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Juventus, l'uomo che ha attraversato mille epoche: Buffon fa il record

TORINO – Venticinque anni di carriera, un quarto di secolo passato con due pali e una traversa a delimitare il proprio mondo. Gianluigi Buffon si appresta a scrivere un’altra pagina della storia del calcio italiano: contro il Torino il numero 77 della Juventus supererà Paolo Maldini diventando il calciatore con più presenze in Serie A, a quota 648. Un cammino iniziato nel 1991, quando a soli 13 anni venne pagato 15 milioni di lire dal Parma, mentre il mondo assisteva impotente allo scoppio della prima guerra del Golfo e proseguiva, pezzo per pezzo, lo smantellamento dell’Unione Sovietica. Gli esordi in gialloblùCon la maglia del Parma il giovane portiere esordì il 19 novembre 1995, quando Nevio Scala lo mandò in campo a soli 17 anni, 9 mesi e 22 giorni: quattro giorni dopo a Dayton, negli Stati Uniti, sarebbe arrivata la pace tra serbi, croati e bosniaci mentre nel nostro Paese l’ex capitano delle SS, Erich Priebke, veniva estradato in Italia dall’Argentina. La domenica dopo, contro la Juventus a firma Ciro Ferrara, sarebbe arrivato anche il primo gol subito in Serie A subito da Buffon: sei anni dopo sarebbe diventato una bandiera della società bianconera. La centesima presenza arrivò quattro anni dopo, nella vittoria per 3-1 che il suo Parma strappò a San Siro l’8 maggio: Carlo Azeglio Ciampi sarebbe diventato presidente della Repubblica cinque giorni dopo nell’anno della nascita dell’Euro e del ritiro dall’attività di Michael Jordan, dell’ascesa di Chavez in Venezuela e dell’Oscar per “La vita è bella” vinto da Roberto Benigni. Oltre alle 100 presenze, Buffon alzò anche i primi trofei: la Coppa Uefa, arrivando imbattuto alla finale vinta con il Marsiglia, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. La nuova vita in bianconeroNell’estate del 2001, anno tristemente famoso per l’attentato alle Torri Gemelle di New York, la Juventus si assicurò Buffon sborsando 75 miliardi oltre al cartellino di Bachini, valutato 30 miliardi di vecchie lire, che sarebbero andate in disuso l’anno dopo. Qualche mese dopo, il 21 aprile 2002, Buffon ha tagliato il traguardo delle 200 partite in Serie A nella vittoria per 1-0 al Granillo di Piacenza: tre giorni prima l’allora presidente del Consiglio, Berlusconi, lanciò quello che sarebbe stato ribattezzato “l’editto bulgaro” contro Biagi, Santoro e Luttazzi. 
Nonostante qualche problema fisico che ha contraddistinto la sua carriera, Buffon è diventato uno dei calciatori più rappresentativi della storia bianconera, sfondando quota 300 presenze il 1 maggio 2005 al Comunale di Torino, nella vittoria per 2-1 contro il Bologna di Carletto Mazzone. L’anno della nascita di YouTube e dell’acquisizione di Android da parte di Google, dell’uragano Katrina che sconvolse New Orleans ma anche della morte di Giovanni Paolo II e di Omar Sivori. 
La caduta e la risalitaÉ del 9 settembre 2006 la prima delle 34 presenze in Serie B di Buffon, una manciata di giorni dopo il ritiro dall’attività del tennista André Agassi. Il ritorno in Serie A, dopo il campionato vinto dalla Juventus, è avvenuto il 25 agosto dell’anno dopo nel 5-1 rifilato dai bianconeri al Livorno al Comunale di Torino. Stadio che fu anche il palcoscenico della presenza numero 400 in Serie A: contro il Cagliari di Allegri, Buffon raggiunse il prestigioso traguardo nonostante le undici assenze per infortunio collezionate in stagione. In panchina per i bianconeri c’era Alberto Zaccheroni, nel mondo scoppiava la “primavera araba” e in Italia l’Inter si aggiudicava il quinto scudetto consecutivo, l’ultimo vinto dalla società nerazzurra. La striscia vincenteDopo lo scudetto del Milan l’anno successivo, nel 2012 arrivò il primo dei sette campionati vinti da Buffon: un anno diventato tristemente famoso per il naufragio della nave da crociera Concordia, ma anche del terzo Pallone d’oro per Messi e delle Olimpiadi di Londra, in cui Phelps conquistò il record assoluto di medaglie olimpiche. Quella che doveva essere la fine del calendario maya, e del mondo, si trasformò nell’inizio della cavalcata vincente della Juventus, ancora adesso in striscia aperta. Gli ultimi recordLa presenza numero 500 è andata in scena il 24 novembre 2013, ancora contro il Livorno e ancora con una vittoria, questa volta nella nuova casa dello Juventus Stadium. L’anno in cui lasciarono questo mondo Pietro Mennea, Margareth Tatcher, Margherita Hack, Lou Reed e Nelson Mandela. Ma anche del quarto Pallone d’oro di Messi e dell’elezione di Papa Bergoglio, che assunse il nome di Francesco. Nel 2016 arrivò il record di imbattibilità in Serie A, ottenuto il 20 marzo contro il Torino, avversaria che accompagnerà Buffon anche verso il record di presenze: superò il precedente primato stabilito da Sebastiano Rossi con 974 minuti e 10 partite di fila senza subire gol. Se in campionato le presenze crescevano rapidamente, per arrivare in tripla cifra in Champions League dovette attendere il 2017, il 2 novembre nel pareggio casalingo contro il Lione per 1-1: il primo anno della presidenza Trump, della crisi politica in Catalogna, del movimento #metoo e dell’intensificarsi del flusso di migranti. Fino ad arrivare ai giorni nostri e al record di presenze in Serie A: il 2020, l’anno della pandemia di Covid 19, delle rivolte negli Stati Uniti. Sfogliare l’album dei ricordi della carriera di Buffon è un po’ rivivere la storia degli ultimi 25 anni. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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