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    Mobilità elettrica: ecco i costi dei dispositivi di ricarica e delle infrastrutture

    Per provare a dare una risposta al quesito, ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha eseguito uno studio chiamato “Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici”, che in breve ha saputo regalare un focus sulla mobilità e sulle infrastrutture di ricarica, ormai diventate uno snodo di fondamentale importanza per il comparto automotive. 
    Auto elettriche: uno studio USA rivela i rimpianti di alcuni automobilisti dopo il passaggio
    Ecco i dispositivi analizzati
    Secondo quanto si apprende dallo studio, sono stati in tutto 225 i modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche censiti ed analizzati da ARERA – tutti sistemi di ricarica presenti al momento sul mercato e destinati all’acquisto da parte di consumatori, aziende, amministrazioni pubbliche o gestori di punti di ricarica -, con potenze dai 2 kW ai 350 kW e prodotti da 24 differenti aziende. Apparati che vanno dalle wallbox casalinghe alle colonnine stradali, dalla ricarica slow e quick (l’86% degli apparati) a quelle fast e ultra-fast.
    Dall’analisi effettuata dall’Autorità è emerso che i prezzi di tali sistemi spaziano dai 700 euro per i dispositivi ideati per le famiglie, agli oltre 80 mila per le ricariche ultra-veloci ad uso degli operatori professionali di ricarica, con un prezzo unitario per ogni kW installato che va da 36 a 580 euro, in relazione alla velocità di ricarica (quindi potenza elettrica in gioco) e con costi medi di 1200 euro per le wallbox “intelligenti”.
    Offerta ampia
    La prima ricognizione sui sistemi di ricarica delle auto elettriche, quindi, secondo ARERA ha evidenziato come l’offerta di dispositivi risulti ampia e variegata, con un’industria italiana particolarmente attenta a presidiare questo settore di mercato.
    Recovery Plan: auto elettriche, colonnine e mobilità sostenibile LEGGI TUTTO

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    Auto elettriche: uno studio USA rivela i rimpianti di alcuni automobilisti dopo il passaggio

    Moltissime sono le persone che negli ultimi anni stanno trovando la forza per passare alle auto con propulsione completamente a zero emissioni. Tuttavia, uno studio eseguito dalla California Davis University ha recentemente dimostrato come molte famiglie californiane che hanno posseduto in passato auto elettriche sono rimaste poco soddisfatte da tale scelta, cosa che ha generato un ritorno al termico.
    Una domanda, quindi, sorge spontanea: quante sono le persone realmente soddisfatte delle auto elettriche?
    Recovery Plan: auto elettriche, colonnine e mobilità sostenibile
    Il 18% è tornato sui suoi passi
    Secondo i dati raccolti, però, si è palesata una realtà poco affascinante per le auto a zero emissioni. Infatti, circa il 20% dei possessori di auto ibride plug-in e il 18% dei proprietari di vetture con propulsione completamente elettrica hanno preferito tornare alle auto con motore termico.
    Dati che potrebbero spaventare molte case automobilistiche, soprattutto quelle che nell’ultimo peridio stanno facendo dell’elettrico uno dei principali obiettivi del prossimo futuro.
    La ricarica non è comoda
    Secondo i ricercatori la scelta di tornare alle auto con motore a combustione è più che logica: “il ritorno alle auto tradizionali – spiegano – è correlato alla poca comodità della ricarica esterna, meno rapida del classico rifornimento tradizionale, ma ancora di più nel non avere a disposizione una ricarica di livello 2 soddisfacente all’interno delle mura di casa”.
    Un’altra domanda a questo punto appare chiara: come si muoveranno le Case ora che alcune persone hanno iniziato a tornare sui propri passi?
    Williams e Italdesign presentano l’architettura elettrica chiavi in mano LEGGI TUTTO

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    Renault: i futuri modelli saranno limitati a 180 km/h

