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NCAA – Davide Moretti fugge dagli USA e torna in Italia

NCAA - Davide Moretti fugge dagli USA e torna in Italia

“Sono tornato domenica scorsa. Sono qui a Roseto, nella casa delle vacanze della mia famiglia. Sto bene.” Davide Moretti racconta a Damiano Montanari del Corriere dello Sport di un Texas ansioso e spaventato dal Coronavirus: l’assalto ai supermercati, le palestre che chiudono, la solitudine nel deserto del Texas, dove si pensava che non sarebbe mai arrivato. Il ritorno concitato a casa.

Covid-19. La pallacanestro non è stata toccata fino a quando è emersa la positività del centro degli Utah Jazz, Rudy Gobert. Prima non si parlava tanto del problema. Dopo si è innescata una reazione a catena.

Consapevolezza. Solo il Texas è grande il triplo del nostro Paese. Mi chiedevo come fosse possibile che emergessero meno casi che da noi. La mia ansia era che potesse scoppiare una situazione anche peggiore di quella che stiamo affrontando qui. I supermercati sono stati presi d’assalto. C’era l’idea  che sarebbe accaduto qualcosa di peggiore rispetto all’Italia.

Quarantena. Fare un’eventuale quarantena a Lubbock, nel deserto texano, a sei ore di macchina da Dallas non era una prospettiva appetibile. Trovare Trovare un volo per l’Italia da Dallas, non è stato facile.

Sanità. A Texas Tech ho una assicurazione sportiva che copre gli infortuni a qualsiasi parte del mio corpo. L’infezione da coronavirus, però, è un punto  interrogativo. In America un tampone costa 3.000 dollari. Chi avrebbe coperto i costi?

Prossimo futuro. Per l’estate avevo in programma di fare un workout con una squadra NBA e di inserire il mio nome nel Draft. Purtroppo dubito che succederà. Al momento sono aperto a tutte le possibilità che si presenteranno. Mi piacerebbe concludere il mio ultimo anno in NCAA, ma valuterei anche offerte dall’Europa e dall’Italia.

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