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    Servizio K.O.? Gauff corre ai ripari con il “biomeccanico”

    La frustrazione di Gauff dopo l’ennesimo doppio fallo

    320 doppi falli in 47 partite giocate nel 2025, a fronte di “soli” 138 Ace. Un bilancio a dir poco in rosso per Coco Gauff, con uno Slam vinto in stagione (Roland Garros) ma un evidente problema con la battuta, un colpo che ha sempre sostenuto la sua prestazione e dato il via ai suoi affondi incisivi da fondo campo. Qualcosa s’è inceppato, nella catena cinetica del suo swing e sicuramente anche a livello di fiducia, visto che la battuta è l’unico colpo nel tennis che si gioca da fermo, senza alcun intervento dell’avversario. Per questo la statunitense ha deciso di correre ai ripari ed affidarsi alle cure di un esperto in materia: Gavin MacMillan, allenatore esperto in biomeccanica che ben ha lavorato insieme ad Aryna Sabalenka dal 2022 al 2024. Lo riporta ESPN da New York.
    Proprio in quel periodo Sabalenka ha migliorato in modo esponenziale il suo tennis, passando da colpitrice formidabile a giocatrice più stabile e controllata, forte di un servizio progressivamente più sicuro e incisivo. Aryna con il lavoro svolto con MacMillan ha perfezionato la spinta con la schiena, la posizione di partenza dei piedi per aver un maggior equilibrio, e tantissimo il lancio di palla, prima assai “ballerino”. Oggi la battuta è una delle certezze della bielorussa, colpo decisivo a farla diventare la miglior tennista al mondo insieme ad un’attitudine meno spregiudicata.
    Altri scenari invece per Gauff. Dopo la svolta con Brad Gilbert che la portò a vincere il suo primo Slam a US Open 2023, Coco ha continuato a crescere a strappi, con periodi eccellenti alternati a fasi meno brillanti, costellati da tanti errori e scelte di gioco discutibili. Da tempo la battuta è diventata un problema, con l’incredibile match contro Collins a Montreal di poche settimane fa dove di doppi falli ne ha commessi addirittura 23, un’enormità per una tennista del suo livello.
    Alti e bassi, anzi altissimi e bassissimi… Dopo l’eccellente stagione su terra battuta, dove non solo ha trionfato a Parigi ma ha raggiunto anche la finale a Roma (battuta da Paolini) e Madrid, Gauff sull’erba di Wimbledon ha patito la delusione più cocente, out all’esordio contro Dayana Yastremska. Poi ottavi a Montreal, superata dalla sorpresa del torneo Mboko, e quindi a Cincinnati sconfitta contro Paolini in tre lottati set, ancora con una caterva di doppi falli per la nativa di Delray Beach. Così la scelta di presentarsi a US Open, torneo per lei fondamentale, con la novità MacMillan e John-Christophe Faurel, con il quale lavora dal 2019, e niente Matt Daly. Evidente la voglia di tirare una riga e ripartire, partendo dal servizio, diventato una zavorra invece che architrave del suo tennis a tutto campo. Vedremo se in pochi giorni riuscirà almeno ad invertire la rotta e non perdersi in doppi falli uno dopo l’altro.
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    Kokkinakis torna ad allenarsi. “Punto al rientro il prossimo gennaio ad Adelaide”

    Kokkinakis subito dopo l’operazione

    Difficile trovare una carriera con più infortuni e peripezie di quella di Thanasi Kokkinakis. Lo sfortunatissimo tennista australiano è finito per l’ennesima volta sotto i ferri lo scorso febbraio per un serio problema ai muscoli pettorali, un intervento delicato e che necessita di un lungo periodo di recupero per permettere alla parte lesionata di rigenerarsi e tornare elastica, in modo da riprendere blandi allenamenti e riportare quell’area – con pazienza – ad un livello sufficientemente tonico da poter competere. Tira forte il “Kokk”, forse fin troppo per una struttura evidentemente fragile. Caviglie, ginocchio, gomito, soprattutto schiena e ora pure i pettorali, non si è fatto mancare niente Thanasi nei suoi 29 anni vissuti pericolosamente, più nelle corsie ospedaliere che sul campo.
    E pensare che nell’ormai lontano 2015, quando esplose ancora teenager, i migliori tecnici scommettevano su di lui come un potenziale “crack”, visto che nel suo tennis non mancava niente di importante e con la sua potenza riuscì a battere Federer e impensierire tutti i big affrontati. Di lui ho un ricordo personale nitido, risale a Roland Garros 2015. Un giovane Thanasi sfidò la potenza di Basilashvili su di un campo laterale, ne uscì una partita bellissima, poche volte ho visto scambi di quella potenza e intensità… In tribuna a due passi da me c’era Marian Vajda, allora coach di Djokvoic, che su di un taccuino annotò molti spunti del tennis del giovane australiano, visto che avrebbe sfidato proprio Novak da lì a poco nel torneo. Vajda disse al suo collaboratore “Questo ragazzo è da prendere con le molle…”. Grandi aspettative, purtroppo deluse dai continui stop per infortunio, che gli hanno anche impedito di cesellare un fisico diventato non solo delicato ma anche un po’ troppo pesante.
    Da quella primavera 2015 un continuo sali scendi, anzi un calvario. Quando è riuscito a stare alla larga dagli infortuni, i risultati sono arrivati, ma sempre concentrati in pochi mesi, prima dell’ennesimo stop. Ha vinto il torneo di Adelaide nel 2022, proprio in casa, poi ha trionfato nel doppio degli Australian Open insieme all’amico Kyrgios, e spesso è stato protagonista di battaglie furibonde, ricche spettacolo (ne ricordiamo una epica vs. Murray a Melbourne, solo per citarne una). Ora è impegnato nella riabilitazione in Australia, ne ha parlato con un intervento al podcast “The Tennis”, dove ha fissato l’obiettivo per il rientro: Adelaide 2026.
    “Il recupero sta procedendo bene, sono quasi 8 mesi da quando mi sono operato e ho toccato la mia ultima palla da tennis” commenta Kokkinakis. “È probabilmente il periodo più lungo che ho vissuto senza toccare una racchetta da tennis. Finalmente lo scorso weekend sono tornato in campo, per iniziare un allenamento molto blando. Ho fatto tutto molto piano, ma è andata molto meglio di quello che mi aspettavo. Mi è tornata tantissima voglia di giocare, se potessi volerei subito in Europa per i prossimi tornei, ma non sarà così”.
    “Fissare una data certa per il mio rientro è una bella domanda… Sarà solo quando mi sentirò al 100%, ormai lo stop è stato lungo e un mese in più o uno in meno non fa differenza. Credo che non manchi molto, ma la sfida sarà provare di nuovo il servizio, poter servire bene e vedere come il mio corpo reagisce a match di allenamento via via più intensi. Questa sarà la parte dura del processo di rientro. Se tutto procede bene come spero, direi che gennaio può essere un buon momento per il mio ritorno. incrociamo la dita..!. Vorrei tanto esserci ad Adelaide, questo è il mio obiettivo e la mia speranza”.
    Non resta che augurare buon lavoro allo sfortunatissimo Thanasi, sperando di ritrovarlo in campo all’inizio della stagione 2026. Con il ranking protetto (era n.71 agli Australian Open, l’ultimo torneo da lui disputato) potrà certamente riprovarci. Per l’ennesima volta.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Il 2025 “accidentato” di Arthur Fils negli Slam (e non solo)

