More stories

  • in

    L’Ungheria non crea problemi a un’Italia in crescita

    Di Redazione Secondo sigillo per l’Italia ai Campionati Europei femminili: dopo il successo all’esordio sulla Bielorussia arriva un altro 3-0, questa volta contro l’Ungheria. Sulla carta la partita poteva presentare qualche insidia in più, ma in realtà le azzurre vanno sul velluto, un po’ per l’inconsistenza delle avversarie (che schierano tra l’altro una formazione rivoluzionata, forse per risparmiare energie in vista di gare più abbordabili) e un po’ grazie a una prestazione solida ed equilibrata soprattutto a partire dal secondo set. Ancora una prestazione di alto livello per Paola Egonu, top scorer con 17 punti e il 63% in attacco, ed Elena Pietrini, 16 punti e il 59%; molto bene anche Alessia Orro, che oltre a disimpegnarsi egregiamente in regia si rende protagonista anche con 3 muri. L’ago della bilancia resta Miriam Sylla, che viene bersagliata in ricezione (5 ace subiti) ma, dopo un primo set da incubo, riesce a entrare in partita in attacco. Ben poco da dire sull’Ungheria, in cui Greta Szakmary si conferma l’unica giocatrice di livello, mentre sicuramente la prova di Kinga Szucs (0 su 10 in attacco) non avrà entusiasmato i tifosi di Casalmaggiore, la sua nuova squadra. L’Italia tornerà in campo già domani alle 17.15 contro la Slovacchia, fanalino di coda del girone (diretta tv su Rai2 e streaming su DAZN). I SESTETTI – Mazzanti conferma la formazione mandata in campo contro la Bielorussia, con Egonu opposta a Orro, Chirichella e Fahr al centro, Pietrini e Sylla in posto 4 e De Gennaro libero. L’Ungheria invece cambia volto rispetto alle prime due sfide con la palleggiatrice Bagyinka e l’opposta Vezsenyi, le centrali Pekarik e Gyimes, le schiacciatrici Szucs (nuovo innesto di Casalmaggiore) e Szakmary e il libero Toth. 1° SET – La partenza a razzo delle ungheresi (0-2 con ace di Gyimes) provoca una reazione altrettanto valida delle azzurre: 4-2 sul solito servizio di Fahr, con la collaborazione del muro di Egonu. L’Italia prende il largo già sul 9-4 grazie a Pietrini (muro e attacco), provocando il primo time out della partita. L’Ungheria si riavvicina con un muro vincente di Bagyinka (11-8) e manda in ambasce la ricezione azzurra in un paio di occasioni, ma Sylla e compagne resistono e si staccano di nuovo sul 15-10 con Egonu e Chirichella. Dopo il time out chiesto da Gluszak arrivano due ace consecutivi di Egonu a mettere in ghiaccio il parziale (17-10). Le azzurre pasticciano un po’ (18-12) ma poi riprendono a volare con Egonu, Fahr e il servizio vincente di Chirichella (21-12). Un errore avversario in battuta consegna ben 9 set point, l’Italia sfrutta già il secondo grazie a un attacco di Egonu non controllato dalla difesa magiara (25-16). 2° SET – L’Ungheria prova di nuovo a scappare in avvio con l’ace di Bagyinka (2-4), ma mal gliene incoglie: in risposta Egonu sfodera due ace per il 6-4, poi Orro sale in cattedra con due muri (7-5, 9-6) e infine Pietrini sigla il più 4 che porta direttamente al time out. Al rientro arriva anche l’11-6 di Egonu, il CT ungherese sostituisce Szucs con Kiss e poi ricorre al doppio cambio con Kiraly e Nemeth. Le cose però non cambiano: l’Italia fa entrare in temperatura anche Sylla (14-9) e allunga ulteriormente sul 16-10. Un muro efficace e i pasticci dell’Ungheria permettono alle azzurre di prendere definitivamente il volo (19-11) per poi staccarsi ancora con l’ace del 21-12 di Chirichella. Il finale è in discesa, Pietrini firma il 24-14 con un altro servizio vincente e Sylla chiude sul 25-15. 3° SET – Si completa la rivoluzione nelle file ungheresi con la coppia di schiacciatrici Kiss-Torok, la centrale Papp e il libero Juhar. Proprio quest’ultima sigla l’ace del 4-5, ma l’Italia rimette subito le cose a posto con i muri di Pietrini e Fahr (8-6) e poi si appoggia agli errori avversari per allungare sull’11-6. Malgrado il time out la striscia di punti delle azzurre prosegue fino al 13-6 (break di 7-0) e Mazzanti approfitta del largo vantaggio per inserire Gennari al posto di Pietrini. Kiss colpisce in pieno volto Orro con il pallone del 15-10, ma nulla di grave per lei. Sul servizio di Sylla arriva un ulteriore break per l’Italia, che vola fino al 19-11 con due attacchi consecutivi di Pietrini. Torok prova a pizzicare le azzurre in battuta (21-15) ma il vantaggio è ormai abissale: Sylla si guadagna il match point (24-16). Gyimes e Bagyinka annullano tre chance, poi ci pensa Egonu a chiudere per il definitivo 25-19. Italia-Ungheria 3-0 (25-16, 25-15, 25-19)Italia: Gennari, Bonifacio ne, Malinov ne, De Gennaro (L), Orro 5, Chirichella 5, Danesi ne, Fahr 5, Pietrini 16, Nwakalor ne, Sylla 8, Egonu 17, Parrocchiale (L) ne, D’Odorico ne. All. Mazzanti.Ungheria: Szakmary 8, Toth (L), Vezsenyi, Bagyinka 4, Torok 3, Kiraly, Juhar (L), Szucs, Papp 4, Nemeth 4, Gyimes 3, Pallag, Pekarik 1, Kiss 2. All. Gluszak.Arbitri: Fernandez Fuentes (Spagna) e Jankovic (Serbia).Note: Incontro disputato a porte chiuse. Italia: battute vincenti 9, battute sbagliate 15, attacco 52%, ricezione 49%-30%, muri 10, errori 22. Ungheria: battute vincenti 7, battute sbagliate 7, attacco 23%, ricezione 39%-12%, muri 3, errori 19. LEGGI TUTTO

