More stories

  • in

    Nardi c’è! Rimonta Shapovalov e conquista il terzo turno al Masters 1000 di Cincinnati

    Luca Nardi a Cincinnati

    Quanto piace Luca Nardi quando riesce a giocare focalizzato sul momento scevro da eccessi di tensione, veloce coi piedi nell’arrivare sulla palla e pronto a liberare tutta la fluidità del suo braccio, a generare colpi precisi e vincenti. Il pesarese sfrutta alla grande l’opportunità da lucky loser al Masters 1000 di Cincinnati e un tabellone tutt’altro che malvagio, superando anche il secondo turno con una vittoria contro Denis Shapovalov in rimonta, 6-7(5) 6-3 6-4 lo score dopo due ore e mezza di buon tennis. Da segnalare un problema muscolare sofferto dal canadese all’avvio del terzo set, ma nonostante una leggera zoppia è rimasto lì a lottare fino all’ultima palla, quindi era decisamente in grado di giocare, seppur non al massimo. Luca poteva chiuderla anche prima: ha servito per il set sul 5-4 del primo set ma ha subito l’aggressività “dell’ultimo tuffo” del rivale e ha servito davvero male, subendo un contro break che poteva pagare a carissimo prezzo. Un film già visto per lui, troppe volte. Perso il tiebreak, la partita poteva mettersi davvero male perché sospinto dalla rimonta il canadese aveva iniziato a spron battuto il secondo parziale, con buoni servizi e un diritto super incisivo.
    Si può dire che Nardi ha “vinto” l’incontro con una reazione eccellente nel terzo game: è scivolato sotto 0-30, con Denis fuori tutta. È suonato l’allarme rosso vista la tendenza del match ma Luca non si è scomposto, come troppe volte gli è successo in carriera. È rimasto calmo, focalizzato sui colpi, si è preso quei pochi secondi in più per respirare e ritrovare energia. Ha rimontato bene quel game alzando al massimo l’attenzione e la spinta. Quell’impennata di qualità ed emotiva è stata la scossa che l’ha liberato totalmente, portandolo a strappare il break nel game successivo, non concedere niente per il resto del set e quindi respingere l’assalto del rivale all’avvio del terzo parziale, brekkandolo subito dopo. Lo slancio decisivo che l’ha issato verso un successo meritato e importante, che gli apre le porte del terzo turno a Cincy dove trova Jakub Mensik.
    Shapovalov come sempre c’ha messo del suo in più fasi, alternando giocate irreali per qualità e sorpresa ad errori terribili, passando da grande talento alla versione “Sciupovalov” in pochi attimi. Non è nemmeno facile gestire un rivale così altalenante, non leggi le sue intenzioni ed è difficile perché lo zero ritmo rischia di trascinarti nella sua spirale di errori e giocate estemporanee. Proprio in questo è piaciuto Nardi, il suo restare fermo sul proprio tennis, su schemi puliti e razionali, in modo da rubare campo al rivale e portarlo a giocare su di un ritmo e corsa laterale che non ama. Luca è stato bravo a spingere forte sul rovescio del mancino e quindi attaccarlo sul diritto in corsa, una situazione che Denis non gestisce sempre bene perché tende ad esagerare col gancio di diritto. Inoltre ha bloccato bene con la risposta di rovescio, trovando spesso una profondità che Shapovalov ha contenuto a fatica.
    Proprio schemi puliti e pratici e una risposta ficcante sulle seconde di servizio sono state decisive al successo di Nardi, insieme ad un ritmo e costanza nella spinta superiori. 35 errori per l’azzurro alla fine, 59 per il canadese, davvero tanti ma molti forzati dalla pressione e geometrie del nostro giocatore. Shapovalov è un tennista a suo modo unico e quindi questa prestazione vive dei momenti dell’altro, della sua furia creativa – distruttiva; ma un avversario del genere porta a distrarsi e perdere focus, proprio uno dei limiti principali del marchigiano. Quindi l’esser riuscito a restare molto concentrato e attivo, eccetto la fase finale del primo set – quella per lui più negativa – è un’ottima notizia, come la rimonta e l’aver tenuto un buonissimo livello sino alla fine. Proprio vero: la fortuna aiuta chi se la va a prendere.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    La partita con Shapovalov “doc” alla battuta: comanda lui, angoli incredibili, velocità e anche un errore marchiano a campo aperto, non si è mai scambiato. 1-0 Denis. Il campo è rapido e anche Nardi libera la velocità del suo braccio, con il canadese in difficoltà a contenere. L’ottimo turno di servizio dà la spinta a Luca anche in risposta, è solido e si porta 0-30. Denis commette doppio fallo e si ritrova 15-40, con due chance da difendere. Shapovalov serve bene da destra, poi perde il tempo sulla palla nello scambio successivo e colpisce male, errore che gli costa il BREAK, Nardi avanti 2-1. È bravo il pesarese a cavalcare il momento, serve bene e a 30 si porta 3-1. “Shapo” è in versione “Sciupo”… inizia il quinto game con il nono errore del match, un classico unforced senza una grande idea dietro. Poi si aggrappa al servizio e scendere rapido sul net a chiudere. Rimonta Denis, 3-2. Luca serve bene pungolando la risposta di rovescio di Denis, tutt’altro che precisa oggi, 4-2. Si corre, per il campo rapido e perché entrambi spingono subito dopo il servizio e non c’è grande tattica, solo la ricerca veloce dell’accelerazione, rari i punti che superano i 4 colpi. 4-3 dopo solo 22 minuti. Chiarissimo lo schema di Nardi: spinge sul rovescio del canadese con palle rapide e piuttosto cariche, e dopo averlo bloccato nell’angolo attacca col lungo linea sul diritto del rivale che arriva in corsa ed esagera. Servendo in campo due prime su tre, è un bell’andare. 5-3 Nardi, nessun suo game ai vantaggi. Shapovalov disastroso nel nono game: doppio fallo, segue diritto con i piedi in aria e la palla che atterra tre metri larga. 0-30. Ritrova qualità al servizio, l’unico colpo nel repertorio di Denis che a tratti funziona. Il game va ai vantaggi con un contrattacco favoloso di Luca, diritto bloccato in anticipo e tutto ribaltato, che mano e timing. Rischia addirittura il S&V sulla seconda palla il canadese, e gli va bene perché ha mano educatissima… poi sbaglia la successiva, mille volte più comoda. È Shapo, sempre lo stesso, fa e disfa, tra accelerazioni interessanti e scelte di gioco terribili. Un doppio fallo sulla parità regala a Nardi il Set Point. Lo annulla col servizio esterno, più preciso che potente. 5-4, Luca serve per il set. Sente la tensione l’azzurro, sul 15 pari tira un rovescio in salto che vola via. 15-30. La prima palla non va… ma ci pensa Denis a sbagliare un diritto malamente dopo esser stato in controllo dello scambio. Non bene Nardi col rovescio, altro errore (piedi bloccati all’impatto), gli costa la prima palla break da difendere. Male Nardi, seconda palla, troppo lemme, la risposta di Shapovalov è profonda e l’azzurro non fa abbastanza spazio alla palla. Contro BREAK, 5 pari, un game giocato con zero aiuto del servizio e due incertezze pesanti. Nonostante un’altra smorzata terribile, sbagliata in tutto (tocco, momento, posizione) Shapovalov trova un paio di jolly e si ritrova avanti 6-5. Si arriva al Tiebreak. Nardi inizia con una bella risposta, punisce il S&V di Shapovalov; Denis ripaga con la stessa moneta, ottima risposta e attacco. Il sesto punto è il più lungo del match, ben giocato da entrambi, alla fine Denis trova una riga e Luca non riesce a tenerla in campo. Si gira 4-2 Shapo, che sul 5-3 è investito da un’ottima risposta dell’azzurro, per il 5-4. Purtroppo Luca sbaglia un diritto in scambio, classico gratuito in un momento cruciale. 6-4 e due Set Point Shapovalov. Nardi annulla il primo col servizio, 6-5, ma niente può sul secondo SP, ottima curva esterna e poi diritto lungo linea vincente. Ben 26 errori per Denis, contro i 16 di Luca, ma quel turno di servizio pessimo dell’italiano sul 5-4 è stato pagato a caro prezzo.
    Nardi riparte con un buon turno di servizio, e quindi cerca di mettere pressione con la risposta, ma Shapovalov è in fiducia col diritto, dal finale del primo set anticipa e trova angoli ottimi, difficili da contrastare. Nel terzo game (1-1) anche il rovescio in anticipo punge e sorprende Luca sul lato destro. 0-30. Nardi non si scompone, ritrova la prima palla, governa col diritto e trova pure una volée di opposizione non facile, quarto punto di fila e 2-1. La rimonta ha fatto salire l’attenzione e intensità di Luca, che in risposta impatta potente, aggredisce il campo e sorprendere il rivale. Un impatto eccellente gli vale il 15-40. Denis accusa il momento e si smarrisce, col doppio fallo regala il BREAK a Nardi, avanti 3-1 come nel primo set. Il miglior Nardi del match: vede la palla “grande così”, la impatta con una pulizia totale e verticalizza così preciso da lasciare fermo il canadese. 10 minuti “hot”, con un 4-1 davvero meritato ad invertire l’inerzia del match. Shapovalov ritrova efficacia al servizio, ma Nardi continua ad incantare con efficacia oltre alla sua mano. Un doppio fallo (il primo del match), poco male perché tutto il resto funziona a puntino, in particolare l’accelerazione col diritto lungo linea, fluida e definitiva. 5-2 Nardi. Shapovalov resta a contatto, Nardi serve per il set sul 5-3. Stavolta Luca gioca benissimo col diritto (fulminante un contro piede) e vola 40-15 con due Set Point. Doppio fallo sul primo; errore di rovescio sul secondo, un po’ timido in un paio di colpi di scambio. OK il terzo set point, errore di rovescio di Denis. 6-3 Nardi, un ottimo parziale, in particolare per incisività.
    Nardi riparte in risposta, sempre con un braccio “caldissimo” sul diritto, ma Shapovalov recupera da 15-30 e vince il game, può fare corsa di testa. Ci prova Denis, stavolta anche la palla corta funziona e sorprende Luca, che si ritrova sotto 0-30. Sul 15-30 curiosamente arriva una chiamata in ritardo (due colpo dopo!) su di un diritto appena larga di Nardi, gli costa il 15-40. Regge l’azzurro, bravo a servire bene da destra e poi manovrare ottimamente col diritto sul 30-40. 1 pari. Infastidito Denis da qualche punto, lo paga forzando i colpi e commettendo tre errori, uno peggio dell’altro… 0-40. Forse ha sentito anche un problema alla gamba, tanto da zoppicare leggermente. Salva le prime due chance, ma sul 30-40 la risposta di rovescio di Nardi è profondissima e Shapovalov non si coordina in tempo. BREAK Nardi, avanti 2-1. Arriva il fisioterapista, si lavora sulla coscia sinistra di Denis, tornato in campo ma poco reattivo. Ne approfitta Luca, martella con intensità e nonostante due errori chiude il game a trenta, 3-1. Con mobilità penalizzata, il canadese chiede il massimo al servizio e resta a contatto (3-2), e tira subito in risposta per mettere pressione e non finire in lunghi scambi. Trova un paio di pallate ottime e forza il sesto game ai vantaggi. Esagera Denis, Nardi ringrazia e si porta 4-2, a due passi da un successo molto importante. Shapovalov scherza fin troppo, tanto da perdere il punto dopo un tweener di Luca con una volée maldestra. Non è nemmeno fortunato Denis sul 15-30, corre avanti – zoppicando – e il nastro devia il passante rendendolo impossibile. 15-40, due chance per arrivare vicinissimo al traguardo per Luca. Non riesce a sfruttarle Nardi, ma con un bel pressing se ne procura un’altra, nonostante una lamentela del canadese per una palla sulla riga. Col servizio un Denis claudicante si salva ancora. 4-3. Nardi subisce una risposta da doppista del rivale, quindi commette doppio fallo, 0-30. I fantasmi del primo set tornano ad aleggiare… ancor più dopo un’altra risposta a tutto braccio di Shapo  su di una seconda palla troppo morbida. 0-40… Denis combina un disastro di volo dopo un attacco perfetto, poi una bella prima esterna. 30-40. Ci pensa il canadese a regalare di nuovo, risposta mal centrata sull’ennesima seconda del game. Con grinta Luca regge, e fa il pugno verso il suo coach dopo l’errore del rivale che lo porta 5-3. Forte del game vinto, Nardi torna a spingere con braccio sciolto, bello profondo, si porta 0-30. Zoppica, impreca, ma non crolla mentalmente Shapo, quando la battuta c’è, è tutt’altra musica. Quattro punti di fila, e 5-4. Ecco il momento della verità: Nardi serve per chiudere. Nonostante una musica intorno che neanche in discoteca… Luca resta molto concentrato, stavolta serve bene e vola 40-0. Basta il primo, vola via la risposta di Denis. Non fortunato il canadese nel terzo set, col problema fisico, ma Nardi è piaciuto per come ha retto e giocato con ordine e aggressività, andandosi a prendere una vittoria molto importante. Next: Mensik.

