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    Europei M.: Berruto e la nazionale senza stelle. “Ragazzi che non giocano per il nome scritto sulle spalle”…

    KATOWICE – Uno dei post più incisivi del dopo gara tra Italia e Serbia, semifinali dell’Europeo 2021 è stato quello di Mauro Berruto l’ex Ct azzurro che era stato l’ultimo, prima di oggi a guidare la nostra nazionale in una finale continentale, otto anni fa a Copenaghen contro la Russia. Arrivò l’argento, nel bel mezzo di una finale con staffetta tra gli opposti (Vettori subentrò, ancora una volta, ad uno Zaytsev ancora incapace di incidere in un match top), un risultato figlio di una squadra azzurra fortemente ringiovanita (età media 25 anni e mezzo) che schierava ben otto esordienti.
    L’ex Ct sui suoi canali social ha scritto:  “Un’Italia meravigliosa, fatta di ragazzi che giocano per la scritta che portano sul davanti della maglia e non per quella sulle spalle. Un’Italia dove conta la squadra e basta. FINALMENTE, grazie ragazzi!” #italiaserbia #volley #pallavolo

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    Europei M.: De Giorgi, “Ragazzi straordinari a bruciare le tappe”

    Galassi e De Giorgi

    KATOWICE – “Siamo davvero contentissimi, i ragazzi sono stati straordinari a bruciare le tappe trovando il giusto feeling in tempi brevissimi. La gara è stata davvero difficile, in alcune fasi avremmo potuto fare meglio ma i ragazzi sono stati davvero bravissimi a rimanere sempre attaccati dimostrando carattere e voglia di arrivare” il commento post gara di Ferdinando De Giorgi, Ct azzurro.
    Gianluca Galassi, centrale azzurro: “E’stata una gara difficilissima vinta contro un’avversaria che non ha bisogno di presentazioni; noi però abbiamo dato davvero tutto al termine di una gara giocata in un impianto pieno che ci ha fatto vivere bellissime emozioni. Davvero siamo entusiasti di questo successo ma sappiamo che non è finita e che domani sarà un’altra gara durissima. Noi ovviamente ci proveremo”.

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    Europei M.: Azzurri in finale senza sconfitte. Italia-Slovenia per l’oro alle 20,30 su Rai3 e DAZN

    Giulio Pinali, opposto azzurro

    KATOWICE – In finale senza sconfitte. Gli azzurri di Ferdinando De Giorgi hanno centrato contro la Serbia l’ottava partita vinta nel torneo su otto gare giocate. Un traguardo che si ripete per la seconda volta nella storia azzurra dopo l’edizione del 1958 dove però l’Italia si classificò solo al 10° posto.E’ invece la terza volta nella storia del volley italiano che la Nazionale Maschile e quella Femminile centrano la finale della rassegna continentale (2001 e 2005 i precedenti) nella stessa edizione. Domani Giannelli e i suoi compagni affronteranno alle ore 20.30 con diretta TV su Rai3 e DAZN la Slovenia che nel primo match di giornata ha avuto la meglio sui padroni di casa polacchi.

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    Europei M.: Italia-Serbia, solo una semifinale o una staffetta generazionale?

