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    MotoGp: Quartararo verso il titolo, Mir e Bagnaia lontani a 13

    ROMA – Dopo il successo nel Gran Premio di Gran Bretagna, Fabio Quartararo mette nel mirino il suo primo titolo mondiale nella classe regina: una vittoria del francese, per i betting analyst di Olybet.it, vale appena 1,05 volte la posta. Agli avversari serve un vero e proprio miracolo sportivo: il duo formato dal campione in carica Joan Mir e dall’italiano Francesco Bagnaia, reduci da una gara negativa sul circuito inglese, è lontano a vale 13 volte la posta.
    Rossi e Marquez tagliati fuori
    Ancora sul podio della classifica mondiale – ma indietro nelle quote – i ducatisti Johan Zarco, a 30, e Jack Miller, l’unico oltre a Quartararo ad avere conquistato più di una vittoria nell’intera stagione, in quota a 40. Vale 75 il ribaltone del sudafricano della KTM Brad Binder, ultimo pilota del lotto sotto la tripla cifra mentre tutti gli altri, Rossi e Marquez compresi, sono ormai tagliati fuori. LEGGI TUTTO

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    MotoGp: Quartararo favorito per il titolo, Mir e Bagnaia inseguono

    ROMA – Fabio Quartararo si avvicina al suo primo titolo mondiale nella classe regina, dopo il successo nel Gran Premio di Gran Bretagna: una vittoria del francese, per i betting analyst di Olybet.it, vale appena 1,05 volte la posta. Agli avversari serve un vero e proprio miracolo sportivo: il duo formato dal campione in carica Joan Mir e dall’italiano Francesco Bagnaia, reduci da una gara negativa sul circuito inglese, è lontano a vale 13 volte la posta.
    Zarco e Miller lontani
    Attardati i ducatisti Johan Zarco, ancora sul podio della classifica mondiale, in quota a 30 e Jack Miller, l’unico oltre a Quartararo ad avere conquistato più di una vittoria nell’intera stagione, in quota a 40. Vale 75 il ribaltone del sudafricano della KTM Brad Binder, ultimo pilota del lotto sotto la tripla cifra mentre tutti gli altri, Rossi e Marquez compresi, sono ormai tagliati fuori. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Rossi: “Quanto ci vorrà per andare d'accordo con Marquez? 20 o 30 anni”

    ROMA – Valentino Rossi e Marc Marquez hanno sempre riconosciuto le qualità dell’uno e dell’altro in pista. Lo spagnolo resterà uno degli avversari più ostici mai incontrati in carriera dal ‘Dottore’ che non si è mai risparmiato nel mettere un po’ di pepe nella storica rivalità: “Marc è un grande rivale ed è davvero veloce, uno dei migliori. Ma con lui non mi sento molto a mio agio in pista, difficile da battere. Quanto ci vorrà per andare d’accordo? Penso un 20 o 30 anni ancora”, le parole del pesarese. 
    Su Stoner, Lorenzo e VR46
    Oltre a Marquez, Rossi ha dovuto fronteggiare tanti altri campioni: “Casey Stoner – prosegue a BT Sport – è stato uno dei piloti più talentuosi e difficili da battere, perché per me dal punto di vista del telanto puro era imbattibile. Anche Lorenzo lo era. Non mi meritavo un compagno di team come Lorenzo in Yamaha dopo quello che avevo fatto per la Yamaha. Magari me ne potevano dare uno un po’ più lento”. Sul team VR46 e l’eredità che lascerà ai giovani piloti: “Sono molto orgoglioso di questo, perché a fine stagione quando avrò finito sarà come se una parte di me resterà qui. Loro adesso sono dei veri atleti, per come vivono la giornata. E questo cambia molto le cose anche quando sono in moto, perché vanno più forte, sono migliori”, conclude Valentino.  LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Rossi: “Andare d'accordo con Marquez? Ci vorranno 20 o 30 anni”