    Luca Nardi vs Denis Shapovalov ATP Cincinnati Luca Nardi666 Denis Shapovalov [24]734 Vincitore: Nardi ServizioSvolgimentoSet 3L. Nardi 15-0 30-0 40-05-4 → 6-4D. Shapovalov 0-15 0-30 15-30 30-30 40-305-3 → 5-4L. Nardi 0-15 0-30 df 0-40 15-40 30-40 40-40 A-404-3 → 5-3D. Shapovalov 15-0 15-15 15-30 df 15-40 30-40 40-40 ace 40-A 40-40 A-404-2 → 4-3L. Nardi 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-403-2 → 4-2D. Shapovalov 15-0 30-0 40-0 40-15 df 40-303-1 → 3-2L. Nardi 15-0 30-0 40-0 40-15 40-302-1 → 3-1D. Shapovalov 0-15 df 0-30 0-40 15-40 30-401-1 → 2-1L. Nardi 0-15 0-30 15-30 15-40 30-40 40-40 A-400-1 → 1-1D. Shapovalov 15-0 15-15 15-30 30-30 40-300-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 2L. Nardi 15-0 ace 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 A-405-3 → 6-3D. Shapovalov 15-0 15-15 30-15 40-155-2 → 5-3L. Nardi 15-0 30-0 30-15 df 40-154-2 → 5-2D. Shapovalov4-1 → 4-2L. Nardi 15-0 30-0 40-03-1 → 4-1D. Shapovalov 0-15 15-15 15-30 15-40 df2-1 → 3-1L. Nardi 0-15 0-30 15-30 ace 30-30 40-301-1 → 2-1D. Shapovalov 0-15 15-15 30-15 40-15 40-301-0 → 1-1L. Nardi 15-0 30-0 30-15 40-15 40-300-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1Tiebreak0-0* 1*-0 1*-1 2-1* 2-2* 2*-3 2*-4 3-4* 3-5* 4*-5 4*-6 5-6*6-6 → 6-7L. Nardi 0-15 15-15 30-15 30-30 40-305-6 → 6-6D. Shapovalov 15-0 30-0 30-15 30-30 40-305-5 → 5-6L. Nardi 15-0 15-15 15-30 30-30 30-405-4 → 5-5D. Shapovalov 0-15 df 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 40-A df 40-40 A-40 ace5-3 → 5-4L. Nardi 15-0 15-15 30-15 40-154-3 → 5-3D. Shapovalov 15-0 30-0 40-04-2 → 4-3L. Nardi 15-0 15-15 30-15 40-153-2 → 4-2D. Shapovalov 0-15 15-15 ace 30-15 40-15 40-30 df3-1 → 3-2L. Nardi 15-0 30-0 30-15 40-15 40-30 ace2-1 → 3-1D. Shapovalov 0-15 0-30 15-30 ace 15-40 df 30-401-1 → 2-1L. Nardi 15-0 30-0 40-00-1 → 1-1D. Shapovalov 15-0 15-15 30-15 40-150-0 → 0-1 LEGGI TUTTO

