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Alessandra Vitale si racconta al CIP: “Lo sport mi ha dato un’iniezione di ottimismo”

Foto Federazione Italiana Pallavolo

Di Redazione

Alessandra Vitale, capitano della nazionale italiana di Sitting Volley e Ambasciatrice dello Sport Paralimpico, è stata protagonista di una bella e interessante intervista realizzata dal Comitato Italiano Paralimpico. L’atleta della Nola Città dei Gigli ha parlato della sua esperienza come giocatrice azzurra e anche dell’importante ruolo conferitole lo scorso anno. “Quando parlo della mia esperienza – ha detto – voglio far capire che tutto si può superare, che è necessario riuscire a vedere lo stesso problema da un altro punto di vista o, per dirla in altro modo, cercare più punti di vista a un problema”. 

Vitale ha parlato innanzitutto del suo ruolo da Ambasciatrice, che “rappresenta l’occasione di andare nelle scuole, nelle associazioni sportive, in mille altri posti e far capire alla gente che la vita ci mette davanti a un muro. La difficoltà non è andare oltre ma capire come superarlo. Spesso – prosegue l’atleta campana – il nostro primo impatto nei confronti delle difficoltà è quello di pensare che non riusciremo più a fare quello che facevamo prima. Il mio compito, allora, è quello di parlare a queste persone raccontando come attraverso il percorso che ho intrapreso – dapprima con il cancro e poi con l’amputazione – ciò che appariva insormontabile alla fine non si è rivelato come tale“.

Il “segreto” di Alessandra è la capacità di comunicazione: “Cerco con la ‘chiacchiera’ di impartire lezioni di ottimismo, raccontare cose delicate anche con il sorriso, magari inserendo un pizzico di ironia. Insomma, dopo i primi minuti di sguardi del tipo ‘poverina’, vedo nella gente una trasformazione e noto crescere l’interesse”. Questo senza nascondere le difficoltà di un percorso che “non è stato certo in discesa ma piano piano, anche con l’aiuto e il confronto mi ha permesso comunque di migliorare. È stato li che ho compiuto un passo in avanti“.

Nell’intervista, Vitale ha sottolineato anche il valore dello sport come strumento per riappropriarsi della propria vita: “Lo sport mi ha dato quella spinta finale, quella voglia di riscattarmi e una forte consapevolezza in me stessa. Diciamo che grazie allo sport ho avuto un’iniezione di ottimismo importante“. Anche se, ha spiegato la giocatrice, “nei miei incontri difficilmente parlo dell’aspetto sportivo ma cerco di andare sempre oltre quell’ambito. Credo che il ruolo degli ambasciatori sia soprattutto quello di raggiungere le persone che ancora non fanno parte del mondo paralimpico“.

Infine una battuta sulle Paralimpiadi di Tokyo e sulla speranza che non vengano annullate, “perché abbiamo voglia di farla e abbiamo sudato tanto per meritarci la qualificazione. Per la nazionale femminile di Sitting Volley, unico team italiano a partecipare ai Giochi, sarebbe un onore: a oggi non possiamo che incrociare le dita“.

(fonte: Comitatoparalimpico.it)


Fonte: http://www.volleynews.it/feed/


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