    Arthur Fils

    “Ci vuole un fisico bestiale”. Chissà se il buon Luca Carboni nel lontano 1991 già ipotizzava scenari futuri nel mondo del tennis quando scrisse una delle sue canzoni più fortunate… Ormai da tempo il nostro amato sport è terribilmente duro sul piano fisico, tanto che una condizione atletica quasi perfetta diventa imprescindibile per eccellere e, di conseguenza, pochissimi riescono a tenersi al riparo da infortuni più o meno seri vista la necessità di stressare il proprio corpo quasi al limite per performare e vincere. Uno dei casi più singolari e sfortunati (ma allo stesso tempo significativi) della stagione in corso è quello di Arthur Fils, classe 2004 parigino già vittima di importantissimi infortuni che lo stanno penalizzando in modo pesante. Fils infatti è passato nel giro di poche settimane dall’essere in rampa di lancio verso la top10, forte di un tennis davvero consistente ed incisivo, a scomparire dal radar dei tornei per un serio infortunio alle vertebre della schiena, una frattura da stress subita per aver spinto probabilmente oltre il limite il suo corpo. Questo problema l’ha costretto al ritiro nel corso di Roland Garros: nel corso di una durissima battaglia e vittoria contro lo spagnolo Munar, Arthur ha sentito che qualcosa non andava. Ha finito da partita stringendo i denti, da “duro” qual è, ma nel dopo partita il dolore era troppo. Controlli diagnostici all’indomani gli hanno presentato un conto salatissimo, con una lesione alla vertebra L5 e conseguente stop. Addio Wimbledon. E non è finita qua.
    Fils infatti ha provato a rientrare al 1000 canadese, ma dopo una vittoria contro l’altro “lungodegente” Carreno, ha ceduto a Lehecka mostrando ancora più di un problema a spingere a tutta, in pratica produrre il suo miglior tennis che si basa proprio su di una progressione importante con i colpi da fondo campo, giocati più di forza che accelerazione in timing d’impatto. È arrivata ieri sera la notizia del forfait anche a US Open. Questo rende il suo 2025 negli Slam a dir poco singolare. Infatti Arthur aveva iniziato l’anno nei Major con un ritiro agli Australian Open, nel corso del match di terzo turno contro il connazionale Hubert. Poi a Parigi ha dovuto rinunciare alla sfida di terzo turno contro Rublev per l’infortunio alle vertebre; questo l’ha bloccato per diverse settimane e addio erba e quindi anche Wimbledon; ora il forfait pure a US Open. Il povero Fils si è ritirato in due Slam e ha saltato gli altri due.
    Davvero una disdetta per un tennista che la scorsa primavera aveva impressionato per sostanza e qualità di gioco, con risultati l’avevano portato ad un passo dalla top10: quarti a Indian Wells (battuto da Medvedev), quarti a Miami (stoppato dal futuro campione Mensik), quarti a Monte Carlo (battuto da Alcaraz dopo una dura battaglia, e Carlos vincerà il torneo), semifinale a Barcellona (L. Alcaraz), terzo turno a Roma. Un filotto di risultati ottimi che l’hanno issato al n.14 del mondo, suo best ranking, con concrete prospettive di salire ancora e sbarcare tra i migliori dieci nel ranking. Si ipotizzava che a Parigi potesse essere tra gli outsider più insidiosi, ma la sua corsa si è fermata troppo presto.
    Certamente il suo infortunio alla schiena sarà anche dipeso da una componente di sfortuna, ma dall’altro lato è l’evidenza di come moltissimi tennisti stiano davvero portando il proprio corpo al limite, con un tennis fin troppo sbilanciato sulla parte muscolare/atletica della prestazione. Fils ha solo 21 anni, e come lui tanti giovani colleghi hanno sofferto infortuni seri a parti del corpo delicate principalmente per un gioco che chiede fin troppo a muscoli, tendini e ossa. Altro esempio Holger Rune, classe 2003, per diversi mesi sofferente alla schiena per squilibri tecnici amplificati dalla sua attitudine a picchiare la palla a più non posso. Auguriamo a Fils una pronta ripresa.
    Marco Mazzoni  LEGGI TUTTO

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    Che qualità Atmane! Ma Sinner è più forte, batte il francese e vola in finale al Masters 1000 Cincinnati

    Jannik Sinenr (foto Getty Images)

    Buon Compleanno Campione! Jannik Sinner si regala la miglior torta di compleanno possibile per i suoi 24 anni sotto forma di una bella vittoria in semifinale al Masters 1000 di Cincinnati, dove batte un ottimo Terence Atmane – la sorpresa del torneo – per 7-6(4) 6-2 e accede per il secondo anno di fila in finale nel torneo dell’Ohio, dove attende Alcaraz o Zverev. Sarà la 28esima finale in carriera per Jannik e l’ottava a livello M1000. È stata una partita rapida, giocata con pochi scambi e aggressività totale, con il servizio a farla da padrone nel primo set e l’avvio del secondo ed entrambi i giocatori pronti ad affondare il prima possibile. Sinner alla fine l’ha vinta grazie alla sua maggior classe, potenza nella spinta e intensità di gioco, ma ancor più decisiva è stata la sua esperienza e tenuta nei momenti clou del match, come ben ha dimostrato la conclusione del primo set. Atmane ha servito come un treno, forte di un movimento di battuta clamorosamente rapido che non permette di intuire la direzione dei suoi fendenti, e bravissimo a cambiare continuamente angolo e rotazione in modo da non dare mai ritmo e punti di riferimento alla consistente risposta di Jannik. Ma, dopo sei game gloriosi, quasi perfetti… Atmane serve per primo nel tiebreak e commette doppio fallo. Un singolo punto ma c’è tutta una vita sportiva dentro, che racconta la poca esperienza a questo livello del francese, entrato a Cincy dalle “quali” e volato tra i migliori quattro con prestazioni eccezionali contro Cobolli, Fonseca, Fritz e Rune. Al contrario Sinner ha giocato un pessimo primo turno di battuta in apertura del secondo set, con pochissime prime palle in campo e ben 6 errori col diritto, alcuni terrificanti, in un momento in cui ha pagato il caldo opprimente della giornata e si sentiva assai spossato. Ma ha tenuto, ha giocato pulito cercando di pizzicare il rovescio in risposta di Atmane, il colpo più debole del repertorio, e in qualche modo Jannik ha respinto l’aggressività del rivale, che sarebbe stato assai pericoloso con un break di vantaggio visto il suo servizio. In questo si vincono le partite: tenere nella difficoltà e imporre la propria maggior classe ed esperienza nei passaggi chiave.
    Chiaro che nello scambio tra i due vi fosse un abisso e bravo per questo è stato Terence nel rifiutare per quasi tutto il match di entrarvi, a costo di sbagliare. Un bel giocatore Atmane, con qualità, visione, velocità di braccio, sembra tutt’altro che una meteora e ha affrontato questa partita con un gesto inedito: regalare al rivale una preziosa carta Pokemon dalla sua ricca collezione in segno di stima e vicinanza a Sinner nel giorno del compleanno, siparietto ripreso dalle clandestine telecamere del torneo. Una piccola cosa che racconta tanto di quanto sia stimato Sinner sul tour dai colleghi, ma anche che razza di persona speciale sia Terence, uno che è arrivato quasi per caso così avanti in questo torneo ma che possiede qualità tecnica e quel sereno disincanto misto a consapevolezza che è il sale dei campioni.

