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    Brasile: La CBV conferma Renan e Zé Roberto

    Renan e Zé Roberto

    SAN PAOLO –  La Confederazione brasiliana ha annunciato il rinnovo con gli allenatori José Roberto Guimarães e Renan Dal Zotto, confermati alla guida delle nazionali verdeoro fino ai Giochi olimpici di Parigi, nel 2024.“Siamo molto felici di avere José Roberto Guimarães e Renan Dal Zotto per un altro ciclo olimpico. Sono due leader, con la capacità di mantenere il Brasile tra i migliori al mondo, e che giocheranno anche un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuovi talenti”  ha spiegato Adriana Behar, CEO della CBV.

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    Mondiali U21M.: De Giorgi “Quando sei capace vai in campo anche a 16 anni”. Frigoni: “Ora dovranno meritarsi la maglia ogni giorno”

    I CT De Giorgi e Frigoni analizzano il futuro degli azzurirni

    MODENA – Due ori seniores, quello di Belgrado di Egonu e compagne, quello di Katowice per Giannelli e compagni. Dopo il doppio flop di Tokyo l’Italia della pallavolo ha saputo reagire subito con due squadre che hanno, non solo per mezzi tecnici ma anche per carta d’identità il futuro tutto da scrivere.
    Un futuro che sembra lunghissimo grazie ai risultati conquistati nella lunga estate azzurra dalla quale sono arrivate altre gioie, ultima proprio quella Under21 maschile domenica a Cagliari. Un oro mondiale mai conquistato prima che affianca l’oro al Mondiale Under20 femminile ottenuto in Olanda, l’argento ai mondiali Under18 femminile raggiunto in Messico e l’argento ai Campionati Europei U16 femminili di Brno.Sei tornei giovanili, 4 podi, il 4° posto all’Europeo Under17 maschile, il 6° posto ai Mondiali Under19 maschili in Iran.
    RISULTATO CHE VALE? – Risultati che valgono? Sicuramente. Ma nell’immediata prospettiva a cinque cerchi? “Se parliamo dei Giochi di Parigi2024 questi sono ragazzi che hanno le possibilità di giocarsi le proprie chance. Ora però sarà importante quello che faranno, se giocheranno durante l’anno” commenta Ferdinando De Giorgi, Ct azzurro che ha vinto l’oro europeo con la nazionale maggiore e che nel weekend era proprio a Cagliari per seguire la fase finale del Mondiale Under21 vinto dall’Italia di Frigoni.“In generale sono ragazzi che hanno già buone qualità e che hanno maturato già un proprio modo di esprimersi, sono intraprendenti. Comunque, come si sarà capito, la mia tendenza parlando di età sarà sempre quella di ‘pescare’ guardando in giù, più che in su anche se in assoluto sui giovani non esistono leggi universali. Un po’ dipende dalle generazioni, un po’ dipende dalle individualità, la verità è che se sono bravi e capaci, anche se hanno 16 anni, vanno messi in campo”.
    MAGLIA DA MERITARSI TUTTI I GIORNI – Angiolino Frigoni, Ct campione del Mondo, contratto in scadenza, ha le idee altrettanto chiare sul futuro azzurro, dopo averne viste tante e conosciuto svariate generazioni di giovani in ere differenti: “La nazionale maggiore? Oggi il percorso di questi ragazzi nelle attività giovanili è terminato, quindi la loro competizione non è più solo con i loro pari età ma con tutti. I responsabili delle prossime squadre azzurre (il prossimo anno si giocano VNL, Mondiali, Universiadi e Giochi del Mediterraneo, ndr) dovranno vedere cosa faranno i ragazzi durante il campionato. Non sono papabili per l’azzurro seniores per aver vinto il mondiale giovanile, dovranno dimostrare tutto l’anno di meritarsi una chiamata. Comunque i mezzi fisici e tecnici molti di loro li hanno”.
    AFFRONTARE LA SFIDA – 4 saranno titolari in Superlega (Michieletto, Rinaldi, Porro e Gottardo, seppur nel ruolo di libero e non posto 4), 2 titolari in A2 e 6 faranno la riserva in Superlega. “Allenarsi solamente ed essere riserva non è un freno, ma non può essere una condizione permanente – ribadisce Frigoni -. Per un anno può andare bene poi però questi ragazzi dovranno cercare di affrontare la competizione, il vincere o perdere”.
    MOVIMENTO CHE VALE – E’ comunque un movimento che vale. L’Italia del volley è in tutte le sue espressioni ai vertici mondiali ed europei.L’Italia della pallavolo, sopratutto quella maschile, che fino a pochi anni fa tremava per un cambio generazionale che sembrava impossibile, oggi può tirare un sospiro di sollievo. Forse questo movimento e questo sistema Italia (nazionali e club) non è così male. LEGGI TUTTO

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    Under18F.: L’analisi sul modulo Mencarelli con Ituma posto 4 che non riceve

