare nel percorso intrapreso: sappiamo cosa abbiamo fatto e dove vogliamo arrivare. Questo ambiente da questo punto di vista mi dà queste conferme. Obiettivo: ripartire da dove ho finito. Mi sembra di aver raggiunto un buon livello di gioco, cercherò di migliorare alcuni aspetti e delle piccolezze, ma che fanno la differenza, e che una dopo l’altra danno una mano dal punto di vista della sicurezza personale e mentale per giocare più sciolto. Vincere aiuta a vincere, e quando vinci hai più determinazione in alcuni momenti. Per la prossima stagione spero che riaprano in palazzetti: è diverso giocare con il tifo e giocare a porte chiuse; alcuni campi sono molto difficili con il pubblico e il nostro non è da meno!”.

    LA SCHEDA
    MATHEUS MOTZO
    NATO A: Brasile
    IL: 09/09/1999
    ALTEZZA: 192cm
    RUOLO: schiacciatore
    CARRIERA:
    2015-2019: Club Italia (B2/B/A2)
    2019-…: Pool Libertas Cantù (A2)

    Vice-Campione del Mondo Under 21 (2019) LEGGI TUTTO

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    Il volley piange la scomparsa di Franco Castiglia

    Dirigenza, staff, tecnici e atleti della prima squadra e del settore giovanile della New Mater Volley Castellana Grotte si uniscono, con trasporto, al lutto della comunità castellanese e della comunità sportiva per la scomparsa di Franco Castiglia, allenatore di pallavolo protagonista anche sulla panchina della New Mater Volley Castellana Grotte (con la promozione in serie A1 e la vittoria della Coppa Italia A2 come componente dello staff tecnico), ma soprattutto uomo educato, serio, gentile, di grandi valori.
    Da selezionatore regionale, da tecnico delle giovanili con la Materdominivolley.it Castellana Grotte, da allenatore in serie B con Putignano e Fasano, da assistant coach in serie A2 con Gioia e Castellana Grotte ha vissuto, attraversato e arricchito gli ultimi 30 anni del volley italiano. LEGGI TUTTO

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    Vicepresidente Callioni:” C’è desiderio di riscatto. La Supercoppa un trofeo prestigioso

    Parola al Vicepresidente Andrea Callioni sulla partecipazione al Trofeo Supercoppa indetto da Lega Pallavolo Serie A per la prima volta anche per la categoria di A2, che vedrà la vincitrice della Coppa Italia 2020-2021 Agnelli Tipiesse sfidare la promossa in Superlega, una squadra tra Taranto e Brescia, le due finaliste che cominceranno la serie finale il 12 maggio.
    Il trofeo si giocherà il 30 maggio o il 6 giugno, a seconda di come si evolverà la serie.
    Agnelli Tipiesse non ha mai smesso di allenarsi mentre nel resto del campionato si è fatto già il classico “rompete le righe”; a Bergamo c’è molta attesa per questo nuovo evento di categoria.

    Vicepresidente Callioni, a fine stagione Agnelli Tipiesse si giocherà la Supercoppa con la promossa in Superlega, che valore ha questo trofeo per la società e la squadra?
    La Supercoppa è un trofeo molto prestigioso, per la prima volta organizzato anche per la A2 e a cui siamo lusingati di poter partecipare avendo raggiunto ottimi risultati vincendo la seconda Coppa Italia.
    Sarà trasmessa sui canali RAI e sarà una bella occasione per la società di visibilità e per i ragazzi di far vedere ancora di più il loro valore, anche in un momento come quello che si aprirà a breve di revisione del team e di movimenti di mercato.
    Potrà essere un’occasione di riscatto per la mancata promozione?
    Sì, senz’altro dopo l’eliminazione ci è rimasto un po’di amaro in bocca dopo aver condotto  una stagione strepitosa, soprattutto per come siamo usciti ai play off, quindi questa sarà un’occasione innanzitutto per i ragazzi e per il gruppo di giocare nuovamente insieme, ma ci sarà un grande desiderio di riscatto per tutti, sicuramente c’è grande attesa di tornare in campo per chiudere nel miglior modo possibile la stagione.