  • in

    Sinner sul velluto, comoda vittoria su Galan al Masters 1000 di Cincinnati

    Jannik Sinner a Cincinnati

    “No Match”. Così gli anglosassoni apostrofano un incontro sportivo nel quale la differenza tra i due contendenti è talmente grande da non consentire una lotta, una vera contesa e nemmeno uno spettacolo interessante che vada oltre al “one man show”. Così Jannik Sinner tornato in gara 27 giorni lo straordinario successo a Wimbledon, domina senza sbavature Daniel Galan con un 6-1 6-1 in un’ora di gioco che si commenta da solo. Sinner è partito come un treno, mostrando una condizione fisica stratosferica negli appoggi e nella velocità in campo, un fulmine nello scattare dopo aver colpito forte di caviglie iper reattive e un’intensità travolgente. Ha pure servito benissimo, tanto da perdere solo 1 punto con la prima palla in gioco (96%!), una risposta vincente di Galan che ha annullato il primo set point, lampo nel buio di una partita che il colombiano cercherà di dimenticare il prima possibile, di fatto non giocata. Soprattutto nel primo set, quando Jannik ha tramortito Daniel con un parziale pazzesco di 18 punti a 3, la sensazione dal campo è stata di una favolosa condizione generale del n.1, tecnica, fisica e mentale; ma anche di un Galan che sotto l’intensità e qualità del rivale quasi non ci provasse nemmeno a tutta, consapevole di non aver colpi, velocità di base e tennis per poterlo minimamente contrastare. Così è andata.
    Era difficile ipotizzare una partita combattuta, o nella quale il colombiano potesse impensierire seriamente l’italiano, a meno di un ingresso nel torneo sotto tono del campione di Wimbledon che non c’è stato. Galan non ha una velocità sufficiente per restare a galla nella “tempesta” scatenata da Sinner, non nei colpi (piuttosto lavorati e poco anticipati), non in risposta (dove o prova a tutta o blocca, dando ancor più tempo a Jannik per entrare forte), nemmeno al servizio perché se non mette una prima palla quasi vincente è dannatamente lento non ritrovare la coordinazione atterrando dopo l’impatto, e qua Sinner ha martellato a tutta, rispondendo con tale veemenza e profondità da disarmare ogni velleità del sudamericano. Sul 5-1 Sinner, solo un momento di distrazione del n.1 ha creato un minimo di tensione agonista, svanita in una manciata di secondi. Nel secondo set Jannik ha sbagliato qualcosa in più, provando colpi e giocando evidentemente senza spingere a tutta visto che non ce n’era bisogno. Addirittura ha sprecato 5 palle break in un game, evento rarissimo per un Sinner così centrato, ma poco male. È stato una sorta di allenamento agonistico che ha confermato come l’azzurro si sia presentato in Nord America ben preparato fisicamente e piuttosto sciolto, pronto ad un fine estate “caldissimo” nel quale ha 3000 punti da difendere tra Cincinnati e New York.
    Oltre alla risposta, molto bene il diritto di Sinner dal centro, con quella sterzata di polso improvvisa a creare un cross che non leggi e ti sfila via talmente stretto e veloce da non poter nemmeno provarci. Bellissima anche la smorzata sul match point, un tocco col diritto e traiettoria stretta che sta diventando sempre più sicuro ed utile. Galan aveva davvero poco per opporsi ad un Sinner così potente e scattante, vedremo il prossimo match, contro Diallo. Con le sconfitte di Musetti e Ruud il tabellone di Jannik è ancor più aperto. Intanto buona la prima, e soprattutto Bentornato Jannik!
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    27 giorni dopo lo storico successo a Wimbledon, Jannik Sinner torna in gara a Cincinnati e alza la prima palla del match. Un turno di servizio impeccabile, solo prime palle in gioco. Anche in risposta il n.1 fa subito sentire la pressione e potenza dei suoi colpi, Galan è come “investito” dal rivale, in campo con il manicotto indossato ai Championships dopo la caduta sofferta vs. Dimitrov e da lì mai più abbandonato. Daniel è costretto a scappare all’indietro per la profondità della risposta di Jannik, come sul 30 pari, e gli costa un errore di rovescio e palla break. La cancella con un Ace esterno, la prima palla è vitale per Galan per restare in partita. Il BREAK per Sinner arriva alla seconda chance, ottenuta con la risposta e convertita con un’altra risposta pesante, profonda, implacabile. 2-0. Non c’è gara in quest’avvio, serve pure benissimo Jannik e Galan in risposta non rimette la palla in gioco. 8 minuti per un 3-0 senza storia. Il colombiano non riesce a contenere la potenza dell’italiano, nemmeno con la prima di servizio. Va sotto 0-30 anche nel quarto game, e quindi affonda un diritto mal messo coi piedi. Totalmente sfiduciato, Galan sparacchia a mezza rete un diritto scappando a sinistra, esecuzione impossibile, che regala un altro BREAK a Sinner a zero. 4-0 e e 18 punti 3 per il n.1 del mondo. Jannik fa quel che vuole, spinge con precisione e con un diritto cross fulminante vince un altro game a zero, 5-0 (22 punti a 3!). 14 minuti, che dire… Arriva all’improvviso il primo errore di Jannik, un diritto gli scappa di poco, ovviamente mentre comandava. Galan trova l’Ace al centro, con il secondo del game evita il “bagel”, 5-1, con un sorriso beffardo a sottolineare che razza di impresa abbia fatto a vincere un solo game. Tanto vantaggio forse distrae Sinner, che si imballa in due doppi falli. Poco male, l’italiano gioca con misura e controllo lo scambio sul 30 pari e infila il rivale con un cross comodo, forte di piedi velocissimi. Daniel annulla il set point con una risposta d’incontro da doppista, perfetta. Galan sfrutta uno scambio un po’ meno intenso di Sinner, e alla fine attacca con coraggio. Gli vale una palla break. Sinner rimedia con servizio esterno all’angolino. Sinner chiude il set 6-1 con un tocco acrobatico dopo una smorzata non perfetta. 26 minuti di dominio.
    Impressiona la qualità del diritto di Sinner dal centro del campo, può andare sull’inside out con prepotenza oppure chiudere l’angolo stretto con una frustata di polso che non vedi, non capisci, e non parti nemmeno tanto e veloce e angolato. Galan sul 30 pari è di nuovo investito dalla risposta profondissima di Jannik, che così si prende la palla break. Stessa qualità, stesso schema, ancor più profonda la risposta di Sinner, letteralmente sulla linea, e Daniel niente può. BREAK Sinner, 1-0 subito avanti. Jan trova un altro Ace e tanta sostanza, in un attimo vola 2-0, via spedito verso lo striscione della vittoria. Non contento dell’enorme gap sul rivale, Sinner continua a martellare in risposta, è un fulmine in campo e i suoi colpi sono troppo intensi per il colombiano. Lo score segna 15-40, anche due palle break per il n.1. Il secondo break non arriva, per una volta Jannik è un filo attendista e pure non così profondo come traiettorie, e sul 30-40 trova solo la rete. Qualche errore in questa fase, anche per Sinner, ma ritrova sicurezza con una smorzata splendida che gli vale l’ennesima palla break. Esagera con un diritto al salto, non gli esce così angolato, e alla fine fuori posizione l’italiano sbaglia. Galan in qualche modo annulla ben 5 palle break, e muove lo score nel set (2-1). Sinner cerca il game perfetto: tre Ace! Poi però commette doppio fallo e l’ipotesi sfuma. Ma nessun problema a chiudere il game, gran rovescio cross, e 3-1. L’italiano vuole archiviare in fretta la pratica e continua a spingere con intensità in risposta, volando 0-40. Galan si aggrappa a tutto quel che ha per restare in vita nel match. Salva due chance ma sulla terza Jannik aggredisce benissimo con la risposta e chiude il punto con l’ennesima bordata di diritto cross dal centro. 4-1 Sinner. L’orologio scocca al minuto 56 quando l’italiano vola 5-1, a un passo da un successo davvero comodo. Tutto davvero troppo di fretta per Galan, che non è un fulmine all’uscita dal servizio e non riesce a gestire la profondità della risposta di Sinner. Con l’ennesima bordata in risposta di rovescio, ecco il match point per Jannik sul 30-40. Beh, chiude addirittura con una smorzata col diritto quasi irridente, bellissima, ultimo “cazzottone” per il povero Galan, mai entrato in partita. Che dire… No match. Avanti il prossimo, sarà Baez o Diallo. Bentornato Jannik!

