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    Grottazzolina riporta in Italia Oleg Antonov: “Felicissimo di giocare qui”

    Oleg Antonov era un meraviglioso bambino di 8 anni quando suo papà Jaroslav decise, nel lontano 1996, di sposare la causa dell’allora Videx Grottazzolina regalando al piccolo club del territorio fermano una delle pagine più belle della propria storia. Primo straniero della storia del club in Serie A, Jaroslav sbarcò a Grottazzolina all’età di 33 anni ed è tuttora, indiscutibilmente, uno dei giocatori più amati e ricordati dai tifosi grottesi.

    Oltre alle valigie e ad uno straordinario bagaglio di esperienza, Jaroslav portò però con sé un bellissimo bambino, che non ci mise molto a legare con gli altri coetanei del paese. E non potrebbe essere altrimenti, visto che nei piccoli borghi ci si conosce tutti.

    Da quel tempo di acqua ne è passata davvero tanta sotto il ponte del fiume Tenna, che collega idealmente oltre che geograficamente il territorio di Grottazzolina con i comuni limitrofi. E’ passata una vita, sono passate due vite.

    Foto Lega Pallavolo Serie A

    E’ così che Oleg e la pallavolo Grottazzolina, soltanto da pochi mesi affacciatasi al fantastico scenario della Serie A dopo tanti tanti anni nelle categorie inferiori, entrano per la prima volta in contatto. Anno 2024, ventisette anni dopo, queste due creature si reincontrano, più mature e consapevoli, e si prendono per mano per compiere insieme un percorso che mai, sinora, in oltre cinquant’anno di storia nessuno aveva percorso: la Superlega.

    Eppure, strano scherzo del destino, nonostante sia Grottazzolina ad essere pallavolisticamente la più anziana dei due, è proprio Oleg ad aver maggiore esperienza ai massimi livelli. E per spiegarlo, basta limitarsi ad un solo dato: 137 presenze in nazionale italiana, roba da far tremare i polsi.

    Classe ‘88 per 198 cm, nato a Mosca ma cresciuto pallavolisticamente a Treviso seguendo le orme del papà, Oleg Antonov è un vero e proprio pezzo da novanta del volley nazionale, ed il suo arrivo a Grottazzolina aggiunge al suo curriculum una magnifica nota di romanticismo.

    Dopo alcune esperienze maturate in A2 (Mantova e Genova) nel 2012 passa un biennio in A1 a Cuneo, dove arriva a disputare la finale di Champions League, per poi spiccare il volo destinazione Francia, dove a Tours vince Campionato, Coppa e Supercoppa. L’exploit gli schiude le prestigiose porte di Trento, dove resta un altro biennio. Nel 2017, dopo aver iniziato la stagione a Vibo Valentia, riceve un’offerta irrinunciabile dalla massima serie turca, trasferendosi nel prestigioso club dello Ziraat Bankasi.

    Nel 2018 passa all’Ural, Superleague russa, per poi concludere ancora una volta la stagione in Turchia, stavolta al Galatasaray. Il post pandemia è storia recente, Oleg rientra in Italia e per un biennio gioca a Piacenza, per poi passare nel 2022-23 alla Prisma Taranto. La stagione appena conclusasi la gioca ancora in Russia, al Nova, fino alla chiamata speciale di Grottazzolina, in massima Serie. Questione di cuore, e al cuor non si comanda. Giocatore solido e completo in tutti i fondamentali, nel 2017 viene premiato come miglior battitore in CEV Cup ripetendosi poi alla Grand Champions Cup.

    Straordinario anche il percorso in Nazionale, con un esordio curioso, risalente al 2012: è infatti il ct Mauro Berruto, giusto pochi giorni fa ospite a Grottazzolina, ad aprirgli per la prima volta le porte di un collegiale in azzurro. Da lì Antonov diventa un punto fermo dell’Italvolley, e dall’esordio del 29 maggio 2015 in World League arrivano una medaglia d’argento, nello stesso anno, in Coppa del Mondo, oltre ad un bronzo all’europeo. Nel 2016 conquista l’argento ai XXXI Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, seguito da un altro argento alla Grand Champions Cup 2017.

    Sposato, e padre di tre meravigliosi bambini, Antonov arriverà a Grottazzolina un anno dopo la toccata e fuga del 2023, quando in viaggio per le vacanze verso il sud Italia non mancò di fermarsi nel piccolo centro fermano per salutare gli amici di una vita, visitando anche il palasport.

