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    Mazda CX-5: il MY 2022 è ancora più elegante

    Selettore di guida Mi-Drive
    Come appena accennato, CX-5 2022 introduce per la prima volta la selezione della modalità di guida, cosa che consente al guidatore di scegliere la modalità di guida più appropriata con il semplice tocco di un comando. Tocco che, sugli allestimenti dotati di i-Activ AWD, ha l’ulteriore potere di attivare la modalità Off-Road, comando capace di rendere la guida ancor più naturale e intuitiva sia su fondi sterrati che su quelli sdrucciolevoli.
    Tuttavia, il Mazda intelligent Drive non è l’unica novità presente sull’ammiraglia giapponese. Infatti, con l’arrivo della nuova generazione della Skyactiv-Vehicle Architecture di Mazda, su CX-5 subiscono rinnovamenti anche la scocca, che ora vanta un nuovo frontale più possente e gruppi ottici anteriori e posteriori ridisegnati, le sospensioni, i sedili, nonché la rumorosità indotta dal fondo stradale percepita nell’abitacolo. Ora notevolmente ridotta anche quando su viaggia su superfici irregolari e sconnesse.
    Tre allestimenti, tante caratteristiche 
    Insomma, la nuova generazione CX-5 sembra ora più matura che mai. Maturazione, quella percepita sulla nuova versione 2022, arrivata a compimento anche grazie ai tre nuovi allestimenti esclusivi: Newground, Homura e Signature (High+ per l’Europa).
    Il primo si propone con la parte inferiore dei paraurti anteriore e posteriore e delle finiture delle porte in colore argento, specchietti retrovisori neri, accenti verde lime sulla calandra e cerchi in lega da 19” con intagli neri. Lato interni invece, troviamo rivestimenti scamosciati con cuciture e bocchette di climatizzazione in verde lime abbinati. Discorso diverso per l’Homura, che a differenza del Newground offre finiture in nero lucido per la calandra, le ali, le sezioni inferiori dei paraurti, i passaruota, le modanature delle porte e gli specchietti retrovisori esterni. I cerchi in lega da 19″ rifiniti in tinta nera metallizzata, accenti rossi sulla calandra e interni con cuciture rosse in tinta su sedili, volante, leva del cambio e pannelli portiere.
    Signature, o High+ per l’Europa, che si mostra invece con un esterno monocolore capace di risaltare il tanto acclamato design Kodo, finiture lucide su cerchi in lega da 19” color argento e interni in pelle Nappa.
    Tecnologie di sicurezza
    Chiudono il cerchio su Mazda CX-5 2022 la gamma aggiornata dei sistemi di sicurezza, che comprende il Cruising & Traffic Support (CTS), il sistema CTS (supporto alla marcia in colonna) e fari anteriori a LED adattivi (ALH). Questi ultimi evoluti per offrire una gestione più precisa nella distribuzione del fascio luminoso.
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    Rosso Mazda: il “Soul Red” e quell'attrazione emotiva