    Jannik Sinner vs Daniel Elahi Galan ATP Cincinnati Jannik Sinner [1]66 Daniel Elahi Galan11 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 2D. Elahi Galan 15-0 ace 15-15 30-15 30-30 30-405-1 → 6-1J. Sinner 15-0 30-0 40-0 ace4-1 → 5-1D. Elahi Galan 0-15 0-30 0-40 15-40 30-403-1 → 4-1J. Sinner 15-0 ace 30-0 ace 40-0 ace 40-15 df2-1 → 3-1D. Elahi Galan 0-15 15-15 15-30 df 15-40 30-40 40-40 40-A df 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 A-402-0 → 2-1J. Sinner 15-0 ace 15-15 30-15 40-151-0 → 2-0D. Elahi Galan 15-0 15-15 15-30 30-30 ace 30-400-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1J. Sinner 0-15 df 15-15 30-15 30-30 df 40-30 40-40 40-A 40-40 A-405-1 → 6-1D. Elahi Galan 15-0 30-0 40-0 ace ace5-0 → 5-1J. Sinner 15-0 30-0 40-04-0 → 5-0D. Elahi Galan 0-15 0-30 0-403-0 → 4-0J. Sinner 15-0 30-0 ace 40-02-0 → 3-0D. Elahi Galan 0-15 15-15 30-15 30-30 30-40 40-40 ace 40-A1-0 → 2-0J. Sinner 15-0 30-0 40-00-0 → 1-0 LEGGI TUTTO

  • in

    Il buon momento del tennis USA: alcuni numeri di un momento (e stagione) di eccellenza

    Ben Shelton, al best ranking in carriera

    Il successo di Ben Shelton al Masters 1000 di Toronto è la ciliegina di un 2025 di buonissimi risultati complessivi per il tennis statunitense. Da tempo il “gigante” nordamericano aveva mostrato interessanti segnali di ripresa sia a livello complessivo (ranking) che di risultati, e questi primi 8 mesi dell’anno confermano pienamente  come i tennisti (uomini e donne) a stelle e strisce stiano attraversando un periodo molto positivo. Nell’ultimo ranking ATP pubblicato gli USA hanno due top 10 (Fritz n.4 e Shelton n.6, al best ranking), 4 top 20 e 13 top 10; ancor più impressionante classifica WTA, dove troviamo 4 statunitensi tra le prime 10 (Gauff n.2, Pegula n.4, Keys n.6 e Anisimova n.8), con Navarro appena fuori al n.11, e 15 in totale nelle prime 100. Ma sono i risultati nei tornei a impreziosire un momento davvero positivo.
    Madison Keys ha iniziato il 2025 con il bellissimo successo agli Australian Open, dove Taylor Townsend si è aggiudicata il torneo di doppio (insieme all’esperta specialista ceca Siniakova). Al quotato WTA 1000 di Doha il titolo è andato ad Amanda Anisimova, in grandissima ripresa dopo i tanti problemi sofferti nel recente passato. Ancor più sorprendente – e meritato – il successo di Coco Gauff a Roland Garros. Il passaggio all’erba è stato assai positivo, con Anisimova brava ad issarsi in finale a Wimbledon (dove poi è crollata di schianto sotto la costanza di Iga Swiatek). Dopo grandissimi risultati al femminile, ecco Ben Shelton, vincitore del primo 1000 in carriera all’Open del Canada, una vittoria che ha riportato negli USA un torneo di massima categoria ATP dopo il successo di Fritz a Indian Wells nel 2022. Ricordiamo che proprio Fritz aveva chiuso alla grande il 2024 con la finale alle Finals di Torino, dopo la finale giocata (e persa) a US Open, due stop imposti dalla classe immensa di Jannik Sinner.
    In alcune settimane del 2025 sono state 5 le ragazze statunitensi in top 10, e 4 gli uomini tre i migliori dieci nel ranking ATP. C’è anche Townsend, n.1 nel doppio femminile. In sintesi, gli USA sono tornati nazione trainante nel panorama internazionale dopo anni di alti e bassi.
    Se nel tennis femminile i titoli Slam continuano ad arrivare, manca terribilmente la vittoria in un Major al maschile. È necessario tornare al lontano 2003 per ritrovare un campione a stelle strisce in uno dei quattro massimi eventi dell’anno: Andy Roddick, campione a US Open 2003, il suo anno migliore (lo terminò da leader nel ranking, con piccolo margine su Federer, pronto al sorpasso dopo l’Australian Open dell’anno successivo). Fritz nella passata stagione è arrivato in finale nello Slam della grande mela, confermando un livello di gioco ed agonistico pari ai migliori; che quest’anno sia la volta di Shelton, sullo slancio del suo miglior momento in classifica? Ben vanta come miglior risultato a New York la semifinale 2023, quando fu sconfitto piuttosto seccamente da un Djokovic stellare). Vedremo cosa ci racconterà il quarto Major dell’anno. Di sicuro i tennisti americani tendono a giocare sempre molto bene nel massimo evento nazionale. Sinner e Alcaraz restano i grandi favoriti, ma dovranno guardarsi da tutta la pattuglia a stelle e strisce, pronta ad esaltarsi nel baccano infernale dell’Arthur Ashe…
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

  • in

    Masters 1000 Cincinnati: Nardi sfrutta la chance e supera Tirante, al secondo turno c’è Shapovalov

