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    Locorotondo e Alberobello, gioielli della Valle d'Itria

    Conosciuta anche come la valle dei Trulli, per la presenza un po’ ovunque delle tipiche costruzioni a forma conica, La Valle d’itria si estende sull’altopiano delle Murge nella parte sud-orientale, in un’area compresa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi. Tra i luoghi più ricchi di fascino della Puglia, e dell’intero Stivale, si tratta di un territorio caratterizzato da vaste distese di viti e di ulivi, ma soprattutto dalle sue celebri città bianche, avvolte dai riflessi del sole e profumate dalla tipica oliva rossa, col suo gusto intenso e fruttato. In questa occasione, in particolare, andremo alla scoperta di due delle più celebri, Alberobello e Locorotondo.

    La prima, in provincia di Bari, si estende su una vasta area calcarea, da dove vengono estratte le lastre successivamente lavorate e impiegate per la costruzione dei trulli. La cittadina di Alberobello è costituita da due rioni: Aja Piccola e Monti. Aja Piccola, con i suoi 400 trulli, è considerata la parte più verace del centro abitato, il nucleo che negli anni si è mantenuto più autentico. Lo si capisce chiaramente passeggiando tra i suoi vicoli, capaci di riportare indietro nel tempo, ad una dimensione più intima. Il suo nome deriva dallo slargo usato anticamente per la battitura del grano.Il Rione Monti, invece, è quello più vivace. Lungo le sue strade si incontrano molti locali e negozietti di souvenir, e i trulli sono in gran numero, sia normali che di tipo “siamese”, cioè caratterizzati da una doppia facciata, un doppio pinnacolo e dal focolare basso, oltre a essere privi di finestre. In questa zona si può visitare la Basilica Minore dei Santi Cosma e Damiano, a cui si accede attraverso la suggestiva scalinata.
    Sia Rione Monti che Aja Piccola sono stati nominati monumento nazionale e patrimonio dell’Unesco. Camminare tra i loro trulli è un’esperienza indimenticabile, grazie alla quale conoscere e apprezzare sia la qualità dell’artigianato locale che la ricchezza di una cucina, vera e propria esplosione di sapori. Com’è immediatamente chiaro, entrando nelle botteghe che offrono degustazioni di prodotti tipici, come la burrata, le tante varietà di formaggi, i salumi e il buon vino, di cui poi, è impossibile non fare scorte.
    Locorotondo, nominato uno dei Borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione per Touring Club, sorge a circa 10 km da Alberobello. Il centro antico, che risale all’anno mille, presenta una caratteristica pianta circolare, da cui deriva il nome del paese. Incredibile, giungendovi, il colpo d’occhio sull’abitato adagiato sul caratteristico colle. Attraversando le vie e le piazze di Locorotondo si rimane ammaliati dal bianco dei suoi edifici barocchi in pietra locale, che durante la bella stagione sono puntellati dal colore acceso dei fiori alle finestre.
    Percorrere le sue strade significa anche prendersi il tempo di entrare negli edifici storici, come lo splendido Palazzo Morelli e la Biblioteca Comunale, allestita in una costruzione del XVIII secolo; oppure di visitare una delle tante chiese, come quella di Santa Maria della Greca, dove sono conservati un polittico rinascimentale intitolato alla Madonna delle Rose e il gruppo scultoreo di San Giorgio a cavallo. Locorotondo, inoltre, è una tappa obbligatoria per gli amanti del vino. Il suo nettare bianco è stato uno dei primi ad essere riconosciuto DOC in Italia, nel 1969. LEGGI TUTTO

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    Parma, due anni da… Capitale

    Da Capitale della food valley, incoronata da Unesco ‘Città creativa per la gastronomia’, a Capitale della Cultura Italiana 2020 e, a causa dell’emergenza sanitaria che ha fatto sospendere molti degli eventi programmati, 2021.