    A fine luglio tornerà ancora, stavolta per restare, perché adesso Oleg Antonov e Grottazzolina hanno un pezzo di storia da scrivere insieme: “Non mi piace crearmi aspettative particolari, non amo le previsioni, la stagione va vissuta. Quello che so di sicuro è che ci attende una stagione difficile in un campionato molto competitivo, con squadre di alto livello. Anche noi però siamo competitivi, sarà importante stare uniti, creare un buon gruppo. Sono felicissimo di giocare a Grottazzolina, con tutta la storia che c’è dietro. Da parte mia farò tutto il possibile per centrare l’obiettivo e far divertire pubblico, tifosi e tutta Grottazzolina”.

    (fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Yuasa Battery, al cuor non si comanda: arriva il forte Oleg Antonov

    Per lo schiacciatore ben 137 gare in Nazionale azzurra: “Sono felicissimo di giocare a Grottazzolina, con tutta la storia che c’è dietro”
    Grottazzolina – “Che giri fanno due vite…” Se volessimo affidare alla musica il compito di raccontare il secondo volto nuovo di Grottazzolina in versione Superlega, viene in mente di affidarsi a Mengoni, perché effettivamente più che un nuovo arrivo si tratta di un ritorno, ma non come tanti altri quando si parla di sport. Qui si parla di vita, anzi, di due vite.
    Oleg Antonov era un meraviglioso bambino di 8 anni quando suo papà Jaroslav decise, nel lontano 1996, di sposare la causa dell’allora Videx Grottazzolina regalando al piccolo club del territorio fermano una delle pagine più belle della propria storia. Primo straniero della storia del club in Serie A, Jaroslav sbarcò a Grottazzolina all’età di 33 anni ed è tuttora, indiscutibilmente, uno dei giocatori più amati e ricordati dai tifosi grottesi. Oltre alle valigie e ad uno straordinario bagaglio di esperienza, Jaroslav portò però con sé un bellissimo bambino, che non ci mise molto a legare con gli altri coetanei del paese. E non potrebbe essere altrimenti, visto che nei piccoli borghi ci si conosce tutti.
    Da quel tempo di acqua ne è passata davvero tanta sotto il ponte del fiume Tenna, che collega idealmente oltre che geograficamente il territorio di Grottazzolina con i comuni limitrofi. E’ passata una vita, sono passate due vite.
    Antonov in ricezione con la maglia azzurra (Getty Images)
    E’ così che Oleg e la pallavolo Grottazzolina, soltanto da pochi mesi affacciatasi al fantastico scenario della Serie A dopo tanti tanti anni nelle categorie inferiori, entrano per la prima volta in contatto. Anno 2024, ventisette anni dopo, queste due creature si reincontrano, più mature e consapevoli, e si prendono per mano per compiere insieme un percorso che mai, sinora, in oltre cinquant’anno di storia nessuno aveva percorso: la Superlega.
    Eppure, strano scherzo del destino, nonostante sia Grottazzolina ad essere pallavolisticamente la più anziana dei due, è proprio Oleg ad aver maggiore esperienza ai massimi livelli. E per spiegarlo, basta limitarsi ad un solo dato: 137 presenze in nazionale italiana, roba da far tremare i polsi.
    Classe ‘88 per 198 cm, nato a Mosca ma cresciuto pallavolisticamente a Treviso seguendo le orme del papà, Oleg Antonov è un vero e proprio pezzo da novanta del volley nazionale, ed il suo arrivo a Grottazzolina aggiunge al suo curriculum una magnifica nota di romanticismo.
    Dopo alcune esperienze maturate in A2 (Mantova e Genova) nel 2012 passa un biennio in A1 a Cuneo, dove arriva a disputare la finale di Champions League, per poi spiccare il volo destinazione Francia, dove a Tours vince Campionato, Coppa e Supercoppa. L’exploit gli schiude le prestigiose porte di Trento, dove resta un altro biennio. Nel 2017, dopo aver iniziato la stagione a Vibo Valentia, riceve un’offerta irrinunciabile dalla massima serie turca, trasferendosi nel prestigioso club dello Ziraat Bankasi. Nel 2018 passa all’Ural, Superleague russa, per poi concludere ancora una volta la stagione in Turchia, stavolta al Galatasaray. Il post pandemia è storia recente, Oleg rientra in Italia e per un biennio gioca a Piacenza, per poi passare nel 2022-23 alla Prisma Taranto. La stagione appena conclusasi la gioca ancora in Russia, al Nova, fino alla chiamata speciale di Grottazzolina, in massima Serie. Questione di cuore, e al cuor non si comanda.
    Oleg Antonov schiaccia con la maglia di Taranto (ph. Legavolley)
    Giocatore solido e completo in tutti i fondamentali, nel 2017 viene premiato come miglior battitore in CEV Cup ripetendosi poi alla Grand Champions Cup.
    Straordinario anche il percorso in Nazionale, con un esordio curioso, risalente al 2012: è infatti il ct Mauro Berruto, giusto pochi giorni fa ospite a Grottazzolina, ad aprirgli per la prima volta le porte di un collegiale in azzurro. Da lì Antonov diventa un punto fermo dell’Italvolley, e dall’esordio del 29 maggio 2015 in World League arrivano una medaglia d’argento, nello stesso anno, in Coppa del Mondo, oltre ad un bronzo all’europeo. Nel 2016 conquista l’argento ai XXXI Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, seguito da un altro argento alla Grand Champions Cup 2017.
    Per lo schiacciatore ben 137 foto in maglia azzurra (ph. Federvolley)
    Sposato, e padre di tre meravigliosi bambini, Antonov arriverà a Grottazzolina un anno dopo la toccata e fuga del 2023, quando in viaggio per le vacanze verso il sud Italia non mancò di fermarsi nel piccolo centro fermano per salutare gli amici di una vita, visitando anche il palasport. A fine luglio tornerà ancora, stavolta per restare, perché adesso Oleg Antonov e Grottazzolina hanno un pezzo di storia da scrivere insieme: “Non mi piace crearmi aspettative particolari, non amo le previsioni, la stagione va vissuta. Quello che so di sicuro è che ci attende una stagione difficile in un campionato molto competitivo, con squadre di alto livello. Anche noi però siamo competitivi, sarà importante stare uniti, creare un buon gruppo. Sono felicissimo di giocare a Grottazzolina, con tutta la storia che c’è dietro. Da parte mia farò tutto il possibile per centrare l’obiettivo e far divertire pubblico, tifosi e tutta Grottazzolina”.
    Oleg Antonov e Grottazzolina… che giri fanno due vite! LEGGI TUTTO

