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    MotoGp, Gardner operato: frattura al polso in motocross

    ROMA – Intoppo nella preparazione di Remy Gardner. Il 23enne australiano, fresco campione in Moto2, che esordirà in MotoGp con la Tech 3 KTM Factory Racing, ha rimediato sabato scorso la frattura al polso destro. È la stessa scuderia a dare notizia dell’incidente, con Gardner che si è già sottoposto all’operazione eseguita dal dottor Xavier Mir. È stato necessario applicare due viti sul polso del pilota, che – scrive il team – “inizierà il suo percorso riabilitativo venerdì”.
    Tutto su Sepang
    La KTM sui propri canali ufficiali, però, non fa stime. La riabilitazione di Gardner, già vittima di gravi infortuni nel 2018, potrebbe infatti risentire di tante variabili in campo, tra cui l’esigenza di svolgere una preparazione adeguata per la prossima stagione. Il countdown per i test di Sepang, in programma il prossimo 5 febbraio, è dunque partito, con l’australiano che vorrebbe iniziare la sua prima annata in classe regina al top della condizione fisica. Il problema è però di piccola entità, come d’altronde afferma lo stesso pilota su Instagram: “È una piccola frattura. L’operazione è andata bene. Vediamo ora come va in questi giorni”, ha rassicurato Gardner. LEGGI TUTTO

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    Napoli, senza patente avevano rubato un pino sullo scooter: denunciati

    Sullo scooter con un pino rubato poco prima. È finita male per due giovanissimi napoletani, di 15 e 14 anni, che nel comune di Marano, nell’hinterland del capoluogo campano, sono stati denunciati dai Carabinieri per una vicenda che ha del tragicomico, se non fosse reale.
    Napoli, 14enni in fuga dalla Polizia su uno scooter rubato: arriva la denuncia
    Dopo il furto del pino, sbucano i Carabinieri
    I due ragazzini napoletani, uno proveniente dal quartiere Forcella e l’altro da Mercato, secondo quanto ricostruito avevano “prelevato” il pino da un condominio privato di Marano, e sperando di non essere visti hanno tentato di portarlo con loro. Ma sono stati notati dai Carabinieri della sezione radiomobile di Marano.
    Cosa hanno evidenziato le indagini
    Non appena si sono accorti di essere stati pizzicati, i due hanno subito abbandonato il pino in mezzo alla strada. Ma la loro “fuga”, se vogliamo definirla in tal modo, si è conclusa dopo un centinaio di metri. Dopo essere stati denunciati per furto, la coppia è stata riaffidata ai rispettivi genitori. Ma non è tutto: perché si è poi scoperto che lo scooter era privo di assicurazione, e che inoltre il giovane alla guida era senza patente, data la sua età ancora acerba.
    Pretende la moto senza avere la patente: picchia i genitori e viene arrestato LEGGI TUTTO

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    Napoli, rubano un pino sullo scooter: denunciati due giovani senza patente

    Hanno 15 e 14 anni, i due giovanissimi che in sella a uno scooter, nel comune di Marano, nell’hinterland di Napoli, sono stati denunciati dai Carabinieri per aver rubato un pino trasportato proprio sul motorino. Una vicenda che ha del tragicomico, se non fosse reale.
    Napoli, 14enni in fuga su uno scooter rubato: denunciati per ricettazione
    Il furto e la fuga
    I due ragazzini napoletani, uno proveniente dal quartiere Forcella e l’altro da Mercato, secondo quanto ricostruito avevano “prelevato” il pino da un condominio privato di Marano, e sperando di non essere visti hanno tentato di portarlo con loro. Ma sono stati notati dai Carabinieri della sezione radiomobile di Marano.
    Senza assicurazione e senza patente
    Non appena si sono accorti di essere stati pizzicati, i due hanno subito abbandonato il pino in mezzo alla strada. Ma la loro “fuga”, se vogliamo definirla in tal modo, si è conclusa dopo un centinaio di metri. Dopo essere stati denunciati per furto, la coppia è stata riaffidata ai rispettivi genitori. Ma non è tutto: perché si è poi scoperto che lo scooter era privo di assicurazione, e che inoltre il giovane alla guida era senza patente, data la sua età ancora acerba.
    Napoli, non ha la patente ma vuole la moto: picchia il padre e viene arrestato LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Razali: “Da Yamaha fino a 13 milioni per ricostruire il marchio”

    ROMA – L’ambizione di Razlan Razali è quella di iniziare a scrivere una storia diversa con la nuova scuderia satellite della casa di Iwata, la WithU Yamaha RNF. Il team manager malese, intervistato da “Crash.net”, ha infatti affermato: “Andare a formare un secondo team non è uno scherzo. Abbiamo lavorato tanto e, considerando la poca pianificazione, è stato complicato avvicinare nuovi sponsor”. Già, perché, dopo l’addio di Petronas e le discussioni con i dirigenti del gruppo petrolifero, Razali si è dovuto rimboccare le maniche: “Si tratta di ricostruire il marchio e ricominciare tutto da zero. Il primo anno sarà difficile superarlo”, ha detto Razali.
    Zero rischi
    Uno dei motivi per cui Razali non ha accettato l’offerta di Petronas a fine 2021 è perché il main sponsor aveva pianificato una revisione dei costi, rifiutata dal manager. Ora però la Yamaha assicura fondi adeguati: “Il nostro cammino durerà 3-5 anni – ha spiegato il malese – e tutti conoscono la nostra professionalità. Anche avere il pacchetto giusto è importante. A seconda delle specifiche della moto, prevediamo una cifra che va dagli 11 ai 13 milioni annui”. Ora che sta per iniziare la nuova stagione, Andrea Dovizioso e Darryn Binder sono pronti a scendere in pista con la WithU Yamaha RNF. Per il sudafricano, fratello maggiore di Brad Binder, sarà il primo anno in MotoGp dopo una lunga gavetta in Moto3. A chi rumoreggia per questa scelta, Razali risponde: “In tanti ci stanno criticando. Ma essere un team in sviluppo è questo: basse aspettative e pochi rischi”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Razali: “Marchio da ricostruire, il primo anno sarà difficile”

    ROMA – Razlan Razali ha di fronte a sé una sfida importante per il 2022. Far dimenticare il team Petronas Yamaha SRT e ricominciare tutto da capo con la nuova scuderia satellite della casa di Iwata, la WithU Yamaha RNF. Il team manager malese, intervistato da Crash.net, ha infatti affermato: “Andare a formare un secondo team non è uno scherzo. Abbiamo lavorato tanto e, considerando la poca pianificazione, è stato complicato avvicinare nuovi sponsor”. Già, perché, dopo l’addio di Petronas e le discussioni con i dirigenti del gruppo petrolifero, Razali si è dovuto rimboccare le maniche: “Si tratta di ricostruire il marchio e ricominciare tutto da zero. Il primo anno sarà difficile superarlo”, ha detto Razali.
    Razali difende Binder
    Uno dei motivi per cui Razali non ha accettato l’offerta di Petronas a fine 2021 è perché il main sponsor aveva pianificato una revisione dei costi, rifiutata dal manager. Ora però la Yamaha assicura fondi adeguati: “Il nostro cammino durerà 3-5 anni – ha spiegato il malese – e tutti conoscono la nostra professionalità. Anche avere il pacchetto giusto è importante. A seconda delle specifiche della moto, prevediamo una cifra che va dagli 11 ai 13 milioni annui”. La WithU Yamaha RNF schiererà in pista la coppia formata da Andrea Dovizioso e Darryn Binder, al suo esordio in MotoGp dopo sette anni di Moto3. A proposito, Razali ha sottolineato questo aspetto: “In tanti ci stanno criticando per questa scelta. Ma essere un team in sviluppo è questo: basse aspettative e pochi rischi”. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Dovizioso: “Non sono tornato per soldi, ma per correre”

    ROMA – Prima una pausa durata più di metà del 2021, ora il ritorno in MotoGp. Andrea Dovizioso, alla Ducati dal 2013 al 2020, si è accasato al team WithU Yamaha RNF per rilanciarsi sulle due ruote e spiega i motivi della sua decisione: “In nessuna stagione ho mai preso scelte basandomi solo sui soldi. La Yamaha mi ha presentato premesse per me necessarie e sono tornato. Non scelgo le moto in base al guadagno”. Dovizioso, arrivato a 35 anni, sarà il pilota più anziano in griglia e prenderà di fatto il posto lasciato vacante da Valentino Rossi.
    Un vantaggio in più
    Il 2021 di Dovizioso è stato caratterizzato in buona parte dell’assenza dal Motomondiale, salvo poi tornare in classe regina per disputare le ultime cinque gare della stagione con la Petronas Yamaha SRT. Il team satellite era già in contrasto con la scuderia principale soprattutto in fatto di budget, ragion per cui Dovizioso afferma: “La moto precedente aveva diversi problemi alla base e per questo non mi ci sentivo a mio agio. Non mi aspetto di essere competitivo sin da subito nel 2022, ci dovrò mettere del mio”. Per affrontare al meglio il 2022 Dovizioso avrà però un’arma in più, cioè la Yamaha M1 factory, la stessa moto di Morbidelli e Quartararo : “Con la moto ufficiale credo che potremmo andare veloci rispetto alle ultime gare del 2021”. Per conoscere la moto del team WithU Yamaha Dovizioso dovrà solo essere paziente, visto che la presentazione ufficiale si terrà il 24 gennaio. LEGGI TUTTO

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    Torino, la polizia lasciata a piedi dalle auto di servizio

    A chi non è mai capitato di dover armeggiare con i cavi perché la batteria dell’auto ha dato un po’ di problemi? Difficile che qualcuno non si sia trovato in questa situazione, ma se gli sfortunati sono gli agenti della polizia stradale di Torino allora la faccenda si fa più complessa. Così complessa che il sindacato Siulp si è dovuto rivolgere al direttore centrale e alla questura. I motori di due modelli in dotazione alle forze dell’ordine, Volkswagen Passat e Skoda Octavia, si spengono più spesso di quanto dovrebbero e costringono gli agenti a girare con i cavi. Questo, inevitabilmente, comporta un grave rallentamento alle operazioni quotidiane, senza contare che in alcuni casi le auto non ripartono proprio più.
    Qual è il problema?
    “Se si spegne il motore, spesso e volentieri non ripartono più perché la batteria si scarica”, ha spiegato Eugenio Bravo, segretario provinciale Siulp. “Gli agenti girano con i cavi in macchina e se ne sono sprovvisti chiedono aiuto a qualche utente in transito. Ogni tanto i conducenti dei carri-attrezzi si rifiutano di prendere a bordo gli operatori perché essendo armati, sostengono, costituirebbero un potenziale pericolo per l’incolumità del conducente”.
    Ma qual è la causa del problema? I tecnici sono al lavoro, ma ancora non hanno trovato una soluzione. Ipotesi dicono che il motivo potrebbe essere l’etilometro: dato che le pattuglie lo lasciano acceso per tutto il servizio, questo scaricherebbe la batteria dell’auto. D’altra parte, spiega sempre Bravo, l’etilometro è uno strumento che deve essere pronto all’uso e considerato che ci vogliono circa 20-30 minuti per attivarlo, serve sempre tenerlo collegato.
    Va a prendere le pizze e lascia l’auto accesa: ladro flash colpisce a Livorno LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Ducati: il 28 gennaio sarà presentata la nuova moto

    ROMA – La nuova Ducati verrà a breve presentata al pubblico. La scuderia emiliana ha infatti comunicato che 28 gennaio prossimo, alle ore 16, si terrà un evento virtuale trasmesso in streaming, dove verrà svelata la moto con cui ambire al titolo nel 2022. Il team di Borgo Panigale ha confermato in MotoGp la coppia Miller-Bagnaia, con “Pecco” che nella parte finale della scorsa stagione ha cercato l’assalto su Fabio Quartararo, poi campione del mondo con la Yamaha. La Ducati si è però potuta consolare con il titolo costruttori, il primo dal 2007, quando in pista c’erano Loris Capirossi e Casey Stoner.
    L’endorsement di Dall’Igna
    Le premesse per il prossimo anno dunque ci sono tutte, con la Ducati che andrà a a schierare in griglia una coppia di piloti capaci di impensierire il francese campione del mondo. Anche lo stesso direttore generale del team italiano, Luigi Dall’Igna, spera nella vittoria finale, andando a candidare Francesco Bagnaia. Le speranze della Ducati sono quindi riposte in “Pecco”, che dovrà fare il possibile per riportare a Borgo Panigale un titolo piloti che manca sempre dal 2007, quando a trionfare fu Stoner. Il pilota italiano ha dimostrato di essere all’altezza del “Diablo”, ma anche la Desmosedici dovrà fare la sua parte. LEGGI TUTTO