    Julia Ituma, best scorer del Mondiale Under 18 femminile con 139 punti, 111 in attacco, 16 ace, 12 muri

    di Simone Serafini
    MODENA –  Si è concluso con una splendida medaglia d’argento per l’Italia il Mondiale Under 18 femminile. Tra i tanti temi osservati durante quella rassegna ha destato curiosità nei lettori la formazione con cui Mencarelli ha deciso di affrontare la rassegna iridata, vale a dire impiegare Julia Ituma come schiacciatrice ma senza compiti di ricezione, mentre la giocatrice nel ruolo di opposta è chiamata in causa nel sistema di ricezione. Vediamo nei dettagli le differenze tra questo sistema e quello “classico”.
    DIFFERENZE BASE – La differenza sostanziale tangibile mettendo a confronto i due sistemi è quello delle posizioni delle giocatrici nelle varie rotazioni di ricezione.Nelle figure sono disegnati i due sistemi di ricezione. Come si può notare, solo la P6 è uguale. Nelle restanti rotazioni, l’impiego dell’opposto nella ricezione e la conseguente “eliminazione” della S2 (tranne appunto in P6) stravolgono le posizioni in campo.
    In azzurro le giocatrici di seconda linea. In Blu pieno il libero
    LIBERO AL CENTRO – Il modulo “Opposto che riceve” permette di avere, nel sistema di ricezione, il Libero nella zona centrale del campo cinque volte su sei rotazioni (tranne la P2). Essendo di solito il Libero il migliore in ricezione della squadra, permette di avere la miglior soluzione nella zona più “bersagliata” dalle battute avversarie, e anche la possibilità di “aiutare” le compagne sia a destra che a sinistra, coprendo più campo nelle cosiddette “zone di conflitto” tra ricevitori. Nel sistema “Classico” invece il Libero è tre volte in mezzo (P1, P3, P6) e tre volte nella zona destra (P5, P4, P2).Questa è la differenza sostanziale dei due moduli. Quando la Schiacciatrice lontana dalla palleggiatrice (S2) è in seconda linea, non ricevendo, può essere impiegata per l’attacco da seconda linea come farebbe l’Opposta nel sistema classico.
    In azzurro le giocatrici di seconda linea. In Blu pieno il libero
    Il tecnico che decide di utilizzare questa formazione ovviamente tiene conto di altri fattori, non soltanto quello appena elencato di “rinforzo della ricezione”. Sicuramente si valutano le caratteristiche individuali, ad esempio si nota che l’attaccante più forte ma più debole in ricezione (che nel sistema “classico” farebbe l’Opposto) magari attacca meglio da zona4 che da zona2. Pensando anche che nel volley femminile la maggior parte degli attacchi in una partita è effettuato da zona4. E anche che un attaccante ricevitore magari ha delle caratteristiche che lo rendono efficace attaccando da zona2, considerando anche che, essendo Opposto, il suo palleggiatore è in seconda linea. Quindi situazione di attacco a tre, più difficile da contrastare a muro, quindi per un attaccante più “leggero” può essere un ulteriore vantaggio avendo contro un muro meno piazzato.
    Questo sistema utilizzato da Mencarelli non è così inusuale. In realtà specialmente nel femminile, soprattutto scendendo di categoria (dove la potenza dell’Opposto è inferiore ai colleghi), non è raro trovare squadre che giocano in questo modo. La Cina alle recenti Olimpiadi ha adottato questo sistema, anche se Zhu (la loro attaccante migliore) non era nella stessa posizione di Ituma (S1 invece che S2), quindi a livello di posizioni in ricezione nella varie rotazioni ci sono delle differenze. Tanti anni fa (stagione 2010-2011 per la precisione) Zoran Terzic, attuale allenatore della Serbia, raggiunse una quasi insperata salvezza con la Despar Perugia in A1 femminile schierando Cinzia Callegaro al palleggio, Simona Rinieri come Opposta che riceveva, Annamaria Quaranta S1 (con compiti di ricezione) e Veronica Angeloni S2 (quindi con compiti principalmente di attacco). LEGGI TUTTO

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    Mondiali U21M.: Parlano gli azzurrini. Michieletto: “Oggi abbiamo dato una lezione di pallavolo”