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    Un nuovo innesto nello staff, ecco lo scoutman Patrick Bandini

    A sostituire una colonna bianconera come Francesco Monopoli, ecco da Ravenna l’esperto delle statistiche per Angelo Lorenzetti. Trentuno anni tra pochi giorni, tanta esperienza alle spalle ed ora l’approdo alla corte della società del presidente Sirci: “Quando ti chiama Perugia che è una delle squadre più forti del mondo e puoi lavorare con Angelo Lorenzetti che è uno degli allenatori migliori al mondo si crea una combo perfetta”

    La Sir Susa Vim Perugia prosegue nella definizione dello staff tecnico e comunica l’arrivo al PalaBarton dello scoutman Patrick Bandini.A sostituire una colonna nel ruolo come Francesco Monopoli ecco dunque come esperto delle statistiche Patrick, nativo di Ravenna, trentuno anni il prossimo 23 giugno e già tanta esperienza alle spalle. Esperienza formata nella squadra della sua città natale, una delle culle della pallavolo italiana. Esperienza partita come allenatore delle giovanili poi la chiamata di Bonitta in prima squadra come scoutman. Due anni di Superlega, una stagione in serie A2 ed ora per Bandini l’approdo al PalaBarton a far squadra con coach Lorenzetti e tutto il resto dello staff tecnico. Una opportunità che Patrick ha colto al volo.“Devo dire che non mi aspettavo questa chiamata”, racconta con sincerità Bandini. “Ma chiaramente sono stato fin dalle prime parole telefoniche subito molto contento ed entusiasta. Mi sono precipitato a Perugia il giorno stesso per il colloquio ed in realtà è stata una trattativa decisamente veloce perché quando sono uscito dall’ufficio del PalaBarton avevo già accettato. Perché? Beh, perché quando ti chiama Perugia che è una delle squadre più forti del mondo e puoi lavorare con Angelo Lorenzetti che è uno degli allenatori migliori al mondo si crea una combo perfetta”.Spontaneità tutta romagnola quella di Patrick che si aggiunge dunque ad uno staff tecnico già collaudato.“Con Angelo ho chiacchierato nel suo ufficio, ci siamo conosciuti, ho raccontato la mia storia sportiva e non. Le sue richieste erano in linea con quello che avevo in mente io per il ruolo di scoutman che vedo come un membro attivo dello staff e ruolo nel quale la parte di analisi dati è uno studio vero e proprio. Ho avuto anche il primo impatto con il PalaBarton ed è stato un grande colpo d’occhio, l’ho trovato molto attrezzato ed organizzato. Non vedo l’ora di cominciare a lavorare con tutto lo staff, ho ottime aspettative, sono qui per lavorare e per migliorare”.
    UFFICIO STAMPA SIR SUSA VIM PERUGIA LEGGI TUTTO

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    Lube e Zaytsev ai saluti. Lo Zar: “Sangue biancorosso nelle vene!”