    “I have a little something for you”
    Wholesome moment between Jannik Sinner and Terence Atmane pic.twitter.com/eEeJMAxSrz
    — Cincinnati Open (@CincyTennis) August 16, 2025

    Per diventarlo un campione, però, Atmane deve lavorare e non poco sulla risposta di rovescio, apparsa del tutto in balia sulla prima palla esterna da destra del n.1. Proprio questo colpo ha portato tantissimi punti all’azzurro ed è stato importantissimo perché di fatto Jannik, prendendosi quasi tutti i punti da destra, non è mai andato sotto nello score nel singolo game e ha potuto giocare sciolto, sereno. È stato anche paziente Sinner nel primo set, quando in risposta non l’ha vista quasi mai ma non è mai fatto prendere né dallo scoramento, né dalla fretta nelle rare occasioni nelle quali lo scambio è finalmente partito. JS ama il ritmo, colpire tante palle, e contro un tipo anomalo e rapidissimo nell’esecuzione e nelle scelte come il francese di ritmo non ne ha mai avuto, insidia non da poco per lui… Ma è riuscito a restare focalizzato, pensare ai propri game, gestiti benissimo (tre vinti a zero nel primo set) e quindi scappare via appena l’altro è calato alla battuta.
    È accaduto nel tiebreak, sostanzialmente dominato con il gentile omaggio di un doppio fallo nel primo punto; è accaduto nel quarto game quando dall’angolo gli hanno intimato di spingere fortissimo subito, “vai full!” diceva Vagnozzi, perché contro un battitore così in palla e con il caldo che ti fa girare la testa, inutile sprecare troppe energie se il game ce l’ha l’altro in mano con il servizio. Ma in quel quarto game Jannik ha indovinato due risposte ottime, è avanzato e si è preso il punto, e quindi il break, il primo del match. Sipario, la partita è finita lì perché Atmane non ha la costanza e stabilità nei colpi per mettere alle corde Jannik, che ha controllato i suoi game, ritrovato la prima palla e chiuso con un secondo break. Agli spettatori più distratti (magari con un occhio sul cellulare per la notizia dell’improvvisa morte di Pippo Baudo…) potrebbe sembrare una vittoria comoda, ordinaria amministrazione. Lo è stata solo in parte, perché Atmane ha servito tanto e bene, ha rischiato facendo le cose giuste; si è messo nelle condizioni migliori per dar tanto fastidio dal n.1, che da n.1 ha dovuto giocare per vincere. Anche in questo vedi i rapporti di forza, e vedi la forza di Sinner, uno che fa sembrare normalissime cose tutt’altro che semplici.
    Sarà di nuovo finale a Cincinnati, per difendere il titolo e confermare i 1000 punti c’è da vincere una finale, probabilmente contro il “solito” Alcaraz. Ma stasera, Jannik, c’è da festeggiare un compleanno speciale, c’è tempo domani per pensare a lunedì sera. Tanti Auguri Campione!
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    La partita ha un’anteprima a dir poco singolare: nel tunnel di ingresso al campo centrale, Atmane augura a Sinner buon compleanno e a sorpresa tira fuori una preziosa card Pokemon della sua ricca collezione, e la regala a Jannik che guarda sorpreso, divertito e lo abbraccia con ampi sorrisi di entrambi. Questo il Fair Play e prepartita che SEMPRE vorremmo vedere. Bravo Terence! Il match scatta con Atmane alla battuta. E che battuta… due servizi eccellenti, poi sul 30-0 ecco il primo scambio e Sinner impone un ritmo superiore. Pazzesca la curva col diritto mancino imposta da Terence, in qualche modo Jannik la rimanda di là e il francese si incarta sotto rete. 30 pari. Con un bel diritto vincente Atmane muove lo score, inizio con un bel piglio per lui, senza timore. Più comodo il primo turno di Sinner, servizio sicuro sul rovescio del francese e poi un diritto vincente velocissimo, per l’1 pari. Atmane ha assoluto bisogno di essere incisivo col diritto subito dopo la battuta, pena finire nella morsa dell’italiano. Da “Magicien” con le sue carte, Terence tira fuori dal cilindro una demi-volée davvero magica per controllo, un gran bel punto. Questo ragazzo ha tanto tennis nel braccio, era solo questione di tempo per vederlo salire dove il suo talento merita (2-1). Si gioca a chi per primo prende il controllo e attacca, implacabile Jannik nei suoi turni, Terence ha una velocità di braccio notevole e non è facile intuire le sue traiettorie (3-2). Nel sesto game Jannik rischia anche serve and volley e ben gli riesce. Meno al secondo tentativo, mentre la mazzata col diritto cross dopo un servizio esterno da destra è micidiale. 3 pari. Grandi esecuzioni, finora zero scambi combattuti. Già undici discese a rete complessive in sette game, non poche per le medie attuali del tour. Il campo è rapido, attaccare e mettere subito pressione è la tattica migliore. In risposta finora pochissimo, solo 8 punti dai due. Sinner martella col servizio sul rovescio del rivale, la risposta da destra è il punto debole, e questo lo mette finora al riparo da problemi nei suoi turni visto che è sempre avanti. 4 pari dopo 25 minuti, con un altro turno a zero del n.1. “Se entri nello scambio vai lungo linea col rovescio e vai sulla sua diagonale di diritto” dice Vagnozzi al suo assistito. Il problema resta farlo partire ‘sto scambio, Atmane serve benissimo ed è un fulmine nell’attaccare con qualità. Lo score è 5-4, in nove game un solo scambio con più di nove tiri… Non si scambia affatto nemmeno al servizio c’è Sinner, che col secondo turno di battuta immacolato impatta 5 pari. Impressiona il mulinello al servizio di Atmane, talmente corto e compatto che non lo leggi, ed è bravo a variare angolo. Jannik ha una minima chance sul 30-15, almeno risponde e si scambia… ma sbaglia per primo un diritto per lui non difficile. 6-5 Atmane, troppo bravo con la prima palla vs una delle migliori risposte del tour, forse la migliore… Scontato che un set con solo 10 punti vinti in risposta vada al tiebreak, dopo il terzo turno a zero dell’italiano. Atmane sente tutta la pressione e… commette il primo doppio fallo al primo punto! Bravo Jannik a tirare invece una seconda palla carica di spin, salta così alta che Terence si arrampica, quasi salta! Ma non la tiene in campo. 2-0 JS. Rischia fin troppo Atmane, ok provare il vincente ma così è troppo facile per Sinner. 3-0. Il classe ’02 transalpino ritrova il servizio, 3-2. Serve male Sinner, nessuna 1a in gioco nel decider, ma nello scambio è una macchina, gioca rapido e con margine. Si gira 4-2. Addirittura un Serve and Volley perfetto di Jannik, che quando trova l’angolo esterno da destra ha un’autostrada vista la risposta un po’ debole del rivale. Incredibilmente è Atmane a vincere lo scambio più lungo del match, con Sinner che non affonda su di un paio di palle interlocutorie. Con un diritto pesante, ancora sul rovescio del francese, dopo averlo sbattuto dietro, porta l’italiano sul 6 punti a 3, Tre Set Point. Terence si prende un gran vincente di diritto dopo una risposta interessante, 6-4. Con un servizio sulla riga e risposta di poco larga, il primo set lo vince Sinner per 7-4. Domina il servizio, ma quel doppio fallo di Atmane nel primo punto del TB grida vendetta, e sottolinea quanto l’esperienza e la gestione della tensione sia decisiva nel tennis.
    Sinner riparte alla battuta nel secondo parziale. Il game va ai vantaggi, un po’ meno preciso l’azzurro col diritto e sorpreso sul 40-30 da una risposta in allungo con una traiettoria “strana”. Non entra la prima da destra, Atmane si fa ingolosire e rischia a tutta con la risposta di rovescio ma la palla gli esce di mezzo metro. Rischio ben preso, visto come aveva servito bene l’azzurro finora. È un game duro, Jannik non mette la prima e ha lasciato un po’ di tempo al francese che attacca a tutta, ma di nuovo non è preciso. Male, davvero male l’azzurro col diritto, sbaglia il sesto nel gioco, quest’ultimo di metro largo, e sembra non poco scocciato dal momento, con il suo team tutto in piedi perché subire un break contro uno che serve così… Atmane però mette in mostra in negativo il suo lato più debole, la risposta, ancora sulla 2a del pusterese. Finalmente, con un doppio passante, Sinner chiude un game di 14 punti, brutto e mal giocato, ma portato a casa. Forse anche un po’ accaldato, l’italiano scarica un po’ di rabbia in uno smash potente nel secondo game, ma Atmane torna a servire bene e si prende il game a 15, 1 pari. Un fulmine il n.1 nel terzo game, torna a dominare con la prima palla in gioco e colpo dal centro poderoso (2-1). Dall’angolo di Jan dicono “vai Full nei primi due punti, sennò…”, come per fargli risparmiare energie. Eccome sa va full… risponde benissimo e si prende due punti, 0-30, quindi sul 15-30 risponde da lontano, chiude l’angolo e sposta il rivale a correre sul rovescio, dove la sua difesa è flebile. 15-40, prime palle break del match. Lungo scambio, comanda l’azzurro ma non trova il varco per l’affondo e alla fine sbaglia. 30-40. Il BREAK arriva! Sinner va indietro, di lato, risponde in qualche modo e con buona parabola, riguadagna campo e chiude con un diritto potente in lungo linea da sinistra. La zampata del Black Mamba, del campione che coglie il momento per creare una differenza, 3-1 Sinner e poi 4-1 con un turno di battuta veloce e senza patemi, incluso uno schiaffo al volo nell’angolino. Arriva un salsicciotto di ghiaccio, forse JS sente il caldo della giornata e quel brutto game all’avvio del secondo set era dipeso da spossatezza. Importante anche il pungolo di Vagnozzi, che in due momenti importanti ha dato le dritte giuste. Il francese ha accusato il colpo, ma non si scompone. Qualche prima palla in meno, ma resta aggressivo e si prende rischi, andando a cercare il punto, l’offesa, creare una situazione che gli possa dare un vantaggio. Anche a costo di tirare una seconda palla più potente della prima, come sul punto che gli vale il 4-2. Fa il pugno Terence, ci crede ancora anche se ha subito poco prima un parziale di 12 punti a 1. Jannik respira quasi a bocca aperta nelle pause tra i punti, dà l’impressione di voler chiudere la pratica il prima possibile. Accelera al massimo i tempi della bordata e continua a martellare il francese sul rovescio con la battuta. 5-2 Sinner, a un passo dalla finale, con lo schema servizio – due passi avanti – diritto vincente. Atmane inizia male l’ottavo game con un diritto fuori giri, poi è Jannik a salire in cattedra con un passaggio da difesa ad attacca eccezionale. 0-30. Terence non fa differenza col servizio, e Sinner gli “monta in testa”. 0-40, Tre Match Point Sinner! Ace di Atmane sul primo; attacca sul secondo ma sul 30-40 la risposta dell’azzurro è profonda e il francese sbaglia. Finisce con un bellissimo abbraccio e Jannik che gli dice “Continua così!” sincero rispetto a stima tra i due. Lunedì Sinner giocherà la 28esima finale in carriera sul tour e ottava in un Masters 1000, seconda di fila nel torneo. Un compleanno coi fiocchi, bravo!

