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Ciclismo, Giro d'Italia: a Roccaraso fa festa il Portogallo. Vince Guerreiro, Almeida resta in rosa

Piccoli Acacio Da Silva crescono. Solo lui nella storia del ciclismo portoghese aveva preso la maglia rosa al Giro prima di Joao Almeida. Solo lui aveva vinto una tappa, almeno fino a Roccaraso. Qui spunta Ruben Guerreiro, 26 anni da Setubal, città che sportivamente ha Josè Mourinho tra i suoi figli prediletti. Guerreiro, che non raccoglieva nulla da quando, 3 anni fa, vinse il titolo nazionale in linea, precede in un testa a testa serrato sulle pendenze finali, Jonathan Castroviejo. Lo spagnolo è uno degli orfani di Geraint Thomas. Un po’ come Dowsett 24 ore prima vanta una sfilza infinita di vittorie a cronometro, ma differenza del britannico non riesce a dare soluzione di continuità. L’ultima sua vittoria che non sia contro il tempo resta quella di 11 anni fa al Tour de l’Avenir.
 
Giornata in cui non manca nulla. Salita (dislivello complessivo di 4000 metri), freddo (escursione termica sui 20° rispetto a Vieste) e tanta pioggia. A cercare il pelo nell’uovo, era lecito aspettarsi una ridefinizione dei ruoli più marcata nella classifica generale. Nella giornata storica del portogallo si conferma in maglia rosa Joao Almeida: la sua è una difesa di personalità, condita dalla sofferenza solo nell’ultimo mezzo km dell’ascesa finale, quando la pendenza impennava al 12%.  “La mia squadra ha fatto un lavoro incredibile, è stata perfetta: indosso la maglia rosa grazie a loro. Sono una persona piuttosto tranquilla, ma sono così contento per la vittoria di Guerreiro, se lo merita davvero. Gli faccio i miei complimenti”.
La corsa dei big esplode in coda. Poca roba, ma le indicazioni non mancano: Fuglsang ad esempio rifila 14 secondi a Nibali, che è arrivato sulle gambe. E occhio a Wilco Kelderman: è il principale inseguitore di Almeida (30 secondi) e quando la corsa si accende c’è sempre.  


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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