  • in

    F1, Wolff: “L'errore di Bottas in Ungheria non influenzerà la decisione”

    ROMA – A pagare l’errore di Valtteri Bottas nell’ultimo weekend di gara sono state soprattutto McLaren e Red Bull. Toto Wolff, team principal della Mercedes, è tornato a parlare in merito, decidendo di non essere troppo severo nel giudizio e rivelando che il Gran Premio d’Ungheria non condizionerà il futuro del finlandese: “Quanto accaduto non influenzerà affatto la decisione – afferma -. Si è trattato di un errore sfortunato, che ha avuto grandi conseguenze. Una partenza difficile per Valtteri, che ha pattinato con le gomme e si è trovato in un sandwich nella prima curva, mancando il punto di frenata. Un piccolo errore con enormi conseguenze e danni alle altre vetture, e mi dispiace per la McLaren e la Red Bull, un incidente del genere alla partenza è difficile da accettare”. 
    “Decisione giusta con Lewis”
    Alla ripartenza dopo l’incidente si è creata una situazione paradossale, con il solo Hamilton in griglia e gli altri piloti in pit lane: “Abbiamo dovuto prendere una decisione con Lewis alla ripartenza – ammette – e resto fermamente convinto di quanto accaduto, tenerlo fuori è stata assolutamente la scelta giusta per noi, anche se era un po’ solo, sarebbe stato un azzardo tornare ai box pur essendo primi. La pista si è asciugata velocemente con il sole, ma poteva andare diversamente e sarebbe stato un peccato richiamarlo. Quella di Lewis è stata una guida coraggiosa, ha recuperato posizioni e la vittoria alla fine era impossibile, ma Fernando si è difeso egregiamente e non era la nostra giornata“. LEGGI TUTTO

  • in

    F1, Wolff e l'errore di Bottas: “Non condizionerà il futuro”

    ROMA – L’errore di Valtteri Bottas è costaro caro, non solo alla Mercedes, ma anche e soprattutto a McLaren e Red Bull. Tuttavia, Toto Wolff non vuole essere troppo severo nel giudizio e rivela che il Gran Premio d’Ungheria non condizionerà il futuro del finlandese: “Quanto accaduto non influenzerà affatto la decisione. Si è trattato di un errore sfortunato, che ha avuto grandi conseguenze. Una partenza difficile per Valtteri, che ha pattinato con le gomme e si è trovato in un sandwich nella prima curva, mancando il punto di frenata. Un piccolo errore con enormi conseguenze e danni alle altre vetture, e mi dispiace per la McLaren e la Red Bull, un incidente del genere alla partenza è difficile da accettare”, le sue parole. 
    La scelta su Lewis
    Alla ripartenza dopo l’incidente si è creata una situazione paradossale, con il solo Hamilton in griglia e gli altri piloti in pit lane: “Abbiamo dovuto prendere una decisione con Lewis alla ripartenza – ammette – e resto fermamente convinto di quanto accaduto, tenerlo fuori è stata assolutamente la scelta giusta per noi, anche se era un po’ solo, sarebbe stato un azzardo tornare ai box pur essendo primi. La pista si è asciugata velocemente con il sole, ma poteva andare diversamente e sarebbe stato un peccato richiamarlo. Quella di Lewis è stata una guida coraggiosa, ha recuperato posizioni e la vittoria alla fine era impossibile, ma Fernando si è difeso egregiamente e non era la nostra giornata“. LEGGI TUTTO