    Jannik Sinner vs Terence Atmane ATP Cincinnati Jannik Sinner [1]76 Terence Atmane62 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 2T. Atmane 0-15 0-30 0-40 15-40 30-405-2 → 6-2J. Sinner 15-0 30-0 30-15 40-154-2 → 5-2T. Atmane 15-0 30-0 30-15 40-15 ace4-1 → 4-2J. Sinner 15-0 30-0 40-03-1 → 4-1T. Atmane 0-15 0-30 15-30 ace 15-40 30-402-1 → 3-1J. Sinner 15-0 30-0 40-01-1 → 2-1T. Atmane 15-0 30-0 30-15 40-151-0 → 1-1J. Sinner 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-400-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1Tiebreak0-0* 1*-0 df 2*-0 3-0* 3-1* 3*-2 4*-2 5-2* 5-3* 6*-3 6*-46-6 → 7-6J. Sinner 15-0 30-0 ace 40-0 ace5-6 → 6-6T. Atmane 15-0 30-0 30-15 40-155-5 → 5-6J. Sinner 15-0 ace 30-0 ace 40-04-5 → 5-5T. Atmane 15-0 30-0 30-15 40-154-4 → 4-5J. Sinner 15-0 ace 30-0 40-03-4 → 4-4T. Atmane 15-0 ace 30-0 ace 40-0 ace 40-153-3 → 3-4J. Sinner 15-0 30-0 40-0 40-152-3 → 3-3T. Atmane 15-0 30-0 30-15 40-15 ace2-2 → 2-3J. Sinner 15-0 ace 30-0 30-15 40-151-2 → 2-2T. Atmane 15-0 15-15 30-15 40-151-1 → 1-2J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-150-1 → 1-1T. Atmane 15-0 30-0 ace 30-15 30-30 40-300-0 → 0-1
    Statistiche Tennis: Sinner vs Atmane

    Statistica
    Sinner 🇮🇹
    Atmane 🇫🇷

    STATISTICHE DI SERVIZIO

    Rating del servizio
    321
    275

    Ace
    6
    9

    Doppi falli
    0
    1

    Prima di servizio
    35/60 (58%)
    40/58 (69%)

    Punti vinti sulla prima
    32/35 (91%)
    31/40 (78%)

    Punti vinti sulla seconda
    17/25 (68%)
    8/18 (44%)

    Palle break salvate
    0/0 (0%)
    3/5 (60%)

    Giochi di servizio giocati
    10
    10

    VELOCITÀ DI SERVIZIO

    Velocità massima
    216km/h (134 mph)
    222km/h (137 mph)

    Velocità media prima
    195km/h (121 mph)
    185km/h (114 mph)

    Velocità media seconda
    150km/h (93 mph)
    129km/h (80 mph)

    STATISTICHE DI RISPOSTA

    Rating della risposta
    138
    41

    Punti vinti su prima di servizio
    9/40 (23%)
    3/35 (9%)

    Punti vinti su seconda di servizio
    10/18 (56%)
    8/25 (32%)

    Palle break convertite
    2/5 (40%)
    0/0 (0%)

    Giochi di risposta giocati
    10
    10

    STATISTICHE DEI PUNTI

    Punti vinti a rete
    7/8 (88%)
    4/7 (57%)

    Vincenti
    21
    16

    Errori non forzati
    16
    24

    Punti vinti al servizio
    49/60 (82%)
    39/58 (67%)

    Punti vinti in risposta
    19/58 (33%)
    11/60 (18%)

    Totale punti vinti
    68/118 (58%)
    50/118 (42%) LEGGI TUTTO

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    Buon compleanno Jannik! 24 candeline per il n.1. Il suo regalo? “Devo migliorare…”

    Jannik Sinner con la coppa dei Championships e il suo nome nell’albo d’oro dei vincitori

    Tanti auguri a Jannik Sinner! Nato a San Candido il 16 agosto 2001, il più grande tennista italiano festeggia il suo 24esimo compleanno a Mason, Ohio, in campo (ore 21 italiane) nella semifinale del Masters 1000 di Cincinnati, opposto alla sorpresa del torneo, il qualificato francese Terence Atmane. Livetennis segue la scalata del pusterese verso l’Olimpo del tennis mondiale fin da quando si affacciava al tour Pro con i primissimi ITF; quindi l’esplosione di fronte al grande pubblico con lo strepitoso Challenger di Bergamo 2019, dove mostrò a tutti che razza di colpi e classe possedesse. Da allora sono passati molti anni, con una crescita a tratti impetuosa alternata a qualche momento di stasi e riflessione, come è giusto che sia, con la rivoluzione del febbraio 2022 quando decise di lasciare il mentore Riccardo Piatti e crearsi un suo team su misura. Dall’ottobre del 2023 Jannik ha cambiato passo ed è diventato il più forte, dominante, a tratti irresistibile. Sta segnando un’epoca e incantando milioni di appassionati col suo gioco potente, intenso, ricco di colpi spettacolari e adrenalina. Ha vinto il premio ATP di tennista più amato dagli appassionati nelle stagioni 2023 e 2024, a sottolineare quanto la sua classe ed educazione siano apprezzate a livello globale.
    Per salutare il compleanno del n.1 azzurro, riportiamo l’inizio di un capitolo del libro che il nostro Marco Mazzoni ha scritto e pubblicato la scorsa estate, “Una Straordinaria Normalità” (Ultra Sport), nel quale è raccontata (con moltissimi aneddoti ed esperienze dal vivo) la mentalità, cultura del lavoro, attitudine e talento di Sinner, l’unico vero “segreto” che l’ha portato a diventare il miglior giocatore al mondo da oltre un anno. Un estratto che racconta la vera forza di Jannik: la ricerca continua, quasi ossessiva, del miglioramento.