    Può fare un bilancio di questa stagione, dopo l’eliminazione del team dai play off?
    Il bilancio di stagione è senz’altro molto positivo, siamo partiti con questo nuovo progetto Agnelli Tipiesse che ha dato buone risposte da subito, abbiamo vinto per tanti mesi, portando a Bergamo il secondo storico trofeo. Noi continueremo a lavorare perché il progetto continui a crescere. I ragazzi si stanno da sempre allenando con costanza anche dopo l’eliminazione dei play off, e sono certo che vorranno fare bene anche in occasione della Supercoppa: il mercato si aprirà presto, stenderemo un piano per la prossima stagione e i ragazzi vorranno mettersi in luce anche in vista di questo.
    Foto: Giuliani
    Linda Stevanato- Ufficio stampa Agnelli Tipiesse LEGGI TUTTO

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    In marcia verso la finale!

    Ecco le date della serie di Finale, aggiustate per fare spazio alla nuova Supercoppa di serie A2, e le considerazioni di capitan Simone Tiberti sulla splendida vittoria contro Siena, carica di pathos, ma anche di qualche sgradevole episodio sotto rete.
    La Lega Pallavolo ha ufficializzato le date della serie di Finale che individuerà chi, tra Brescia e Taranto, potrà accedere alla Superlega: sono previsti alcuni anticipi, legati all’istituzione della Supercoppa, trofeo nuovo per la serie A2 che metterà di fronte la neo promossa e la vincitrice della Coppa Italia (Bergamo) e sancirà di fatto la chiusura dell’annata pallavolistica.
    Il calendario degli incontri tra Consoli Centrale McDonald’s e Prisma prevede dunque:
    Gara 1 mercoledì 12 maggio alle 18
    Gara 2 domenica 16 maggio alle 17 al San Filippo
    Gara 3 mercoledì 19 maggio alle 18
    Gara 4 domenica 23 maggio alle 17 al San Filippo
    Gara 5 domenica 30 maggio alle 20.30.
    Tutte le partite saranno visibili in live streaming sul canale You Tube di Lega Volley, tranne Gara 5 che sarà in diretta TV su RaiSport.
    Il match che vale la Supercoppa si giocherà o il 30 maggio o il 6 giugno, a seconda di come andrà la Finale Play Off, in casa della squadra neo promossa.
    I Tucani arrivano al cospetto della fortissima Prisma, secondo forza della Regular Season, come sfavoriti, e capitan Tiberti sottolinea un aspetto importante dei prossimi avversari: “A Taranto sarà ancora più dura, perché incontriamo una squadra più anziana, più solida ed esperta, rispetto a Bergamo e Siena. Non la metteranno sul piano nervoso, ma su quello della qualità del loro gioco”.
    In effetti i rosso-blù vantano giocatori come Fiore, Coscione, Padura Diaz e il rientrato Parodi che, oltre ad avere superato, alcuni abbondantemente, la trentina, hanno parecchia Superlega nelle gambe.
    “Noi abbiamo dalla nostra la capacità di non innervosirci e non subire le provocazioni altrui – continua il capitano –  Mercoledì, al termine di Gara 4 con Siena, l’entusiasmo per la vittoria è stato amplificato dal modo in cui ci siamo arrivati: in campo non ci sono santi, ma devo dire che il piglio inutilmente provocatorio di un paio di avversari, ingiustificato anche per una gara di semifinale, ha finito col caricare noi e togliere a Siena l’attenzione al proprio gioco. In Gara 3 i toscani si sono concentrati più sulla loro metà campo, e hanno vinto.
    A Brescia, invece, non hanno retto la pressione e hanno provato a girarla su di noi, con insulti gratuiti, oltre il limite, che si sono rivelati un boomerang. Chi ci ha detto che siamo buoni per un campionato femminile, ha finito con lo sbagliare la ricezione di una battuta facile facile, da squadra femminile.
    Le schermaglie sotto rete hanno distratto Siena più di quanto abbiano innervosito noi… Forse dovrei addirittura ringraziare quei giocatori che ci hanno pungolato per tutto il match, perché hanno finito col gestire male alcune situazioni cruciali, mentre noi abbiamo mantenuto la lucidità, chiudendo ogni azione con determinazione crescente”.
    Nei due “vecchietti” Tiberti e Cisolla, i Tucani trovano il carisma e la freddezza che hanno permesso loro di completare una serie di vittorie incredibili contro le prime della classe, ma è tutto il gruppo che nei Play Off ha raggiunto quell’ equilibrio che consente di giocare con tranquillità e leggerezza. Non ci sono protagonismi, ma testa bassa, concentrazione  e coraggio in ogni colpo di Bisi, Galliani, Candeli, Esposito e nelle difese di Franzoni.
    “Siamo una squadra con una grande componente di brescianità anche – chiude il capitano – e questo ci rende ancor più orgogliosi. Un plauso va a tutta la nostra panchina, che si allena tanto e trova poco spazio in campo, ma che, quando serve, fa sentire che c’è”. LEGGI TUTTO

