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EuroLeague – Gherardini (Fenerbahçe): “La quarantena ci regala regole complesse”

EuroLeague - Gherardini (Fenerbahçe): "La quarantena ci regala regole complesse"

Protagonista dell’ottava puntata di Meet The Best Incontra è Maurizio Gherardini, g.m. del Fenerbahçe Istanbul. Ecco le sue parole.

Giocare. Fatto salvo che la priorità indiscutibile è la salute dei giocatori e degli staff, si riparte solo se sarà garantita e questa è l’unica cosa certa. Club ed EuroLeague hanno stilato un piano per ricominciare con una deadline fissata il 24 maggio, altrimenti salta la stagione: due settimane di quarantena, tre di preparazione, poi le gare in sede unica. Ma è tutto da verificare: prima cosa, occorre siano riaperte le frontiere e ripristinati i collegamenti aerei perché ogni club ha giocatori in tutto il mondo che devono rientrare. La quarantena ha regole che non permettono un vero allenamento. Poi l’aspetto psicologico: con che spirito i giocatori sono pronti a rimettersi in gioco a questo punto della stagione, avendo molti altre priorità? E’una situazione molto complicata e mai affrontata prima. Ma sarebbe un primo passo importante per dare il segnale che il basket è ripartito.

I miei coaches. David Blatt direi fantasiosamente creativo. Ettore Messina minuziosamente preciso in ogni dettaglio. Mike D’Antoni miglior psicologo nel leggere un giocatore. Zeljko Obradovic è più difficile ricondurlo in una frase perché è unico: ha una passionalità esasperata per il basket e per la possibilità di vincere sempre e comunque anche se sa benissimo come instaurare un rapporto con i giocatori lontano dal campo. Tutti sono grandi allenatori, molto esigenti che sanno perfettamente dove vogliono arrivare.

Gli italiani. Non ho scelto in carriera giocatori italiani perché tali: la cosa importante quando prendi un giocatore è avere chiara l’idea di utilizzo, quale sarà il cammino che dovrà percorrere nel tuo club. Solo così avrà la possibilità di crescere, rendere e inserirsi al meglio. Datome e Melli erano due pezzi ideali per il mosaico del Fenerbahce. A questo, loro hanno aggiunto il fatto di essere dei ragazzi incredibili, con una grande facilità nel comunicare e un Q.I. cestistico fuori dal comune. E non c’è dubbio che Andrea Bargnani abbia fatto bene nella NBA: dieci anni nella Lega in doppia cifra non sono da tutti. Poi, da suo tifoso, visto il talento e il fisico che ha, resta un po’il dubbio che avrebbe potuto avere una carriera ancora più significativa

Fonte: http://feeds.pianetabasket.com/rss/


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