    Luca Nardi nella foto

    La fortuna a volte bisogna andare a prendersela. Così Luca Nardi in quel del Masters 1000 di Cincinnati: da “perdente fortunato” nelle qualificazioni entra nel main draw e sfrutta la chance battendo al primo turno Thiago Tirante per 6-4 7-6(5) al termine di una partita giocata con qualità nettamente superiore all’argentino ma anche con fasi di vuoto ed un’evidente difficoltà nel gestire la tensione che poteva pagare a caro prezzo. Si potrebbe dire una partita che ha mostrato nuovamente pregi e difetti del pesarese: quando è riuscito a giocare libero di testa e sereno, ha disegnato il campo con accelerazioni ottime e una superiorità netta sull’avversario; ma più volte si è come “eclissato”, perdendo lucidità, fiducia e incisività, tanto che gli errori dell’argentino sono stati decisivi a portarlo al successo, come il turno di servizio sciagurato sul 5-3 e non solo. Nardi con quest’importante vittoria conquista il secondo turno dove trova Denis Shapovalov, un avversario tutt’altro che solido e in un momento non buono, e tecnicamente piuttosto compatibile visto che si giocherà a viso aperto e grande velocità, pensando relativamente “poco” e colpendo “tanto”.
    Nardi ha giocato un gran bel primo set, forte di un break strappato in apertura che gli consentito di liberare testa e braccio. Per una buona mezz’ora è stato esaltante vederlo aggredire la palla in grande anticipo e impattarla pulita, generando traiettorie ottime dal centro del campo. Non c’è stata proprio gara tra i due, ancor più visto che Tirante non riusciva a prendere ritmo in risposta ed era inesorabilmente sballottato da tutte le parti del ritmo buono e geometrie ottime dell’azzurro. La partita pareva in controllo, con campi così rapidi la “garra” latina era piuttosto spuntata. Poi all’improvviso, ecco che Luca si spegne, come troppe volte ancora gli capita. Va sotto di un break, con un turno di battuta pessimo, ma strappa subito il contro break. È una risposta flebile, perché la sicurezza nella sua spinta si è già compromessa, e nella lotta l’altro è nettamente più tosto. Il set avanza con un festival di break, ed è solo un turno di servizio terribile di Tirante sul 5-3 a salvare il marchigiano (incredibile in negativo come Thiago non sia nemmeno riuscito a distruggere perbene la sua povera racchetta dalla frustrazione!?!). Nardi vola avanti sfruttando la crisi evidente del rivale, ma servendo sul 6-5 ecco che non sfrutta un match point e di nuovo si imballa, rimettendo l’avversario in gioco. Alla fine per fortuna nel tiebreak la sua maggior qualità viene fuori, ma sempre sul filo del rasoio quando si gioca punto su punto, senza mai dare l’impressione di poter vincere di impeto, capitalizzando la sua classe.
    Non è un momento ottimo per Luca, viene da un infortunio e poche gioie, quindi questo successo da lucky loser è davvero importante, per il torneo e non solo. Qua c’è il tennis dei grandi, quello a cui Nardi appartiene assolutamente quando gioca al suo meglio. Nel primo set ha davvero disputato una buona partita: dal centro del campo ha condotto i ritmo e gestito gli angoli, e non sono tantissimi i tennisti oggi capaci di farlo con la sua mano e precisione. Un bel ritmo che solo un avversario dotato di altra potenza e intensità poteva contrastare. Il peccato viene per i momenti di buio, le fasi negative nelle quali tutto diventa difficile, e anche oggi – nonostante un chiaro vantaggio tecnico – sono arrivate. La speranza è che contro un tennista creativo ma del tutto instabile come “Shapo”, Luca possa giocare libero, sciolto, e far parlare solo le sue accelerazioni a tratti imprendibili. Di sicuro Nardi dovrà servire un po’ meglio nei momenti importanti, anche se oggi ha chiuso la partita con un discreto 64% di prime palle. Dovrà anche cercare di essere più incisivo in risposta: il servizio di Tirante non è esattamente temibile, e i soli 9 punti vinti contro la prima dell’argentino non è un dato confortante. La fortuna va cavalcata, avanti tutta Luca.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Nardi inizia l’incontro con discreta solidità in risposta. Colpisce pulito e non sbaglia, tanto che da 0-40 si prende un break immediato a 30. Più complicato il primo turno di servizio del pesarese: comanda col diritto dal centro del campo ma non è preciso, e commette pure un doppio fallo. Concede una palla del contro break ai vantaggi ma regge nello scambio e la annulla, andando poi a chiudere il game con un Ace, per il 2-0. È palese la differenza di accelerazione della palla con Tirante, frutto di un anticipo superiore e di un impatto molto più pieno. L’argentino muove lo score, non senza patemi, vincendo il terzo game al servizio. Luca gestisce bene il secondo turno di servizio, poi si porta 0-30 in risposta, entrando bene nelle seconde palle del rivale. Tirante è evidentemente nervoso, ma si affida alla potenza del suo diritto e rimonta, restando a contatto (3-2). Nardi nel sesto game dimostra tutta la qualità tecnica del suo tennis: smorzata vincente, diritto preciso, rovescio lungo linea imprendibile, un campionario quasi esaustivo del perché sia considerato un grande “talento”. 4-2, è un bell’andare quando gioca così fluido e controlla lo scambio, anche grazie alla modesta pressione di Thiago, un po’ arretrato come posizione e incapace di entrare forte nelle palle veloci dell’azzurro. Il rovescio di Luca è un tracciante, l’albiceleste se lo vede arrivare troppo rapido e non lo gestisce. 5-3 Nardi con un altro turno di servizio impeccabile, sempre al comando delle operazioni. Luca chiude un ottimo primo set per 6-4 con un terzo ottimo turno di servizio consecutivo, prima palla precisa e primo colpo di scambio incisivo.
    Dopo un’infinita pausa toilette, Tirante riparte alla battuta nel secondo set, con un bel baccano intorno al campo. L’argentino è forse anche distratto tanto che commette un doppio fallo sul 40-15, e in generale la sua battuta non è stata un fattore finora nel match. Nardi però non impatta in risposta e Tirante può fare corsa di testa (1-0). Il lungo stop di fine set fortunatamente sembra non aver raffreddato il braccio del marchigiano, che un errore iniziale trova 4 vincenti di fila, incluse un paio di accelerazioni fantastiche tirate con quella nonchalance che ti lasciano a bocca aperta. 1 pari. Improvvisamente l’incontro per Nardi si complica. Sul 2-1 commette tre errori (incluso un doppio fallo) e si ritrova sotto 30-40, con una palla break da difendere. Lo aiuta il servizio, prima palla precisa al T che sorprende Tirante, se l’aspettava sul rovescio. Non è un momento facile, non trova buoni appoggi col rovescio e ne spedisce uno out di due metri, gli costa la seconda palla break. Purtroppo Nardi tira malamente un diritto lungo, non fortunato per la rottura di una corda all’impatto. 5 errori nel game che gli costano il BREAK, Tirante senza colpo ferire si ritrova avanti 3-1. Tuttavia l’argentino non cavalca il momento, commette un doppio fallo e scivola sotto 0-30. Nardi è lucido a pressare sul rovescio di Thiago e quindi infilarlo a destra. 15-40, due chance del contro break. Poco reattivo in risposta sulla prima Luca, 30-40; invece è paziente ed intenso sulla seconda, dal centro sposta Tirante che alla fine cede. Contro BREAK, 3-2 e poi 3 pari con un solido turno di battuta. Sul 4-3 Tirante, Nardi sbaglia due diritti in scambio che lo portano sotto 0-30. Intensità, con Thiago che fiuta il momento per provare a scappare via di nuovo, ma Luca regge. Il servizio non aiuta l’azzurro, che con un doppio fallo scivola 15-40 con due chance da salvare. Purtroppo Nardi si fa sorprendere da un rovescio molto profondo del rivale, non cerca la palla coi piedi e sbaglia. Un momento opaco, lo paga col secondo BREAK del set, e Tirante che serve per chiudere sul 5-3. Un po’ irruente, un Ace ma anche errori in spinta, 30 pari. Ecco la tensione… doppio fallo! Chance all’ultimo tuffo per Luca. Se la gioca male Nardi… riesce a bloccare il rivale sul rovescio, ma dal centro del campo stecca malamente col diritto. Tirante commette un altro grave doppio fallo, e ancora Nardi stecca col diritto, altro grave errore di una fase a dir poco convulsa e negativa del match. Incredibile… Altro doppio fallo e terza palla break! Stavolta è Thiago a steccare, regala il BREAK a Nardi e quindi ha bisogno di 5 racchettate a terra per distruggere la sua povera compagna di gioco, in piena frustrazione… Una scena bruttina, ma Luca riapre il set, 5-4. Nardi inizia il decimo game col doppio fallo… poi il diritto torna a funzionare e impatta lo score sul 5 pari. L’argentino sembra “pronto alla doccia”, molto nervoso, Luca ne approfitta restando nello scambio. 15-30. Ecco il doppio fallo, 15-40! Due chance per il sorpasso per Nardi. Non sfrutta la prima, nonostante avesse bloccato il rivale sulla sinistra sbaglia il cambio in lungo linea; ci pensa Tirante a completare il disastro, sbagliando un diritto in corridoio. BREAK Nardi, serve per chiudere sul 6-5. Tirante trova un passante super sul 15 pari, un rovescio in corsa per lui del tutto estemporaneo. Nardi resta tranquillo, dal centro del campo comanda e sposta il latinoamericano, 30 pari. Con una prima palla esterna precisa ecco il Match Point Nardi. Non lo trasforma, costruisce col diritto ma esagera nell’accelerazione finale. Con un pressing poderoso, Tirante va a prendersi una palla break ai vantaggi. Nardi subisce la potenza del rivale, del tutto bloccato coi piedi, Contro BREAK e Tiebreak. Luca strappa un punto in risposta con un diritto pesante sul rovescio dell’avversario, 3 punti a 1. Si gira 4-2, dopo un buon servizio dell’azzurro, poi uno dei rari attacchi vale a Nardi il 5 punti a 2. Aggredendo bene col diritto, Nardi vola 6-4, altri due MP. Uff.. commette doppio fallo Luca (tirando piano e “storto”…), 6-5, altra chance ora però serve l’argentino. Tirante tira in rete, finisce così. Tensione paura palpabile, ma arriva la vittoria in un gran torneo. Una boccata d’ossigeno importante.

    Luca Nardi vs Thiago Agustin Tirante ATP Cincinnati Luca Nardi67 Thiago Agustin Tirante46 Vincitore: Nardi ServizioSvolgimentoSet 2Tiebreak0-0* 0*-1 1*-1 2-1* 3-1* 3*-2 4*-2 5-2* 5-3* 5*-4 6*-4 6-5*6-6 → 7-6L. Nardi 0-15 df 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 40-A6-5 → 6-6T. Agustin Tirante 15-0 ace 15-15 15-30 15-40 df 30-405-5 → 6-5L. Nardi 0-15 df 15-15 30-15 40-15 ace4-5 → 5-5T. Agustin Tirante 0-15 15-15 30-15 ace 30-30 30-40 df 40-40 40-A df 40-40 40-A3-5 → 4-5L. Nardi 0-15 0-30 15-30 15-40 df3-4 → 3-5T. Agustin Tirante 15-0 30-0 40-0 40-15 df3-3 → 3-4L. Nardi 15-0 30-0 40-02-3 → 3-3T. Agustin Tirante 0-15 0-30 df 15-30 ace 15-40 30-401-3 → 2-3L. Nardi 15-0 15-15 30-15 30-30 df 30-40 40-40 A-40 40-40 40-A1-2 → 1-3T. Agustin Tirante 15-0 30-0 40-01-1 → 1-2L. Nardi 0-15 15-15 30-15 ace 40-15 ace0-1 → 1-1T. Agustin Tirante 15-0 30-0 ace 40-0 40-15 40-30 df0-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1L. Nardi 15-0 30-0 40-0 40-155-4 → 6-4T. Agustin Tirante 15-0 30-0 40-0 40-15 40-30 ace5-3 → 5-4L. Nardi 15-0 30-0 40-04-3 → 5-3T. Agustin Tirante 15-0 30-0 40-0 40-15 40-304-2 → 4-3L. Nardi 15-0 30-0 40-03-2 → 4-2T. Agustin Tirante 40-30 40-40 A-403-1 → 3-2L. Nardi 15-0 30-0 30-15 40-15 40-302-1 → 3-1T. Agustin Tirante 15-0 15-15 30-15 40-15 40-30 df2-0 → 2-1L. Nardi 0-15 15-15 30-15 30-30 df 40-30 40-40 40-A 40-40 A-40 ace1-0 → 2-0T. Agustin Tirante 0-15 0-30 0-40 15-40 30-400-0 → 1-0 LEGGI TUTTO