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    LA STAGIONE DI LEONARDO COLLI

    Nella sua settima stagione a Santa Croce, quinta consecutiva in Serie A2, il capitano Leonardo Colli, ha disputato 22 incontri sui 24 disponibili stagionali.
    Cresciuto nel Valdera Volley, e conquistatosi la fascia di capitano a suon di prestazioni, il classe 1996, ha messo a segno 240 punti. Guida silenziosa, il CAP, ha saputo portare i suoi compagni ai Playoff, uscendo poi con Cantù, nella serie che tutti ormai conosciamo. Alla sua seconda season da leader del team, ha realizzato 20 punti, maggior risultato personale in una singola partita, nel match esterno con Mondovì, quando i santacrocesi si imposero per 3-1.
    La stagione del ponsacchino è stata condita da perfomance incoraggianti, che hanno fatto vedere ampi margini di miglioramento. Altra prestazione da incorniciare è quella della terza giornata di ritorno, quando i punti per lo schiacciatore sono stati ben 18. La Kemas Lamipel, in piena fase di recupero post Covid, sconfisse al PalaParenti per 3-2, un Cantù, bestia nera poi per i conciari.
    Le statistiche sottolineano le prestazioni del numero 7: sono 26 gli Ace su 356 servizi; 10,9 la media punti a match, su 448 attacchi la percentuale di perfezione è del 44,4%; 15 sono i muri-punto stagionali. LEGGI TUTTO

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    Il bilancio del Presidente Giammarco Bisogno

    Presidente Bisogno, si è conclusa l’avventura della Emma Villas Aubay Siena con Gara 4 di semifinale playoff, il bilancio di questa stagione?
    È stata una stagione sicuramente condizionata dall’emergenza sanitaria. Siamo stati uno dei primi club a subirne le conseguenze visto il numero ingente dei contagiati tra gli atleti e lo staff.
    Tuttavia sotto il profilo tecnico non dobbiamo mettere alibi poiché è stata una situazione generalizzata che ha toccato tutti i club.
    Se penso alla fine della precedente stagione, al momento della realizzazione del nuovo roster, ricordo i momenti di grande apprensione, come titolare dell’azienda Emma Villas e per conto di tutti quegli sponsor che rappresentavo come club. Avevamo molte incertezze che non ci permettevano di avere una visione chiara dell’effettivo budget da investire.
    Dobbiamo comunque ricordarci anche di quello che abbiamo fatto e raggiunto, la reazione che abbiamo avuto alle varie problematiche ci ha consentito, come club e come team, di portare a termine una stagione assolutamente non banale di cui andare fieri.
    Per questo non parlerei assolutamente di una stagione flop come hanno scritto su una testata. Alla base c’è stato un grande lavoro svolto soprattutto dai ragazzi stessi.

    Se approfondiamo il discorso delle difficoltà economiche affrontate dalle società e dai loro sponsor, cosa si aspetta che possa essere fatto in questa direzione?
    La mancanza di pubblico è stata una voce di entrata mancante quest’anno, la stessa emergenza sanitaria ha comportato dei costi sebbene parzialmente rimborsati. Sembra che in Superlega siano stati approvati dei finanziamenti garantiti dallo stato e conto che venga fatta la stessa cosa per le serie minori come la A2 e la A3. Reputo che tutti presidenti dei club debbano pretendere delle risposte dalla Lega, è fondamentale per una ripartenza più serena anche in funzione dell’incertezza che permane per la prossima stagione.
    I presidenti non sono mucche da mungere, dobbiamo essere tutelati come lo sono nella massima serie. Ricordiamoci che tutti i club sostengono non solo la prima squadra ma anche un settore giovanile di cui auspico fortemente la ripartenza. C’è un movimento sociale e territoriale che deve essere fortemente tutelato da Lega e Federazione.