    Oltre al concetto di mobilità a zero emissioni, anche quello della sicurezza è un tema che ormai da anni è diventato caro alle grandi Case automobilistiche. Detto questo, però, c’è qualcuno che sta già pensando al futuro e a come poter realizzare vetture sempre più sicure, riducendo al minimo gli incidenti sulle strade. Per fare questo, infatti, Renault ha deciso di forzare l’imposizione di limitatori di velocità a 180 km/h sulle future auto in uscita. 
    Il primo modello Renault con velocità autolimitata sarà Megane-E, il crossover elettrico in arrivo nel 2022, poi seguiranno altre vetutre tanto di Renault che Dacia.
    Guarda la galleryNuovo Renault Arkana 2021, la prova
    Al tema della maggiore sicurezza stradale, restando l’eccesso di velocità tra le principali cause di incidenti stradali – senza dimenticare come 180 km/h sia una velocità ben al di sopra di quanto concedono le norme dei Codici della strada nazionali, con l’eccezione dei tratti di Autobahn tedesche -, si lega un altro fattore.
    Più autonomia e meno consumi 
    Con una mobilità sempre più orientata verso l’elettrico, limitare la velocità massima diventa una soluzione vantaggiosa anche per migliorare l’autonomia di marcia e ridurre il consumo d’energia.
    Proposta elettrica che vedrà Renault Megane-E in arrivo tra 12 mesi, mentre la Renault R5, concept accolto con gran favore di critiche social, vede confermato nel 2025 il proprio debutto. Sarà un modello non sono dai richiami storici a un’auto diventata icona per Renault, ma verrà prodotta in uno stabilimento in Francia alimentato da energia pulita, priva di emissioni carboniose.
    Obiettivo neutralità carboniosa 
    Dal pacco batterie, poi, si avrà un progresso pari al 20% sulla riduzione delle emissioni carboniose nel processo produttivo rispetto a una batteria impiegata su Renault Zoe 2020. Misure che Renault abbinerà a processi di riciclo dei materiali pregiati (nichel, cobalto, litio) presenti nelle batterie e a un approvvigionamento delle materie prime che sia sostenibile e responsabile. L’obiettivo è giungere alla neutralità carboniosa nel 2040 in Europa e, a livello globale, nel 2050. LEGGI TUTTO

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    Audi A6 e-tron Concept, svelata a Shanghai la prima sul pianale PPE

    PPE con sistema a 800 volt
    Immagina una A6 ordinaria, termica e plug-in. Stesse dimensioni, ingombri di 4,96 metri in lunghezza per 1,96 metri in larghezza a 1,44 metri d’altezza. A fare la differenza sarà un passo ampissimo sulla proposta A6 e-tron, elettrica con la batteria da 100 kWh installata tra gli assi, piatta.
    L’architettura PPE ha un sistema elettrico a 800 volt, è modulare e permetterà di variare ampiezza del passo e capacità del pacco batterie, due variabili che procedono di pari passo, vista l’integrazione della batteria nella scocca.Darà vita a modelli berlina Sportback com’è A6 e-tron e a modelli crossover e suv. Il segmento europeo corrisponde al segmento E, arriverà anche su modelli di medie dimensioni successivamente. Sappiamo già come la proposta di auto elettriche compatte, per Audi, sarà su architettura MEB come Q4 e-tron.
    Design morbido e fluido
    Il linguaggio di stile della Audi A6 e-tron parla con la grammatica di linee morbide e avvolgenti, niente tagli netti e di rottura, piuttosto è un’interpretazione fluida delle superfici e dei volumi. I fari Matrix Led e Oled realizzano scenografici effetti di stile, oltre a produrre segnali proiettati sull’asfalto, personalizzabili, in fase di svolta.
    700 km di autonomia
    L’autonomia di marcia del concept arriva fino a 700 km, la ricarica è prevista a postazioni fino a 270 kW in corrente continua, dalle quali in 10 minuti si ricarica l’equivalente d’energia a percorrere 300 km. In 25 minuti la carica passa dal 5 all’80%.
    Sportivissimo
    Avrà anche versioni meno potenti, in grado di accelerare in meno di 7″ da 0 a 100 km/h, mentre il concept esposto al Salone di Shanghai 2021 è una sportivissima proposta con doppio motore elettrico, trazione integrale, una potenza di 476 cavalli. Il top di gamma della futura berlina Sportback elettrica arriverà ad accelerare in meno di 4 secondi da 0 a 100 orari. Pregevole lo schema tecnico delle sospensioni, all’anteriore con 5 leve e al posteriore un multilink.
    Accenno agli interni
    Degli interni, al momento, A6 e-tron Concept svela un bozzetto, sufficiente a orientare sulle scelte che andranno sul modello di serie: infotainment con schermo a tablet, strumentazione compatta, volante quattro razze e un’estrema pulizia della plancia. Tasti e comandi fisici – se presenti – saranno limitati al minimo indispensabile. Piacevole il trattamento della plancia su due livelli e raccordo con i pannelli porta.
    Audi produrrà la prima auto elettrica su architettura PPE in Cina dal 2024, con le sue joint venture, FAW e SAIC, produzione europea invece già dal 2022. LEGGI TUTTO

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    Volkswagen ID.6 X, un SUV prima del Salone di Shanghai

    Il percorso elettrificato di Volkswagen compie un ulteriore passo in avanti con ID.6 X e ID.6 Cross. Anche se non lo vedremo in Europa: FAW-Volkswagen lo svilupperà solo per il mercato cinese.
    Si tratta di una proposta di grande suv 7 posti, differenziato tra la versione X e la Cross dal disegno della fascia frontale, calandra sempre con un elemento luminoso ma un diverso integrarsi con i fari. 