    Un bel riconoscimento per la ‘piccola Capitale’ dei Farnese e poi dei Borbone, ma anche un’occasione per valorizzare e far conoscere un patrimonio che l’accomuna alle più belle città d’arte italiane.

    Dalla Cattedrale, con la cupola dipinta dal Correggio e la Deposizione che, come il vicino Battistero, porta la firma di Benedetto Antelami, al complesso monastico di San Giovanni Evangelista, di cui fanno parte la Chiesa e il Convento e che custodisce opere del Correggio e del Parmigianino. O ancora la città ducale del cinquecentesco Palazzo della Pilotta e del Palazzo del Giardino con il Parco Ducale e l’ottocentesco Teatro Regio, tra i più importanti d’Italia, fatto costruire da Maria Luigia, dove ogni anno si tiene il Festival Verdi.

    Il complesso monumentale della Pilotta, fatto costruire dai Farnese, comprende la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico, la Galleria Nazionale, il Museo Bodoniano e il ligneo Teatro Farnese, ricostruito negli anni Cinquanta sui disegni originali del XVII secolo. Vi si accede dal grande Piazzale della Pace, recentemente trasformato dall’architetto ticinese Mario Botta in area verde e diventato un frequentato punto di ritrovo cittadino.

    Oggi il complesso è protagonista di un importante progetto di riqualificazione, con nuovi allestimenti della Galleria Nazionale, che custodisce, tra le altre, opere di Beato Angelico, Parmigianino, El Greco, Tintoretto, Tiepolo, Canaletto, oltre a La Scapigliata di Leonardo da Vinci e alla statua-ritratto di Maria Luigia del Canova.

    Ma accanto alla città d’arte non bisogna dimenticare la Parma imprenditoriale e innovativa, capace di valorizzare le eccellenze del territorio, un circuito di musei dedicati al cibo e una biblioteca gastronomica, quella dell’Academia Barilla, che conta oltre 8500 volumi e un’importante raccolta di menù storici.
    In attesa che siano rimodulati i programmi di Parma Capitale della Cultura Italiana (tutte le news su parma2020.it), tra le principali realtà museali che hanno riaperto i battenti, solo con visite su prenotazione, ci sono proprio i Musei del cibo (museidelcibo.it). Con il neonato Museo del fungo porcino di Borgotaro, sono in tutto sette, dislocati in edifici storici della provincia legati alle diverse zone di produzione. Il Museo del parmigiano reggiano ha sede nell’antico caseificio adiacente al castello di Soragna, mentre il Museo della pasta e quello del Pomodoro si trovano entrambi presso la corte agricola medievale di Giarola, nei pressi di Collecchio, sulla sponda destra del fiume Taro. Nelle suggestive cantine della Rocca di Sala Baganza ha sede il Museo del vino e in quelle settecentesche del castello di Felino il Museo del salame. Il Museo del prosciutto di Parma non poteva che essere a Langhirano, nell’ex Foro Boario, mentre il Museo del culatello di Zibello si trova nell’Antica corte Pallavicina di Polesine Parmense. LEGGI TUTTO

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    Valle Vigezzo, la terra dei pittori

    Ci si può arrivare anche con i trenini bianchi e blu della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, una delle 10 linee più belle del mondo secondo Lonely Planet: parliamo della Valle Vigezzo, capace di regalare un viaggio di scoperta a passo lento, che parte dai suoi piccoli e affascinanti borghi: Santa Maria Maggiore, il centro principale, e poi Craveggia, Druogno, Malesco, Re, Toceno e Villette. Dove boschi di faggi, alpeggi, laghetti e cime maestose fanno da silenziosa cornice a piccole chiese, case affrescate, splendide meridiane, tipiche baite in pietra.
    Con decine di sentieri per escursionisti più o meno esperti, la valle offre un ventaglio di attività adatte a tutti, dai percorsi più semplici alle cime più impegnative, raggiungibili per mezzo della cabinovia che porta ai 1700 metri della Piana di Vigezzo. L’area ospita inoltre un parco avventura, campi da tennis, piscina, maneggi, un campo da golf e una pista ciclo-pedonale di 15 km.