    ROMA – Valentino Rossi non hai mai negato le indiscusse qualità di Marc Marquez. Lo spagnolo resterà uno degli avversari più ostici mai incontrati in carriera dal ‘Dottore’ che non si è mai risparmiato nel mettere un po’ di pepe nella storica rivalità: “Marc è un grande rivale ed è davvero veloce, uno dei migliori – ammette il pesarese -. Ma con lui non mi sento molto a mio agio in pista, difficile da battere. Quanto ci vorrà per andare d’accordo? Penso un 20 o 30 anni ancora”. 
    Gli elogi a Stoner
    Oltre a Marquez, Rossi ha dovuto fronteggiare tanti altri campioni: “Casey Stoner – prosegue a BT Sport – è stato uno dei piloti più talentuosi e difficili da battere, perché per me dal punto di vista del telanto puro era imbattibile. Anche Lorenzo lo era. Non mi meritavo un compagno di team come Lorenzo in Yamaha dopo quello che avevo fatto per la Yamaha. Magari me ne potevano dare uno un po’ più lento”. Sul team VR46 e l’eredità che lascerà ai giovani piloti: “Sono molto orgoglioso di questo, perché a fine stagione quando avrò finito sarà come se una parte di me resterà qui. Loro adesso sono dei veri atleti, per come vivono la giornata. E questo cambia molto le cose anche quando sono in moto, perché vanno più forte, sono migliori”, conclude Valentino.  LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Petrucci: “Dovizioso deve ringraziare Vinales”

    ROMA – Misano riaccoglierà in pista Andrea Dovizioso. Il forlivese farà il suo ritorno al fianco di Valentino Rossi con la Petronas, ritrovando da avversario l’ex compagno di box Danilo Petrucci. Il pilota di Terni ha commentato così la notizia delle ultime ore: “Sono contento per Andrea – ammette -, torna sulla moto che voleva guidare con una vera mossa a scacchi. Penso che debba ringraziare Vinales e il suo comportamento, perché se così non fosse, non credo che sarebbe successo. Ma ora è tornato con la Yamaha e penso che possa andare molto bene”. 
    Petrucci decimo a Silverstone
    Petrucci ha chiuso al decimo posto il Gran Premio di Silverstone. Un risultato che lo soddisfa fino a un certo punto: “Sono un po’ arrabbiato perché avrei potuto fare di più – prosegue come riportato da motosan.es -. È dura. Se perdiamo tre o quattro decimi sui rettilinei al giro, sono sei, sette o otto secondi alla fine della gara. Peccato, meritiamo qualcosa in più. E’ stata comunque una bella gara, con tanti sorpassi e sfide. Vorrei finire questa stagione con un podio. Penso che sia io che la squadra lo meritiamo“. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, Petrucci e il ritorno di Dovizioso: “Credo debba ringraziare Vinales”

    ROMA – Andrea Dovizioso è pronto a tornare in griglia a Misano. Il forlivese farà il suo ritorno al fianco di Valentino Rossi con la Petronas, ritrovando da avversario l’ex compagno di box Danilo Petrucci. Il pilota di Terni ha commentato così la notizia delle ultime ore: “Sono contento per Andrea, torna sulla moto che voleva guidare con una vera mossa a scacchi. Penso che debba ringraziare Vinales e il suo comportamento, perché se così non fosse, non credo che sarebbe successo. Ma ora è tornato con la Yamaha e penso che possa andare molto bene”, le sue parole. 
    Sul Gp di Silverstone
    Petrucci ha chiuso al decimo posto il Gran Premio di Silverstone. Un risultato che lo soddisfa fino a un certo punto: “Sono un po’ arrabbiato perché avrei potuto fare di più – prosegue come riportato da motosan.es -. È dura. Se perdiamo tre o quattro decimi sui rettilinei al giro, sono sei, sette o otto secondi alla fine della gara. Peccato, meritiamo qualcosa in più. E’ stata comunque una bella gara, con tanti sorpassi e sfide. Vorrei finire questa stagione con un podio. Penso che sia io che la squadra lo meritiamo“. LEGGI TUTTO

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    Incidenti e testacoda al raduno d'auto: ferite quattro ragazze a Roma