    Un altro addio suggestivo in casa Cucine Lube Civitanova. Si chiude il secondo ciclo in biancorosso di uno dei giocatori più iconici della pallavolo italiana e internazionale. Ivan Zaytsev, che già nel primo biennio da cuciniero aveva alzato al cielo la Supercoppa (2012) e lo Scudetto (2014), lascia la Lube al termine del successivo triennio, forte di un altro titolo italiano di SuperLega Credem Banca (2022) e due stagioni senza trofei, ma con gli argenti in Supercoppa (2022 e 2023) e uno Scudetto sfumato in Gara 5 della Finale Play Off a Trento (2023). Tra gli atleti più apprezzati trasversalmente dai tifosi italiani e stranieri anche fuori dal campo per la sua innata empatia, lo Zar ha espresso la gratitudine all’ambiente Lube senza lesinare emozioni.
    Il saluto di Ivan Zaytsev:
    “Ho trascorso cinque stagioni strepitose alla Cucine Lube Civitanova, vincendo in entrambi i cicli. Sono arrivato come una scommessa, un giovane seguito con attenzione che veniva dalla A2, ma che aveva già cambiato più volte pelle e combatteva per trovare la sua identità al di fuori dell’ombra di suo papà. Quando ho vestito per la prima volta la maglia biancorossa ero circondato da campioni affermati che mi hanno accolto immediatamente, ma non volevo certo sfigurare! Dopo successi di prestigio e sconfitte cocenti sono diventato uomo nelle Marche, mi sono sposato e ho ‘messo in cantiere’ Sasha. La mia vita da grande è iniziata proprio qui. Dopo tanti altri cambiamenti, paesi, squadre e ruoli, sono tornato, ma avevo un po’ paura di rovinare quel ricordo indelebile gelosamente custodito in me. Nonostante l’infortunio e la mia prima operazione mi sono rialzato grazie a una squadra piena di campionissimi vincendo qui il mio terzo Scudetto nel volley. Sarebbe troppo facile dire che mi porto via solo questi ricordi, quelli che hanno il sapore della vittoria, perché per stare in questo Club ci vuole anche altro, è una mentalità che devi avere, una fame insaziabile, una voglia incessante di perfezionarsi. Tutto questo ti deve scorrere nelle vene, così come il sangue biancorosso. Un ringraziamento particolare devo farlo ai miei compagni di squadra, allo staff tecnico, a medici, fisioterapisti e tutte quelle persone che instancabilmente e più nell’ombra lavorano per mantenere in alto la società sotto tutti gli aspetti. Spero di aver lasciato nei nostri tifosi un pezzetto di me, di averli resi orgogliosi e felici di aver fatto questo tragitto insieme come lo sono io ora nel dirvi grazie! Per me è stato un grande onore vestire questa casacca e sarò sempre riconoscente alla proprietà per avermi dato questa possibilità, ben due volte! Non voglio emozionarmi troppo, quindi non dico altro, ma saluto tutti. Non perdiamoci di vista, sappiate che per me sarà sempre bello pensare e gridare le parole Forza Lube!”.
    A.S. Volley Lube ringrazia Ivan Zaytsev, professionista esemplare, per aver trasmesso la sua grande carica al popolo biancorosso sposando in pieno le ambizioni del Club e mettendosi sempre a disposizione. Allo Zar vanno i migliori auguri per un futuro da vincente in tutti i campi e su tutte le superfici. LEGGI TUTTO

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    Andrea Truocchio continua la sua esperienza a Padova