  • in

    Sinner ufficialmente qualificato per le ATP Finals 2025

    La infografica dell’ATP

    Mancava solo l’ufficialità, ora è arrivata: Jannik Sinner è il secondo qualificato per le ATP Finals 2025, di scena per la quinta volta a Torino dal 9 al 16 novembre. È il secondo tennista in stagione a staccare il pass per la kermesse ATP di fine anno, che ricordiamo vede in gara i primi 8 nella Race stagionale, dopo Carlos Alcaraz. Sinner sarà in gara al “Master” per il terzo anno di fila e quarto in carriera (subentrò all’infortunato Berrettini nel 2021, alla prima edizione torinese). Alle Finals Jannik vanta un bilancio di 10 partite vinte e 2 sconfitte, con il titolo conquistato lo scorso anno, quando fu letteralmente ingiocabile per tutti gli avversari, e la splendida corsa nel 2023, con quattro vittorie tra girone e semifinale, stoppato nel match per il titolo da un sublime Novak Djokovic.
    Sinner si è guadagnato l’accesso al torneo di fine anno grazie ai successi agli Australian Open e Wimbledon, oltre alle finali raggiunte agli Internazionali d’Italia (battuto in finale da Alcaraz) e Roland Garros, dove purtroppo non ha sfruttato tre match point subendo la rimonta da Alcaraz, in una finale già entrata nei libri d’oro dello sport per spettacolo, durata e tensione agonistica.

    See you in Turin, defending champ
    Jannik Sinner has qualified for the #NittoATPFinals once again pic.twitter.com/txJ6AC8I1O
    — ATP Tour (@atptour) August 8, 2025

    Sinner compierà 24 anni il prossimo 16 agosto. È n.1 del mondo dal 10 giugno 2024, quindi da 61 settimane consecutive. Vanta in carriera 20 titoli sul tour maggiore e 2 successi in Davis Cup (2023 e 2024) insieme alla squadra italiana, da lui trainata nei due titoli conquistati a Malaga. In carriera a livello ATP ha un bilancio di 289 partite vinte a fronte di 83 sconfitte; ma dall’autunno del 2023 il suo record è clamoroso: dopo la sconfitta subita a US Open da Zverev, Jannik concluse quella stagione con 20 vittorie e solo 2 sconfitte (vincendo due tornei, la Davis e giocando la finale Torino), e nel 2024 ha dominato con 73 vittorie e 6 sconfitte, vincendo 8 tornei (più la Davis), inclusi due Slam e le ATP Finals. Nel 2025 ha un bilancio di 26 vittorie e 3 sconfitte, quindi dall’ottobre 2023 (gli ultimi 22 mesi) il suo record sul tour maggiore è di 119 vittorie e solo 11 sconfitte. Un dato che sottolinea la costanza di rendimento e qualità eccezionale del suo gioco, una forza che lo legittima sul trono del tennis maschile.
    Marco Mazzoni  LEGGI TUTTO

  • in

    Connors su Djokovic: “Mi preoccupa che non giochi da Wimbledon e abbia saltato Cincinnati. Non so cosa aspettarmi da lui a New York”

    Novak Djokovic (foto Getty Images)

    L’assenza di Novak Djokovic al Masters 1000 di Cincinnati continua a far parlare il mondo del tennis. Il campionissimo serbo non è ancora tornato in attività dopo la sconfitta subita in semifinale a Wimbledon da Jannik Sinner, una battuta d’arresto piuttosto netta, la seconda consecutiva inflitta dall’italiano al 24 volte campione Slam dopo quella di Parigi. Secondo la leggenda del tennis americano Jimmy Connors, il fatto che Djokovic abbia allungato le sue vacanze e non sia tornato ancora in competizione è pessimo segnale a livello di motivazione, quella indomabile voglia di vincere che ha portato il nativo di Belgrado a migliorarsi continuamente e sorpassare i suoi due grandi rivali, Federer e Nadal. “Jimbo” ha parlato di Djokovic nel suo podcast “Advantage Connors”, con parole chiare che non lasciano alcun spazio all’immaginazione…
    “C’è una cosa che mi preoccupa di Novak Djokovic” esordisce Connors, “Per anni, il torneo di Cincinnati è stato l’ultimo test per il serbo in vista degli US Open. Tuttavia, questa volta Djokovic non disputerà partite ufficiali sul cemento prima del quarto Slam della stagione. È fermo da settimane, da Wimbledon. Non ha ancora giocato partite sul cemento. Mi aspettavo che potesse saltare il torneo canadese ma non che non venisse a Cincinnati. Qua avrebbe giocato almeno qualche partita, delle sfide da affrontare per rimettersi in moto. Adesso non sappiamo cosa aspettarci da lui in vista di New York“.
    Il campione americano afferma di trovare strano il ragionamento di Djokovic, tennista 38enne che di sicuro ha bisogno di giocare per non accumulare “ruggine” e rischiare a US Open già nei primi turni. “Ha giocato un grande Wimbledon” continua Connors, “ha raggiunto la semifinale, ma è stato sconfitto in tre set, piuttosto nettamente da Sinner. Dopodiché è andato in vacanza con la famiglia, per quasi un mese e mezzo. Vedremo come andrà. Non è certo il modo in cui era solito preparare US Open in passato. Tutto quello che so è che non si può mai ignorare il migliore della storia quando c’è uno Slam, ma chissà come ci arriverà e con quale motivazione”.
    Djokovic a US Open ha trionfato quattro volte: 2011, 2015, 2018 e 2023, e proprio sull’Arthur Ashe ha vissuto la più grande delusione in carriera, la sconfitta in finale nel 2021 contro Daniil Medvedev ad un passo dal completare uno storico Grande Slam annuale. Già dallo scorso anno, persa la leadership nel ranking ATP per mano di Jannik Sinner (il sorpasso avvenne il 10 giugno 2024), il serbo ha affermato che i tornei dello Slam rappresentavano la sua ultima grande motivazione a continuare. Tuttavia da allora “Nole” non è riuscito a vincere il tanto agognato 25esimo Major, che gli consentirebbe di diventare l’unico tennista nella storia (uomo o donna) a raggiungere questa cifra. A Wimbledon 2024 infatti fu sconfitto molto seccamente da Carlos Alcaraz in finale, mentre a US Open fu estromesso da Popyrin al terzo turno. Quest’anno Novak si è arreso agli Australian Open ad un infortunio sofferto nei quarti e che l’ha costretto al ritiro in semifinale contro Zverev, mentre a Parigi e Wimbledon è stato Sinner a sbarrargli la strada senza concedergli nemmeno un set. US Open si avvicina a grandi falcate: questo Djokovic a corto di match dall’11 luglio, sarà competitivo?
    Marco Mazzoni  LEGGI TUTTO

  • in

    Masters 1000 Cincinnati: Arnaldi si ferma all’esordio, battuto da Bonzi al termine di una dura battaglia