    Secondo l’enciclopedia Treccani il lessico comune di una persona con un’istruzione medio alta è costituito da circa 47.000 parole, poco meno del 20% rispetto alle 260mila che compongono un dizionario d’italiano. Tuttavia nella vita di tutti i giorni una persona media ne usa davvero molte di meno: infatti il vocabolario “di base” della nostra lingua è formato da circa 6.500 parole, con le quali copriamo il 98% dei nostri discorsi. Ognuno di noi ha ben scolpiti in testa alcuni vocaboli fondamentali, pronunciati o scritti con frequenza perché importanti per esprimere i concetti base del proprio pensiero e modo di essere. La parola più ricorrente nel lessico di Jannik Sinner è migliorare. Anzi, “devo migliorare”, concetto rafforzato dal verbo dovere che esprime l’obbligo di fare, un tono di comando, oppure di volontà e/o desiderio. Obbligo e volontà di migliorare muovono non solo i discorsi di Jannik intorno al tennis ma la sua stessa vita, sono lo spartito sul quale scrive le sue note, a produrre complesse sinfonie fatte di colpi e tattica, sudore e adrenalina.
    “Ogni giorno quando vai in campo puoi migliorare, anzi devi migliorare” afferma Sinner in un’intervista a Sky Sport dell’ottobre 2023. “L’attenzione che metti in allenamento deve essere alta perché è così in ogni lavoro, è necessario essere concentrato per dare il proprio meglio. Alla fine si dipende da se stessi, da quanto vuoi migliorare, dall’energia che ci metti per arrivare ai tuoi obiettivi e alla fine della giornata sentendo di aver fatto il tuo dovere. La prima cosa che chiedo al mio team, anche quando vinco, è cosa avrei potuto fare meglio in campo. Ci sono poche partite nelle quali ho giocato proprio come volevo e tutto è andato alla grande. Magari hai dolore da qualche parte, hai dormito male la notte, fa più caldo rispetto al giorno prima, non senti la palla… Ci sono tante cose che il tennista deve affrontare ogni giorno, mille variabili. La vittoria, la goduria del successo, è il frutto del duro lavoro che metti quotidianamente. Vincere è una sensazione molto bella, quando vinci il torneo è ancor più straordinario. La vittoria in generale è quello per cui lavori quando ti alzi alla mattina, vincere le partite, sentirsi soddisfatto del proprio impegno e lavoro, raggiungere l’obiettivo”.
    Migliorare, avanzare, crescere, maturare, progredire. Sinonimi con sfumature diverse dello stesso concetto: impegnarsi costantemente con dedizione assoluta per diventare una persona e sportivo più abile, capace e vincente.
    Il miglioramento è il mantra di Sinner, è il concetto base della sua filosofia, che possiamo definire in tutto e per tutto un’etica aristotelica. Infatti per il filosofo greco ciò che si giudica in etica non è l’azione singolarmente considerata quanto la disposizione ad agire in un certo senso. La saggezza è imperativa, perché il suo fine è quello di determinare ciò che si deve e che non si deve fare. L’etica di Jannik è chiara: l’agire è mosso dal fine supremo del miglioramento, questo indirizza quel che è giusto e lo allontana da quel che ritiene sbagliato. Il suo tempo ruota intorno a questo concetto, al rigore che lo spinge “any given day” a impegnarsi al massimo per terminare la giornata sentendosi migliore rispetto alla versione di se stesso che si è alzata dal letto, consapevole di aver speso ogni energia fisica e mentale investendo sulla crescita, sullo sviluppo di abilità e acquisizione di nuova conoscenza. Etica, rigore, dedizione per migliorare come persona e tennista. Sinner è forgiato da questi principi, tutto ruota intorno a loro.

    Sinner shined in the biggest moments 😮‍💨
    Today’s Play of the Day, presented by @BarclaysUK #Wimbledon pic.twitter.com/KF8rG5fTNa
    — Wimbledon (@Wimbledon) July 13, 2025

    Può sembrare normale trovare quest’attitudine in uno sportivo di altissimo livello, impegnato in uno sport nel quale il concetto di professionismo è spinto all’estremo vista la difficoltà insita nella disciplina. In realtà, Jannik aveva ben chiara quest’attitudine anche da giovanissimo. Così rispondeva un 17enne Sinner a Daniele Magagnin nell’agosto del 2018 nel corso di una breve intervista al media della sua terra Alto Adige: “Sto imparando molto, ma molto devo ancora imparare. La finale persa a Santa Cristina mi ha insegnato che devo avere la capacità di entrare subito in partita, di gestire le emozioni, quindi il servizio e la risposta e commettere meno errori”. È passato più di un lustro da allora. Quel ragazzo magro e con tanti capelli rossi in testa ha coltivato con metodo e attenzione maniacale al dettaglio abilità atletiche innate, traghettando la coordinazione sviluppata dalla pratica dello sci al tennis, dove la fluidità del gesto è la chiave per generare colpi potenti e precisi. Un insieme di qualità fantastiche che partono dalla sua testa, dove la visione del contesto in cui si trova è processata nel minimo dettaglio e con istantanea nitidezza; questo gli permette di scatenare l’intuizione che porta alla creazione. Vedere la palla prima è una sorta di magia che hai dentro, la puoi tirar fuori ed allenare con metodo e qualità, in modo che il corpo reagisca in anticipo e riesca ad eseguire colpi naturali senza tensioni eccessive, con la racchetta sicura a piegare la palla in traiettorie che mettono l’avversario in difficoltà. Per colpire come Sinner devi essere un grande atleta, dotato di qualità notevoli affinate ed esaltate con pazienza e lavoro. Il metodo, l’applicazione e la ripetizione sono gli indispensabili compagni di viaggio di quel che molti chiamano “talento”.
    Il talento, in fondo, cos’è? È uno dei temi più discussi nel mondo del tennis e sempre lo sarà. Il talento è codificato nei dizionari come l’ingegno, capacità e doti intellettuali rilevanti e naturali applicate a particolari attività. Molti ritengono che il talento tennistico sia la facilità nel colpire la palla e mandarla dove vuoi, in condizioni mutevoli e contro ogni tipo di avversario, in pratica far apparire facili cose assai difficili attraverso gesti fluidi e armoniosi. È sicuramente una valida descrizione di quel che molti reputano sia il talento, ma non è tutto. Sentite cosa ne pensa Rafael Nadal, non proprio l’ultimo arrivato nel mondo della racchetta… “Credo che sul talento la gente sia un po’ confusa. Per me non è giocare in maniera bella o colpire la palla molto bene o molto forte. Io credo che nel tennis, come in tutti gli sport, l’obiettivo finale sia la vittoria. Per questo, secondo me, la questione è chiara: l’atleta che vince è l’atleta con più talento”. Una definizione secca, pratica e del tutto opposta a quello che molti ritengono sia questa merce rara, che regala successi e magia. Ma allora, la verità dove sta? Cosa è il talento, e Sinner “ha talento”? La verità, in fondo, non esiste. La risposta al quesito iniziale non è un assioma, necessita di essere spiegata, interpretata con varie sfumature e applicata al contesto. “Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare”, affermava Eraclito. Come dargli torto. Sinner forse (sottolineo il forse!) non ha la magia nel braccio del suo idolo Roger Federer, non pennella giocate in totale leggerezza e stile senza tempo dando l’impressione di non far alcuna fatica, ma ha un talento altrettanto eccezionale quanto diverso da quello del leggendario campione svizzero. Il talento è l’abilità nel fare cose straordinarie, indipendentemente da come le si raggiungono. Nel tennis lo si esprime con bellezza e armonia, ma anche attraverso l’applicazione e l’efficienza, facendo fruttare le proprie doti con lavoro e mentalità. Talento è riuscire ad esprimere in campo la miglior versione di se stessi, e in partita con colpi straordinari per intensità e precisione, forti del giusto atteggiamento. Per tutto questo Jannik è animato da un talento smisurato, coltivato con un percorso sano da lui vissuto in una straordinaria normalità e con i tempi giusti in relazione alle proprie qualità, perseguendo senza isterie obiettivi di lungo periodo assai chiari basati sul miglioramento.
    “La mia priorità è ed è sempre stata giocare a tennis” raconta Sinner. “Nella mia testa l’ultima cosa che penso prima di dormire e la prima appena mi alzo è sempre cosa posso fare per giocare meglio in campo. Faccio tanto lavoro in palestra, sul campo, sulla testa, mangio meglio, dormo tanto e vado a dormire presto. Uso poco il cellulare, cosa che sembra piccola ma invece è importantissima, sto attento a tanti particolari. L’insieme di tutto ciò mi porta ad avere più energia in campo, e credo che questo andando avanti qualcosa mi frutterà. Anche se fosse solo uno 0,1%, è pur sempre qualcosa e alla fine conta. Sono andato via da casa quando avevo più o meno 13 anni e mezzo, ho investito davvero tanto…. tutto nel tennis. Ma cosa bella è che più vado avanti e più mi piace. Magari è stato il destino, ma sono sicuro di aver fatto la scelta giusta. C’è pressione, tanta, ma non c’è la pressione che ha un dottore, che in mano la vita di una persona. La cosa peggiore che mi può accadere è perdere una partita, ma ok, la settimana seguente ce n’è un’altra e si può fare meglio. C’è sempre tempo per fare meglio, per migliorare”.