    Alcuni originali musei offrono la possibilità di conoscere la cultura locale. Dalla Scuola di Belle Arti, l’unica ancora attiva su tutto l’arco alpino, al Tesoro di Craveggia, custodito nella chiesa parrocchiale; dalla Casa del Profumo, che celebra la nascita e la vera storia dell’Acqua di Colonia, all’Ecomuseo di Malesco, dedicato alla pietra ollare e agli scalpellini, e al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, legato alla memoria di questo antico mestiere. Tra i più bei percorsi per scoprire il territorio c’è l’antica Via del Mercato, che collega Italia e Svizzera lungo mulattiere impiegate dal Medioevo al XIX secolo da emigranti, pellegrini e mercanti. Il Circuito dei Santi tocca i piccoli oratori delle frazioni rurali, il maestoso Santuario della Madonna del Sangue di Re e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, il luogo di fede più antico della valle. Numerosi i prodotti tipici di alta qualità: dal pane nero di segale agli amiasc, sottili e golose sfoglie cotte su ferri roventi, dalle polente al capretto tipico vigezzino, dai formaggi alla torta pane e latte, tra i più amati della valle. LEGGI TUTTO

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    Agrigento, un salto nella storia

    La celebre valle dei Templi sorge nei pressi della città di Agrigento, posta su due alture, il colle di Girgenti e la rupe Atenea, lungo la costa meridionale della Sicilia. Prima di descrivere il fascino e la belleza di questo sito, che richiama continuamente visitatori da tutto il mondo, ripercorriamone velocemente la storia.
    La città di Akagras fu fondata intorno al 580 a.C. da coloni provenienti da Gela e da Rodi. L’insediamento, attorniato da una cinta muraria lunga 12 km con 9 porte di ingresso, fece accrescere la sua grandezza nel tempo, fino a divenire una potente città-Stato sotto il dominio del filosofo Empedocle. Distrutta dai Cartaginesi nel 406 a.C., fu conquistata dai Romani nel 210 a.C., che la chiamarono Agrigentum e ne migliorarono il piano urbanistico monumentale con la costruzione di nuovi edifici pubblici, di templi, del teatro e del bouleuterion. Le iscrizioni rinvenute fanno pensare che gli abitanti della zona vivessero per lo più di attività legate alla lavorazione e al commercio dello zolfo. Durante l’età tardoantica e alto-medievale, la Collina dei Templi fu utilizzata come necropoli, sia in superficie, che sotterranea.
    Per visitare il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi è possibile scegliere tra i diversi itinerari proposti. Numerosi sono gli edifici e i templi ancora oggi in ottimo stato di conservazione di cui andare alla scoperta, come il Tempio della Concordia risalente al periodo greco. Costruito in stile dorico, è l’unico tempio che conserva ancora le trabeazioni e i due frontoni. Al suo interno si possono osservare delle contaminazioni architettoniche di epoca cristiana, risalenti VI secolo d.C. quando l’edificio fu consacrato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. Dell’epoca romana è anche il Ginnasio. Ad Agrigento è conservato l’unico edificio legato ad attività ginniche del mondo antico. In quest’area si possono vedere un altare monumentale per eseguire i riti, i resti di una grande vasca, due file di sedili e diversi altri elementi perfettamente conservati. Testimonianza del periodo tardoantico, invece, è la Necropoli Paleocristiana particolarmente articolata. Come testimoniano la suggestiva Grotta Fragapane, una catacomba comune, gli ipogei o le sepolture dette “arcosoli”. Prima di lasciare il Parco, è obbligatoria una visita al Museo Archeologico, considerato una delle maggiori istituzioni museali al mondo. Due le sezioni al suo interno: una dedicata alla valle dei Templi e all’antica città di Akragas/Agrigentum; l’altra, all’intera area della Sicilia centro-meridionale.
    Il Parco della Valle dei Templi si caratterizza anche come area paesaggistica molto pittoresca, tra viti, mandorli, pistacchi, fichi d’India, e grandi olivi “saraceni”, censiti come alberi monumentali. Passeggiando per i sentieri, durante le giornate di sole cocente, ci si può ritemprare all’ombra dei tamerici o dei pioppi. All’interno del Parco, infine, si praticano diverse attività agricole finalizzate alla produzione di vino ed olio. LEGGI TUTTO