    Le corse di auto clandestine, sia chiaro, sono illegali al 100%. Ma probabilmente è proprio questo fattore, assieme a una dose considerevole di adrenalina, ad attrarre e affascinare la maggior parte dei piloti e degli appassionati. Trattasi infatti di un fenomeno nato sin dalle origini dell’automobile e che negli anni, anche e soprattutto in Italia, ha trovato molti adepti. Macchine elaborate, potenti, che si radunano in luoghi dove si respirano cavalli e ottani di benzina. Spesso però, data la natura del fenomeno, possono avvenire gravi incidenti. Come accaduto nelle scorse ore a Roma, dove quattro ragazze sono rimaste ferite in seguito a un testacoda potenzialmente mortale.
    Roma, Anagnina ma non solo
    Le corse d’auto clandestine a Roma non sono una novità. Nella Capitale correvano già negli anni ’60: basta andare su YouTube per scoprire i reportage che allora la Rai realizzava in mezzo alle strade della città, dove Fiat e Lancia modificate si davano battaglia lungo l’asfalto con in palio scommesse in denaro. Poi, negli anni ’90, lo “show” si è spostato lungo Corso Francia, zona nord della Capitale, nella macroarea dei Parioli, per approdare poi nel luogo forse più famoso, la zona dell’Obelisco dell’EUR. A tal proposito, agli appassionati consigliamo di recuperare il film del 2002 “Velocità massima”, diretto da Daniele Vicari e interpretato da Valerio Mastandrea, a bordo della mitica Ford Sierra RS Cosworth.
    Ford Sierra RS Cosworth, veloce e selvaggia
    BMW in testacoda
    Oggi, uno dei punti principali dove si radunano sia piloti che fan è diventata Via Torre di Mezzavia, nota perché vi si trova il complesso Ikea, tra i negozi più frequantati della città. La sera di venerdì 27 agosto tantissime auto, dalle utilitarie modificate fino ai mostri sacri come la Lancia Delta HF Integrale, si sono radunati proprio lì nel quartiere Anagnina, dando sfogo delle loro potenze. Una BMW Serie 1 è andata però fuori controllo all’uscita di una curva, nel bel mezzo di una gara. Il guidatore non è riuscito a evitare il testacoda, finendo per travolgere quattro ragazze che assistevano alla corsa dal marciapiede. Un impatto violento, che ha richiamato autorità e ovviamente anche il pronto soccorso.
    Corse folli con le auto rubate ai genitori: patente ritirata a due ragazzi
    Per fortuna nessun morto. Le quattro, tutte finite in ospedale, hanno riportato solo ferite. La più grave ha rimediato la frattura del bacino. È andata per certi versi “peggio” al pilota della BMW, a cui è stata sequestrata la vettura e ritirata la patente. LEGGI TUTTO

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    MotoGp, il manager di Dovizioso: “Vuole correre se ci sono le condizioni per vincere”

    ROMA – Andrea Dovizioso fa il suo ritorno nel motomondiale. Dopo meno di un anno di stop, il forlivese si rivedrà in sella alla Yamaha, prima con il team satellite al fianco di Valentino Rossi. Poi, nel 2022, sempre in Petronas ma con una moto ufficiale: “Andrea è molto sereno – ha rivelato il suo manager, Simone Battistella -. Ha vissuto tutto l’anno molto bene, è riuscito a fare quello che voleva ossia staccare un po’ la spina, rilassarsi, godersi una vita diversa rispetto a quella che ha vissuto per gli ultimi 20 anni. Si sente di correre se ci sono le condizioni di poter vincere, questa è la sua mentalità, il resto sono dettagli meno importanti. Chiaramente, correre su una moto ufficiale è una buona opportunità”.
    Le parole di Battistella
    Tutto si è sbloccato qualche settimana fa, nei giorni del Gran Premio d’Olanda e successivamente con l’addio burrascoso di Maverick Vinales alla Yamaha: “Ad Assen c’era la sensazione che qualcosa di importante potesse succedere. Poi i fatti di Austria di Vinales hanno mosso la situazione e le cose si sono allineate nela maniera giusta – spiega a Sky Sport -. Qualsiasi pilota, di qualsiasi livello, non può pensare di lanciarsi in questa mischia e pensare di essere competitivo da subito. L’opportunita è un’altra: prendere mano con la moto, instaurare i giusti meccanismi con la squadra, lavorare sulle gomme, capire come interpretare tutte queste cose, senza alcuna pressione”. LEGGI TUTTO