    4 titoli dello Slam vinti finora in carriera e unico italiano a trionfare nel singolare a Wimbledon e Australian Open. 20 tornei in totale nel suo palmares oltre a 2 edizioni della Davis Cup, giocate da protagonista nelle Final 8 di Malaga. Campione alle ATP Finals 2024 e n.1 del mondo da 62 settimane consecutive (10 giugno 2024). Sta riscrivendo la storia del tennis italiano, e non solo. 24 anni, 24 candeline da spegnere oggi. Infinite le emozioni che sta regalando a tutti gli appassionati italiani. Buon compleanno, Jannik! LEGGI TUTTO

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    Raducanu: “Ora sento di essere una ‘dura’. Dopo l’incidente con lo stalker, non esco mai da sola”

    Emma Raducanu

    Ritrovare Emma Raducanu ad un livello di gioco e consistenza da campionessa è una delle sorprese più interessanti e gradite delle ultime settimane di tennis. Lo dimostrano i suoi risultati e le due favolose prestazioni contro Sabalenka tra Wimbledon e Cincinnati, dove ha messo alla frusta la n.1 WTA con un tennis da top 10. La stellina del tennis UK esplose clamorosamente a US Open 2021, quando partendo dalle qualificazioni sbaragliò tutta la concorrenza vincendo il primo Slam in carriera e segnando il record assoluto di più giovane campionessa nel quarto Slam stagionale. Per tanti motivi, più volte qua analizzati e raccontati, Emma non è riuscita minimamente a confermare quel risultato e mantenere un altissimo livello di gioco, crollando in un limbo tra meteora e promessa non mantenuta. Ma lei invece c’ha creduto. Silenziosamente ha pensato a lavorare e curare un fisico non del tutto pronto a tali stress (ha subito tre operazioni a polsi e piedi due anni fa), e nonostante un tourbillon fin troppo vorticoso  di allenatori e troppi problemi fuori dal campo, ha ritrovato se stessa e il suo gioco. Ha trovato un discreto equilibrio fisico e di recente una buona serenità, anche grazie alla chiusura di una bruttissima faccenda con uno stalker bloccato in quel di Dubai dopo una caccia di diversi mesi. Pure nel suo team e cerchia ristretta puntavano il dito contro di lei, affermando che non fosse abbastanza tosta per questo sport. Sbagliato. Lei credeva in se stessa e ha spinto al massimo per ritrovare serenità e buone sensazioni, tornando finalmente a colpire la palla con quella combinazione di anticipo e precisione che aveva fatto innamorare migliaia di appassionati. Raducanu non è solo quella bellissima ragazza con contratti milionari degli sponsor, è tornata a brillare in campo con un tennis che l’ha riportata in buona posizione del ranking (è attualmente n.39) ma a valere molto di più.
    Intervistata dal quotidiano The Guardian in quel di Cincinnati, Raducanu ha parlato di molti aspetti della sua vita e carriera. Riportiamo alcuni estratti significati dell’intervista, in particolare quelli dove parla della nuova forza interiore e di come sia maturata come persona. Un passo decisivo a farla tornare a splendere anche in campo, non solo sulle copertine delle riviste patinate.
    Emma è ancora stupita dall’attenzione mediatica intorno a lei, tanto che quando è a Londra i paparazzi sbucano all’improvviso e la trovano, anche quando non sta facendo altro che salire su un autobus da qualche parte a Wandsworth. “È davvero inquietante, perché non sai che ci sono” racconta la britannica. “E poi vedi una tua foto il giorno dopo sui tabloid e pensi: non è possibile che fossero lì”.
    Ad affossare la sua serenità negli anni passati la terribile attenzione degli stalker, due in particolare: uno è stato arrestato e condannato a un ordine restrittivo di cinque anni dopo esser riuscito ad inserirsi in casa sua ed averle rubato degli oggetti nel 2021; un altro, l’ha seguita in quattro paesi diversi all’inizio di quest’anno ed è stato bloccato a Dubai, dove è arrivato addirittura a parlarle nell’impianto. Raducanu nutre sincere preoccupazioni per la sua sicurezza: “Dopo l’incidente di Dubai sto molto attenta. Quella è stata probabilmente la peggiore attenzione morbosa che abbia mai ricevuto”, racconta Emma. “Ricordo che subito dopo ho trovato molto difficile uscire. Ma ora sono molto più astuta, molto più prudente, direi, e ho qualcuno con me. Non esco praticamente mai da sola. Niente passeggiate in solitaria. Ho sempre qualcuno che mi guarda le spalle.”
    Altro passaggio decisivo è stato il credere di più in se stessa, sentirsi adeguata e forte a reggere pressioni e sfide. Mentre cercava di dimostrare il suo valore in campo, alcuni i membri della sua squadra le dicevano che non era una dura. “Ovviamente pensavo: ‘Oh, no, sono abbastanza dura’. Non è stato bello sentirselo dire, perché mi sono sempre vantata di essere una gran lavoratrice e di essere tenace. E credo di esserlo. In realtà, credo che siano state più le persone intorno a me a sbagliarsi. Questo mi ha portato a subire tre interventi chirurgici e un doppio intervento al polso. Mi allenavo troppo e lo nascondevo, senza dire che avevo dolore, anche quando era vero. Quindi è stato davvero duro sentirselo dire. Ma con l’esperienza, ho imparato a conoscere meglio il mio corpo e ad avere più fiducia in me stessa. Lo vedo ogni giorno in campo e anche in partita”.
    Emma ha affrontato i vari problemi e pressioni con l’aiuto di specialisti, ma la svolta è arrivata trovando energia dentro se stessa. “Ci ho provato. Mi è stato consigliato di farlo, visto quello che ho passato. Era qualcosa che non capita a molte persone, è probabilmente il motivo per cui ho fatto alcune sessioni. Poi ho smesso. Mi sono detta: ‘Guarda, queste persone non capiscono fino in fondo. L’unica persona che può aiutarmi sono io stessa’”.
    Altro tema caldo nella sua giovane carriera i tanti cambi di coach. Oggettivamente troppi per trovare una direzione chiara al proprio tennis, ma lei rigira la frittata con una frase sibillina che pone interrogativi su coloro che hanno lavorato con lei: “Ho le idee molto più chiare su cosa mi piace e cosa no”, afferma. “Le esperienze che ho avuto con diversi coach… La gente ama dire che ho avuto troppi coach diversi, ma se entrassi nei dettagli di molti di loro, la gente non direbbe la stessa cosa. Io semplicemente non lo faccio, perché non voglio “smascherare” queste persone. Quindi tengo questa cosa per me.”
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Shelton a una vittoria dalla top 5 (stanotte sfida Zverev a Cincinnati)

