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    MotoGp, Lorenzo: “Valentino Rossi in Petronas? Sorpreso, ma farà bene”

    ROMA – “Ci sono stati contatti con Massimo Rivola di cui sono amico da tempo e con Aprilia, ne abbiamo parlato, ma la contrattazione non è andata in porto, loro hanno scelto di restare con piloti che hanno quindi per ora questa strada è chiusa”. Così, in un’intervista rilasciata a Sky Sport 24, Jorge Lorenzo. L’ex campione del mondo, almeno per adesso, dunque non tornerà in pista come collaudatore. “Ho tante nuove idee per il mio futuro, meno stressanti rispetto a quella di correre in MotoGP ma comunque emozionanti. Una strada aperta, per esempio, è quella come telecronista televisivo e non escludo nemmeno l’ipotesi di dare la mia esperienza a qualche pilota giovane divenendo suo manager”. Lorenzo parla della sua esperienza in Yamaha. “Sono stato un pilota sempre molto sensibile, sin da piccolo, perché mio padre mi faceva guidare tante moto diverse e quindi riuscivo ad adattarmi capendo in fretta cosa funzionasse e cosa no, ho sempre avuto questa abilità – spiega lo spagnolo -. Yamaha si è affidata a me negli ultimi anni in cui ero lì, abbiamo percorso una strada molto buona realizzando una moto facile da guidare, intuitiva”. Mentre su Rossi conclude: “Valentino in Petronas? Mi ha sorpreso la decisione della Yamaha di far competere Rossi in un team satellite come Petronas, non l’avrei mai immaginato, ma allo stesso tempo credo che per lui non cambi tanto, farà bene”. LEGGI TUTTO

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    Con la Brexit i ladri di motociclette rischiano di più

    La lotta al crimine internazionale trova un alleato inaspettato: tra le tante conseguenze che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea porterà con sé, ce n’è uno che fa sorridere i motociclisti, secondo l’opinione del dottor Ken German, esperto in criminalità automobilistica: per i ladri di auto e moto, la situazione si complica grazie alla Brexit.

    MEZZI RUBATI ATTRAVERSO I PORTI
    Spesso i veicoli rubati vengono trasferiti all’estero passando per i porti, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti tra Regno Unito e l’Europa continentale. Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, passare i controlli sarà un’impresa molto più ardua rispetto al passato. “Nel 2020 gli affari dei criminali con il resto dell’UE per quanto riguarda importazioni ed esportazioni di veicoli rubati sono stati ostacolati dalle restrizioni anti-Covid, ma ora richiedono di attuare strategie completamente nuove per poter operare come prima”, sono le parole dell’esperto. Tra i siti più al centro dell’attenzione rientra il porto di Dover, utilizzato spesso per immettere i prodotti dei furti sul mercato continentale. “Ci si aspetta un maggiore controllo dei documenti personali, passaporti e documenti di guida per verificare che non siano falsi o rubati, durante i controlli alla dogana, e già sono stati scoperti molti passaporti falsi, patenti, permessi di guida internazionali, assicurazioni”.
    DA E PER L’ESTERO CONTROLLI FITTI
    È ora più difficile falsificare i documenti di registrazione delle moto in Gran Bretagna, così come i controlli rapidi dei passaporti alle dogane per chi viaggia verso l’UE lasciano il posto a verifiche più accurate per chi è in possesso di passaporto britannico. “Quest’anno vedrà senza dubbio un maggior numero di tratte alternative per gli spostamenti, sia da parte delle bande criminali britanniche che di quelle europee, che proveranno soluzioni alternative per superare il confine. Speriamo che la polizia UK e la National Crime Agency possano aumentare i propri sforzi nella lotta al crimine qui nel Regno Unito, dove rimaniamo uno dei paesi più efficienti in termini di indagini sui furti automobilistici, di recupero dei veicoli e di numero di arresti”.
    Scadenza patente: foglio rosa ed esami di guida, ecco le date delle proroghe LEGGI TUTTO

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    Vela o motore: essenziale valutare un’assicurazione barca

    Per sport o per passione, per lavoro o da diporto, a vela o a motore, chi sceglie di utilizzare un mezzo per solcare il mare in tutta sicurezza non può dimenticare le dotazioni assicurative previste per legge.Il possesso di un’imbarcazione consente di vivere esperienze di navigazione davvero entusiasmanti, ma ogni buon capitano conosce perfettamente la portata dei rischi e le responsabilità, diretta conseguenza dell’andar per mare. Al di là delle regole scandite dal Codice della nautica, il proprietario di un’imbarcazione deve avere ben chiari gli obblighi assicurativi a cui attenersi.