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    In Sardegna, tra le rovine di Tharros

    Nel blu del mare si stagliano due antiche colonne bianche della penisola del Sinis: probabilmente, una delle “cartoline” più note della Sardegna. Siamo sulla costa occidentale dell’isola, a San Giovanni di Sinis, frazione di Cabras, in provincia di Oristano. È qui che si trovano i resti dell’antica Tharros, un museo a cielo aperto che racconta la storia di questa cittadina fondata dai fenici nell’VIII secolo a.C. (vicino ad un villaggio nuragico dell’età del bronzo), successivamente conquistata da cartaginesi e romani. In seguito arrivarono barbari e Bizantini, ma la sua storia terminò bruscamente intorno all’XI secolo, quando gli abitanti, stufi delle continue incursioni saracene, decisero di abbandonarla per trasferirsi a pochi chilometri, nell’entroterra, dove fondarono l’attuale Oristano.

    La prima cosa che colpisce, raggiungendo l’area archeologica, è la grande bellezza del territorio, immerso nei colori del Mediterraneo, dall’azzurro delle sue acque al verde della macchia. Un anfiteatro naturale sul mare – all’estremità della penisola del Sinis, che infilza le acque del golfo di Oristano – delimitato dalla collina di Su Murru Mannu, da quella della torre di San Giovanni e dall’istmo di San Giovanni, che lo collega a Capo San Marco. Uno di quei casi in cui una passeggiata archeologica diventa anche l’occasione di godere di scorci emozionanti e pittoreschi.
    Tra le rovine si possono ammirare, in particolare, resti della dominazione fenicia, ma soprattutto di quella romana. Di quest’ultima rimane evidente l’impianto urbanistico, con le strade lastricate che seguono la classica impostazione urbanistica ortogonale, ossia suddivisa in isolati quadrangolari uniformi, attraversati da cardi e decumani. Non mancano, poi, edifici termali, ben tre, vicino al mare, tra i quali spicca quello denominato “terme di Convento Vecchio”, il cui stato di conservazione permette di apprezzarne varie parti, come lo spogliatoio, il vano di passaggio per gli ambienti riscaldati e la stanza dei bagni. E come da tradizione romana, non mancano le opere di ingegneria idrica “di servizio”, dal sistema fognario, all’acquedotto con il castellum aquae, una grande cisterna che ne raccoglieva l’acqua, che sgorgava da una fontana pubblica.

    Numerosi sono anche i templi, a partire da quello che può essere considerato un po’ il simbolo del sito, il tempio tetrastilo affacciato sul mare: di lui rimangono le basi e le due suggestive colonne (ricostruite). Altri edifici di culto interessanti sono il tempio di Demetra, il tempietto K, con portico e altare con cornice a gola egizia (probabilmente sorto su un’antica costruzione punica), e il tempio a pianta di tipo semitico, delimitato in tre lati su quattro da pareti di roccia.

