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LBA – Happy Casa Brindisi, Zanelli:”Dal futuro mi aspetto grandi cose”

Il play mottense si racconta in questa bellissima intervista concessa alla pagina Instagram @passionegialloblu e nel pieno della sua carriera non smette di sognare rimanendo con i piedi per terra….come un grade play.

LBA - Happy Casa Brindisi, Zanelli:"Dal futuro mi aspetto grandi cose"

Nato a Motta di Livenza (TV) il 07/05/1992, di 187 cm per 80 kg, ha disputato l’ultimo campionato in A con la canotta dell’Happy Casa Brindisi alla corte di coach Frank Vitucci. Prima del grande salto, durante la stagione a Legnano,sotto la guida di coach Ferrari, ha conquistato la terza posizione in classifica nel girone Ovest giocando una regular season da protagonista a 30 minuti di media e 12.2 punti a partita tirando con il 50% da 2, il 37% da 3 e 86% ai liberi inanellando un record di 18 vinte e 12 perse in regular season, valso la terza piazza in classifica e il primo turno playoff. Prodotto del settore giovanile della Benetton Treviso, Zanelli ha vinto lo scudetto Under19 nel 2011 in biancoverde guadagnandosi le attenzioni e convocazioni di coach Sacripanti nella Nazionale Italiana U18. 
Le stagioni successive le trascorre ad Anagni (DNA) e Sangiorgese (due anni in DNB) dove matura una costante crescita in termini di rendimento e apporto alla squadra. Nel 2013/14 a Sangiorgio raggiunge la doppia cifra in campionato in 20 su 29 incontri trascinando la squadra ai playoff alla media di 12.9 punti, 4.9 rimbalzi e 3.2 assist. Una notevole evoluzione che gli consente di fare il salto in Serie A2. Prima tappa Recanati (A2 Silver 2014/15) con 10.8 punti e 45% di media da oltre l’arco conquistando l’accesso ai playoff; poi Omegna (A2 Ovest 2015/16) a 29 minuti di media con 10.1 punti e il 90% ai liberi; e successivamente Rieti (A2 Ovest 2016/17) a referto con 11.3 punti e 56% da 2 registrando 4.5 assist a partita. 

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Come stai passando questa quarantena?

“Dall’inizio della quarantena sono rimasto a Brindisi, con la mia ragazza cercando di ottimizzare il tempo e allenandomi durante i pomeriggi seguendo i consigli del nostro preparatore fisico-Cerco di svagarmi guardando le serie tv, ma rimando sul pezzo.”

Com’è stato l’impatto di giocare tra i professionisti a Treviso?

“E’ stato un sogno giocare a Treviso perché è sempre stata la mia squadra del cuore fin da piccolo:far parte del progetto mi ha reso molto orgoglioso e non posso dimenticare mai quei momenti. Grazie a questa esperienza ho realmente capito che quello era il mondo dove volevo arrivare, sapendo benissimo che le difficoltà sarebbero state tantissime. È stata un’esperienza bellissima coronata dalla vittoria dello scudetto U-19 che rimane la più grande soddisfazione della mia carriera.”

Com’è stata l’esperienza a San Giorgio dove hai registrato il maggior numero di presenze nella tua carriera?

“L’esperienza a San Giorgio è stata molto importante perché mi ha aperto al mondo dei senior: dopo Anagni decisi di mettermi in gioco in serie B in un posto che mi ha aiutato molto facendomi sentire come se fossi a casa e che è stato fondamentale per la mia crescita, non solo da giocatore, ma anche da uomo.”

Com’è stato indossare la maglia della nazionale italiana prima in U-18 e in U-20 ?

“In quegli anni era sicuramente un obiettivo e ci credevo molto, quando ricevetti la convocazione ero molto felice perché non c’è cosa più bella che rappresentare il tuo paese a livello mondiale”

Che emozioni hai provato quando hai ricevuto la chiamata di Brindisi?

“Gli anni di A2 sono stati sempre un crescendo, passando da squadre che avevano obiettivi diversi e allo stesso tempo importanti. Non nego che in quegli anni speravo molto in un possibile trasferimento in A1 perché era un obiettivo che mi ero prefissato da sempre. Quando mi chiamò Brindisi fu veramente una sorpresa perché al di la delle speranze, non si sa mai cosa può accadere. Fu qualcosa di pazzesco sotto tutti i punti di vista!.
Sono contento di avere scelto Brindisi, una società molto seria con dei progetti ambiziosi e importanti”

Che rapporto hai con i tifosi, la società, lo staff, i compagni e coach Vitucci?

“Il rapporto che mi lega con i tifosi è speciale perché sono veramente affezionato a tutti loro e alla città intera: mi trovo benissimo con tutti i miei compagni e con alcuni di loro ho stretto un legame così forte che sono fratelli. Anche con coach Vitucci ho un rapporto splendido e devo tutto a lui se sono qui, perché mi ha sempre aiutato soprattutto nei momento più complicati della mia carriera.”

Hai un idolo o un punto di riferimento a cui ti ispiri?

“Fin da piccolo il mio idolo è stato Kobe da piccolo, crescendo ho iniziato a seguire i giocatori del mio ruolo di playmaker e ho iniziato ad innamorarmi di Nikos Zisis, Massimo Bulleri e ultimamente seguo molto Stephen Curry per le sue enormi qualità tecniche.”

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