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Nfl: Netflix racconta l'adolescenza di Kaepernick, il quarterback leader dell'antirazzismo

In America, ma anche in Europa, gli addetti ai lavori non nutrono dubbi: la serie su Colin Kaepernick targata Netflix sarà un successo. Pari, se non superiore a quella che ha raccontato il re del basket, Michael Jordan. L’annuncio di poche ore fa scalda l’attesa. 

Dunque, Netflix racconterà in sei episodi l’adolescenza del quarterback che nel 2016 ha preso a inginocchiarsi quando viene intonato l’inno americano, in segno di protesta contro le violenze della polizia sugli afroamericani. Un gesto che, c’è poco da girarci attorno, gli è, al momento, letteralmente costato il posto di lavoro. La sua carriera. Scaduto il contratto coi Niners nessuno lo ha più chiamato, neppure come riserva. E per un finalista del Super Bowl che allora aveva 29 anni la scusa di un rendimento in calo (tra l’altro più legato a una crisi dei Niners che personale) non regge neppure un po’.

Tant’è che in questi giorni in cui il razzismo e le violenze degli agenti dilaniano gli States, la Nfl gli ha pubblicamente chiesto scusa e si è augurata che, finalmente, una squadra lo chiami e gli dia la possibilità di tornare a giocare.

Triste ma vero, il caso Floyd e quello che ne è seguito, ha dato grande luce a Kaepernick, ormai leader della comunità afroamericana contro gli abusi degli agenti e non solo. E Netflix adesso ne racconterà le radici con la cineasta vincitrice degli Emmy, Ava DuVernay.

Il documentario “Colin in bianco e nero”, in sei episodi scaverà negli anni giovanili di Colin per svelarne la sua attitudine a combattere le ingiustizie razziali. Saranno esplorati i tempi del liceo. Kaepernick, nato da una donna bianca e da un padre nero, venne adottato da una coppia bianca e presto mostrò le sue grandi qualità fisiche e agonistiche che poi lo portarono nel mondo della National football league.
 

Non si conoscono molti altri dettagli della serie nè la sua data di uscita. DuVernay, lo scritore Michael Starrbury e Kaepernick sono i produttori esecutivi. Colin sarà il narratore della sua storia. Nell’attesa, sarebbe bello che finalmente un team gli restituisse la possibilità di mostrare sul campo quello che sa fare.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml

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