    Per quanto riguarda le testimonianze puniche, oltre alle necropoli, il celebre tophet (edificato nei pressi del villaggio nuragico dell’età del bronzo chiamato Su Muru Mannu) è sicuramente tra i più importanti: un santuario cimiteriale dove si trovavano le urne con i resti incinerati di neonati e animali sacrificati. Sempre di epoca punica, spicca il tempio detto “delle semicolonne doriche”, una struttura in parte costituita da un’unica bancata di roccia arenaria, e in parte da grossi blocchi squadrati. LEGGI TUTTO

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    Courmayeur: tra la montagna e il cielo

    Lassù, a un passo dal cielo, lo sguardo si perde all’infinito. Uno spettacolo rigenerante, dopo tanto tempo passato tra le mura di casa, reso possibile dalla riapertura della funivia Skyway (per tutti i biglietti in corso di validità la data di scadenza è posticipata a novembre 2021), le cui cabine semisferiche trasparenti, che ruotano durante tutta la salita, conducono da Courmayeur fino a Punta Helbronner offrendo una vista mozzafiato.

    Si parte da La Palud, all’imboccatura della Val Ferret; prima fermata, il Pavillon The Mountain, la stazione a 2173 metri con un’ampia terrazza da cui la vista abbraccia il Monte Bianco e la Val Veny. Al suo interno si trovano il Ristorant Alpino, con il menù firmato dallo chef Agostino Bouillas, la boutique con specialità e artigianato locale e la Cave Mont Blanc, produttice dello spumante ad alta quota Blanc de Morgex et de La Salle “Cuvée des Guides”.

    Ma il vero gioiello, nel periodo estivo, è il Giardino Botanico Saussurea, i cui lavori di rinnovamento si sono conclusi appena prima delle nevicate autunnali. Il giardino, che accoglie 900 specie differenti di piante alpine, è diviso in due zone. Nella prima, in aiuole organizzate per area geografica, si può osservare la flora montana di regioni esotiche come il Nord America, la Nuova Zelanda e l’Himalaya. Nella seconda sono stati invece ricreati alcuni ambienti tipici delle Alpi ed è stato realizzato un nuovo percorso di approfondimento interattivo dedicato ad alcune macro-aree come la montagna, i ghiacciai, i vertebrati, gli invertebrati e i licheni, oltre un momento informativo all’interno dello chalet. Il Giardino Botanico Saussurea organizza inoltre una serie di attività, tra cui un percorso di trekking foto-botanico, lezioni di natural yoga ed esperienze pensate per i più piccoli.
    Utima tappa, l’avveniristica stazione Punta Helbronner/The Sky custodisce l’affasciante sala Cristalli, la sala Monte Bianco, per ammirare il panorama anche nelle giornate fredde e ventose, e il Bistrot Panoramic, per una pausa golosa letteralmente tra le nuvole. LEGGI TUTTO

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    Safe the Date, un'estate di promozione per Mopar e FCA Bank

