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    Honda CR-V Hybrid restyling, il SUV diventa una E:HEV

    É sul mercato Honda CR-V restyling 2021, ma potete chiamarla anche CR-V Hybrid E:HEV, grazie all’adozione della sigla che riassume un sistema ibrido già visto su nuova Jazz, uno schema con motore termico 2 litri (1.5 litri su Jazz, leggi com’è andata nella prova su strada) e due motori elettrici, a trasmettere coppia su un singolo rapporto di trasmissione. Tutto invariato, dai 145 cavalli del motore termico 2 litri ai 184 cavalli del motogeneratore elettrico di trazione, per consumi da 5 lt/100 km nel ciclo WTLP ed emissioni di Co2 da 114 g/km. Confermate le tre modalità di guida, con la EV Drive in grado di assicurare fino a 2 km di autonomia a zero emissioni.

    Honda CR-V 2021, gli aggiornamenti
    Se la nuova denominazione è sfumatura secondaria, gli interventi sostanziali, che rinnovano il comportamento del suv di segmento C – le dimensioni di CR-V Hybrid dicono di 4,60 metri in lunghezza – passano da un servosterzo elettrico rivisto, la colonna dello sterzo maggiorata nel diametro (+36%) nell’ottica di minori vibrazioni trasmesse al guidatore, un sospensione posteriore multilink migliorata nella stabilità alle alte andature (180 orari la velocità massima, per uno 0-100 km/h completato in 8″6).
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    Allestimento Sport Line
    A bordo, il comfort passa da un isolamento acustico ottimizzato nell’applicazione dei materiali fonoassorbenti e dalla presenza di un sistema di cancellazione attiva del rumore. Un ambiente che, in versione Honda CR-V Sport Line, propone inserti Piano Black in plancia e rivestimenti Dark Wood. Allestimento nuovo nell’offerta del suv, si caratterizza per due tinte specifiche, fari a led di serie, lenti fumé, cerchi in lega da 18 pollici e vetri posteriori oscurati, già un contenuto di serie sullo step Elegance.
    Si arricchisce del caricatore dello smartphone wireless disponibile in allestimento Executive, un top di gamma con anche il portellone ad apertura e chiusura automatizzata (con rilevamento degli ostacoli).

    Adatta anche ai percorsi sterrati
    Honda CR-V Hybrid E:HEV 2021 sarà disponibile con schema di trazione due o quattro ruote motrici, quest’ultima una proposta ritagliata per chi farà del suv un impiego anche in off-road, dove la luce libera da terra arriva a 20 cm, incrementata rispetto al passato come lo sono i 19 cm dichiarati dalla soluzione due ruote motrici.
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    Confermata l’offerta, di serie su tutte le versioni, degli Adas Honda Sensing – con cruise control adattivo, mantenimento attivo di corsia e automatismo per la guida sempre al centro della corsia tra i contenuti principali – come di un comparto infotainment ancora legato a uno schermo centrale da 7 pollici più una strumentazione digitale di uguale dimensionamento. LEGGI TUTTO

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    Dodge Challenger: 707 cv sulle ruote di… un calesse!

    Montare delle ruote di un calesse su una Dodge Challenger Hellcat? Perché no… 

    Avrà sicuramente pensato questo lo youtuber statunitense, geniale fautore dell’ultima trovata comparsa sul web. WhistlinDiesel – questo il suo nome d’arte – è infatti riuscito ad installare delle ruote particolarissime, anche grazie all’aiuto dei ragazzi del garage Far From Stock, rendendo così la sua muscle car un vero e prorpio calesse da 21° secolo. 

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    CALESSE CON MOTORE V8
    L’eccentrico youtuber non è nuovo a questo tipo di customizzazioni – il suo profilo Instagram è costellato da numerosi esperimenti motoristici – tuttavia, non aveva mai provato a montare delle sottilissime ruote in alluminio sotto un belva di tale genere.
    La Challenger in questione, infatti, è spinta dal mitico motore Hemi V8 6.2 litri – che oltre al particolare sound da dura e pura Muscle Car – eroga ben 707 cv e 880 Nm di coppia. Insomma, un motore davvero possente che non lascia spazio agli errori.
    IN GIRO PER LE STRADE…
    Nonostante l’elevato grado di potenza e prestanza, la Hellcat non sembra soffrire più di tanto la particolare modifica agli pneumatici – che di norma trovano la loro naturale collocazione su cerchi da 20” – tanto che lo youtuber riesce tranquillamente a scorrazzare in giro per le strade cittadine e a permettersi anche una bella sessione di burnout condita da una coltre di fumo bianco.
    Guardare per credere…
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    MotoGP, la Repubblica Ceca saluta: niente più gare mondiali a Brno

    ROMA – Il GP della Repubblica Ceca, uno degli appuntamenti storici del motomondiale, non si correrà: la tappa di Brno, che alla luce degli ultimi sviluppi era stata estromessa dal calendario per la stagione 2021, non farà parte delle gare per le prossime stagioni. Lo ha comunicato, attraverso una nota, la direttrice dell’autodromo, Ivana Ulmanová: “Abbiamo molti anni di esperienza nell’organizzazione di competizioni mondiali e conosciamo molto bene l’economia di un’azienda del genere. Nessun evento sportivo o culturale di importanza mondiale è economicamente possibile da organizzare senza un adeguato sostegno pubblico”, ha spiegato.

