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L'Amiens va in edicola per la sua battaglia: “Ligue 1 a 22 squadre”

PARIGI (Francia) – “Giustizia ed equità sportiva: per una Ligue 1 a 22 squadre”. E’ il titolo della pagina pubblicata nell’edizione odierna de L’Equipe, acquistata dall’Amiens per ribadire una volta di più la propria richiesta, dandole la massima visibilità possibile. Dopo la decisione di sospendere definitivamente la Ligue 1 a fine aprile a seguito dell’emergenza coronavirus in Francia, assegnando i verdetti in base all’attuale classifica, la formazione guidata da Luka Elsner, penultima nel massimo campionato transalpino, viene retrocessa in Ligue 2. Il club del presidente Bernard Joannin però non ci sta e ha deciso di lanciare una petizione per chiedere un allargamento della prossima Ligue 1 a 22 squadre, bloccando di fatto le retrocessioni.La richiesta dell’Amiens: “Ligue 1 a 22 club”All’iniziativa dell’Amiens hanno aderito diversi nomi eccellenti, tra i quali il presidente del Lione, Jean-Michel Aulas (pure lui sul piede di guerra perché, dopo lo stop definitivo, la sua squadra è rimasta fuori dalle coppe europee), Laurent Blanc, capitano dei Bleus campioni del mondo nel 1998 e poi ct della Francia, e Jean-Michel Larquè, altro ex capitano della Nazionale, come viene sottolineato proprio nella pagina del quotidiano parigino. Un accorato appello che si conclude con un concetto esplicito: “è giunto il momento in cui umanità e giustizia prevalgano su qualsiasi altro interesse nelle decisioni riguardanti l’interruzione delle competizioni sportive calcistiche e che in via del tutto eccezionale la prossima stagione di Ligue 1 si svolga con 22 club”.Joannin: “Stiamo lottando per l’equità sportiva”Inoltre, l’Amiens ha indetto una conferenza stampa per illustrare in particolare le ragioni che hanno portato la società a presentare ricorso contro questa atto dinanzi al tribunale amministrativo di Parigi. “La decisione del consiglio di amministrazione della Lega è ingiusta, incoerente e infondata – le parole del presidente Bernard Joannin – Come possiamo retrocedere due squadre alla 28esima giornata quando c’è ancora un quarto di campionato da disputare? Non è una questione di soldi. Non stiamo chiedendo una compensazione finanziaria. Stiamo lottando per l’equità sportiva e contro questa decisione che ci penalizza, considerando che avremmo avuto scontri diretti con le tre squadre che ci precedono in classifica. Esistevano in questa situazione eccezionale alternative più giuste rispetto alla retrocessione arbitraria. Questa decisione è priva di umanità, un valore intrinseco nel mondo del calcio. La Ligue 1 a 22, o qualsiasi altra cosa, sarà una buona soluzione. Esistono soluzioni praticabili, sul piano sportivo e giuridico. Sono convinto che la giustizia ci darà ragione”.L’avvocato: “Come si può retrocedere qualcuno se campionato non è finito?”Il massimo dirigente ricorda anche che altri Paesi europei hanno optato per il blocco delle retrocessioni, come pure in Francia rugby, pallamano e basket: “Siamo costretti ad andare in tribunale contro questa ingiusta decisione della Lega. Che spreco di tempo e di energia mentre in Germania riprendono le partire questo fine settimana, e Italia e Spagna riprendono ad allenarsi…”. Dal canto suo l’avvocato del club, Christophe Bertrand, ha chiarito alcuni punti: “Non contestiamo l’arresto dei campionati, sarebbe fuori luogo. Contestiamo invece, come tutti i club interessati, le conseguenze. Quando una competizione non finisce, come possiamo dichiarare che ci sono dei perdenti e retrocessi? Il 26% delle partite è rimasto da giocare. Fermiamo forse una partita di calcio al 67° minuto? È stata una decisione fondata? Secondo noi no. Se anche il giudice la pensa così, potremmo trovare delle soluzioni”.
 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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