    Mopar vara l’iniziativa “Safe the Date”, in collaborazione con i marchi dei veicoli FCA e FCA Bank, e in vista dell’arrivo delle vacanze. L’iniziativa è dedicata a chi ha scelto l’auto per partire verso le mete delle meritate ferie. Perché viaggiare è bello, soprattutto dopo il lockdown, ma farlo su un mezzo sicuro lo è ancor di più.
    Infatti, l’offerta consente di igienizzare l’abitacolo e l’impianto climatizzatore del proprio veicolo a soli 19,90€ (IVA e manodopera incluse) e, al tempo stesso, di beneficiare di un bonus per l’acquisto di una nuova vettura Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Jeep o di un nuovo veicolo commerciale Fiat Professional, grazie a un finanziamento dedicato di FCA Bank che prevede il 5% di anticipo (0 in caso di veicoli commerciali) e la prima nel 2021. 
    Igienizzazione Mopar: come funziona
    Con “Safe the Date” è quindi possibile eseguire un trattamento di igienizzazione del veicolo a soli 19,90 € (IVA e manodopera incluse). Si tratta di un’operazione importante poiché germi, funghi e batteri possono accumularsi all’interno del sistema di climatizzazione, rendendo malsana l’aria all’interno dell’abitacolo, e che dovrebbe essere fatta ad ogni tagliando, ogni 15.000 km o almeno una volta all’anno, soprattutto se a bordo ci sono bambini, anziani o soggetti a rischio. Il trattamento prevede l’igienizzazione delle superfici all’interno dell’abitacolo e l’utilizzo di un evaporatore per la pulizia dell’impianto di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria (HVAC).
    In aggiunta, il cliente può anche richiedere l’installazione del nuovo filtro abitacolo ad alte prestazioni della gamma PRIME by Mopar. Grazie a uno speciale trattamento biologico ai polifenoli, il filtro PRIME, riesce a neutralizzare fino al 96% di allergeni, assorbire gas nocivi e polveri sottili (PM 2.5) e bloccare la crescita di muffe e batteri per più del 98%. In questo modo, è possibile assicurare una protezione efficace e completa per tutte le persone a bordo.
    Bonus: come accedere
    In un contesto difficile come quello attuale, FCA mette in atto azioni concrete per supportare tutti i cittadini che stanno prendendo in considerazione la possibilità di acquistare un nuovo veicolo dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia e Abarth.
    E in questo ambito rientra l’iniziativa “Safe the Date” che, dal 20 al 25 luglio, consentirà di scaricare un coupon promozionale per l’acquisto di una vettura del Gruppo in pronta consegna o un di veicolo commerciale condizioni particolarmente vantaggiose. Il bonus è scaricabile direttamente dai siti ufficiali dei singoli marchi ed è valido sino al 10 agosto per Fiat, Abarth, Lancia, Jeep e Alfa mentre è prolungato sino al 31 agosto per i veicoli commerciali e, in caso di finanziamento con FCA Bank, prevede che la prima rata sia nel 2021.
    Ad esempio, collegandosi al sito Alfa Romeo è possibile scaricare i coupon con importi fissi per ogni modello: dagli 8.500€ per Stelvio MY20 o Giulietta (solo in caso di finanziamento FCA Bank) ai 7.000€ di Giulia MY20. Stesse condizioniper i SUV Jeep che, grazie all’iniziativa “Safe the Date”, potranno beneficiare di un bonus dai 5.000€ per Renegade ai 20.000€ per l’acquisto di Grand Cherokee. Sul sito di Fiat sono invece disponibili i coupon per l’intera gamma che per Panda arriva ad un importo di 4.000€ (lo stesso per Lancia Ypsilon) mentre per la 500L raggiungono i 6.500€ e sono garantiti solo in caso di finanziamento FCA Bank. Il bonus riservato ai fan dello Scorpione per l’acquisto di una Abarth 595 vale 3.000€ senza clausole legate a finanziamenti. Infine, i coupon di “Safe the Date” assicurano vantaggi anche sull’acquisto dei veicoli di Fiat Professional: infatti, i bonus consentono uno sconto dal 18% su Panda Van al 36% su Ducato Merci con anticipo zero, primo canone a gennaio 2021.
    Finanziamento FCA Bank: come funziona
    Per l’iniziativa “Safe the Date” di Mopar FCA Bank propone un esclusivo finanziamento che prevede da parte del cliente un anticipo minimo del 5% e il pagamento della 1° rata a giugno 2021 sulle principali promozioni del mese per tutti i brand automobilistici del gruppo FCA (Fiat, Lancia, Abarth, Alfa Romeo e Jeep) mentre per i veicoli Fiat Professional anticipo zero e 1° canone a gennaio 2021. Durante i giorni del “Safe the Date” Mopar®, dal 20 al 25 luglio, il cliente potrà scaricare il coupon e usufruire dell’iniziativa dedicata. LEGGI TUTTO

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    L'offerta turistica di Usseglio 2020: modello di resilienza e accoglienza diffusa