    Addio a una delle tappe storiche del motomondiale
    La decisione dell’impianto di Brno spazza via così una delle tappe storiche del motomondiale: disputato per la prima volta nel 1965 e appuntamento fisso nel calendario della MotoGP per tutte le stagioni – tranne una dal 1987 – il Gran Pemio della Repubblica Ceca era riuscito a ritagliarsi un ruolo importante. A pesare sulla sua cancellazione, però, sono state soprattutto motivazioni economiche. Oltre al mancato introito derivante dall’assenza del pubblico, infatti, per continuare ad ospitare la MotoGP l’impianto avrebbe dovuto risfaltare completamente il circuito con un investimento di svariati milioni di euro accedendo a un sostegno, anche da parte delle autorità, che in questo momento non c’è. LEGGI TUTTO

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    MotoGP, Brno dice addio: nessuna gara mondiale nel 2021

    ROMA – Il tracciato di Brno, uno dei circuiti storici del motomondiale, dice addio agli eventi internazionali e quindi alla possibilità di entrare in calendario per la stagione 2021. A renderlo noto, in un comunicato, è stata la direttrice dell’autodromo, Ivana Ulmanová che ha specificato come “nessun evento sportivo o culturale di importanza mondiale è economicamente possibile da organizzare senza un adeguato sostegno pubblico”. Parole che sembrano mettere fine, almeno nel breve periodo, alla possibilità di correre il GP della Repubblica Ceca.

    Addio a una delle tappe storiche del motomondiale
    La decisione dell’impianto di Brno spazza via così una delle tappe storiche del motomondiale: disputato per la prima volta nel 1965 e appuntamento fisso nel calendario della MotoGP, il Gran Pemio della Repubblica Ceca era riuscito a ritagliarsi un ruolo importante. A pesare sulla sua cancellazione, però, sono state soprattutto motivazioni economiche. Oltre al mancato introito derivante dall’assenza del pubblico, infatti, per continuare ad ospitare la MotoGP l’impianto avrebbe dovuto risfaltare completamente il circuito con un investimento di svariati milioni di euro accedendo a un sostegno, anche da parte delle autorità, che in questo momento non c’è. LEGGI TUTTO

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    Formula E, ePrix Roma nel 2021 con un circuito tutto nuovo all'EUR

    Si rifà il look, il circuito dell’ePrix di Roma, in calendario il prossimo 10 aprile, terzo appuntamento della Stagione 7 di Formula E. Cambia tracciatura preservando i tratti di spettacolarità che hanno distinto il circuito cittadino in questi anni, di certo il più spettacolare e piacevole per i piloti.

    Cambia per ridurre gli impatti negativi sulla viabilità, in un lavoro che ha portato la Formula E a confrontarsi con gli organizzatori e le autorità cittadine. Dai 2.840 metri di sviluppo si passa a una tracciatura di 3.385 metri su 19 curve. Restano i passaggi veloci del settore su Viale dell’Industria, con una variazione che non porterà più su Viale dell’Agricoltura bensì allungherà su viale Romolo Murri, un tratto ancor più scorrevole e veloce, con le medesime ampie pieghe fino a girare intorno al “Colosseo quadrato”, con un settore più tortuoso e curve a 90 gradi tra viale dell’Astronomia e viale Pasteur.
    Da viale della Civiltà del Lavoro si andrà su Via Cristoforo Colombo, per girare intorno all’Obelisco di piazza Guglielmo Marconi e inserirsi verso il traguardo sul Palazzo dei Congressi.

    Pista Capitale
    “A mio avviso è una delle tracciature più straordinarie che abbiamo mai fatto. La cosa principale era creare una pista che portasse il minor numero di disagi alla città, quindi abbiamo dovuto ripensare l’area utilizzata. Siamo riusciti a preservare il carattere di Roma nel nuovo layout, con le sue ondulazioni, molti cambi di elevazione, variazioni del fondo e l’entusiasmo in pista che abbiamo sempre visto visitando la città”, ha spiegato il direttore sportivo della Formula E, Frederic Espinos.
    “Roma è piuttosto unica per essere un circuito cittadino e ha una manciata di curve veloci, ampie a raggio variabile, dettate dalle strade con le quali abbiamo dovuto operare. I piloti saranno in grado di fare la differenza. E’ sempre una sfida creare una nuova pista in Formula E, non partiamo qui da un foglio completamente bianco, manteniamo alcune curve con la vecchia tracciatura, però ci sarà molto per le squadre da imparare e piloti e ingegneri dovranno adattarsi in fretta. Come accade per ogni modifica a un circuito, dovranno ripensare daccapo la strategia di consumo e gestione dell’energia.
    Abbiamo un forte supporto da parte della città per correre in quest’area, sappiamo bene – e vi abbiamo lavorato da vicino con le autorità per risolverli – dei problemi precedenti. Siamo arrivati a una soluzione che centra l’obiettivo comune, ci siamo adattati come richiesto, anche con le restrizioni imposte dalla situazione sanitaria”.
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