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Europei, oggi sarebbero iniziati: il silenzio al posto del calcio

ROMA – Forse l’ultima goccia di speranza s’è interrata il 6 marzo scorso, piovendo dall’alto come una lacrima involontaria e perdendosi nella polvere della paura per il virus, fra le preoccupazioni crescenti per ogni sorta di conseguenza individuale e collettiva: “Europei a rischio!”, si scriveva quel giorno su giornali e siti. Ed era un eufemismo perché tutti già sapevano, ma non volevano o non potevano ammettere, con l’annullamento freschissimo di classiche del ciclismo, partite di rugby e con l’occhio del mondo incollati su altri accidenti, che quel torneo non si sarebbe probabilmente mai disputato. Non nel 2020.Nazionale


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