    Il colore è per molti solamente un dettaglio, nulla di più. Eppure, c’è anche chi del colore ne ha fatto una questione molto seria, tanto da ritagliarli attorno una delle fasi più elaborate della sua produzione automobilistica. Stiamo parlando di Mazda, da sempre molto attenta ai colori e alle loro sfumature, che sin dal principio è riuscita ad instaurare un legame speciale con un colore in particolare: il rosso. Una tonalità capace di incarnare sensualità, passione, audacia e sportività.Guarda la galleryRosso Mazda: una storia fatta di emozioni
    Rosso: da sempre sinonimo di Mazda
    Il rosso non è un colore del tutto ordinario, tanto che da sempre ha avuto il potere intrinseco di attirare lo sguardo dell’uomo come nessun’altra tonalità è mai riuscita a fare. In Mazda questo lo hanno capito sin da subito, dal momento che fin dalla prima incursione della Casa nel segmento delle autovetture con la Mazda R360 Coupé, il “Rosso Mazda” era già una delle opzioni disponibili per i clienti.
    Da quel momento in poi si creò un legame indissolubile. Nel corso degli anni, il rosso si è gradualmente affermato come il colore di spicco per il produttore giapponese. Talmente di spicco che molte sono state le iterazioni dell’iconico colore: dall’arancione “Sunrise Red” della RX-7 al profondo “Burgundy Ice Metallic” delle popolari serie 323 e 626 fino all’audace e luminoso “Classic Red” introdotto con la leggendaria Mazda MX-5.
    In totale, oltre 100 sfumature di rosso hanno contribuito a esprimere la determinazione e la passione nel cuore di Mazda e di tutte le sue auto.
    Stile Kodo e Soul Red
    Eppure, anche nel mondo delle tonalità di colore destinate alle vetture c’è sempre spazio per l’evoluzione. Un nuovo capitolo di rosso è stato iniziato con l’introduzione del design Kodo nel 2012: per dare ancora più vita a questo stile, infatti, i designer Mazda si sono concentrati sullo sviluppo di una nuova tinta di colore chiamata “Soul Red”, una tonalità vivida e altamente satura capace di adattarsi perfettamente al particolare linguaggio di design del Marchio.
    Alla ricerca del rosso perfetto
    Tuttavia, l’attrazione verso il rosso è qualcosa che difficilmente si riesce ad attenuare col tempo. E così, nel 2017, Keiichi Okamoto e il suo team hanno pensato bene di iniziare un percorso di ricerca per sviluppare quello che per il designer poteva definirsi una volta per tutte come “il rosso più bello del mondo”.
    Per Okamoto, questo rosso doveva apparire brillante dove la luce lo colpisce e ricco e tenebroso nell’ombra; un rosso profondo tanto quanto il rosso traslucido dei rubini. Fu così che nacque “Soul Red Crystal”, un colore che viene applicato sulle vetture in tre diverse fasi tali da farlo apparire vivido e seducente e con il 20% di saturazione in più e il 50% di profondità in più rispetto al “Soul Red” originale.

    Rosso è emozione 
    Un colpo da maestro, quindi, quello messo a segno da Mazda, che ha così potuto creare la tonalità perfetta e che fosse allo stesso tempo in perfetta armonia con la filosofia stilistica Kodo, che ha come obiettivo quello di esprimere la bellezza del movimento attraverso disegni semplici ma espressivi ed emozionali. Dunque, il resto va da sé: quale miglior colore per sostenere questa visione se non il rosso, il colore tipico delle emozioni.
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    Mazda, i modelli elettrici saranno su una nuova piattaforma modulare

    Diverse le novità che si attendono da Hiroshima: Mazda punta a rispettare i parametri sulla riduzione di emissioni entro il 2050. Il passo necessario per ottenere risultati è la progressiva elettrificazione della gamma, che entro il 2030 sarà composta per un quarto da auto a batterie e per il resto da diverse alimentazioni a zero emissioni. Ecco le novità di prodotto che troveremo nei prossimi anni.
    La nuova piattaforma modulare
    La prima fase del piano è concentrata sull’elettrificazione della gamma. La piattaforma SKYACTIV Multi-Solution Scalable Architecture,verrà usata per produrre cinque modelli ibridi, cinque plug-in e tre elettrici, dedicati ai mercati giapponesi, europei, statunitensi, cinesi e del sud est asiatico tra il 2022 e il 2025.
    Durante questo triennio, i giapponesi continueranno lo sviluppo delle tecnologie poco inquinanti applicate ai motori a combustione interna, proseguendo sulla strada intrapresa con i propulsore e-Skyactiv X, ma sono attese altre novità come l’introduzione di nuovi motori sei cilindri in linea.
    La seconda parte, tra il 2025 e il 2030, sarà caratterizzata da una nuova architettura modulare, la SKYACTIV EV Scalable Architecture, che la Casa di Hiroshima sta sviluppando in maniera specifica solo per elettriche di varie tipologie e dimensioni.
    Sistema Co-Pilot Concept
    Il futuro di Mazda, però, non è solo a 0 emissioni, perché anche la sicurezza stradale è un tema sul il marchio sta stanno lavorando per sviluppare nuove tecnologie. I tecnici giapponesi stanno lavorando a un sistema di guida autonomo proprietario chiamato “Mazda Co-Pilot Concept” che debutterà come Mazda Co-Pilot 1.0 sulle vetture di dimensioni maggiori di Mazda a partire dal 2022.
    Con il Mazda Co-Pilot Concept, Mazda introdurrà col tempo un sistema che monitora le condizioni del conducente in ogni momento. Se viene rilevato un improvviso cambiamento nelle condizioni fisiche del conducente, il sistema passa alla guida autonoma, portando l’auto in un luogo sicuro, fermandola ed effettuando una chiamata di emergenza.
    Insieme a cinque produttori giapponesi, Mazda svilupperà specifiche progettuali comuni per i dispositivi di comunicazione di bordo di prossima generazione, al fine di arrivare ad un sistema di comunicazione standardizzato per fornire servizi di connessione più sicuri e senza stress.
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    Mazda guarda all'estate con gli incentivi: ecco i Summer Bonus

    A partire dal 1° giugno 2021, scattano i Summer Bonus, gli incentivi che Mazda Italia ha pensato per l’estate. Si tratta di una serie di vantaggi, su tutta la gamma, di cui il cliente può usufruire, così da ricevere un sostegno all’acquisto anche per quei modelli sui quali gli incentivi statali sono terminati.
    Sfoglia il listino Mazda: tutti i modelli sul mercato
    Summer Bonus: ecco i vantaggi
    Concretamente, di che vantaggi stiamo parlando? Grazie ai Summer Bonus, i clienti Mazda possono acquistare le vetture della Casa giapponese con un vantaggio che parte dai 2.500 euro per la piccola ammiraglia Mazda2 con rottamazione, fino ai 5.000 euro per il SUV Mazda CX-5, con permuta/rottamazione. Sempre con la stessa formula, si può acquistare Mazda3 (nella versione hatchback ma anche berlina), mentre per la CX-30 è previsto uno sconto di 3.000 euro. Il city crossover Mazda, la CX-3, è disponibile con un vantaggio di 4.350 euro. Nei Summer Bonus è compresa anche la formula del Get & Drive per acquistare la MX-5: si paga subito la metà del prezzo dell’auto per avere due anni senza rate e interessi.
    Sostenere il cliente
    Per i modelli appartenenti alla fascia con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2, gli ecoincentivi statali sono terminati in breve tempo e non sono stati rifinanziati. Grazie ai Summer Bonus, Mazda vuole quindi sostenere i proprio clienti nell’eventuale acquisto di uno dei questi modelli. E per chi vuole comprare la MX-30, l’elettrica della Casa di Hiroshima? Grazie ai Summer Bonus e ai contributi governativi ancora validi per questo tipo di tecnologia, può essere acquistata con un vantaggio complessivo fino a 10.466 euro in caso di rottamazione.
    Ikuo Maeda e l’importanza per Mazda del design italiano LEGGI TUTTO

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    La Mazda RX-3 compie 50 anni

    MAZDA RX-3: SUCCESSO GLOBALE
    Era il settembre del 1971 quando Mazda lanciò la sua RX-3. Più piccola e più sportiva della RX-2, in Giappone fu chiamata Mazda Savanna ed era in gran parte identica alla Mazda Grand Familia (o 818, in base ai mercati), che però al posto del rotativo sfruttava un motore quattro cilindri in linea. Sul fronte del design, la RX-3 “rotante” e la Mazda 818/Grand Familia avevano alcuni dettagli differenti, come ad esempio i fari (doppi e rotondi per la RX-3, quadrati o rotondi singoli per la Grand Familia) e la griglia frontale. Inoltre, gli esclusivi badge a forma di rotore sulla RX-3 non lasciavano alcun dubbio su quale propulsore montasse sotto al cofano: il 10A da 982 cc; ad esclusione del mercato statunitense, dove veniva sfruttato il più potente 12A da 1.146 cc. Dal 1972 anche la Savanna GT fu in vendita in Giappone con il 12A, che fu introdotto anche in altri mercati insieme alle versioni 10A, fino a quando la 10A fu interrotta nel 1974. La RX-3 è rimasta in vendita in Giappone e negli Stati Uniti fino alla fine della produzione nel 1978 (con piccole modifiche estetiche nel corso degli anni, in particolare, muso e griglia più affilati). Un modello prodotto in 286.757 unità nelle varie interpretazioni e carrozzerie disponibili: coupé, berlina e station wagon. Tra le Mazda equipaggiate con motore rotativo, solo la successiva RX-7 ha saputo far meglio. noltre, anche le versioni con motore a pistoni (Mazda 808, Mazda 818, Grand Familia) furono popolari e aggiunsero ulteriori unità al conteggio finale delle vendite.
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    MAZDA RX-3 LA SFIDA IN GIAPPONE CON NISSAN
    L’altro capitolo cruciale che l’RX-3 ha giocato nella storia di Mazda è stato il suo successo nelle competizioni. Dopo aver corso con la Cosmo e la R100 Coupé in Europa in eventi famosi come la Marathon de la Route e la 24 Ore di Spa, Mazda si è concentrata sulle corse a casa in Giappone, sfidando la Nissan Skyline nelle corse nazionali. Qui la RX-3 ha lasciato il segno fin dall’inizio, conquistando la sua prima vittoria al meeting Fuji Tourist Trophy nel dicembre 1971; mentre, equipaggiata con il motore 12A, nel maggio 1972 ha ottenuto uno storico 1-2-3 nella Fuji Gran Premio di auto da turismo. Nonostante la battaglia per la supremazia con Nissan raggiungesse livelli di intensità sempre maggiori, RX-3 ha vinto il titolo del campionato di classe Fuji Grand Champion Touring Car nel 1972, 1973 e 1975. Dopo sei stagioni di successi, al JAF Touring Car Grand Nel Prix del 1976, ha ottenuto la sua 100esima vittoria nelle gare nazionali giapponesi.
    MAZDA RX-3: LA POPOLARITÀ NELLE CORSE
    Tuttavia, non era solo in casa che la RX-3 faceva la differenza nelle gare. Divenne infatti un modello da corsa popolare in tutto il mondo, Europa, Stati Uniti, Australia. Nella terra dei canguri, ad esempio, arrivò seconda nella sua classe (e nona assoluta) nell’edizione del 1973 della Bathurst 1000, una delle gare più famose del paese. In quella del 1975, addirittura prima (quinta assoluta) con Don Holland e Hiroshi Fushida, facendo così crescere l’amore per il rotativo nel cuore degli appassionati.Ma i risultati non mancarono neanche altrove, come il terzo posto nella sua classe, dietro a Ferrari e Porsche, nella 24 Ore di Daytona del 1975. Prime avvisaglie di quello che sarebbe poi stato il ciclone RX-7. Numerose le partecipazioni da protagonista anche nelle gare europee e nei rally.
    MAZDA RX-3: ANCORA RICERCATA
    Oggi, la Mazda RX-3 rimane una scelta popolare per le competizioni d’epoca in tutto il mondo, ma si è affermata anche come modello cult nell’universo del tuning, nel drifting e persino nel drag racing. Ancora amatissima da chi ne conserva una in garage, e ricercata dai collezionisti, è senza dubbio una delle grandi protagoniste dell’epopea giapponese del motore rotativo.
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    Mazda e-Skyactiv X 2021: approfondimento

    Al debutto sulle aggiornate versioni 2021 di CX-30 e Mazda3, l’avanzatissimo motore Mazda – il primo benzina al mondo che può sfruttare l’accensione per compressione di un diesel grazie alla tecnologia SPCCI (Spark Controlled Compression Ignition) – cambia nome in e-Skyactiv X, e migliora rispetto al passato per quanto riguarda performance, consumi ed emissioni. Un salto generazionale importante, che segna un altro passo verso la realizzazione del motore ideale, missione dichiarata della Casa di Hiroshima, secondo il principio dell’approccio multi-soluzione ai propulsori e alla sostenibilità. 

    MAZDA E-SKYACTIV X 2021: EVOLUZIONE PRESTAZIONALE
    Un’esperienza nata nel 2019 con la Mazda3, ed evolutasi in questa versione 2.0 grazie ad un incessante lavoro di sviluppo. Prima di analizzarne i dettagli, scopriamo in cosa si concretizza: l’ultimo motore e-Skyactiv X da 2.0 litri produce 186 CV a 6.000 giri/min e una coppia massima di 240 Nm a 4.000 giri/min, con un aumento, rispettivamente, di 6 CV e di 16 Nm rispetto a prima. In particolare, il miglioramento del valore di coppia è più accentuato a partire dai 2000 giri, ma è su tutto l’arco di erogazione del motore che si può avvertire un significativo irrobustimento. I modelli 2021 con e-Skyactiv X beneficiano di una maggiore trazione e prontezza nelle prime cinque marce in accelerazione a basso carico dai bassi regimi (particolarmente evidente quando si parte in prima marcia per poi passare oltre i 3000 g/min a seconda, terza e quarta), cioè nelle comuni situazioni quotidiane di impiego, come in ripresa da 30-80 km/h in terza marcia per i sorpassi, o quando si accelera per immettersi nel traffico o per uscire da una rotatoria.
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    MAZDA E-SKYACTIV X 2021: EFFICIENZA
    Un notevole miglioramento si riscontra anche in termini di efficienza. Basti pensare che le emissioni di CO2 scendono tra i 5 e i 10 g/km, a seconda del modello, della trasmissione e del livello di allestimento. Dati a cui corrispondono anche sostanziali riduzioni per quanto riguarda i consumi WLTP, fino a 0,5 l/100 km. Ad esempio, una Mazda3 hatchback 2021 a trazione anteriore con cambio manuale Skyactiv-MT a 6 marce e ruote 18 pollici ora raggiunge un consumo di carburante combinato secondo WLTP di 5,3 l/100 km ed emissioni di CO2 di 121 g/km. In precedenza il consumo di carburante combinato WLTP era 5,8 l/100 km, le emissioni di CO2 in combinato 131 g/km.

    MAZDA E-SKYACTIV X 2021: LA TECNICA
    Gli aggiornamenti al motore con tecnologia SPCCI di Mazda in versione 2.0 sono stati ottenuti tramite sviluppo tecnico e di software. Fra questi figurano il rapporto di compressione variato attraverso pistoni modificati con un cielo di nuova forma, adattamento della fasatura delle valvole di aspirazione, ottimizzazione del controllo ISG del sistema Mazda M Hybrid e una ricalibrazione del motore.Il rapporto di compressione, in particolare, è passato da 16,3:1 a 15,0:1 utilizzando pistoni modificati con cielo di nuova forma. In combinazione con la ricalibrazione del motore, ciò porta a un maggiore controllo della combustione all’interno della SPCCI, per una stabilità di accensione ancora più elevata.La fasatura delle valvole di aspirazione è stata adattata modificando l’albero a camme di aspirazione. Ciò aumenta ulteriormente il rapporto calorico specifico del motore e porta a una riduzione delle perdite di pompaggio (la più ampia sovrapposizione delle valvole riduce le perdite di scambio gas), con conseguente miglioramento del consumo di carburante nell’uso reale.
    MAZDA E-SKYACTIV X 2021: SOSTEGNO ELETTRICO

    Un ruolo primario è svolto anche dal sistema Mazda M Hybrid a 24 Volt di serie, che ha ricevuto un importante aggiornamento software. Lo scopo di questa tecnologia è migliorare l’efficienza e il comfort di marcia, e contemporaneamente recuperare energia. Il sistema aiuta a migliorare i consumi riutilizzando l’energia rigenerata in fase di decelerazione e frenata, sfruttando un motore elettrico che fornisce permanente assistenza al motore. Supplendo con la coppia del motore elettrico alla coppia del motore termico, il sistema ibrido è in grado di ottenere la stessa accelerazione del solo motore a combustione, ma consumando meno benzina. Grazie all’aggiornamento del software si hanno ora reazioni più rapide nel controllo di coppia da parte dell’ISG con comando a cinghia del sistema. Questo miglioramento uniforma ulteriormente la guidabilità del veicolo aumentando o riducendo la coppia quando necessario, ad esempio, quando l’unità di alimentazione aria di e-Skyactiv X – destinata a fornire aria sufficiente per la miscela aria-benzina nella combustione magra – si attiva e disattiva, creando fluttuazioni di coppia. Il software Mazda M Hybrid stimola le reazioni della coppia, generate attraverso l’ISG con comando a cinghia, che risultano abbastanza veloci da appiattire la curva di coppia. Di conseguenza, si favoriscono la fluidità e la linearità in accelerazione.
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    Mazda RX-500: come un proiettile

    Il primo dato che si va ad osservare, quando si analizzano le performance di un mezzo, è quasi sempre la potenza massima. Eppure, c’è un altro fattore in grado di fare la differenza. Lo sanno bene in Mazda, dove da sempre, la leggerezza legata al concetto di sportività è un mantra progettuale. Una filosofia che ha portato alla nascita di alcune delle auto più affascinanti dell’ultimo secolo. Ma anche di concept-car sportive e radicali, capaci di scatenare pruriti racing al primo sguardo, come la spettacolare RX-500 svelata durante il Motor Show di Tokyo del 1970.

    MAZDA RX-500: UNA PIUMA DA CORSA
    Diversa da qualunque cosa vista in precedenza, questo mezzo si sviluppava attorno al motore rotativo 10A, un doppio rotore Wankel da 982 cc, montato sull’asse posteriore, in grado di sviluppare la potenza massima di 247 CV. Non era tanto quest’ultimo dato a sbalordire. Anche la concorrenza europea, infatti, in quel periodo si stava dando da fare (basti guardare alla Mercedes C111, concettualmente molto vicina alla giapponese, anch’essa con un Wankel a bordo, ma con qualche cavallo in più, 350). Il numero più interessante della RX-500, infatti, era quello relativo al peso di appena 850 kg. E chiunque ami la guida sportiva, sa perfettamente quanto il fattore leggerezza sappia regalare in termini di puro godimento al volante. Un’auto capace di raggiungere la velocità massima di 241 km/h.
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    MAZDA RX-500: DESIGN A CUNEO
    Altro elemento di fascino di questa aggressiva concept a due posti, con le porte che si aprivano in avanti ad ala di farfalla, era il carattere indiscutibile del design. Le linee futuristiche della RX-500 dovevano rappresentare una sorta di vetrina per la meccanica e le tecnologie a bordo. Un mezzo sportivo a forma di cuneo, dal fortissimo impatto estetico, con motore centrale a trazione posteriore, a cui si accedeva attraverso coperchi ad ali, questa volta di gabbiano. Il design della carrozzeria, tipico di quei tempi, sarebbe diventato presto sinonimo di prestazioni e performance a 360° (basta guardare, ancora oggi, le “macchinine” con cui giocano i bambini).
    MAZDA RX-500: NON SOLO PRESTAZIONI
    Sportività a parte, per Mazda questo concept doveva svolgere anche un altro importante ruolo: quello di laboratorio mobile per raccogliere dati preziosi sulla sicurezza stradale. Le luci posteriori multicolore, ad esempio, avevano lo scopo di informare le altre vetture che l’auto stava frenando, curvando o accelerando. A quei tempi, decisamente un’idea innovativa, che faceva presagire il futuro impegno in questo campo, con tecnologie sempre più evolute.
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    Mazda MX-03, uno sguardo al futuro

    Appena due anni prima – era il 1983 – la concept MX-02 faceva già sfoggio di un insolito virtuosismo progettuale, con soluzioni avanguardiste come le ruote posteriori sterzanti e l’head-up display sul parabrezza. Ma fu la successiva MX-03, svelata al Tokyo Motor Show del 1985, a destabilizzare pericolosamente gli equilibri dell’immaginabile, proiettando gli appassionati in un universo tecnologico e prestazionale dai contorni inediti. Erano gli anni di Kitt, Michael Knight e di Supercar, e sognare il domani, anche a quattro ruote, era il desiderio di tutti.

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    MAZDA MX-03: UNA CLOCHE AL POSTO DEL VOLANTE
    La MX-03 era una concept car (nata per rimanere tale) dall’aspetto radicale e dall’inequivocabile allure, che inneggiava alle performance e al più sfrenato futurismo. Non fantascienza – sebbene la cloche nell’abitacolo facesse pensare più ad un incrociatore stellare che a un’auto – ma un anticipo di soluzioni che da lì a poco avrebbero trovato sfogo anche nella produzione di serie. 
    MAZDA MX-03: TECNOLOGIE EVOLUTE E PERFORMANCE
    Quel che caratterizzava questa concept era una sportività anticonvenzionale (ma d’altronde, da una Mazda non ti aspetti niente di diverso) alimentata da un motore di 1962 cc, a triplo rotore da 315 CV. Una coupé a quattro posti, dal muso lunghissimo e dal corpo ribassato, che poteva vantare un Cx aerodinamico pari a solo 0,25 (allo scopo, fu immolato persino uno dei due specchietti laterali). Ma soprattutto, un pacchetto tecnologico fatto di display digitali, head-up display, trazione integrale con meccanismo di ripartizione della coppia a controllo elettronico (regolabile tramite un pulsante installato all’interno dell’abitacolo), quattro ruote sterzanti per migliorare la stabilità in curva, e una trasmissione automatica a quattro rapporti.Un missile pronto al decollo, grazie ad una velocità (dichiarata dalla Casa di Hiroshima) che poteva sfiorare i 300 Km/h (poco più di 290), e a uno scatto da 0 a 96 Km/h in meno di 5 secondi.
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    Mazda MX-03 concept avveniristico LEGGI TUTTO