    Torniamo a parlare della serie semifinale. Cosa è mancato a Siena rispetto a Brescia? 
    Noi abbiamo fatto una serie di step durante questi mesi: il primo è stato quello condizionato dal Covid e dal cambio del palleggiatore, il secondo step è stato quello del girone di ritorno, più stabile sia alla regia del team che sotto il profilo sanitario, il terzo e ultimo step è stato quello relativo ai playoff. Se mettiamo insieme tutti questi step complessivamente possiamo dire che la stagione non è stata affatto negativa. Tuttavia mi preme dire la costruzione di questo roster, peraltro costruito in ritardo sulla tabella di marcia per i motivi prima detti, è stata un investimento concreto ed economicamente al pari dei club più competitivi di questa Serie A2.
    Abbiamo contato nomi come quelli di Dore Della Lunga, giocatore di grande prestigio, Yuri Romanò, miglior under 23 per due stagioni, Marco Fabroni, il cui curriculum parla da sé, i centrali Barone, finalista di campionato con Perugia, e Zamagni, protagonista in campo di più di una finale di promozione con noi e Spoleto, Pasquale Fusco, uno dei migliori liberi della Serie A2, per non parlare di Yudin, giocatore esperto che ha titoli di un certo peso nel suo palmares. E poi tutti gli altri: Rocco Panciocco, un grande giocatore e per me assoluta promessa della pallavolo italiana, Leonardo Fantauzzo, che ha dimostrato di fare bene ogni volta che ha potuto dare il suo contributo, Filippo Ciulli, un atleta che dagli anni di Santa Croce si è dimostrato sempre all’altezza, Andrea Truocchio, uno dei migliori giovani del panorama nazionale e non solo. Poi è arrivato Jacopo Massari, un giocatore ex nazionale, titolato ed importante. Questo per dire che il nostro staff ha avuto a disposizione un roster di primissimo livello.
    Nessuno ci vietava di pensare che potessimo arrivare in finale senza problemi. La cosa che non accetto e che mi ha turbato maggiormente sono state le affermazioni dello staff tecnico circa la fame che la nostra avversaria, Brescia, ha avuto in più rispetto a noi e questo mi fa capire che abbiamo sbagliato qualcosa, tutti quanti. 
    Permettetemi di dirlo ma la Emma Villas, negli anni, è stata sempre una squadra che ha lottato fino all’ultimo. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, dai giocatori ai tecnici al direttore sportivo, nel bene e nel male.
    Mi è parso che ci fosse una sorta di appagamento dal semplice arrivo in semifinale, mentre mi sarei auspicato una serie più combattuta fino a Gara 5 dove tutto poteva succedere. Si potevano utilizzare di più le seconde linee e non capisco assolutamente perché non siano state impiegate nei momenti importanti dei match. Anche perché chiamare “seconde linee” giocatori come Panciocco, Truocchio e Fantauzzo è riduttivo. Si è fatto comunque bene, lo ripeto, ma si poteva fare di più, con più voglia e più mordente senza che l’allenatore ne attribuisse una dose maggiore alla squadra avversaria.

    Affrontiamo l’immediato futuro. Quali saranno le prossime mosse?
    Ho ricevuto già messaggi dagli sponsor e dagli imprenditori a noi vicini che mi hanno rinnovato la loro partecipazione al progetto. Ne discuteremo a breve per la programmazione economica e tecnica con Guglielmo Ascheri, Vicepresidente e Fabio Mechini, DS. Sotto il profilo economico saremo sempre una società attenta ai conti e ai bilanci che non farà delle spese oltre le proprie possibilità e le promesse fatte. Lavoreremo per portare altre aziende ed imprenditori nella nostra rete commerciale.
    Parleremo poi della questione palazzetto. Premesso che per me è fondamentale e condizione sine qua non il percorso su Siena, dobbiamo avere tuttavia la certezza di poter giocare senza problemi e con la massima sicurezza nell’accogliere il pubblico e il nostro team. Potremmo anche valutare di delocalizzare gli allenamenti o parte di essi altrove, pur giocando al PalaEstra. Dobbiamo valutare tutte le situazioni.
    Sotto il profilo tecnico invece affronteremo prima di tutto la situazione dei tecnici che hanno seguito la squadra quest’anno, perché questi ruoli sono fondamentali. Il recente mercato calcistico ce lo dimostra. Poi vorrei ripartire indubbiamente dai giovani: penso a Panciocco, a Truocchio, a Fantauzzo, a Ciulli; vuoi perché sono giovani, vuoi perché a me piacciono, ho legato molto con questi ragazzi che hanno giocato meno e che dunque ho incoraggiato di più. Costruiremo una squadra che rispetti i valori di competizione che ci poniamo, nostra regola implicita da anni.