    Il centrale toscano, Andrea Truocchio, prosegue, anche per il prossimo campionato di SuperLega, la sua avventura nella Città del Santo. Classe 2000, cresciuto nel settore giovanile di Modena e aggregato alla prima squadra dal 2018 al 2021, ha poi disputato tre stagioni in A2 a Siena, Castellana Grotte e Santa Croce, prima di approdare al club bianconero. 
    “Sono contentissimo di continuare il mio percorso con Pallavolo Padova. Questa realtà permette ai giovani atleti, come me, di migliorare e di esprimere le proprie potenzialità in campo. Nella passata stagione ho avuto modo di mettermi in gioco in campo, avendo il mio spazio, e il mio obiettivo per il prossimo anno sarà proprio quello di averne ancora di più. Conosco già l’ambiente, i preparatori e lo staff, che sono tra i migliori con cui si possa lavorare per crescere anche a livello fisico. Inoltre, siamo tutti molto giovani, quindi la squadra sarà super affiatata e sono convinto che potrà dare molte soddisfazioni durante il prossimo campionato di SuperLega”, ha esordito. 
    Guardando indietro alla scorsa stagione, Truocchio ha commentato: “La stagione passata è stata un’esperienza di grande crescita. Venendo da un paesino, trovarmi a Padova è stato un cambiamento significativo, mi sono trovato molto bene sia con la società che con la città. È stato un contesto molto accogliente e stimolante, che mi ha permesso di svilupparmi come atleta e come persona”. 
    Riguardo agli obiettivi in vista del prossimo campionato, ha aggiunto: “L’obiettivo personale, come per ogni atleta della mia età che gioca in SuperLega, è diventare titolare. Credo che sia un traguardo comune a tutti i giocatori che iniziano dalla panchina, così come per quelli che sono già titolari e vogliono mantenere il loro posto o aspirano a entrare in nazionale. Per quanto riguarda l’obiettivo di squadra, ovviamente puntiamo alla salvezza, ma anche, magari, a raggiungere i playoff”.  LEGGI TUTTO

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    La Yuasa Battery in visita al Santuario dell’Ambro

    Dopo il voto e la Superlega, giocatori e società fanno visita a padre Gianfranco Priori, in arte Frate Mago, rettore di uno dei luoghi di culto più importanti della regione
    GROTTAZZOLINA – Nella trionfale cavalcata verso la Superlega, la Yuasa Battery ha avuto anche la benedizione di padre Gianfranco Priori, in arte Frate Mago, rettore del Santuario della Madonna dell’Ambro, nelle Marche il secondo luogo di culto per numero di presenze di fedeli dietro solo a Loreto. Frate Mago era l’ospite d’onore alla cena di Natale della squadra di coach Ortenzi e quella sera, durante i suoi tanti giochi di magia con le carte, seppe tranquillizzare i giocatori dichiarando senza mezzi termini: “Non abbiate paura, sarà Superlega!”.

    Fedrizzi e compagni, non nascondendo riti scaramantici, accettarono la sfida: “Se andrà come deve andare – promisero al religioso – la verremo a trovare al Santuario. Consideri il nostro un voto in piena regola”. Sorvoliamo sulle tre carte magiche che quella sera, grazie alla proverbiale abilità di Frate Mago, circolavano tra i tavoli a più riprese (due di spade, cinque di bastoni e cavallo di denari). Segni che oggi fanno riflettere in considerazione che la Yuasa Battery ha conquistato la Superlega il 25 aprile in quel di Siena, la città del Palio e della corsa dei cavalli per eccellenza. Brividi e non solo… Detto, fatto! Così i giocatori della Yuasa Battery, prima dello sciogliete le righe, hanno fatto visita a Frate Mago e si sono recati al Santuario della Madonna dell’Ambro a Montefortino, nel cuore dei Monti Sibillini, accompagnati dal presidente Rossano Romiti, dal coach Massimiliano Ortenzi e dal responsabile delle relazioni esterne Fabio Paci.

    Un momento molto particolare, anche di silenzio e riflessione. Padre Gianfranco Priori ha ricevuto la squadra nel Santuario, spiegando la storia di uno dei luoghi di culto più visitati a livello nazionale e méta di migliaia di fedeli e turisti. Oltre a impartire la benedizione ai giocatori per il loro prosieguo di carriera e alla Yuasa Battery in vista del campionato di Superlega, frate Mago – ormai tifoso onorario e padre spirituale del club – ha regalato a tutti delle piccole croci Tau come testimonianza del forte legame. “Verrò ad applaudirvi alla prima partita di campionato – ha promesso frate Mago –. Avete colto un’impresa storica e tutto ciò si concretizza con talento, impegno, gioco di squadra. Avete dato anche un forte segnale di speranza e positività a beneficio dei nostri borghi dell’entroterra: la massima serie conquistata nella pallavolo è un patrimonio di tutto un territorio che deve essere, e lo è sicuramente, orgoglioso di voi”. LEGGI TUTTO