    L’assicurazione barca fra tutele e vincoli di legge
    L’assicurazione barca come funziona, e ancora un’assicurazione barca cosa copre? Per rispondere a questa, e a tutta un’altra serie di domande, è determinante sapere che le polizze barca si suddividono in due grandi famiglie: la prima raggruppa le coperture incentrate sulla responsabilità civile, obbligatorie a fronte dei danni che si possono arrecare a terzi, la seconda le polizze Corpi Yacht, un’offerta ampia e variegata di coperture e clausole integrative, che consentono di assicurare l’imbarcazione praticamente per ogni tipologia di danno e di attività praticata.A rendere obbligatoria l’assicurazione Rc natante è la presenza a bordo di una qualsiasi tipologia di motore dal marino al fuoribordo, ma anche più semplicemente di un motore da utilizzarsi durante le sole operazioni compiute nelle acque portuali.
    Navigare in acque tranquille
    Chi vuole navigare in acque tranquille deve obbligatoriamente dotarsi di una polizza per la responsabilità civile e valutare, fra le tante coperture integrative, la sottoscrizione di soluzioni che potrebbero rivelarsi utili.Per un’imbarcazione si può scegliere di limitare la copertura assicurativa alla sola responsabilità civile, ma a fare la differenza è il valore del natante, e quanto più è elevato tanto più necessita di coperture personalizzate. Nella scelta delle coperture integrative è determinante considerare anche la tipologia di utilizzo, distinguendo l’uso per diletto da quello professionale e le necessità che ne conseguono.I prezzi per l’assicurazione sulla barca variano in base alla tipologia di polizza ma, soprattutto, al numero e alla varietà di integrazioni inserite, da scegliersi fra soluzioni quali incendio, furto, atti vandalici, eventi naturali, guasti, recupero e trasporto, infortunio del pilota o dei passeggeri e coperture legali.
    Quanto costa un’assicurazione barca
    Quanto costa l’assicurazione barca? Il costo è relativamente basso se consideriamo la semplice Rc. Si va da un minimo di 70 ad un massimo di 140 euro per una normale imbarcazione di 10 metri. Il prezzo varia naturalmente in base al numero di cavalli del motore, e al massimale.A fare la differenza in termini di costi sono le coperture integrative. Per chiarirsi le idee è determinante chiedere un preventivo per l’assicurazione barca, valutando le soluzioni tradizionali oppure prendendo in esame la portata innovativa dell’assicurazione barca online, personalizzabile e garantita dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Confronta e trova la migliore assicurazione barca fra le proposte online, è facile è sicuro, soprattutto scegliendo di affidarsi ad una realtà come quella proposta da MIOAssicuratore, il primo broker assicurativo completamente online, garanzia di convenienza e affidabilità.
    MioAssicuratore quando l’innovazione guida il cambiamento
    Considerandolo un semplice comparatore di tariffe si è davvero fuori strada. MioAssicuratore, artefice di soluzioni innovative di ultima generazione, è in grado di affrontare rapidamente e con estrema facilità la comparazione su prezzo e qualità delle garanzie, offrendo una novità interessante quale l’acquisto diretto della polizza, che avviene all’interno del portale senza la necessità di essere reindirizzati al sito della compagnia.
    MioAssicuratore è un fuoriclasse anche in termini di innovazione grazie a soluzioni che offrono ai clienti un’esperienza d’acquisto immediata e positiva. Soluzioni d’eccellenza, che consentono di semplificare i processi a partire  dall’analisi del  profilo di rischio dell’utente, che garantisce al cliente un preventivo su misura. LEGGI TUTTO

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    Triumph Speed Triple 1200 RS, “nuda” da 180 cv

    Omologata Euro 5, ancora più leggera e con tanta voglia di graffiare l’asfalto. Si presenta così la nuova Speed Triple targata Triumph. Infatti, stanchi delle tante piccole osservazioni poste al modello precedente, i tecnici inglesi hanno voluto trasformare la piccola naked in una due ruote ancora più divertente ed esuberante. Scopriamola…

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    Nuova Triumph Speed Triple 1200 RS: gli scatti

    MOTORE COMPLETAMENTE RIVISTO
    Cuore di tutto il progetto è il motore. È stato rivisto ovunque: bielle, pistoni, albero motore, centralina, aspirazione, scarico…è più compatto e leggero (-7 kg) e ha un’inerzia inferiore (è più rapido a prendere giri). Un profondo lavoro d’ingegneria, frutto anche dell’esperienza acquisita sui campi di gara della Moto2. Il tre cilindri ora ha una cilindrata di 1.160 cc (90 x 60,8 mm le misure di alesaggio e corsa, contro i precedenti 79 x 71,4 mm) ed esprime la bellezza di 180 CV (+30) a 10.750 giri e 125 Nm di coppia massima. Numeri importanti, che catapultano la Triumph Speed Triple 1200 RS nell’olimpo delle naked più potenti in assoluto.

