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Raikkonen: la Mercedes a Sochi era più veloce ma non hanno spinto al massimo!

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Il Gran Premio di Russia disputatosi a Sochi ha visto dominare la Mercedes, che ha ottenuto i primi due gradini del podio con Hamilton e Bottas. Dopo la corsa, a tenere banco è stata la questione relativa al team order che ha di fatto tarpato le ali al finlandese, il quale ha dovuto cedere la vittoria al compagno di squadra in lotta per il Mondiale. A ben guardare, però, l’argomento più importante da valutare è un altro: la superiorità telaistica e (soprattutto) motoristica mostrata da Mercedes nelle ultime due uscite stagionali.

In realtà, è già dal GP di Germania che la bilancia delle prestazioni pende sensibilmente dalla parte dei tedeschi, e di Hamilton in particolare: cinque vittorie (Hockenheim, Budapest, Monza, Singapore e Sochi), contro una sola di Vettel (Spa). Se le vittorie europee, però, è giusto dire che siano state colte grazie soprattutto ad errori innegabili del pilota tedesco (Germania e Italia) o a cause esterne (pioggia in qualifica in Ungheria), le ultime due sono state conquistate in modo perentorio, nel segno di un dominio totale dal venerdì alla domenica. Mercedes, insomma, è stata capace di trovare qualcosa in più che, sommata ad un Hamilton in stato di grazia, le sta permettendo di tornare a dominare il Circus, esattamente come successo nell’ultima parte della scorsa stagione.

Giancarlo Minardi, dalle colonne di Autosprint, segnala questo dato: “Mercedes ha dimostrato di avere qualcosa in più sul fronte motoristico e telaistico rispetto al Cavallino Rampante dopo Monza. Hamilton ad ogni giro guadagnava qualche decimo su Seb e questo è un dato emblematico”. Anche il direttore del settimanale, Andrea Cordovani, nel suo editoriale scrive: “Una clamorosa prova di forza delle W09 che in Russia hanno vissuto su un pianeta a parte, lontano dagli altri, imprendibili”.

Alla fine della gara, Kimi Raikkonen ha confermato che le vetture di Stoccarda erano sicuramente più veloci, ma ha anche fatto una riflessione che suona come un enorme campanello d’allarme dalle parti di Maranello: “Siamo andati più forte che potevamo, ma loro erano più veloci. Se hanno spinto al massimo? Probabilmente no, solo quello che bastava per tenerci dietro”. Questa è la questione fondamentale che in Ferrari devono studiare se vogliono tornare in lotta per il campionato: gli anglo-tedeschi, molto probabilmente, avrebbero ancora del margine da utilizzare nella potenza del motore, e a Sochi avrebbero spinto soltanto il necessario per tenere dietro le Rosse.

La superiorità Mercedes non è certo una novità: dal 2014 (anno in cui sono state introdotte le power-unit ibride) le Frecce d’Argento hanno ottenuto 70 vittorie, contro le 27 dei rivali (segnatamente Red Bull e Ferrari). Un dominio assoluto , che ha portato alla conquista di otto mondiali in quattro anni. Nelle ultime due stagioni, le Rosse sono state in grado di creare qualche grattacapo in più a Toto Wolff e ai suoi uomini, ma nella seconda parte di stagione i tedeschi sembrano tornare ad essere imbattibili.

Guardando la stagione completa, sembra che in Mercedes sappiano esattamente quando e come tirare fuori dal cilindro quei cavalli che permettono di strapazzare gli avversari, perchè di questo si tratta. La Ferrari non è regredita, non ha perso ritmo sul giro e non è improvvisamente diventata più esigente sulle gomme; semplicemente, dopo Monza, la Mercedes ha fatto uno step evolutivo molto ampio, e che ha creato agli avversari diversi problemi. “La nostra macchina– ha continuato Kimi- è buona, dà delle ottime sensazioni ed è tutto ok. Abbiamo solo bisogno di essere più veloci. E’ evidente che nelle ultime due gare loro hanno trovato qualcosa in più, non so da dove. Vedremo cosa succede nelle prossime gare”.

Tutto ciò, ovviamente, va sommato al fattore umano, cioè al momento che sta vivendo Lewis Hamilton. Il britannico senza dubbio oggi è il pilota più in palla, e lo è stato per tutta la stagione; ha limitato i danni quando non è riuscito a vincere, ed ha attaccato e sfruttato tutti i punti deboli degli avversari. L’unico zero lo ha patito in Austria, dove entrambe le Mercedes si sono ritirate per problemi diversi. Oltre a ciò, Lewis gode di una posizione privilegiata all’interno del team, con Bottas che viene costantemente (inutile negarlo e addurre fantasiose scuse di blistering) utilizzato da scudo per il team mate.

Un dato è certo: Mercedes e Hamilton sono ormai molto vicini alla conquista di altri due Mondiali, grazie soprattutto allo step evolutivo portato in pista nelle ultime due uscite stagionali. I 50 punti di Lewis su Vettel sono un cuscinetto che permette al team con sede a Brackley di guardare con serenità alle ultime cinque gare del campionato. Ferrari, invece, dovrà invertire immediatamente la rotta, e trovare a sua volta quel “qualcosa in più” degli avversari. Va da sè che Seb avrà bisogno dell’aiuto del miglior Kimi, che dovrà frapporsi tra il tedesco e l’inglese: a questi, infatti, basterebbe arrivare sempre secondo per vincere il Mondiale, anche nel caso in cui Seb le vincesse tutte!


Fonte: http://www.circusf1.com/2018/feed


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