    Ci aspettiamo dunque altre conferme o ci sarà più o meno una tabula rasa?
    Ti voglio dire le cose come stanno. Anche per farlo capire a chi vorrà venire qui in futuro: vieni a giocare a Siena se hai voglia, se hai motivazioni e se quando entri in campo dai il 100%. Chi ha paranoie o pochi stimoli è bene che non venga in questo club.
    Qui dagli atleti, dallo staff, dal Direttore Sportivo pretendiamo motivazione. Pretendiamo gente che possa portare rispetto alla storia di questa società, agli impegni presi, a coloro che lavorano costantemente e con il massimo impegno da anni in questo progetto.
    Vogliamo gente che ci metta l’anima. Saremo dunque più propensi a scegliere quei giocatori che magari non hanno ancora mai vinto, che hanno voglia di vincere, che hanno fame e che hanno dimostrato grande rispetto per questi colori.
    Non sarà questione di tabula rasa o meno: apporterò dei cambiamenti fino a quando non troverò dei meccanismi che sono perfetti per il mio bene come Presidente, per il bene della società e dei nostri tifosi. Chi viene qui non deve avere alibi neanche per una sconfitta.
    Sono interista si sa, vincere non è magari la l’unica cosa che conta ma è molto importante. Come approccio prima di tutto.
    Le considerazioni sul mantenimento di alcune persone o meno verrano fatte sulla base di queste ultime partite. La resa durante i playoff sono lo specchio effettivo di tutti questi aspetti: se sei un grande campione lo devi dimostrare nei momenti che contano. 
    La vita ti mette in mostra nei momenti importanti: è facile fare il bravo imprenditore nel turismo quando tutto va bene, sei un bravo imprenditore se sai reagire quando il settore è down. Questo è il messaggio che voglio mandare: Emma Villas significa rispetto.

    Ultima domanda più personale, quando una stagione finisce con una sconfitta qual è l’approccio di un Presidente? Quello romantico sportivo o quello pragmatico da imprenditore?
    Se decidi di investire in uno sport non puoi avere un approccio solo in ottica finanziaria altrimenti diventi solo un fondo di investimenti. Se sei un Presidente lo fai indubbiamente per una grande passione. Io mi emoziono molto con la pallavolo.
    Recentemente ho guardato le immagini della retrocessione in B del Parma, dopo la partita contro il Torino: l’espressione contrita del loro presidente insieme ai suoi familiari mi ha dato una forte emozione. La sensazione di una sconfitta sportiva è indescrivibile da Presidente perché ti lascia un vuoto dentro. Torni a casa, sali in macchina, vai a letto ma anche il sonno è differente. Il giorno dopo ti ritrovi addosso una stanchezza emotiva ed umana.
    Guardando quelle immagini ho rivissuto la sensazione subita l’anno della retrocessione.
    Peraltro siamo stati la squadra più recente a retrocedere visto il blocco delle retrocessioni imposto successivamente per via della pandemia. Di questo ne vado sempre molto fiero: io ho vinto sul campo e ho perso sul campo. Per questo non accetto di andare in SuperLega se non con una vittoria guadagnata sul campo. Se arrivo ultimo accetto di retrocedere, Covid o non Covid. Per me le regole della vita e dello sport sono queste.
    Noi come presidenti dobbiamo avere questo grande equilibrio tra passione e logica imprenditoriale. Ieri è finito il nostro campionato, ma in macchina ero già a lavoro per la prossima stagione.
    Credo che tutti coloro che sono e sono stati parte di questo progetto devono andarne fieri perché in dieci anni abbiamo visto cadere tante società, in tutti gli sport, mentre noi siamo sempre qua con un progetto corretto e serio. LEGGI TUTTO

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    Lorenzo Milesi, il gigante buono è il giocatore di aprile

    Lorenzo Milesi, bergamasco classe 91 di 202 cm, silenziosa colonna centrale bergamasca che ha sostenuto durante l’anno i ritmi di una doppia vita lavorativa, disegnatore in azienda di giorno e atleta professionista la sera, ha conquistato e convinto tutti: efficiente a muro e in attacco, una fisicità poderosa e un savoir faire degno dei migliori campioni decorati di Superlega. Umile e determinato sempre in ogni contesto, sempre un grazie e una buona parola rivolto allo staff e ai compagni, ha saputo trasmettere a tutti grandi valori sportivi ed è diventato un esempio anche per i più giovani. Nel mese di aprile, a ritmo play off si è distinto anche come bravo comunicatore, sapendo spingere i compagni dopo una sconfitta, con la sua solita pacatezza ma risolutezza di un “gigante buono”
    Per questi e tanti altri motivi si è conquistato il titolo di giocatore di aprile a detta di compagni, staff e stampa.

    La Stampa
    Eugenio Sorrentino Terzo Tempo Sport Magazine: ” Nel volley il centrale è un po’ l’elemento di contrappunto e nel gioco a muro è necessario che chi ricopre questo ruolo abbia la capacità di effettuare il movimento con i tempi giusti e in sintonia con il compagno di linea. Lorenzo Milesi possiede questa capacità e dimostra quanto sia importante non quanto tempo si stia in campo, bensì quanto efficace possa essere il gioco prodotto nel momento in cui il coach chiama in causa. In questa stagione Milesi ha accumulato esperienza e creato una perfetta simbiosi con gli altri componenti il roster. Merita il titolo di giocatore del mese, dimostrando di restare concentrato soprattutto nei momenti difficili e proponendosi come collettore e finalizzatore nei cambi di gioco”
    Silvio Molinara, L’Eco di Bergamo:” Lorenzo Milesi, un bergamasco DOC al centro dell’attacco dell’Agnelli Tipiesse. Non ha mai giocato lontano da Bergamo e dopo la lunga trafila nelle giovanili è arrivato il debutto in B con l’Olimpia. Negli ultimi due anni è arrivato il salto di qualità, grazie a Battocchio a Cisano e a Graziosi all’Agnelli Tipiesse. È diventato uno dei più forti centrali della A2 e con il suo contributo sono arrivate la seconda Coppa Italia e il primo posto in classifica al termine della regular season.”
    Giuliana Lorenzo de Il Giorno:”Lorenzo Milesi ha chiuso un’altra stagione con la formazione bergamasca: da anni, infatti, il centrale ha fatto dei colori orobici una seconda pelle. Quest’anno anche se con il rammarico finale ha anche sollevato la Coppa Italia. In tutta la stagione ha avuto un rendimento sempre costante e si è confermato anche nell’ultimo mese in fase play off con i suoi muri. Il lombardo ha chiuso nella top 20 del rendimento dei centrali di A2: segno che le sue prestazioni abbiano contribuito all’ottima annata dell’Agnelli. Ora dovrà alzare ancora il livello per confermarsi punto di riferimento di questa squadra.
    Roberta Resnati, Volleynews:” “Poche parole e molti fatti”. Questa è la definizione con la quale si potrebbe definire Lorenzo Milesi: pacato in campo ma, ogni volta che c’è bisogno di lui, si fa trovare sempre presente. Che sia un’alzata del palleggiatore Finoli, un muro per contrastare gli avversari senza dimenticare anche gli ottimi turni in battuta e le difese delle quali si è reso protagonista molte volte. Il centrale classe ’91 rispecchia proprio, parafrasando il calcio, il ruolo del “mediano”, oltre ad essere la vera bandiera di questa Bergamo dato che difende i colori della città orobica dal 2010. Unico impiegato e pallavolista della squadra, appena sveste i panni del disegnatore si catapulta in palestra e i compagni si vede che lo rispettano e lo apprezzano e lui, in questa stagione, li ha ripagati con un buon 56,2% in attacco.”