    5 DIVERSE MODALITà DI GUIDA
    L’esuberante Triple è assistito da un’elettronica di prim’ordine: la piattaforma inerziale a 6 assi sovrintende a tutti i controlli elettronici di assistenza, tra cui il Traction Control (4 livelli, include anche lo Slide Control), ABS Cornering (2 livelli) e Wheelie Control, oltre naturalmente alle mappe motore. Tutti questi parametri comunque sono auto-regolati a seconda della modalità di guida selezionata (Rain, Road, Sport, Track e Rider), che il pilota può scegliere attraverso una nuova strumentazione TFT di 5 pollici. Al capitolo elettronica si segnalano anche il quickshifter bidirezionale (migliorato), le luci tutte a LED, il sistema di avviamento keyless, il cruise control e i blocchetti retro-illuminati, oltre alla nuova batteria al Litio.
    Con un aumento così considerevole della potenza, anche la ciclistica si è dovuta sottoporre a interventi pesanti. Telaio e telaietto hanno una struttura simile al passato (ed entrambi sono in alluminio), ma sono stati completamente ridisegnati. Sono cambiate le rigidezze flessionali, torsionali, le dimensioni…anche il monobraccio è nuovo, più lungo, ma l’interasse è rimasto identico: 1.445 mm (questo perché il motore è più compatto). Le masse però sono molto più centralizzate e il baricentro è più basso e avanzato.

    DA SOLA IN GAMMA A 17.600 EURO
    In totale, la nuova Speed pesa 198 kg in ordine di marcia (-10 kg) e offre una posizione di guida più caricata verso l’avantreno (ma allo stesso tempo più permissiva con i piloti più alti). Da segnalare anche le sospensioni Ohlins di alta gamma (mono TTX36, forcella NIX30), i freni Brembo (pinze Stylema, dischi di 320 mm e pompa MCS) e gli pneumatici Metzeler Racetec RR (al momento dell’acquisto si può optare anche per le Pirelli Diablo Supercorsa SC2). La nuova Triumph Speed Triple 1200 RS costa 17.600 euro e rimarrà da sola in gamma: non sono previste versioni R o S.
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    MotoGp: Miller si prepara alla Ducati con il cross

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    Bollo auto, termini e modalità per dimostrare il pagamento

    Sul bollo auto pende sempre la spada di Damocle del tempo: quello che si chiedono i possessori di veicoli a due e quattro ruote è sempre lo stesso: per quanto tempo bisogna conservare la ricevuta?

    BOLLO, CONSERVARE L’ORIGINALE
    Chi versa il bollo auto è tenuto a conservare le ricevute di pagamento per un numero di anni sufficiente a contrastare ulteriori pretese da parte dell’amministrazione. È quello che spiega La legge per tutti, il portale che si impegna a rendere leggibili anche per i non addetti le normative italiane. Si specifica anche che l’unico documento che ha valore di prova è la ricevuta originale, non le sue copie.
    DAL 1° GENNAIO PER TRE ANNI 
    Due le modalità per contestare la richiesta di pagamento del bollo da parte della Pubblica Amministrazione: dimostrare che si è già pagato, tramite prova scritta, oppure eccepire l’avvenuta prescrizione del relativo credito, ossia il decorso dei termini massimi concessi dalla legge al creditore per richiedere il pagamento. Ma quali sono i termini massimi? Tre anni, dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui va pagato il bollo al 31 dicembre del terzo anno.
    REGIONI O AGENZIA DELLE ENTRATE
    Perciò le ricevute del bollo – unica prova contro un’eventuale contestazione – vanno conservate per questo lasso di tempo. Il bollo auto è un’imposta riscossa dalle Regioni, tranne che in Sardegna e in Friuli Venezia-Giulia, dove se ne occupa l’Agenzia delle Entrate. I tre anni vanno però conteggiati, si avvisa, a partire dall’ultima richiesta di pagamento da parte del creditore. Ad ogni raccomandata, il termine massimo di resetta a partire dal giorno dopo.
    FINO A 3.000 EURO SENZA AVVOCATO
    In caso di richiesta di pagamento a prescrizione già in atto, il contribuente può rispondere semplicemente eccependo l’intervenuto decorso dei termini o mostrando la ricevuta di pagamento. Se la Pubblica Amministrazione non risponde o declina la richiesta di sgravio, il contribuente deve rivolgersi al giudice tramite ricorso contro l’avviso di pagamento entro 60 giorni. In caso di cifre fino a 3.000 euro non è necessario l’intervento di avvocato o commercialista.
    Incidenti auto: studio rileva i giorni e i mesi più pericolosi coi sinistri più gravi in Italia LEGGI TUTTO