    Batteria da 85 kWh realizzata da Catl
    Gli ultimi teaser portano verso la presentazione del 17 aprile, Salone di Shanghai, dove scopriremo quanto i leak delle scorse settimane hanno rivelato, per design e tecnica. Il dato più interessante è la disponibilità di una batteria da 85 kWh, realizzata da Catl, che supera – se verrà confermata – la capacità massima finora offerta da una Volkswagen ID, i 77 kWh disponibili tanto su ID.3 che ID.4.
    Passo e motorizzazione
    Saranno due suv, le ID.6, da 4.90 metri di lunghezza, per un’altezza di 168 centimetri e un passo da 2,97 metri, coordinate da grande sport utility di segmento E, una sorta di Touareg elettrico, con il vantaggio di un passo molto più generoso, ben 8 centimetri.
    Volkswagen, i nuovi modelli 2021: da Porsche a Bugatti
    Altre soluzioni ID attendono, invece, l’Europa nell’immediato. Volkswagen presenterà la ID.4 GTX con due motori elettrici, poi sarà la volta della ID.5 e le sue linee da crossover a metà tra le ambizioni coupé e la fastback rialzata. Sono i passi che porteranno poi a scoprire la versione di serie del concept ID. Buzz, con un’anteprima a fine anno e un avvio della commercializzazione a metà 2022. LEGGI TUTTO

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    Aston Martin, dal 2025 arrivano SUV e granturismo elettrici

    I progetti sono ancora a medio termine, retaggio della vecchia proprietà che voleva lanciare con il marchio Lagonda un modello a zero emissioni. Oggi, però, la prima elettrica Aston Martin è appannaggio della nuova proprietà di Lawrence Stroll, intenta a puntare sul marchio Aston per le due novità a partire dal 2025.

    Cruciale nella proposta elettrica è la collaborazione tecnica con Mercedes, a fornire non solo motori termici e ibridi plug-in personalizzati nei prossimi anni, ma anche sistemi elettrici. Quanto sia importante poter fare affidamento su architetture, motori e batterie frutto di un progetto già maturo, oggetto di investimenti e sviluppo, è noto. 
    L’acquisto da parte di Aston Martin vedrà comunque elementi di unicità, nell’assemblaggio previsto presso l’impianto di St. Athan, dove verranno prodotti sia il suv elettrico che una sportiva idealmente accostabile alla DB11 con motore termico. Assetto, design di carrozzeria e interni, dinamica, avranno tutti un’impronta propria.
    Mercedes e Aston Martin: partnership tecnica
    Mercedes ricordiamo come abbia delineato un programma di sviluppo dell’offerta elettrica che vedrà EQS arrivare sul mercato in estate, EQE – grande berlina equiparabile per segmento a Classe E – presentata a settembre, poi il maxi-crossover EQS. L’architettura modulare EVA sarà comune a tutti questi modelli ed è verosimile che venga fornita anche ad Aston Martin.
    Per potenze in gioco, l’elettrico che introdurrà Mercedes avrà potenze anche in eccesso dei 700 cavalli, assolutamente compatibili con una proposta Aston martin che sia granturismo di livello. Secondo quanto anticipato da Lawrence Stroll nel corso di un’intervista al Financial Times, i passi sul progetto elettrico “sportivo” non sono ancora alla fase avanzata di validazione del design, men che meno della sigla, che potrebbe non allinearsi alla storica DB. D’altronde, Aston martin ha chiarito come il futuro resterà imperniato su una sportività con motore termico, elettrificata, fino oltre il 2030. 
    In attesa che arrivi il suv elettrico nel 2025, nei prossimi mesi verrà presentata la versione ibrida plug-in di Aston Martin DBX, con un sistema ricaricabile e l’abbinamento del motore elettrico sulla linea di trazione composta con motore V8 biturbo 4 litri e cambio 9G-Tronic. Sarà lo schema in arrivo in primavera su Mercedes-AMG GT 4 porte 73 S.