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    La storia continua: Spirito ancora insieme a Rana Verona

    Un’altra conferma è arrivata: Luca Spirito continua a vestire la maglia di Rana Verona anche nelle prossime due stagioni. Il palleggiatore classe 1993 rinsalda, dunque, il suo duraturo legame con la città e l’ambiente e si prepara ad affrontare il nono anno ai piedi dell’Arena, il quarto con Verona Volley. Un veronese adottato Spirito, che dalla prossima stagione avrà un nuovo compagno di reparto, Konstantin Abaev, da poco annunciato.
    Così ha commentato Spirito il prolungamento dell’accordo: “Negli anni ho costruito un rapporto speciale con questa bellissima città, con i tifosi e con un ambiente che mi ha accolto tanto tempo fa in modo incredibile. Qui sono cresciuto e maturato sia come atleta, ma soprattutto come persona e ho avuto modo di conoscere tante persone di enorme spessore. La scelta di proseguire il percorso con questa maglia è stata facile da prendere, perché ho intenzione di scrivere altre pagine importanti della storia di questo Club assieme a tutti i miei compagni e continuare a dare anima e corpo per la gente che ci segue con una passione sfrenata. Adesso un po’ di pausa per ricaricare le pile al massimo e arrivare pronti alla preparazione per la prossima stagione”.
    “Luca è stato sin dal primo giorno elemento fondamentale per Verona Volley – ha aggiunto Stefano Fanini, Presidente di Verona Volley – In questi anni si è sempre distinto in campo e fuori quale professionista esemplare, aspetto che ricerchiamo in ogni atleta che gioca con noi. Spirito ha sempre onorato la nostra maglia, ha combattuto per i nostri colori e continuerà a farlo con l’impegno, la dedizione e l’eleganza che lo contraddistinguono. E ciò non può che inorgoglire il nostro Club. Siamo felici e soddisfatti di proseguire il percorso comune, con l’auspicio di raggiungere altri traguardi importanti assieme”. LEGGI TUTTO

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    Mattia Orioli vestirà la maglia bianconera per la prossima stagione

    Lo schiacciatore Mattia Orioli, classe 2004, dopo ben quattro stagioni trascorse a Ravenna, entrerà a far parte del roster di coach Jacopo Cuttini per il prossimo campionato di SuperLega 2024_25. “Padova è il posto migliore che avrei potuto scegliere”, ha esordito. 
    Nato a Cesena, Orioli è cresciuto nel vivaio del Volley Club Cesena e ha partecipato al progetto giovanile Romagna in Volley, prendendo parte a diverse finali nazionali con la Porto Robur Costa Ravenna. Tra le più significative quelle Under 19 dello scorso anno, che hanno portato alla conquista dello scudetto, e la vittoria della Junior League di quest’anno. Con i suoi 198 cm di altezza, dalla stagione 2020_21 a quella 2023_24, ha indossato i colori della Consar Ravenna, di cui, i primi due, in Serie A1. 
    Lo schiacciatore cesenate ha espresso tutto il suo entusiasmo per l’inizio di questa nuova avventura nella Città del Santo. “Approdare a Padova, in SuperLega, rappresenta per me un traguardo importante e, senza dubbio, sarà una bellissima esperienza. Vengo da due stagioni in A2 a Ravenna, dove ho giocato un campionato per certi versi difficile, ma la SuperLega è un’altro mondo. Avere questa opportunità è per me motivo di grande orgoglio, quindi sono curioso di scoprire come sarà l’ambiente”. 
    Mattia Orioli ha poi aggiunto: “Padova è una città, e in particolare una squadra, dove si lavora molto bene, quindi sono davvero contento di questo. L’obiettivo principale, come team, sarà cercare di raggiungere la salvezza il prima possibile nel corso del campionato e di giocarsela con tutti, a prescindere dalla squadra che ci troviamo di fronte, cercando di dare del nostro meglio”. 
    A livello personale, Mattia vede nel club bianconero il contesto ideale per la sua crescita sotto il profilo sportivo: “Sono convinto che sia una buonissima società per i ragazzi giovani come me. So che si lavora tanto, ci si allena molto e spero di poter migliorare sempre di più in ogni fondamentale, con l’aiuto dei compagni e dello staff. È il posto migliore che potevo scegliere”.  LEGGI TUTTO