    KATOWICE – La speranza di tutti è che l’appuntamento di questa sera (ore 21, diretta Rai2 e DAZN) contro i serbi si trasformi da partita che vale l’accesso alla finale dell’Europeo ad una vera e propria staffetta, un passaggio di testimone tra la squadra più vecchia (o meglio, anziana ed esperta) del torneo continentale e quella più giovane.La carta d’identità non fa sconti soprattutto a serbi (media 29 anni, 6 mesi), sloveni (29 anni e 2 mesi) e bi-campioni del Mondo della Polonia (29 anni e 5 mesi) le tre squadre con l’età media più alta di tutto il torneo semifinaliste contro la squadra azzurra che invece svetta, in pieno ricambio generazionale, come la più giovane con soli 24 anni di media.
    Italia-Serbia è quindi la sfida tra le due estremità, una gara sentitissima dalle due parti. Vuoi perché appena un mese fa proprio l’Italia “rosa” di capitan Sylla ha vinto l’Europeo a Belgrado proprio contro le serbe, poi perché due anni fa a Bari, nel torneo di qualificazione olimpica, gli azzurri eliminarono la nazionale dell’allora coach Grbic e dei vari Atanasijevic, Petric, Kovacevic dalle Olimpiadi di Tokyo.
    Una sfida infinita contro una nazionale che in campo impone agli azzurri di sussurrare schemi e contro mosse perché la lingua italiana è la seconda di tutti i protagonisti della nazionale di Belgrado che in Italia è stata capace in tutti i suoi principali attori di farsi apprezzare con il gioco e amare e rispettare sotto l’aspetto umano.
    E’, la Serbia, la classica squadra coriacea, dura, smaniosa di giocare per il proprio Paese e che per quello credo è capace di dare sempre un qualcosa in più.Sono i campioni in carica, la squadra è esperta (Fefé in conferenza stampa, nel parlare proprio dell’esperienza, sottolineando che a volte è un alibi, ha però ribadito che nel caso degli avversari è dote presente in abbondanza) ma con almeno un punto debole acclarato in posto due, un refrain che in Italia ha già conosciuto nella scorsa stagione Perugia che non ha potuto contare al meglio di uno dei suoi storici leader Atanasijevic. “Bata” e Luburic devono fare reparto in due. Basterà? I punti di forza sono al centro con Podrascanin e Lisinac, giocatori di qualità indiscussa, così come in posto 4 brilla Uros Kovacevic uno dei martelli ricevitori di maggior qualità a livello mondiale degli ultimi anni, seppur di tanto in tanto non continuo e non al meglio della condizione fisica. E’ un derby tra amici e campioni che si rispettano, tra due scuole, tra due nazioni che vivono diversamente l’approccio alla cultura e formazione sportiva tanto che la Serbia con una popolazione di 7 milioni di abitanti (60milioni gli italiani) eccelle a livello mondiale in diverse discipline di squadra, come pallavolo, basket e pallanuoto.
    IL SESTETTO – La Serbia, il sestetto: Jovovic in regia, Luburic opposto, Kovacevic e Ivovic in posto 4, Lisinac e Podrascanin al centro, Majstorovic libero.
    I PRECEDENTI – 36 i precedenti tra le due squadre con 20 successi italiani. L’ultima gara disputata, 30 maggio, è stata nella bolla di Rimini durante la Volleyball Nations League quando s’imposero i serbi con il punteggio di 3-1; ma la memoria evoca sfide molto importanti come la qualificazione olimpica disputata a Bari in un Pala Florio gremito in ogni ordine di posti (vittoria italiana per 3-0) o il match nella Final Six dei Campionati del Mondo 2018 vinta dai serbi (3-0 il punteggio). Andando indietro nel tempo impossibile non ricordare la finale della rassegna continentale disputata a Vienna esattamente dieci anni fa quando gli azzurri allenati allora da Mauro Berruto si dovettero accontentare di una medaglia d’argento (3-1 il risultato). LEGGI TUTTO

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    Europei M.: Italia, l’ultimo podio europeo a Sofia 2015… Flop con la Slovenia, vittoria con la Bulgaria

    KATOWICE – L’ultima volta sul podio europeo per l’Italia maschile risale al 2015, un bronzo ottenuto a Sofia, in Bulgaria, con gli azzurri di Blengini capaci di superare i padroni di casa per 3-1 e confermarsi tra le prime tre dopo gli argenti 2011 e 2013. In quella circostanza il bronzo fu ritenuto un “brodino” dopo il ko di semifinale con la Slovenia. Il target azzurro era la finalissima ma con la Slovenia di Giani – destinata all’argento nella sua prima storica finale –  gli azzurri giocarono a quella data una gara che venne definita la più brutta Italia della gestione Blengini. In semifinale fu 3-1 (25-13, 23-25, 25-20, 25-20) il tabellino per Gasparini, Urnaut e Cebulj.
    LE FORMAZIONI DELLA SEMIFINALE – Italia in formazione tipo: Giannelli-Zaytsev; Lanza-Juantorena; Buti-Piano; Colaci (L). Nessuna novità nemmeno nella Slovenia: Vincic-Gasparini; Urnaut-Cebulj; Pajenk-Kozamernik; Kovacic (L).
    I PIU’ E MENO DELLA SEMIFINALE 2015 ITALIA-SLOVENIA – A livello di fondamentali l’Italia paga costantemente dazio in ricezione (tantissime le alzate in bagher di un Giannelli non brillante) e non riesce a riscattarsi con i suoi fondamentali forti (attacco e battuta), oggi decisamente al di sotto delle aspettative. Fra i singoli il peggiore è Lanza (30% in att. col 9% di eff., 3 err. in ric. e 3 in battuta), ma anche i centrali sono impalpabili mentre Zaytsev non raggiunge la sufficienza (32% in att. e 22% di eff.) e Juantorena finisce in calando (48% in att.).Va invece quasi tutto bene alla Slovenia. Vincic, un paio di sviste a parte, orchestra a dovere il cambiopalla con i 3 martelli di palla alta che rispondono tutti presente (Urnaut 58%, Gasparini 54%, Cebulj 42%). In fase break la Slovenia alterna con sagacia battuta float e battuta potente e trova anche 8 ace diretti (5 Gasparini, 2 Cebulj, 1 Kozamernik).
    LE FORMAZIONI DELLA FINALE PER IL 3° POSTO – Squadre in campo con gli stessi sestetti delle semifinali: G. Bratoev – V. Nikolov; N. Penchev – Aleksiev; Todorov – Yosifov; V. Ivanov (L); Giannelli – Zaytsev; Juantorena – Lanza; Buti – Piano; Colaci (L).
    PIU’ E MENO DELLA FINALINA DI BRONZO – L’Italia vince 1-3 con la Bulgaria (20-25, 14-25, 25-23, 20-25) – il tabellino. La squadra ritrova efficacia al servizio e anche in attacco con Lanza che ha leggermente migliorato la percentuale della semifinale (38% contro 30%) e Zaytsev è mattatore del match con 26 punti, il 70% in att., 1 muro e 4 ace. Bene Juantorena con 17 punti, il 52% in att., 2 muri, 1 ace e molti servizi ficcanti. Qualcosa in più si è visto anche dai centrali (100% in att. e 5 muri per Piano), mentre nella Bulgaria le cose migliori le ha fatte la diagonale di riserva Agontsev-Uchikov (15 punti col 50% in att. per l’opposto) gettati nella mischia a partita in corso da Kostantinov visto un Nikolov ancora sottotono (-14% di eff. in att. su 7 palloni). A complicare la situazione della Bulgaria (che già doveva rinunicare ai vari Sokolov, Zhekov, Skrimov e N. Nikolov) c’è stato anche l’infortunio alla caviglia sinistra di Penchev sull’11-13 del 2° set.
    Italia di bronzo a Euro2015 LEGGI TUTTO