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    F1, Aston Martin Vantage è la nuova Safety Car LEGGI TUTTO

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    Volkswagen Trinity, centrali servizi e guida autonoma nell'elettrica in arrivo nel 2026

    Con Trinity parte una nuova era
    Pilastri che verranno riassunti in un progetto che andrà su strada nel 2026, prodotto a Wolsburg. Trinity (in foto un teaser) sarà un modello-emblema di una strategia che porterà, in futuro, ad avere sempre meno varianti di prodotto, una standardizzazione delle componenti hardware molto spinta, più di quanto non accada già. Introdurrà una nuova architettura, la Scalable Systems Platform, un diverso metodo della catena di approvvigionamento e una produzione in fabbrica totalmente connessa.
    In concreto, Volkswagen Trinity porterà su strada una grande berlina con guida autonoma di Livello 2+ e le capacità necessarie per un Livello 4. Andrà “sbloccato”, ovvero, come molte altre funzioni, si potrà acquistare on demand come fosse un servizio aggiuntivo. Resta il nodo delle barriere normative presenti a una guida completamente autonoma che fa a meno dell’intervento del guidatore. 
    ID.Buzz sarà la prima Volkswagen a guida totalmente autonoma
    “In futuro, la configurazione individuale del veicolo non sarà più determinata dall’hardware al momento dell’acquisto. Piuttosto, i clienti potranno integrare funzioni on demand, in qualsiasi momento attraverso l’ecosistema digitale dell’auto”, spiega l’a.d. Ralf Brandstatter. L’auto immaginata come un prodotto incentrato sul software.
    Nuove funzioni, nuovi ricavi
    Questo apre un filone di business da approfondire e monetizzare più di quanto non accada oggi, già con alcune funzioni acquistabili su alcuni modelli. Le opportunità di generare ricavi durante l’utilizzo dell’auto verranno esplorate e interesseranno i servizi, che siano soluzioni di ricarica o funzioni di guida autonoma.
    Sul fronte digital, Volkswagen andrà a portare concretamente su strada i primi esempi del potenziale dello scambio dati con aggiornamenti over-the-air, ogni 12 settimane a partire dall’estate 2021, sui propri modelli ID.
    Gamma ID, in arrivo l’utilitaria a zero emissioni
    Merita un focus la progressione di novità in arrivo, a partire dalla ID.4 GTX, quattro ruote motrici, prevista nella prima metà di quest’anno. Poi sarà la volta di Volkswagen ID.5 nella seconda metà del 2021, dove – in autunno – per il mercato cinese verrà presentata la ID.6 X/Cross, un grande suv elettrico 7 posti. 
    Accelera i tempi e anticipa al 2025, il lancio del progetto di utilitaria elettrica su architettura MEB, una Volkswagen da circa 20 mila euro, che dovrebbe essere quel progetto ID.2 con carrozzeria crossover, recentemente all’attualità dei rumours.
    Modelli termici: pronto un rinnovamento
    E la proposta di auto con motore termico? Brandstatter ha confermato un impegno che vedrà i motori termici ancora presenti nell’offerta Volkswagen, che rinnoverà le famiglie di modelli Golf, Tiguan, T-Roc, Passat e una Tayron attualmente pensata per il mercato cinese ma nei prossimi anni – con una nuova generazione – chiamata a presidiare il segmento D dei suv, dove oggi è Tiguan Allspace la proposta. Versioni termiche che avranno, tutte, una proposta ibrida plug-in, con percorrenze in elettrico fino a 100 km.
    Sfoglia il listino Volkswagen: tutti i modelli sul mercato LEGGI TUTTO

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    Volksawagen ID.3 Cabrio: rendering in cerca di consensi

    Un’idea nata per testare il gradimento di pubblico e critica. Al momento risulta essere solo questo la ID.3 Cabrio disegnata da Herbert Diess, ma chissà che in futuro non riesca a vedere la luce all’interno delle fabbriche Volkswagen e a diventare una rivelazione all’interno di un segmento davvero di nicchia. 

    CARROZZERIA IN TRE PORTE
    La prima elettrica su architettura MEB si è presentata come il terzo “pilastro” della storia Volkswagen, dopo il Maggiolino e la Golf. Modelli accomunati da una proposta scoperta, che potrebbe arrivare anche sulla ID.3.
    I piani di ampliamento della gamma elettrica sono ben delineati nei passi futuri e certi: si farà il suv di segmento D, si farà la berlina business, così come il multispazio ID.Buzz. Una ID.3 cabrio è immaginata dai rendering con la naturale modifica della carrozzeria in tre porte e un volume posteriore ridisegnato, che per certi versi rievoca la Golf cabrio prima serie nel trattamento della carrozzeria tra fari e cover della capote in tessuto. LEGGI TUTTO