    Francesco Jacini, Baloo volley:” Un giocatore esperto e maturo, cresciuto moltissimo nelle ultime due stagioni, ha contribuito ampiamente a difendere il fortino di Bergamo, un’”apertura alare” impressionante, molto prestante fisicamente e porta con sè un grande carisma e umiltà che lo inseriscono tra i grandi giocatori che ogni allenatore vorrebbe nella sua rosa.
    I compagni
    Gianluca Signorelli:” Lorenzo è un ragazzo che quest’anno ha faticato più di tutti perché oltre al lavoro in palestra è l’unico della squadra che lavora durante la giornata ed è stato molto bravo a far conciliare entrambe le cose…in palestra è una persona piacevole e disponibile che ha messo la sua esperienza a servizio di tutti specialmente dei più giovani.”
    David Umek:“Nonostante sia il più “vecchio” della squadra, è uno di quelli che scherza di più e con sempre la battuta pronta! Una delle cose che ammiro di Lorenzo e come riesca a conciliare lavoro e gli allenamenti. Nonostante lavori ogni giorno riesce sempre a dare il massimo anche ad allenamento. Non deve essere facile non avere tempo libero per se stessi ed essere così incisivo nella nostra squadra.”
    Lo staff
    Daniele Busi, secondo allenatore:’Lorenzo l’ho conosciuto quando era ancora un bambino (già di 2 metri) in occasione di tornei estivi organizzati nella nostra valle. Da buon brembano, Lore è un gran lavoratore, una persona umile e determinata che sa farsi voler bene da tutti. Dalla sua bocca non manca mai la parola “grazie”,cosa ormai sempre più rara ai nostri tempi. Sotto l’aspetto tecnico, Lorenzo è molto diligente, sa mettere in pratica le indicazioni fornite dagli allenatori. È molto equilibrato, infatti si fa rispettare sia in attacco che a muro. La sua arma in più resta però il servizio :una battuta jump float molto tesa e difficile da ricevere.”
    Sirio Tomaino, team manager:”Lorenzo Milesi con la sua mole mi fa venire in mente una vecchia pubblicità “Gigante pensaci tu!”Gigante sicuramente lo è; forte dei suoi 202 cm. Parecchie volte ho assistito ai commenti degli addetti ai lavori o semplicemente al pubblico nei palazzetti (ndr. Come ci manca!!), e questi erano tutti sulla sua prestanza fisica e sulla preoccupazione di come difendere i suoi palloni e come attaccare il suo muro invalicabile. “Pensaci TU”.. Sicuramente in tutta la sua carriera, soprattutto nel lungo periodo che ha militato nelle file della Pallavolo Cisano e in quest’ultima stagione nella Agnelli Tipiesse, tantissime volte ci ha pensato “Lui”..; o con le sue manone a muro o con i suoi primi tempi in attacco, di Jo Condor ne ha fermati e puniti parecchi.Resta sempre e comunque un “Gigante buono” conoscendolo è un ragazzo assolutamente tranquillo gentile e.. Lorenzo Milesi #1″
    Marta Gamba nutrizionista: “Lorenzo è un lavoratore, ma di quelli che abbassano la testa e vanno dritti fini al loro obiettivo. E c’è da dire che il suo obiettivo l’ha raggiunto! Lo ammiro tantissimo per la sua costanza e passione: non penso sia facile lavorare tutto il giorno e poi arrivare in palestra fresco e allenarsi. Eppure ha dimostrato che “volere è potere” e ha messo il timbro bergamasco in questa squadra.”
    Roberto Marini, fotografo:‘ Lore, il gigante centrale della valle Brembana. Sono tanti anni che lo vedo giocare e ha sempre dimostrato tanto impegno. Una garanzia il “muratore di San Giovanni Bianco “. Se in campo si sente qualcuno che durante un’ azione di gioco grida: “Beppe Beppe “ è lui che chiama palla. Un ragazzo in gamba non solo nella pallavolo ma anche fuori, ho avuto il piacere di parlare con lui di lavoro e ho notato tanto entusiasmo anche in quello, se io fossi un imprenditore lo assumerei subito. Bravo Lorenzo il nostro pilastro al centro.”
    Foto: Giuliani
    Linda Stevanato-Ufficio stampa Agnelli Tipiesse LEGGI TUTTO