    Matteo Arnaldi a Cincinnati

    La dura legge del tennis: chance non sfruttate, chance concessa e… addio. È forse riduttivo concentrare la sconfitta di Matteo Arnaldi all’esordio al Masters 1000 di Cincinnati sofferta contro Benjamin Bonzi a questo, ma il crocevia decisivo del match arriva proprio all’avvio del terzo set, quando il sanremese non sfrutta ben 5 palle break in un infinito secondo game (a dire il vero, tutte giocate piuttosto bene col servizio dal francese) e crolla malamente nel turno di servizio successivo, subendo il break che manda avanti il nativo di Nimes verso il successo finale. Bonzi vince in rimonta 6-7(1) 6-3 6-4, e c’è del rammarico per Arnaldi, per l’ottimo tiebreak giocato e vinto nel primo set, e soprattutto per le troppe occasioni non sfruttate, con la netta sensazione che con più calma e ordine l’azzurro avrebbe potuto scappare avanti battere il francese, positivo al servizio ma non sempre preciso e continuo. C’è un rilievo statistico assai significativo: Arnaldi ha ottenuto ben 10 palle break nell’incontro, non ne ha sfruttata nessuna. Nel tennis trovare la zampata o giocare al top nei passaggi cruciali è quasi sempre decisivo per il successo finale e Bonzi è stato in questo superiore, anche grazie a una cattiva gestione di Matteo nei due game che gli sono costati i break nel secondo e terzo set, due turni di battuta giocati davvero male dall’azzurro. “Arna” non sta attraversando un periodo eccellente, è a 17 vittorie e altrettante sconfitte nel 2025, molte arrivate al termine di dure battaglie – come quella odierna a Cincinnati – e perse per dettagli, pochi punti scappati via, o in diverse occasioni per quella fretta che lo assale in passaggi cruciali, dove vuol andare a prendersi il punto ma finisce per esagerare e perdere focus.
    Bonzi ha disputato una partita molto aggressiva, ha servito bene nei momenti importanti del secondo e terzo set, pronto a prendersi i due break che hanno segnato gli allunghi decisivi. In particolare Benjamin ha servito con qualità nelle palle break e ai vantaggi, ma è piaciuta tatticamente la sua condotta di gara. Visto che Arnaldi l’ha spesso messo in difficoltà con dei cambi di ritmo, bene ha fatto il francese ad attaccare il prima possibile sfruttando un campo piuttosto rapido per la media del tour. Bonzi ha aggredito col rovescio, attaccando dritto per dritto, e solleticando il passante di Arnaldi, non sempre preciso perché giocato quasi sempre in corsa e poco equilibrio. Eppure proprio con una giocata eccezionale di passante Matteo ha spaccato il tiebreak del primo set, dominato con il piglio del grande giocatore. Soprattutto “Arna” ha vinto quel decider con ordine, giocando pulito e razionale, senza esagerare. Purtroppo invece in alcune chance in risposta o passaggi importanti della partita, si è fatto prendere dalla frenesia di fare il punto di forza o troppo in fretta, quando il contrattaccare e lavorare bene la palla restano forse i suoi punti di maggior forza e sicurezza. Errori (alla fine sono stati 48, contro i 59 del francese che però ha mosso di più il gioco) pagati con una sconfitta evitabile.
    C’è stato un passaggio molto importante nel match, all’avvio del secondo set. Arnaldi dopo l’ottimo tiebreak vinto, si è ritrovato sul 15-30 in risposta, e Bonzi era evidentemente nervoso. Non è riuscito a rispondere bene in quel game, c’era lo spazio per arrivare a palla break e magari scappare via, un allungo che visto il momento della partita sarebbe stato forse decisivo. Inoltre Matteo ha da rammaricarsi per una palla break non sfruttata in un altro momento decisivo, sul 5-3 del secondo set, quando correndo in avanti non è riuscito a giocare un passante di tocco non impossibile che avrebbe rimesso “on serve” il parziale. Piccole grandi cose, i momenti che decidono una partita e che sono andati alla parte di Bonzi, complessivamente più positivo e aiutato dal servizio. Basso il 51% di prime palle in gioco per il ligure, altro aspetto della sua prestazione su cui deve assolutamente lavorare.
    Ora gambe e testa a New York. È lo Slam che preferisce, dove vorrebbe giocare il match della vita (l’ha raccontato ad un’intervista gentilmente concessa la scorsa primavera). Questa prematura sconfitta a Cincinnati gli regala il tempo per arrivare a Flushing Meadows e preparare un gran torneo.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Arnaldi entra bene nel match con solido turno di servizio. Anche Bonzi serve bene, a 30 vince il suo primo turno. Già dai primi colpi si capisce che il campo è bello rapido, la palla schizza via dopo il servizio, come ha confermato anche Jannik, il campione in carica (atteso all’esordio sabato). Tennis rarefatto, domina la prima di servizio o qualche errore diretto, quasi non si scambia. Il primo vero palleggio arriva nel quinto game, sul 40-30, lo vince Bonzi appoggiandosi bene ai colpi di Arnaldi. Benjamin aggredisce una seconda di servizio un po’ troppo centrale e si procura una palla break. Matteo la cancella con un bel diritto cross, giocato con ottimo anticipo. A fatica (e con un regalo di Bonzi sul net a campo aperto) 3-2 Arnaldi. Il sanremese tiene una posizione piuttosto aggressiva in risposta, ma al momento non funziona granché, né a livello di esecuzioni che per mettere pressione a Bonzi, che comodamente impatta 3 pari. Settimo “fatidico” game e “Arna” sembra infastidito dal discreto baccano intorno al campo 3. Commette due doppi falli e si ritrova sotto 15-30. Rimedia con un gran diritto su palla assai bassa e poi buttandosi a rete. (4-3). Si torna a seguire i turni di servizio, senza scossoni, con percentuali di prime in gioco calanti ma ottima la trasformazione per entrambi. Sul 5 pari, Arnaldi ha vinto solo sei punti in risposta, pochi. Bonzi è pronto ad aggredire ogni palla più lenta o corta di Arnaldi, che infatti paga dazio quando taglia col rovescio senza trovare adeguata profondità. Molto meglio quando l’azzurro spinge in anticipo. Scontato l’approdo al tiebreak, visto l’equilibrio. Arnaldi trova un big-point nel secondo punto, passante di diritto in corsa quasi sdraiato per terra, trovando una coordinazione impossibile. 2-0. Fantastico Matteo anche sul 3-1, quando da difesa è passato al contrattacco sotto rete, con un tocco stretto che manda a gambe all’aria l’assalto del francese. 4-1, grande qualità. Ancora un con un ben recupero col diritto, bello profondo, Arnaldi provoca l’errore di Bonzi, si gira 5-1. Ha perso pazienza Benjamin, sparacchia con fretta e trova solo la rete. 6-1 e una valanga di set point per Matteo. Basta il primo, bel dritto vincente dal centro. 7-6, 7 punti a 1, tiebreak dominato senza alcuna sbavatura.
    Bonzi sembra aver accusato il brutto finale del primo set. Riparte al servizio nel secondo ma la prima palla poco lo assiste e un diritto centrato male gli costa un “interessante” 15-30. Arnaldi lo spreca rispondendo male sulla seconda, pure da dietro. Una nuova scossa arriva sul 2-1, e stavolta è l’azzurro in difficoltà. Inizia col doppio fallo, quindi attacca la rete con poco angolo e viene passato da Bonzi. Matteo scarica quindi in rete un diritto con troppa fretta, lo score è impietoso: 0-40, tre palle break. Basta la prima: altro pessimo diritto, giocato con i piedi mal messi dopo il servizio. Un BREAK improvviso, con un turno di battuta pessimo, che manda Bonzi avanti 3-1. Il nativo di Nimes restituisce il favore con due erroracci ad avvio del quinto game, poi si riscatta e vince il game ai vantaggi (4-1), qua c’era spazio per una reazione dell’azzurro. Bonzi è rapido nell’entrare in campo dopo il servizio, non è facile per Arnaldi contrattaccare, ci prova in risposta ma senza grandi risultati. Il ligure sembra aver staccato la spina: doppio fallo in apertura sul 5-2 e poi un altro, 0-30. Sparacchia col diritto e crolla 0-40, tre set point per Bonzi. Rischia di nuovo il doppio fallo sul 15-40, ma trova un bell’attacco con il classico slice di rovescio, 30-40. Bonzi affossa la risposta in allungo, parità. Salva un game quasi disperato Arnaldi, 5-3, ora il francese serve per il set, ma è incerto mentre Matteo torna a pungere dalla risposta. 30 pari. Benjamin sbaglia malamente un diritto su di un colpo molto carico e non così rapido di Matteo, chance del contro break! Risale il campo su di una volée non definitiva Arnaldi ma il tocco passante di rovescio non passa la rete, si poteva far meglio in questo colpo. Bonzi attacca bene e si procura il quarto set point, il primo al servizio. È quello buono, comanda il francese ed è l’azzurro a sbagliare per primo. 6-3 Bonzi.
    Terzo set, Arnaldi serve per primo. Vince il game, nonostante un doppio fallo, può fare corsa di testa. Matteo apre il secondo game con un altro super punto difensivo, passante robusto e poi rincorsa vincente. Come nel primo set, Bonzi accusa mentalmente il gran punto dell’avversario e sparacchia via, 0-30. Il francese attacca a testa bassa, forse anche per scappare dallo scambio, e gli va bene, ma ai vantaggi sbaglia ancora in scambio e concede una palla break. Bonzi spinge col diritto e si salva. Con un altro errore, stavolta col rovescio, Benjamin concede un’altra chance all’azzurro, ma la cancella col servizio. Bagarre totale… Si superano i 16 minuti nel game quando, al 26esimo punto, Bonzi impatta 1 pari, dopo aver salvato altre tre PB (5 in totale!). Non facile ripartire mentalmente dopo tante chance non sfruttate (ma ben giocate dal francese a dire il vero) per Arnaldi, che inizia servendo male e subendo una gran risposta di Bonzi, gli vale lo 0-30. Come nel secondo set, Matteo sente la pressione dello score negativo e torna al suo peccato originale: la fretta. Sparacchia un rovescio cross dopo il servizio, è 0-40, e completa la “frittata” con un altro errore in spinta dopo la battuta, un’irruenza che paga con il BREAK. Bonzi vince il decimo punto di fila e vola avanti 3-1. Arnaldi torna in carreggiata, vince un buon turno di battuta e prova a rientrare in risposta nel sesto game. Benjamin non è solido, si ritrova 0-30, ma Matteo ancora sbaglia in risposta, forse incerto tra lo spingere e il contenere bloccando. Bonzi regala col rovescio, 15-40, ecco le due opportunità per riaprire la partita. Il francese usa benissimo – come in tutto il match – lo slice da destra, precisissimo e molto angolato (30-40); troppo difensivo il ligure alla seconda chance, rincorre da 4 metri dietro e c’è troppo campo da difendere. 0 su 8 nelle palle break per “Arna”. Con una difesa di pura tigna ecco la nona palla break per Matteo. Niente, altro attacco del rivale e il passante non c’è. 4-2 Bonzi. Sul 4-3 di nuovo il francese regala qualcosa e lo score segna 0-30; come in precedenza affronta le difficoltà attaccando con qualità, rapido e offensivo. Vince un punto rocambolesco sul 15-30, con un riflesso clamoroso di volo, una vera e propria “parata” con racchetta. Sul 30 pari gli va meno bene, arriva la decima palla break per Arnaldi. Ancora out la risposta dell’azzurro. 5-3 Bonzi. L’italiano resta aggrappato alla partita, ma il transalpino sul 5-4 chiude l’incontro al secondo match point dopo quasi tre ore di battaglia. Un successo complessivamente meritato.