    Ben Shelton (foto Getty Images)

    Sarà una. nottata “calda” in quel di Cincinnati, e non solo per le condizioni piuttosto vicine al limite di quest’edizione del torneo statunitense. Gli appassionati italiani attendono l’incontro di Jasmine Paolini contro la n.2 del mondo Coco Gauff, sarà una partita affascinante, ma il match di cartello dell’intera giornata a “Cincy” è il quarto di finale tra Alexander Zverev e Ben Shelton. Una partita tra il n.3 del mondo e il n.6 di per sé rileva un grande interesse, ma stavolta c’è anche un altro aspetto ad aggiungere ulteriore pepe al quarto confronto tra i due. Se Shelton infatti riuscirà a prevalere, battendo per la prima volta in carriera Zverev, sarà sicuro di sorpassare Draper nella classifica ATP, issandosi alla quinta piazza. Sarebbe il proprio best ranking, a ritoccare di un posto quello ottenuto dopo l’eccellente corsa e vittoria al 1000 canadese di pochi giorni fa. Ma sarebbe anche un passo importante per il tennis USA. Infatti in questo scenario oltre a Fritz n.4 ci sarebbe Shelton n.5, e gli statunitensi non hanno due top 5 nel ranking dal 14 novembre 2005, quando Roddick era n.3 e Agassi n.5.
    Davvero importante la scalata di Ben in questo 2025: ha iniziato la stagione fuori dalla top 20, entrando in top 10 lo scorso 16 giugno grazie ad ottimi risultati. È scattato subito forte con la semifinale agli Australian Open (battuto da Sinner), poi i quarti a Indian Wells (stoppato da Draper). Sorprendente la finale raggiunta sulla terra battuta di Monaco di Baviera, dove proprio Zverev lo superò in due set. I grandi miglioramenti di Shelton furono confermati anche sulla terra battuta di Roland Garros, dove negli ottavi strappò un set a Carlos Alcaraz (futuro campione nel torneo) lottando alla pari per tutti e quattro i set, in una delle partite più belle dell’intero torneo, forse la migliore dopo la storica finale tra Carlitos e Jannik. Un tennis progressivamente più continuo oltre che dirompente, con un rovescio in costruzione e più stabile e un’attitudine assai migliorata. Dopo la semifinale a Stoccarda sull’erba, ai Championships di Wimbledon l’americano è stato di nuovo stoppato da Sinner, piuttosto nettamente, nei quarti di finale ma resta evidente la crescita di Ben, esploso poi a Toronto con la vittoria più importante della sua carriera. E la settimana precedente era arrivato in semifinale a Washington, battuto da Davidovich Fokina.
    Il 6 gennaio 2025 Shelton era n.21 ATP con 2330 punti. Questa settimana è sesto con 4320, ha quasi raddoppiato il proprio bottino nei primi otto mesi di tour. Ben potrebbe diventare il miglior tennista USA nel ranking mondiale dopo US Open: infatti Fritz difenderà la cambiale pesantissima di 1300 punti della finale 2024, mentre Shelton perse al terzo turno dopo una lotta serratissima contro Tiafoe, quindi ha ampio spazio per accumulare punti. Attualmente c’è un discreto margine tra i due statunitensi, ma se Shelton continuerà a giocare così bene e vincere, chissà…
    Altre due curiosità statistiche: se Shelton riuscisse nell’impresa di vincere anche il torneo di Cincinnati, sarebbe il primo tennista a trionfare back to back nei due M1000 nord americani estivi da Nadal nel 2013. Inoltre l’ultimo mancino statunitense tra i primi 5 del ranking è stato John McEnroe, nel marzo del 1990. Due mancini molto diversi tra loro…
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    La dura legge di Sinner: demolisce Auger-Aliassime, è in semifinale al Masters 1000 Cincinnati

    Jannik Sinner (foto Getty Images)