    Per chi non lo conoscesse, Usseglio – bandiera arancione -, pur fregiandosi del titolo di “cittaslow”, non è una città montana, bensì un territorio alpino, che si sviluppa tra i 1200 e i 3500 metri di quota, alternando magnifici panorami con la animata presenza di ben 11 frazioni; 8 di queste sono pronte ad accogliervi, con offerte gradevoli ed alla portata di tutti, dalle famiglie agli sportivi più esigenti.
    Iniziamo da Piazzette, prima frazione arrivando da Torino, dove il Bar Costafiorita affianca alla offerta di colazioni, merende e take a way, interessanti noleggi di bike, e-bike e kit per ferrata (Candelera, a poche centinaia di metri). Proseguiamo verso Pianetto, dove la panetteria La Micà sforna ogni giorno ottimo pane e deliziosi prodotti di pasticceria, primi fra tutti torcetti e paste di meliga. Alla Frazione Cascine troviamo i grandi alberghi Rocciamelone e Grand’Usseglio , con spaziosi dehors, prati perfetti per un relax completo, camere confortevoli e massima cura nella prevenzione anti-covid. A Cortevizio, in prossimità del Municipio, il Bivacco Matematico vi sorprenderà per l’alto livello della gastronomia da asporto curata da Mauro; a pochi passi, l’Ufficio Turistico, dove sarete accolti da giovani entusiasti e preparatissimi, superate le colonie alpine della frazione Villaretto, eccovi alla Furnasa pronti ad abbandonarvi alla gustosa cucina di Silvio e Maria, con ampi spazi di ristorazione e ricchi cibi da asporto. Superato il Crot svoltando a sinistra dopo la Centrale arriverete a Pian Benot, regno dei gestori di Nei e Soleil, con camere di albergo, case vacanze e ottima cucina di montagna. Belle escursioni verso lo spartiacque con la Val Susa e le cime Lunella e Grand’Uia, dopo la bellissima stagione dello sci. Tornando a Crot proseguendo lungo la valle principale si raggiunge Margone, ove ad accogliervi sarà il clima giovanile e spensierato della pizzeria Il Caminetto di Fabrizio. Infine, risalendo tra boschi e distese di fiori alpini, arriverete a Malciaussia, frazione sommersa dalla realizzazione della grande diga; qui verrete accolti dai gestori del rifugio albergo Vulpot, e potrete ammirare le alte vette del Rocciamelone, della Lera, del Palon e i loro riflessi nel grande lago.

    Questo gruppo di coraggiosi operatori turistici è sostenuto da una attivissima Pro Loco, che ha saputo rivoluzionare il calendario tradizionale, ricco di feste di grande richiamo quali la Mostra della Toma (fino a 20.000 presenze che quest’anno avrebbe avuto la qualifica di nazionale) adeguando le proposte estive alle misure di sicurezza e al momento che stiamo vivendo. Sarà un’estate diversa dove le proposte culturali, i momenti di religiosità, le escursioni naturalistiche e cicloescursioni guidate offriranno al turista il giusto relax nello spirito del turismo di qualità e nel rispetto dell’ambiente. Se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, il 13 agosto verrà proposta la 24°  Mostra Mercato del Prodotti Naturali e Mestieri delle Valli e il 15 agosto la festa patronale di Maria Assunta con la processione e la distribuzione del pane della “charità”. Gli amanti dello sport troveranno un campo da calcio regolamentare anche per ritiri di società calcistiche, un campetto polivalente per calcio a 5, pallavolo, basket, il parco giochi per i bimbi e il minigolf. E per chi sceglierà la vacanza in plein air un accogliente camper service in centro paese. Altri importanti servizi, tre postazioni per ricarica di auto elettriche e postazione di elisoccorso 118.
    Ma il pensiero è già al primo week-end di ottobre dove la Transumanza e la festa della patata di montagna esalteranno la tradizione, i prodotti di montagna e il buon vivere. LEGGI TUTTO