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    Europei M.: Verso la “classica” sfida con la Serbia. Pinali: “Essere qui è un sogno che si sta realizzando”

    Giulio Pinali in attacco

    KATOWICE – Cresce l’attesa per le semifinali della 32esima edizione dei Campionati Europei. Da domani alla Spodek Arena Polonia, Slovenia, Serbia e Italia scenderanno in campo per contendersi lo scettro della pallavolo maschile del Vecchio Continente, quattro gare di altissimo livello al termine delle quali si conosceranno le formazioni che iscriveranno il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione.
    L’Italia di Ferdinando De Giorgi – domani in campo contro la Serbia (ore 21 diretta TV su Rai Due e DAZN) -, grazie al suo percorso netto (7 successi consecutivi, 2 soli set persi), si è guadagnata, meritatamente, un posto tra le migliori quattro squadre d’Europa ritagliandosi un ruolo da protagonista in questa edizione. La Nazionale Italiana si è presentata con un roster rinnovato e ringiovanito, fisiologicamente cambiato dopo la conclusione del ciclo olimpico, ma questo è apparso da subito non essere un limite.Giannelli e compagni, infatti, si sono sempre espressi su ottimi livelli, mettendo in mostra una notevole organizzazione di gioco; tutti i giovani protagonisti si sono messi a disposizione degli altri compagni; l’alchimia nata ha creato da subito entusiasmo e crescente consapevolezza dei propri mezzi. Il risultato è stato riportare la maglia a zzurra in semifinale dopo sei lunghi anni (2015 Finali a Sofia, Italia sul gradino più basso del podio).Di tutto ciò è consapevole l’opposto Giulio Pinali che così si racconta a poco più di 24 ore dalla sfida contro la Serbia: “Siamo molto contenti di essere qui e di avere la possibilità di scendere in campo in una situazione del genere; sappiamo che quella di domani sarà una partita difficile nella quale ci sarà da lottare. Le nostre sensazioni però sono buone, anche l’ultima partita contro la Germania ha messo in evidenza il nostro gioco e la nostra sintonia; speriamo ora di riuscire a replicare queste situazioni così da mettere in difficoltà anche le nostre prossime due avversarie. Quello che ci ha permesso di arrivare fino a qui è stato l’entusiasmo e l’energia che ci mettiamo nell’affrontare ogni singola partita, ma più in generale ogni momento di questa esperienza che stiamo vivendo tutti assieme. Siamo coesi, viaggiamo compatti, abbiamo un obiettivo comune che è quello di migliorarci e anche quando siamo stati manchevoli di qualcosa non ci siamo mai abbattuti e abbiamo sempre guardato avanti con fiducia ed entusiasmo. Contro la Serbia sarà necessario giocare senza troppe pressioni, loro giocheranno forte, cercheranno di metterci in difficoltà con il servizio e noi dovremo essere bravi a tenere sia in ricezione sia in altri momenti di difficoltà. Dovremo rimanere sempre lì cercando poi di collezionare punti anche quando le situazioni non saranno semplici. Sinceramente non mi aspettavo potessimo fare così bene, ma con il passare dei giorni e delle partite il feeling tra di noi è progressivamente aumentato; essere qui è un sogno che si sta realizzando, l’essere in prima squadra e giocare con continuità è un qualcosa che mi riempie di orgoglio. Spero sinceramente di ripagare la fiducia riposta in me e di regalare tante emozioni a noi stessi e a chi tifa per noi”.

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