    Il tennis è lo sport delle situazioni, della diversità e dei contrasti. Ma c’è uno scenario che atterrisce ogni giocatore: quando affronti un avversario che ha un tipo di gioco relativamente simile al tuo ma… l’altro è più forte in tutto, nella condotta dello scambio, nei colpi d’inizio gioco, velocità, intensità, equilibrio tra i due fondamentali. Tutto. E pure ha il suo colpo più sicuro che va dritto sulla tua debolezza, la diagonale di rovescio. Quando questo accade, beh, per quello meno rapido, potente e continuo dei due vincere è praticamente impossibile perché non hai armi per cambiare lo status quo, e anche mentalmente vai sotto e riprendersi è una Chimera. È quel che è accaduto a Felix Auger-Aliassime affrontando Jannik Sinner nei quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati, una partita senza storia vinta dal n.1 azzurro con un perentorio 6-0 6-2 e che gli apre le porte della semifinale, dove attende l’esito del match notturno tra Rune e la sorpresa del torneo, il qualificato francese Atmane.
    Per Jannik dopo un primo set di dominio terrificante (25 punti a 9!) solo il fastidio di un break patito in apertura di secondo parziale, con qualche errore di troppo e pure un piccolo sussulto per una smorfia e una “tastatina” all’inguine che subito ha portato pessimi ricordi… Per fortuna pare sia stato solo un momento: sotto 2-0, Sinner ha alzato di nuovo il livello e ha distrutto la resistenza del canadese vincendo sei game di fila con tre break, imponendo un tennis troppo potente, continuo e profondo, dominando il rivale soprattutto grazie ad una risposta talmente pressante che ha provocato un corto circuito nel servizio di Felix, crollato in tanti doppi falli e diversi sulle palle break. FAA aveva vinto i due precedenti con l’azzurro, ma era il 2022 e Sinner da allora è un tantino migliorato… A quei tempi il gioco pulito, in anticipo e geometrico di Felix dava fastidio a un Jannik assai meno consistente, con un diritto in piena costruzione e un servizio che andava su e giù come un otto volante. Oggi Sinner impone ritmi e pressione insostenibili quasi per tutti i giocatori, e non è minimamente concepibile provare a sfidarlo e tantomeno batterlo giocando un tennis di costruzione e pressione piuttosto monocorde, con zero rotazione e nemmeno colpi d’inizio gioco incisivi come quelli dell’Auger-Aliassime attuale, piuttosto sbiadito rispetto alla velocità e intensità toccata proprio nel 2022, quando in un autunno magico toccò il n.6 del mondo. Da allora ha perso smalto, si è come incancrenito in un tennis troppo simile a se stesso e senza punte, mentre Sinner è esploso a tutto tondo, diventando una macchina infernale fortissima da ogni posizione e implacabile in risposta. Più o meno in ogni aspetto…
    Fin dai primi punti si è avuta la sensazione netta che Jannik volesse far sentire i rapporti di forza, anche per il banale fatto che Felix non è esattamente un grande agonista e soffre la personalità degli avversari tosti. Così Sinner è partito a spron battuto, tosto al servizio e implacabile in risposta, con bordate di grande controllo che finivano nei piedi del canadese, incapace di creare spazio e rigiocare con qualità. Non c’è stato un aspetto tattico o tecnico nel quale Felix sia riuscito a mettere un po’ in crisi Jannik: alla fine il suo miglior schema (servizio potente e via diritto sul rovescio dell’avversario) contro Sinner non funziona, perché l’azzurro risponde meglio di tutti e se lo attacchi sul rovescio senza aver creato una differenza di spazio o tempo ti fulmina. Così è accaduto. Auger-Aliassime ha pagato mentalmente la prepotenza e dominanza dell’italiano, giocando ancor più sotto tono del solito, con il servizio andato a gambe all’aria per il timore della risposta poderosa del nostro. Davvero non c’è stata partita. Si ipotizzava che Sinner volesse imporsi di potenza, per non rischiare nulla, per cancellare lo zero negli head to head con l’amico Felix, ma anche per se stesso, per riscattare le scorie di troppi errori e sensazioni non al massimo delle due partite precedenti, seppur vinte in due set. Così è stato: voleva vincere “bene”, ha stravinto.
    Un successo completo, che riporta Jannik su un livello molto alto e allo stesso tempo conferma come la traiettoria di carriera di Auger-Aliassime si sia a dir poco arenata in una secca difficile da superare a meno di un cambio totale in attitudine e colpi. Sinner vince e convince. È un bel messaggio a tutti gli avversari…
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Si scatta con un leggero ritardo e Sinner alla battuta, ancora col manicotto protettivo ormai diventato “iconico”. Si scambia immediatamente a gran ritmo, favoloso il rovescio cross vincente che vale a Jannik il suo primo punto del match. Con una seconda di servizio molto aggressiva, è 1-0 Sinner. Auger-Aliassime prova ad imbastire il suo tennis geometrico in progressione, ma Sinner è prontissimo a montare sopra alle traiettorie del rivale giocando con più potenza, più anticipo, più profondità e più intensità. Sul 30-40 Felix affronta già una palla break, ma è la risposta di Jannik a pungere, gli vale un BREAK immediato, 2-0. Molto focalizzato l’italiano, vuole assolutamente produrre un tennis migliore rispetto alle ultime due uscite e anche staccare il rivale per mettere subito le cose in chiaro sui rapporti di forza. È super concentrato anche al servizio, colpisce con sicurezza e cerca con insistenza il rovescio del canadese, il colpo meno sicuro. FAA cerca di uscire dalla morsa col diritto, ma sbaglia. Game a zero e, soprattutto, 3-0 Sinner, in totale controllo del tempo di gioco, del centro del campo. Di tutto. Auger-Aliassime sente la pressione e il servizio ne risente, vista la posizione in risposta dell’azzurro molto aggressiva e le prime bordate tirate con grande controllo. Un doppio fallo per Felix, poi sul 30 pari colpisce un diritto dal centro un po’ bloccato coi piedi, su di una risposta a dir poco acrobatica di Jannik. 30-40, chance del doppio break. Sentenza-Sinner: risposta carica di spin e praticamente sulla riga, il canadese non reagisce per tempo e stecca malamente col diritto. BREAK Sinner, 4-0 in 16 minuti con un parziale complessivo di 17 punti a 5. No match so far… Serve troppo bene Jannik, non varia nemmeno tanto perché martellare di potenza il rovescio di FAA è troppo redditizio. Non ha alcuna pressione e gioca sciolto il n.1, tanto che sul 30-10 regala al pubblico un rovescio cross stretto mortale, su di una risposta di Felix tutt’altro che malvagia. Questo atterrisce ulteriormente il classe 2000: non sta nemmeno giocando così “male”, ma non trova il modo di reggere la velocità e intensità del rivale. Non ce la fa. 5-0 in 19 minuti. FAA cerca di variare al servizio ma non è nemmeno preciso e questo complica terribilmente uno scenario già sportivamente drammatico… Un altro doppio fallo manda il canadese sotto 15-30. Altro doppio fallo, cercando un servizio kick al limite per buttare l’azzurro all’indietro. 15-40, due set point. Trova finalmente un gran diritto Felix, miglior colpo del suo povero set, 30-40; da sinistra la 1a non entra… ma Jannik tira in corridoio la risposta. Niente, Auger-Aliassime commette il terzo doppio fallo del game, SP #3 per Jan. Col quarto doppio fallo ecco il 6-0 di Sinner, con Auger che praticamente si è brekkato da solo… 25 punti a 9, con 5 DF per il canadese. Demolito, e incapace di reagire anche emotivamente.
    Sinner si è toccato un paio di volte l’inguine nell’ultimo game del primo set. Riparte al servizio e commette due errori su due risposte profonde del canadese. 0-30, situazione inedita. Rimedia con due prime palle e un diritto poderoso, intrattabile. A vantaggi però Jannik sbaglia di molto un rovescio dal centro, colpito in salto, c’è una palla break per Auger-Aliassime. Doppio fallo! E ricade un po’ pesante a terra. Qualcosa non va dopo un inizio micidiale? In pratica Sinner è brekkato da solo con errori, troppi. Felix serve avanti 1-0. L’azzurro torna a muoversi piuttosto bene sul 30-15, comandando e vincendo uno scambio di gran ritmo. Il canadese si è irrigidito dopo quel punto perso, tanto da tirare un diritto con braccio di pietra e la palla quasi non arriva a rete… 30-40. Annulla la palla break con un bel servizio al T. Caccia un urlo e il pugno dopo il diritto pesante che gli vale il punto del 2-0. Dinamico e fantastico il controllo del corpo e dei colpi di Sinner sul 30-0, magistrale. Un sospiro di sollievo dopo il primo game del set, dove c’è stato il timore di qualche fastidio. 2-1. Nel quarto game l’azzurro torna a spingere forte in risposta, vuole riprendersi il break e il controllo della partita. Di potenza e di sostanza si prende i primi due punti, forzando gli errori del rivale. Poi sullo 0-30 FAA attacca bene il net, ma un passante robusto ma centrale di Sinner è mal gestito dal canadese, con un tocco di volo davvero povero e goffo. Si butta di nuovo avanti Felix, ma mal gliene incolse… Altro passante al corpo e poi passante di rovescio sulla riga, imprendibile. Contro BREAK Sinner, 2 pari. Nonostante uno schiaffo al volo pessimo (sul 40-0) Jannik sorpassa il rivale, 3-2. L’azzurro ha ripreso totalmente il tempo di gioco, anche in risposta, come lo schiaffone micidiale che vale a Sinner il 30 pari nel sesto game. E, puntualmente, dopo un cazzotto del genere, Felix è rigido e quasi fa doppio fallo… ma il rovescio poi gli vola via sotto la pressione insostenibile dell’italiano. 30-40, chance dell’allungo. Se lo gioca bene stavolta Felix, buon attacco col diritto. Sinner si prende di forza un’altra palla break con un ritmo infernale, enorme il gap tra i due rovescio vs rovescio e poi entra col diritto a tutta. Niente, doppio fallo… di nuovo sulla palla break. BREAK, 4-2, quarto game fila proprio mentre scocca l’ora di gioco. Fa il pugno Jannik dopo un bel servizio, poi si lamenta per qualche riflesso che viene dagli spalti. Il “fastidio” dei vantaggi per una manciata di errori, ma stacca il quinto game di fila, per il 5-2. Finisce proprio male per FAA: va sotto alla pressione mortale dell’azzurro e sul 15-40, match point, commette l’ottavo doppio fallo della partita. Chiude con sei game di fila Jannik, esce dal campo a testa bassa il canadese, sportivamente distrutto su tutta le linea.

    Jannik Sinner vs Felix Auger-Aliassime (Non prima 21:00)ATP Cincinnati Jannik Sinner [1]66 Felix Auger-Aliassime [23]02 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 2F. Auger-Aliassime 0-15 15-15 15-30 15-405-2 → 6-2J. Sinner 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 df A-40 ace4-2 → 5-2F. Auger-Aliassime 15-0 15-15 df 30-15 30-30 30-40 40-40 40-A df3-2 → 4-2J. Sinner 15-0 ace 30-0 40-0 40-152-2 → 3-2F. Auger-Aliassime 0-15 0-30 0-401-2 → 2-2J. Sinner 15-0 30-0 40-00-2 → 1-2F. Auger-Aliassime 15-0 30-0 30-15 30-30 30-40 40-40 A-400-1 → 0-2J. Sinner 0-15 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 40-A df0-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1F. Auger-Aliassime 15-0 15-15 15-30 df 15-40 df 30-40 40-40 40-A df df5-0 → 6-0J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-154-0 → 5-0F. Auger-Aliassime 0-15 15-15 15-30 df 30-30 30-403-0 → 4-0J. Sinner 15-0 30-0 40-02-0 → 3-0F. Auger-Aliassime 15-0 15-15 15-30 30-30 30-401-0 → 2-0J. Sinner 0-15 15-15 30-15 40-150-0 → 1-0 LEGGI TUTTO