    Velasco e Michieletto

    CAGLIARI – Le dichiarazioni post gara degli azzurrini dopo il successo iridato al Mondiale Under 21 maschile di Cagliari.
    Tommaso Rinaldi: “E’ davvero incredibile, oggi ci siamo davvero divertiti. Per noi come gruppo poi questo è il secondo mondiale vinto ed è qualcosa di davvero incredibile che ci ripaga dei tanti sacrifici fatti in questi anni. Non so onestamente quante volte sia già successo, ma questo probabilmente ci rende una squadra da ricordare. La Russia lo scorso anno ci ha tolto quell’oro ai Campionati Europei, ma questo anno la nostra voglia di rivalsa era più forte di tutto e la cosa si è vista. Siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo fatto in questo mondiale”.
    Nicola Cianciotta: “Ce l’abbiamo fatta, è un sogno che si avvera. Sapevamo di poterlo fare e alla fine ce l’abbiamo fatta. In questo momento così bello voglio ringraziare tutti i miei compagni di squadra, lo staff e naturalmente tutte le persone che mi sono state vicino dal primo momento. Noi forse avevamo più voglia di loro questa sera. Avevamo tanta voglia di riscatto dopo la finale dell’Europeo dello scorso anno che ci siamo fatti sfuggire; ma quest’anno siamo partiti con la volontà di riscattarci e alla fine il nostro essere uniti, una famiglia, una squadra con un unico obiettivo ci ha portati fin qui, a vincere questa magnifica medaglia d’oro.” 
    Alessandro Michieletto: “Sto vivendo un sogno. Voglio dire grazie ai miei compagni e a tutto lo staff che mi ha messo nelle migliori condizioni per rendere al meglio. Dopo la vittoria sofferta di ieri contro la Polonia oggi contro la Russia siamo scesi in campo con tanta voglia di vincere. Oggi abbiamo dato una lezione di pallavolo, tutti noi siamo stati molto bravi.”
    Mattia Gottardo: “Questa sera abbiamo conquistato quello che volevamo dopo cinque mesi fatica e tanto duro lavoro. Dopo il match di ieri contro la Polonia, che è stata una vera e propria battaglia, questa sera siamo scesi in campo molto determinati e abbiamo ottenuto questa importante vittoria. Lo scorso anno la Russia ci ha battuto e conquistato l’Europeo, quest’anno invece il mondiale è nostro come nel 2019 con la nazionale under 19.” LEGGI TUTTO

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    Mondiali U21M.: Frigoni. “Abbiamo trasformato il nervosismo in una aggressività positiva”

    CAGLIARI – Dopo il successo iridato parla il CT Angiolino Frigoni: “Abbiamo lavorato due anni per arrivare pronti a questo appuntamento con i Campionati del Mondo. Devo dire che questo gruppo di ragazzi è straordinario, avevano questo obiettivo in testa e lo hanno raggiunto. I ragazzi sono stati molto bravi durante tutto il percorso in questo mondiale. La semifinale di ieri è stata una partita molto complicata ed eravamo forse un po’ nervosi, oggi invece abbiamo trasformato il nervosismo in una aggressività positiva che ci ha permesso di dominare la partita. Questo successo, l’ultimo in ordine di tempo, è forse è il più bello” LEGGI TUTTO

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    Mondiali U21M.: Chi è Angiolino Frigoni, Ct campione del mondo…

    Angiolino Frigoni

    CAGLIARI – I più attempati lo ricordano in mille vesti diverse, giocatore, poi allenatore dalla fine degli anni ’80 in quel bel mondo che era Montichiari per la pallavolo, terra generosa e appassionata, quindi lo sbarco nel mondo azzurro al fianco di Julio Velasco come vice della squadra che intraprese un cammino sin qui ineguagliato, quello della allora Generazione di Fenomeni tre volte campione del Mondo e con loro argento ad Atlanta ’96.Con Velasco intraprese negli ultimi anni ’90 anche il percorso nella nazionale femminile che Julio poi gli lasciò nel 1998. Erano gli anni in cui il movimento femminile ancora lottava nelle retrovie, alla ricerca di un boom.Un periodo in cui proprio con Frigoni l’Italia iniziò a macinare qualche risultato. Gli anni in cui al torneo di Montreux strappare set alla Korea era un risultato da mettere in cassaforte e su lavorare per il futuro.Proprio Frigoni colse poi la prima storica qualificazione olimpica delle azzurre ai Giochi di Sydney 2000 chiusi al 9° posto. Il famoso primo passo sulla Luna.
    In seguito ha allenato l’Olanda e poi anche club: Asystel Novara nel femminile, quindi in Russia all’Ural Ufa (uno sciudetto), il femminile Rabita Baku in Azerbaijan.Nel 2015 ha assunto la carica di ct della nazionale egiziana maschile, vincendo il campionato africano. L’anno successivo ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico della Calzedonia Verona.A settembre 2019 è stato nominato dal Consiglio Federale allenatore della nazionale juniores italiana maschile. Nell’ottobre del 2020 ha ottenuto la medaglia d’argento ai Campionati Europei Under 20 maschili a Brno in Repubblica Ceca.Nel 2021 la nazionale azzurra si è presa la rivincita, ottenendo il primo storico titolo Mondiale U21 a Cagliari, battendo proprio la Russia con un netto 3-0.
    Lo staff azzurroAllenatore: Angiolino FrigoniVice Allenatore: Mauro RizzoMedico: Roberto VannicelliFisioterapista: Francesco BettalicoScoutman: Annalisa PintoTeam Manager: Enrico CecamoreCoordinatore Attività Giovanile: Julio Velasco

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