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Disastro Ferrari, adesso cambia tutto: cosa succederà

Tocca togliere gli occhi dal film che ci eravamo fatti di una Ferrari superiore, ma frenata nelle ultime uscite da eventi anomali e difficilmente ripetibili. La realtà da mettere a fuoco sembra in effetti essere un’altra: una Rossa ottima ma ancora acerba, instabile, a fronte di una Red Bull comunque in strada nonostante tribolazioni minori. Le rotture alla pompa benzina avvenute nelle prime tre gare (due ritiri di Max Verstappen), mentre la Ferrari metteva in cascina una doppietta, una vittoria e complessivamente cinque podi tra Charles Leclerc e Carlos Sainz, sono state risolte a Milton Keynes, e il team dei bibitari s’è rimesso in carreggiata fronteggiando anche, non senza fortuna, altri problemi tecnici come quelli che affliggono l’ala mobile di Verstappen. Pertanto Houston abbiamo un problema, e anche bello grosso.

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Ferrari, i rischi di Leclerc

Leclerc in questo weekend in Canada dovrà già montare il terzo motore della stagione (l’ultimo utilizzabile senza penalità) e i tecnici stanno accertando se dovrà fare ricorso al quarto turbo: in questo caso pagherà già posizioni al via, perdendone cinque sulla griglia di domenica. La tabella relativa ai pezzi di motore finora in uso (la power unit è un puzzle composto di sette parti) è molto eloquente: se la Ferrari sarà al terzo V6 per Leclerc già in Canada (Sainz lo ha montato a Imola, quarto GP dell’anno), i team clienti Alfa e Haas sono in condizioni analoghe. Già giovedì scorso Günther Steiner, capo della Haas, se n’era uscito con una delle sue battute abrasive: «Mi credereste se dicessi che non ho alcuna preoccupazione? Beh, non dovreste crederci, dopo tutto quello che è successo». E il peggio doveva ancora arrivare.

Red Bull in perfetta tabella di marcia

Al contrario la Red Bull è in perfetta tabella di marcia e ha corso il primo terzo di stagione senza troppo spettinarsi: il motore con cui ha debuttato in Bahrain è stato usato fino a Montecarlo per entrambi i piloti – niente rotazioni tra circuiti veloci e lenti – il secondo è stato montato a Baku (ottavo weekend), ha fruttato la doppietta Verstappen-Perez e ora è pronto ad affrontare il filotto Montreal-Silverstone-Red Bull Ring, tutte piste severe con le power unit. Le rotture di Charles e dell’Alfa di Bottas, unitamente alla MGU-H saltata sempre sulla macchina di Leclerc in Spagna, impongono un passo indietro sia sulla parte termica sia su quella elettrica, per poi provare a farne due in avanti. A Maranello hanno già un’idea dopo aver studiato le telemetrie, ma le power unit rotte potranno essere aperte e analizzate da oggi.

La Ferrari cambia i piani

Cambiano i piani a questo punto, perché la priorità assoluta non è più presentare lo sviluppo aerodinamico previsto per Silverstone, ma mettere in sicurezza la tenuta dei motori. Non è escluso che in Canada la Ferrari, non avendo il tempo di rimediare con sviluppi di affidabilità, sia costretta a ridurre le potenze. Mattia Binotto ha invitato alla tranquillità per MontrealCharles avrà un motore fresco e questo rassicura, semmai siamo preoccupati per le gare seguenti»), ma va osservato che neanche i motori nuovi danno garanzie: il V6 saltato domenica dietro la schiena di Leclerc non aveva neanche due GP e mezzo di vita (Miami, Spagna e venti giri a Baku). Ogni power unit dovrebbe invece reggerne in sicurezza otto, visto che l’originario calendario era di 23 gare (o in alternativa sei GP, nel caso Maranello abbia previsto già in origine l’uso di un quarto motore pagando penalità). Il fronte dei cedimenti idraulici occorsi a Sainz e sull’Alfa di Zhou non è meno caldo. In questo caso la Brembo, che fornisce tutte le squadre motorizzate da Maranello, ha voluto ribadire che le avarie sono avvenute a monte dei suoi sistemi frenanti e solo con i cali di pressione (i circuiti funzionano a 220 bar) questi sono andati in protezione, arrestandosi all’istante.

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Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1

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