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Il pasticcio degli sport di contatto: a Beach si gioca, ma non dappertutto

Di Redazione

Alla fine sono state le Regioni a prendere in mano la situazione e bypassare lo stallo creato dal pronunciamento del Comitato Tecnico Scientifico contro la ripresa degli sport di contatto, deprecato dallo stesso Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che aveva chiesto al governo di intervenire per rimediare. Per il momento ciò non è avvenuto, ma in compenso i singoli territori si sono organizzati da sé con le rispettive ordinanze regionali, dando vita a un’Italia a macchia di leopardo anche per quanto riguarda il Beach Volley.

La prima regione a muoversi, in largo anticipo sulle altre, era stata l’Abruzzo, che addirittura il 10 giugno aveva emanato un protocollo per i centri sportivi, pur introducendo specifiche limitazioni per i singoli sport (per pallavolo e Beach Volley, ad esempio, era previsto l’uso obbligatorio dei guanti). In seguito si è aggregata la Sicilia, che ha consentito la ripresa da sabato 20 giugno. Il 25 giugno l’ha seguita la Puglia, confortata nella sua decisione “dal basso rischio nell’andamento dell’epidemia nella nostra regione“; e nello stesso giorno la Liguria ha fatto la medesima scelta. Il 26 giugno è toccato al Veneto, e il presidente Luca Zaia ha parlato di “una delle ordinanze più toste che abbiamo firmato“.

Persino la Lombardia, la regione più colpita dal coronavirus, conferma che si potrà tornare a giocare, ma soltanto a partire dal 10 luglio. Nelle Marche c’è una situazione “mista”: centri e campi possono essere utilizzati, ma solo se affiliati a una Federazione o a un ente di promozione sportiva. L’ultima in ordine di tempo a dare il via libera è stata il Friuli Venezia Giulia: da oggi (1° luglio) gli sport di contatto sono permessi. Ma altre regioni, come Trentino e Toscana, si mantengono ancora prudenti in attesa dell’ok definitivo del governo.

Nel caso specifico del Beach Volley va ricordato che, in caso di attività autorizzate dalla Federazione o di società e centri sportivi affiliati, è comunque obbligatorio rispettare il protocollo emanato dalla Fipav, ancora in vigore almeno fino al prossimo 5 luglio.

(fonte: Il Sole 24Ore, Ansa)

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