    Benjamin Bonzi vs Matteo Arnaldi ATP Cincinnati Benjamin Bonzi666 Matteo Arnaldi734 Vincitore: Bonzi ServizioSvolgimentoSet 3B. Bonzi 15-0 30-0 30-15 30-30 df 40-30 40-40 A-405-4 → 6-4M. Arnaldi 0-15 15-15 30-15 40-155-3 → 5-4B. Bonzi 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 A-404-3 → 5-3M. Arnaldi 0-15 15-15 ace 15-30 30-30 40-30 40-40 A-404-2 → 4-3B. Bonzi 0-15 0-30 15-30 15-40 30-40 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 A-40 ace3-2 → 4-2M. Arnaldi 15-0 30-0 40-03-1 → 3-2B. Bonzi 15-0 30-0 40-02-1 → 3-1M. Arnaldi 0-15 0-30 0-401-1 → 2-1B. Bonzi 0-15 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-400-1 → 1-1M. Arnaldi 15-0 30-0 40-0 40-15 df 40-300-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 2B. Bonzi 15-0 30-0 30-15 30-30 30-40 40-40 A-405-3 → 6-3M. Arnaldi 0-15 df 0-30 df 0-40 15-40 30-40 40-40 A-40 40-40 A-405-2 → 5-3B. Bonzi 0-15 15-15 30-15 40-15 40-304-2 → 5-2M. Arnaldi 15-0 30-0 ace 30-15 40-154-1 → 4-2B. Bonzi 0-15 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 A-40 40-40 A-40 ace 40-40 A-403-1 → 4-1M. Arnaldi 0-15 df 0-30 0-402-1 → 3-1B. Bonzi 15-0 30-0 40-01-1 → 2-1M. Arnaldi 0-15 15-15 30-15 40-151-0 → 1-1B. Bonzi 15-0 15-15 15-30 30-30 40-300-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1Tiebreak0-0* 0*-1 0*-2 1-2* 1-3* 1*-4 1*-5 1-6*6-6 → 6-7B. Bonzi 15-0 30-0 40-05-6 → 6-6M. Arnaldi 15-0 30-0 40-0 40-15 40-305-5 → 5-6B. Bonzi 15-0 ace 30-0 40-04-5 → 5-5M. Arnaldi 0-15 15-15 ace 15-30 30-30 40-304-4 → 4-5B. Bonzi 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 ace3-4 → 4-4M. Arnaldi 0-15 df 15-15 15-30 df 30-30 40-303-3 → 3-4B. Bonzi 15-0 30-0 ace 40-02-3 → 3-3M. Arnaldi 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 A-402-2 → 2-3B. Bonzi 15-0 30-0 40-0 40-15 40-301-2 → 2-2M. Arnaldi 15-0 30-0 40-0 ace1-1 → 1-2B. Bonzi 15-0 30-0 30-15 40-15 40-30 df0-1 → 1-1M. Arnaldi 15-0 30-0 40-00-0 → 0-1 LEGGI TUTTO

  • in

    Khachanov, “attesa” record tra due finali Masters 1000

    Karen Khachanov (foto NBO)

    Non è mai troppo tardi, anzi, chi sa attendere spesso è premiato nella sua perseveranza. Tutto questo si addice a Karen Khachanov, tennista russo oggi 29enne con un passato da top 10 (n.8 nel 2019). Dotato di colpi potentissimi e un fisico imponente, in molti pronosticavano una carriera ancor più vincente per il nativo di Mosca, che comunque si è tolto buone soddisfazioni con due semifinali Slam (Australian Open 2023 e US Open 2022) e 7 titoli vinti, tra cui il Masters 1000 di Parigi – Bercy nel 2018, quando visse una settimana incredibile regolando uno dopo l’altro Zverev, Thiem e Djokovic in finale. È passato un bel po’ di tempo da quel successo, il più importante nella sua carriera, ma l’impegno e costanza di rendimento di Karen è stato premiato. Stanotte a Toronto Khachanov ha la chance di tornare a vincere un Masters 1000, sfidando Ben Shelton per il National Bank Open 2025. Partirà sfavorito, vista la crescita importante dello statunitense, in particolare nella pazienza e lucidità delle scelte di gioco, ma dall’altro lato il russo avrà poca pressione e potrà giocare con massima libertà e magari sorprendere anche il 22enne di Atlanta.
    C’è un dato statistico curioso sul ritorno di Khachanov in finale in un Masters 1000, proprio relativo al lungo lasso di tempo intercorso tra la sua prima finale (e poi vittoria) in un torneo di categoria e la seconda apparizione. Sono passati infatti ben 6 anni e 9 mesi tra la finale di Parigi Bercy 2018 e quella di Toronto 2025: mai un tennista aveva aspettato così tanto tempo per tornare in finale in un M1000 da quando esiste questa categoria di tornei.
    Ecco la lista degli intervalli più lunghi per un giocatore tra due finali Masters 1000:
    6 anni e 9 mesi – Karen Khachanov (2018 Parigi Bercy – 2025 Toronto)6 anni e 6 mesi – Dominik Hrbaty (2000 Monte Carlo – 2006 Parigi Bercy)6 anni e 2 mesi – Grigor Dimitrov (2017 Cincinnati – 2023 Parigi Bercy)6 anni – Felix Mantilla (1997 Amburgo – 2003 Roma)6 anni – Richard Gasquet (2006 Canada – 2012 Canada)
    Vedremo se nella finale canadese la spunterà il “momento” ed esuberanza di Shelton, che in caso di vittoria alzerà al cielo il primo 1000 e scalzerà Djokovic al sesto posto del ranking ATP, o la potenza ed esperienza di Khachanov. Certamente è una finale a sorpresa di un torneo molto chiacchierato per le tante assenze ma che, in realtà, ha regalato agli appassionati molte buone partite e spunti di riflessione. A volte, anche non trovare sempre i “soliti” a giocarsi il titolo non è poi tanto male…
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO