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Da Ferrari ad Elkann e Camilleri: tutti i presidenti e gli AD del Cavallino Rampante


La notizia della scomparsa di Sergio Marchionne, avvenuta ieri mattina all’Ospedale Universitario di Zurigo, ha lasciato un vuoto molto difficile da colmare nel gruppo FCA ed in Ferrari. L’ex presidente ed amministratore delegato della rossa di Maranello, che avrebbe dovuto lasciare il suo incarico nella primavera del 2019, lascia così prematuramente e dolorosamente un’eredità pesante a chi lo sostituirà. La morte di un uomo è un fatto delicato, e come tale merita rispetto e silenzio. E’ pur vero, però, che la realtà aziendale della Ferrari deve proseguire: “The Show Must go On”, come cantavano i Queen. Nonostante tutto, anche in un momento critico dove si piange e al tempo stesso si elogia meritatamente la genialità di un manager unico nel suo genere.

Ed ecco dunque che la storia della Ferrari apre un altro capitolo del suo meraviglioso libro, con la nomina di un nuovo presidente, John Elkann, e di un Amministratore Delegato, il maltese Luis Carey Camilleri. Essi sono gli ultimi di una lunga lista di uomini che hanno contraddistinto la grande avventura del “cavallino rampante”, prendendo le redini della casa di Maranello nei momenti complessi ed in quelli vittoriosi, sia sulle piste della Formula 1 che sulle strade di tutto il globo.

In questo articolo ripercorreremo tutti i presidenti e gli AD della Ferrari dalla sua fondazione fino ad oggi, creando un collegamento tra passato e futuro, con un pensiero a Sergio Marchionne.

I PRESIDENTI

La grande storia della Ferrari così come la conosciamo oggi ebbe inizio ufficialmente nel 1947, ma prima ancora, nel 1939, Enzo Ferrari fondò l’Auto Avio Costruzioni. Non venne adottato subito il nome “Ferrari” in quanto vi furono diverse clausole contrattuali che non permettevano al “Drake” di utilizzare il suo nome per battezzare l’azienda modenese. Un divieto che cadde poi nel 1947, quando il “Commendatore” poté finalmente applicare il suo nome ed il suo stemma, segnando così l’inizio dell’epoca Ferrari.
Si può dunque affermare che Enzo Ferrari, in quanto fondatore della casa automobilistica, fu il primo presidente del cavallino rampante. L’incarico di “primo tifoso” venne coperto da Ferrari a partire dal 1939 (anno di fondazione dell’Auto Avio Costruzioni, antenata della Ferrari) fino al 1977.

In quell’anno infatti, Ferrari si dimise dalla carica di presidente, restando comunque presidente onorario. Al suo posto venne dunque chiamato Nicola Tufarelli, uomo proveniente dalla Fiat e Responsabile del settore automobili della casa torinese. Tufarelli rimase ai vertici della Ferrari dal 1978 al 1980 e, con l’avvento degli anni ’80, la presidenza della Ferrari cambiò ancora nome.
Per quattro anni infatti, dal 1980 al 1984, la poltrona presidenziale venne occupata dall’ingegner Giovanni Sguazzini, che vinse il campionato costruttori del 1982 nonostante la dolorosa perdita di Gilles Villeneuve ed il gravissimo incidente occorso a Didier Pironi, sempre in quel maledetto ’82.
Terminata l’esperienza quadriennale di Sguazzini, nel 1984 divenne presidente Vittorio Ghidella, altro uomo di punto della Fiat ed ex amministratore delegato anche di Lancia ed Abarth. Il manager piemontese rimase alla guida della Ferrari fino al 1988, e sotto la sua presidenza si registrano fatti importanti: su tutti il clamoroso divorzio con l’ingegner Mauro Forghieri, figura storica della casa modenese, ma soprattutto la morte di Enzo Ferrari, avvenuta il 14 agosto 1988.
Le tensioni con la Fiat (che in quel 1988 acquisì anche il pacchetto di maggioranza della Ferrari), spinsero Ghidella a terminare il suo incarico, che passò nelle mani di Piero Fusaro, altra figura emblematica della Fiat.
La presidenza di Fusaro fu una delle più complicate in assoluto, dato che in quel periodo la Ferrari attraversò una seria crisi di risultati, sia in pista che nella produzione stradale. Oltre a ciò, così come accaduto con Ghidella, vennero a crearsi contrasti all’interno della stessa azienda, tanto che l’allora Direttore Sportivo, Cesare Fiori, decise di lasciare Maranello in seguito ai difficili rapporti con il presidente.
La svolta si verificò agli sgoccioli di un tormentato 1991: per tentare di risollevare le finanze e l’immagine della Ferrari, a capo dell’azienda arrivò uno dei manager italiani più affermati in quel periodo come Luca Cordero di Montezemolo.
Con il nuovo presidente, la Ferrari riconquistò la leadership mondiale non solo nel settore automobilistico, ma anche in Formula 1. Con Montezemolo infatti, la “rossa” dominò nei primi anni 2000 grazie alle vittorie di Michael Schumacher, inanellando una serie positiva di successi tra le più schiaccianti nella storia della F1. Sempre con Montenzemolo, nel 2007, la Ferrari conquistò l’ultimo mondiale piloti con Kimi Raikkonen, ed anche l’ultimo titoli iridato costruttori, nel 2008.
A seguito di una forte crisi di risultati nel 2014, culminata con il disastroso Gran Premio d’Italia di quell’anno, Montezemolo terminò la sua esperienza da presidente della Ferrari al termine di quel complicato 2014, lasciando la sua poltrona in eredità a Sergio Marchionne, anch’egli proveniente da brillanti risultati ottenuti a capo del gruppo FCA.
La presidenza di Marchionne, come purtroppo sappiamo, durerà fino alla viglia dell’ultimo Gran Premio di Germania, fino all’aggravarsi delle condizioni di salute. Ora, il nuovo compito di portare in alto la Ferrari dopo il grande lavoro portato avanti dal manager italo-canadese spetta a John Elkann, nipote di Gianni Agnelli.

GLI AMMINISTRATORI DELEGATI

Così come fu il primo presidente della storia della Ferrari, il fondatore della casa automobilistica, Enzo Ferrari, fu anche il primo Amministratore Delegato del “cavallino rampante”, incarico che occupò dal 1961 al 1968.
Al termine del suo mandato, l’incarico passò nelle mani di Francesco Bellicardi, già presidente della Weber Carburatori. Bellicardi coprì la sua carica fino al 1976, per poi lasciare in eredità il ruolo di AD a Francesco Sguazzini nel 1976, con quest’ultimo vi rimase tale fino al 1986.
Nel difficile periodo della scomparsa di Enzo Ferrari, fu l’allora AD dell’Alfa Romeo Giovanni Battista Razelli a ricevere la telefonata da Maranello per ricoprire il medesimo incarico, che durò soltanto un anno, dal 1988 al 1989.
Successivamente divenne Amministratore Delegato Piero Fusaro, a sua volta già presidente della Ferrari.
Il doppio mandato di presidente e AD venne assegnato anche a Luca Cordero di Montezemolo: ma mentre il manager bolognese rimase presidente fino al 2014, la sua esperienza di AD terminò nel 2006, subito dopo il ritiro dalla F1 annunciato da Schumacher.
Con l’assenza di Montezemolo, nello stesso anno si registrò la nomina del primo AD della Ferrari straniero, ossia l’ex Direttore Sportivo francese Jean Todt, che aveva reso grande la Ferrari in quel dream-team di primi anni 2000.
Nel 2008 “Napoleone” chiuse la sua esperienza da AD in rosso, e nello stesso anno gli subentrò Amedeo Felisa, già Direttore Tecnico della Ferrari ed ex Responsabile del settore Sviluppo e Prodotto in Alfa Romeo.
Felisa, che ancora è presente in Ferrari in qualità di consulente, rimase in carica fino a maggio del 2016, quando fece il suo ingresso Sergio Marchionne, già presidente del “cavallino rampante”.
Oggi l’arduo compito di ereditare la carica di AD spetta al maltese Louis Carey Camilleri (secondo Amministratore Delegato straniero della storia ferrarista), che porta con sé l’esperienza maturata in qualità di presidente della Philip Morris.


Fonte: http://www.circusf1.com/2018/feed


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